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Il malaffare dilaga dappertutto.

Scrive Iacchitè:

La corruzione dilaga in tutta la Calabria ma quanto sta accadendo nei centri del Tirreno cosentino va oltre ogni previsione.

Da quando si è insediato a capo della procura di Paola, il magistrato Pierpaolo Bruni, proveniente dalla Dda di Catanzaro e quindi già molto informato sulla marea di reati che si commettono nelle pubbliche amministrazioni, ha portato a termine un numero impressionante di operazioni contro i sindaci di questo singolare Tirreno corrotto.

Sono addirittura otto le amministrazioni sotto inchiesta: Amantea, Guardia Piemontese, Acquappesa, Aieta, Buonvicino, Fuscaldo, Maierà e Belvedere.

E non è ancora finita…”

Che si sappia questa ultima affermazione è la più vera.

Od almeno dovrebbe esserlo.

La comunità tirrenica infatti ha fiducia nella magistratura e spera che le Forze dell’Ordine indaghino con maggiore impegno e maggiore attenzione su tutte le vicende di cui si parla .

Anche quelle minimali ma che segnalano abusi della politica.

A parte droga ed altro!

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Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota già inviata(inutilmente?) alla TV( tra cui Non è L’arena di Giletti)

Egregia Redazione, voglio segnalare la mia assurda condizione di cittadino italiano.

Sono in quiescenza dal 1° aprile 2019 per effetto dell’articolo 15, commi 1 e 3 , del Decreto 4-2019 (Cosiddetto “Quota 100) per avere maturato 42 anni e 10 mesi prima della pubblicazione del Decreto, concludendo la mia esperienza lavorativa con un totale di 43 anni e 05 giorni di contributi.

Dal 1° aprile 2019, però, è iniziata per me una vita molto problematica in considerazione del fatto che non ho altre fonti di reddito e devo fare fronte alle spese normali che impongono i vari servizi quali elettricità, telefono, gas, ecc. ed il pagamento di alcune rate supplementari, cosa impossibile senza avere un’entrata economica.

Ero fiducioso che l’intervallo di tempo per iniziare ad avere  soldi della pensione fosse limitato a non più di un paio di mesi (così mi era stato detto dai più!) ma ormai devo prendere in considerazione che quasi certamente passerà anche il settimo mese di attesa.

Preciso che non ho ricevuto alcuna comunicazione da INPS e che nei vari contatti avuti con il call center dello stesso Ente, dal Patronato e dall’Ufficio del Personale dell’Ente statale cui appartenevo mi hanno dato più che ampia rassicurazione sulla correttezza della pratica che mi riguarda.

Continuo a subire un ping pong che mi ribalta eventuali responsabilità per tale mancato pagamento  tra Roma (INPDAP-INPS) e Catanzaro (INPS) sede responsabile dell’iter amministrativo.

Intanto sono sei mesi che devo umiliarmi a ricorrere a prestiti da parte di amici (non ho familiari definibili tali) convivendo con notevoli difficoltà economiche.

Ma che Stato è il nostro che calpesta continuamente i diritti dei cittadini?

Come possiamo assicurare un futuro ai nostri figli che, forse giustamente, decidono di andare altrove, in giro per il mondo?

Cosa possiamo aspettarci da uno Stato, che evidentemente tale non è, che genera, oltre a calpestare i  più semplici diritti del cittadino (Ahi, la Costituzione e le varie Leggi nazionali ed internazionali! Quanta propaganda sui media da parte dei politici!) disoccupazione, precarietà, la tragedia della nettezza urbana, la tragedia della sanità, il dissesto del territorio, la presenza “in attaccata dalle leggi” del lavoro nero, lo sfruttamento dei lavoratori (sia ben chiaro, non solo degli extra comunitari ma anche di tantissimi italiani), servizi inesistenti per i più deboli, trasporti da terzo mondo e mal gestiti, infrastrutture al limite del collasso strutturale, ambiente inquinato, ecc.

Con che coraggio possiamo dire ai nostri giovani di rimanere in Italia?

Ringrazio infinitamente sperando che un Loro intervento in trasmissione possa essere utile a me ed a tanti che potrebbero trovarsi nella medesima condizione.

Cordiali saluti.

Dino Antonio P.

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Era ora.

Parliamo del trasloco della caserma dei carabinieri di Amantea.

Quella della quale, da qualche tempo, era perfino chiuso l’accesso principale .

Un accesso chiuso dai Vigili del Fuoco dopo il crollo dei calcinacci sul marciapiede sottostante i balconi del fabbricato.

Un marciapiede anche esso chiuso così da costringere( non ridete, per favore) i cittadini a camminare sulla carreggiata.

 

A loro rischio e pericolo.

Ma questa è Amantea.

Quella Amantea nella quale la legge è un optional che si applica o meno a seconda dei casi o della sua conoscenza.

Purtroppo la città di Amantea non ha più chi la difende.

Una prova sta nella quasi totale mancanza di personale tecnico- amministrativo del comune.

Una seconda prova sta nella carenza di Polizia Locale.

Una terza prova sta nella mancanza di specialisti poliambulatoriali.

La quarta e più terribile prova sta nella mancanza di Carabinieri.

Pur avendo Amantea estremo bisogno di ordine e sicurezza la dotazione locale dei Carabinieri è la metà di quella degli anni settanta-ottanta.

Amantea avrebbe bisogno di una Tenenza ed invece ha una dotazione al momento di sole sei unità.

Una situazione inaccettabile.

Stiamo raccogliendo le firme per sensibilizzare da un lato il comando generale e dall’altro l’amministrazione comunale ( maggioranza o minoranza che sia) che su questo come su tanti altri problemi è assente.

Lunedì prossimo la nuova Caserma dei carabinieri sarà aperta sulla SS18 nelle villette site nei pressi del Liceo.

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