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nexen-n8000Lo pneumatico Nexen N8000 è sicuramente uno dei più interessanti degli ultimi anni. Inserito nella categoria UHP, ossia Ultra Hight Performance, sembra perfetto per una guida a velocità elevate e raggiunge il massimo della sua qualità su fondi bagnati. Un vero top di gamma, offerto dai vari rivenditori a prezzi molto contenuti.

Le principali sorprese tecniche

Nexen N8000 punta su un comparto tecnico che ha ben poco da invidiare rispetto a modelli anche più costosi e celebrati. La potenza di guida della matrice costituisce sicuramente un grande punto di forza, unito a prestazioni di manovra di assoluto rilievo. Come già detto prima, la sua capacità di rendere al massimo ad alte velocità è innegabile. Un obiettivo raggiunto grazie ad un particolare disegno del battistrada, caratterizzato da disegni asimmetrici. Una sequenza formata da quattro scanalature rettilinee riduce al minimo i rischi derivanti dall'acquaplaning, mentre la sua aderenza consente una frenata rapida ed efficace. Infine, sottolineiamo la sua grande silenziosità, dovuta ad un'innovativa tecnologia denominata Silence System.

Le prove su strada di Nexen N8000

Nexen N8000 è stato messo alla prova in più riprese per verificare le sue effettive potenzialità. Diverse riviste hanno messo in evidenza le sue elevate qualità. Per esempio, Auto Bild l'ha piazzata all'undicesimo posto tra i 50 pneumatici da lei testati. La frenata da 100 a 0 chilometri orari è stata portata a termine in 37 metri sull'asciutto e 46 sul bagnato. Nessun problema con l'aquaplaning per un set di gomme ideali sia per l'estate che per l'inverno. Tali prerogative sono state dimostrate anche da ADAC, che ha inserito il prodotto tra i più consigliati in assoluto grazie ad alte prestazioni in frenata e ad un ottimo indice di sicurezza. Nel complesso, chi ha realizzato questi pneumatici può essere soddisfatto della loro resa, tranquilla e duratura.

Pregi e difetti dello pneumatico

Quali sono i punti di forza e di debolezza di una mescola di pneumatici Nexen N8000? Elenchiamo prima i pregi:

- ottimo rapporto tra qualità e prezzo;

- perfetta prevenzione dall'aquaplaning;

- prestazioni ottime in tutte le condizioni.

Ed ora ecco i difetti:

- usura piuttosto rapida;

- alta resistenza al rotolamento;

- consumi più elevati della media.

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Renzi sembra dire: Ah Francè m'hai sgamato!

 

Domenica 25 giugno u.s. si sono svolti in tantissimi Comuni italiani i ballottaggi per eleggere i Sindaci.

In alcune città ci sono stati dei ribaltoni storici, eclatanti, inimmaginabili fino ad ieri. Genova, La Spezia, L’Aquila sono andate al raggruppamento di centrodestra.

Ma il ribaltone che ha lasciato basiti Renzi e tutti i compagni comunisti di ieri e di oggi. si è verificato a Sesto San Giovanni da sempre, sin dalle prime elezioni dal dopoguerra in poi, amministrato dalla sinistra.

 

Un risultato storico dopo 72 anni di governo sempre di sinistra.

Il neo Sindaco esulta:- Siamo riusciti ad espugnare la “Stalingrado d’Italia”-.

Esulta Berlusconi e già pensa alle prossime elezioni politiche e si è messo al lavoro per formare una coalizione moderata di governo.

Esulta, cose da pazzi, anche il segretario del Pd Matteo Renzi e si vanta dicendo che il suo partito ha vinto, malgrado alcune sconfitte in alcune città importanti, i ballottaggi.

 

Ma il web lo deride. Salvini e la Meloni addirittura chiedono le dimissioni del Governo Gentiloni perché, secondo loro, non esiste più in Parlamento una maggioranza parlamentare e lo invitano a salire al Colle e rassegnare le dimissioni.

Dal Nord al Sud del paese l’onda azzurra ha decretato una vittoria schiacciante della coalizione del centro destra formata da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia e Matteo Renzi, imperterrito, nega la sconfitta postando un grafico.-67 Comuni sopra i 15000 abitanti sono andati al centro sinistra e 59 Comuni al centro destra-.

 

Ma il capogruppo alla Camera del Pd lo smentisce e ammette che il Pd ha perso.

 

I risultati delle elezioni sono andati davvero malissimo.

Nel complesso il Pd passa dal governare 93 Comuni ad appena 56.Il centrodestra, invece, passa da 34 a 46. Ma quello che più fa male al Pd è che il centrodestra è andato a vincere nei feudi rossi. Il messaggio vero, però, uscito dalle urne è uno soltanto:- Renzi, go home -.

Doveva andarsene dopo la sonora batosta subita nel dicembre scorso al Referendum Costituzionale. Ma non l’ha fatto.

Ora paga a caro prezzo la totale incapacità di rendersi conto che in Italia le cose stanno cambiando e che gli italiani sul tema migratorio la pensano diversamente da lui e dal Governo Gentiloni. L’immigrazione, volente o nolente, è percepita, purtroppo, dalla maggioranza degli italiani come un pericolo altro che risorsa.

Dunque Renzi e Gentiloni dovrebbero andare a casa e al più presto perché sono gli unici perdenti di queste elezioni per le loro scelte, per l’immigrazione incontrollata, per il Jus soli, per i fatti della Banca Etruria, per la disoccupazione alle stelle, per il debito pubblico in continuo aumento, per le tasse, per la gestione della vicenda dei vaccini, per lo schifo che si verifica nelle corsie degli ospedali e nei pronto soccorsi, per il disastro sulla legge elettorale, per i terremotati che ancora non hanno una casa.

E’ vero che le elezioni comunali sono molto diverse dalle elezioni nazionali ed europee, ma quando al Pd faceva comodo in Televisione e nei talk show Renzi, la Serracchiani, Orfini e Co. sbandieravano con spocchia che alle elezioni europee avevano preso il 40% dei voti e quindi erano il primo partito in Italia.

Ora, che hanno perso dappertutto e il 40% se lo sono sognato, le elezioni comunali non contano più. Contenti loro.

 

I ballottaggi di domenica scorsa hanno dimostrato due cose:

Il Pd è in caduta libera e il segretario Matteo Renzi perde le guerre quasi sempre.

Il tocco magico del rottamatore che prese alle elezioni europee il 40% è già storia.

E’ sparito. E’ stato dimenticato.

Come potrebbe sparire, come potrebbe essere dimenticato l’imbonitore fiorentino che in pochissimo tempo è passato dalle stelle alle stalle.

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Gli ospiti della comunità di via Lungarini hanno dato vita a una protesta chiedendo maggiore attenzione, la consegna del pocket money e cibo di qualità migliore.

 

Sul posto polizia e carabinieri.

Hanno lanciato in strada sedie, divani, banchetti e altro ancora.

 

Mattinata di tensione a Casteldaccia per la protesta dei giovani stranieri non accompagnati ospiti della struttura di via Lungarini.

Poco più di una ventina di ragazzi ha dato il via alla "rivolta" contro il centro che li accoglie chiedendo "maggiore attenzione, cibo migliore e la consegna dei soldi previsti dal pocket money", riferiscono dalla polizia.

 

Sul posto cinque pattuglie della polizia e tre dei carabinieri.

Gli ospiti della struttura, dopo circa una mezz'ora, hanno interrotto l'azione dimostrativa e si sono aperti al dialogo con i responsabili della struttura.

L'intervento degli agenti è risultato necessario per riportare la calma in attesa dell'arrivo dei mezzi comunali cui toccherà il compito di liberare la strada dagli arredi buttati giù dalle finestre.

 

Secondo alcune indiscrezione sembrerebbe che alla base della protesta ci sia il mancato festeggiamento del Ramadan. I responsabili del centro accoglienza, i cui locali in passato venivano utilizzati come uffici comunali, non avrebbero autorizzato i ragazzi a celebrare la fine del periodo sacro per gli islamici.

I minorenni, però, sono dispensati sia dal digiuno che dagli altri obblighi previsti per i musulmani.

Palermotoday

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