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1.-12-640x342Quante volte ti sarà capitato di imbatterti in diciture come “sconti”, “coupon”, “codice promozionale”, “saldi” o “ribasso”? Tante, forse anche troppe. E quante volte ti sarà capitato, invece, di gasarti e di sentirti invogliato ad entrare in un negozio che sulla vetrina ha appeso il cartello con su scritto “saldi”? Anche a questa domanda la risposta è: “tante, forse anche troppe”. Si sa, gli sconti piacciono a tutti. Quando arriva la stagione dei saldi siamo tutti più contenti e più euforici all’idea di comprare vestiti, scarpe, accessori, oggetti per la casa o chi ne ha più ne metta spendendo veramente poco.

E di sconti ce ne sono di tutti tipi, in tutte le forme e dovunque. Saldi, codici promozionali, buoni acquisto e coupons sono solamente alcune delle varie tipologie di sconto. Le troviamo online su ogni sito di e-commerce come Amazon, Zalando, Shein, Ali-Express, Wish eccetera o su siti che prevendono pagamenti online come siti di booking di viaggio, e li troviamo anche offline in negozi e supermercati di vario genere. Ma alla fine in cuor nostro, sappiamo che l’emozione che si prova ad avere un buono sconto Amazon, un codice sconto booking o un buono spesa Carrefour è sempre la stessa. Si tratta di un piccolo attimo di felicità. Siamo finalmente felici all’idea di poter acquistare qualcosa risparmiando dei soldini e facendo così del bene al nostro portafogli. Ma in realtà c’è qualcosa che noi non sappiamo e a spiegarla sono gli psicologi.

Sconti, buoni acquisto e codici promozionali: altruismo o strategia di vendita?

Come si è già parlato nei paragrafi precedenti, gli sconti piacciono un po’ a tutti. Sconti, coupons, codici promozionali sono presenti ovunque e in ogni momento, soprattutto online nel mondo dell’e-commerce.Ma vediamo un po’ cosa si nasconde dietro ai saldi. Partiamo da Amazon, ad esempio, che giornalmente mette a disposizione tante offerte mostrando per ogni prodotto il prezzo pieno e il prezzo ribassato con la percentuale di sconto applicata. Allo stesso tempo pensiamo ai negozi che, un po’ come Amazon, mettono in saldo degli articoli mostrandoti anche in questo caso il prezzo pieno dell’articolo e poi il prezzo scontato. Ora, immagina di avere con te un codice sconto o un coupon. Questo ti permette di ottenere un ulteriore ribasso o uno sconto vero e proprio – dipende dagli articoli che vuoi acquistare – sulla merce che hai deciso di comprare. Per cui, dopo aver inserito i tuoi articoli nel carrello di acquisto o dopo esserti diretto alla cassa del negozio in cui stai acquistando, porgi il tuo coupon e il prezzo scende. Sei felice. Realizzi che potrai acquistare quello che volevi a un prezzo misero. Fai del bene al tuo portafoglio, pensi. Ma in realtà non è così.

La febbre degli sconti: la scoperta degli psicologi

È certo che mensilmente le ricerche effettuate su Google per termini come “codice promozionale” o “codici promozionali”arrivano fino a circa 700 mila solamente in Italia, mentre negli Stati Uniti – il terzo stato più grande del mondo – le ricerche di questo tipo arrivano fino a 2,5 milioni al mese. Il motivo sta in una ricerca condotta da un team di psicologi; a dimostrarlo, invece, un succo d’arancia.

È stato dimostrato che la gente preferisce un succo d’arancia scontato piuttosto che uno a prezzo pieno o addirittura lo stesso succo d’arancia a prezzo pieno. Infatti, è stato dimostrato che subito dopo l’acquisto del succo in saldo, entro i primi 15 minuti, questo stesso succo d’arancia risultasse più buono di qualsiasi altro succo. Tuttavia, più il tempo passava e più il gusto di questo succo diventava banale e uguale a un comune succo d’arancia.

Cosa significa tutto ciò? È molto semplice. In parole povere gli sconti, i buoni acquisto e i codici promozionali funzionano solo nel momento immediato dell’acquisto. È proprio nel momento immediato dell’acquisto che il cliente ottiene una gratificazione immediata, la stessa che gli permette di essere felice e di provare una sensazione di benessere anche nell’utilizzo dell’articolo, cosa che invece non accade online nel mondo dell’e-commerce. Finché arriva la merce da te acquistata in saldo, ti sarai già dimenticato di aver comprato quegli articoli a poco prezzo. Penserai e amerai lo sconto solo al momento del pagamento, lo stesso che ti invoglierà a comprare.

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terremoto5Cinque anni fa, il 24 agosto 2016, la terra ha tremato e ha fatto gravissimi danni alle persone e alle cose. Morirono 299 persone e distrusse completamente alcuni paesi come Amatrice, Arquata sul Tronto, Ussila, Visso, Accumoli, Gualdo. Sono passati cinque anni e i cittadini superstiti di quei paesini sono ancora senza casa. Ancora oggi, purtroppo, si possono vedere in modo evidente le conseguenze di quel terribile terremoto, case sventrate e gli abitanti costretti a vivere nei container. Vergogna! No, non provano nessuna vergogna i nostri governanti, ma ogni anno, in occasione del triste anniversario si recano a visitare quei luoghi martoriati. E così, puntualmente, ogni 24 agosto, nella ricorrenza del terremoto, c’è l’usanza per i Presidenti del Consiglio, di visitare i luoghi terremotati e depositare una corona d’alloro davanti la lapide che ricorda tutti i cittadini che hanno perso la vita in quel triste giorno.

E qui mi sovviene la famosa poesia di Totò: A livella. Ogni anno, il due novembre c’è l’usanza per i defunti andare al cimitero. Ogni anno, puntualmente, in questo giorno di questa triste e mesta ricorrenza anch’io ci vado e con dei fiori adorno il loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza.

I Presidenti del Consiglio depongono la corona, parlano un po’ coi superstiti, ascoltano la Santa Messa e promettono, promettono che lo Stato non li lascerà soli. E’ vicino a loro. Promesse non mantenute. Cinque anni di promesse mancate. I lavori di ricostruzione procedono a rilento. Per il Presidente del Consiglio Mario Draghi è la prima visita che fa nelle zone terremotate. E con lui sale a 5 il numero dei Presidenti che hanno visitato i paesini distrutti dal sisma. Prima fu Matteo Renzi, poi Gentiloni e due volte Conte e ognuno ha annunciato che quei paesi distrutti sarebbero stati al più presto ricostruiti e i terremotati avrebbero potuto avere una casa sicura in tempi ragionevoli. Quale casa! Ancora sono costretti a vivere nei container o nelle casette di legno. Dopo più di 1826 giorni i governi che si sono succeduti non sono stati in grado di rimettere in piedi granché. Tutto tornerà come prima aveva promesso Renzi. Invece, oggi, dopo lunghi 5 anni, la ricostruzione stenta a decollare. E i Sindaci dei paesi terremotati che fanno? Nulla. Invece di protestare accolgono con onore indossando la fascia tricolore i Presidenti del Consiglio e le altre autorità. Non protestano, non inveiscono, non lanciano pomodori e uova. Nessun contestatore si è fatto vedere e sentire, nessun terremotato superstite ha scandito slogan contro i Premier e nessuno ha mostrato cartelli con la scritta “Vergogna”.

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SiringheSiringhe e aghi usati sono strumenti medici monouso e in quanto tali, dopo ciascun utilizzo, vanno subito smaltiti in modo corretto.

Sia che l’uso avvenga tra le mura domestiche (per terapie domiciliari autosomministrate o seguite da personale medico), sia all’interno di cliniche, ambulatori, studi dentistici e cliniche ospedaliere le criticità restano le stesse: aghi e siringhe rappresentano rifiuti speciali ad elevato rischio biologico, perché potenzialmente in grado di favorire lesioni e infezioni causate da microrganismi patogeni (principalmente virus e batteri).

In questo articolo, descriviamo le corrette procedure per la raccolta e lo smaltimento di siringhe e aghi sia in ambito medico che in casa: per saperne di più, prosegui nella lettura.

Lo smaltimento dei taglienti in ambito medico: l’uso dei contenitori per aghi e siringhe

Le strutture sanitarie (ospedali, cliniche, studi dentistici, ma anche ambulatori e RSA) adottano rigorosi protocolli di sicurezza per lo smaltimento di tutti i rifiuti prodotti nel corso delle attività, inclusi naturalmente aghi e siringhe usati.

I rifiuti sanitari rappresentano scarti ad alto rischio dal punto di vista dell’inquinamento biologico: la diffusione nell’ambiente di questi materiali non è nociva solo dal punto di vista ecologico, ma anche da quello epidemiologico, dato il rischio di favorire la diffusione di microrganismi patogeni.

Nel caso dei taglienti, poi, la necessità è naturalmente anche quella di tutelare la salute degli operatori (medici, infermieri e personale addetto allo smaltimento dei rifiuti).

Per questa ragione, in ambito medico vengono impiegati specifici contenitori per aghi usati e taglienti. Al pari di ogni altra strumentazione medica, questi contenitori devono rispondere a standard di sicurezza stringenti e presentare tutte le omologazioni richieste dalla legge italiana.

I contenitori per aghi e taglienti utilizzati per l’impiego medico sono realizzati in materiali plastici particolarmente robusti, capaci di resistere sia agli insulti meccanici che all’azione di molteplici agenti chimici. Esternamente, i contenitori devono riportare stampa o etichette che specificano in modo chiaro materiali ammessi e modalità di smaltimento.

A rendere ancora più sicura questa particolare categoria di contenitori per rifiuti speciali sono poi accorgimenti quali la presenza di apposite tacche lungo i bordi dell’apertura, progettate appositamente per consentire la separazione dell’ago dal corpo della siringa senza richiedere l’uso della mano (fattore che riduce il rischio di punture accidentali).

Una volta raggiunto il livello massimo di riempimento (segnalato da un’apposita tacca), un meccanismo di chiusura consente di sigillare ermeticamente il contenitore, che successivamente dovrà essere trasportato presso gli appositi centri di smaltimento ed eliminato tramite incenerimento.

Lo smaltimento di aghi e siringhe in casa: accorgimenti e raccolta differenziata

L’impiego di siringhe e aghi monouso è comune anche tra le mura domestiche, soprattutto per chi segue terapie per patologie croniche (come ad esempio nel caso del diabete).

Le regole per il corretto smaltimento delle siringhe monouso in casa sono piuttosto semplici: questi strumenti medici rappresentano rifiuti speciali e, in quanto tali, non possono essere in alcun caso riciclati, ma vanno gettati nel cassonetto della raccolta indifferenziata.

Al termine dell’uso della siringa, segui questa procedura:

  • non separare l’ago dal corpo della siringa
  • copri nuovamente l’ago con il suo cappuccio protettivo
  • getta l’ago nel contenitore dei rifiuti indifferenziati (eventualmente reinserendolo nella sua confezione)

Importante: non gettare nella spazzatura siringhe e aghi privi di protezione, che potrebbero andare a rappresentare un pericolo diretto per la salute degli operatori ecologici.

I contenitori per aghi e taglienti utilizzati in ambito medico sono disponibili in commercio anche in formati ridotti, pensati per l’impiego tra le mura domestiche. Se in casa viene seguita una terapia farmacologica che impone il costante impiego di siringhe, può essere utile acquistare uno di questi contenitori, da svuotare periodicamente recandosi presso il più vicino centro di raccolta/isola ecologica. In questo caso, come ulteriore accorgimento, ricorda di tenere il contenitori per la raccolta delle siringhe usate lontano dalla portata dei bambini.

Per una sintesi delle regole descritte sopra, puoi consultare questa infografica di Assa Novara.

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