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I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Messina, nei confronti di un giovane di 26 anni accusato di violenza sessuale nei confronti di una bambina di 9 anni.

 

La denuncia ai carabinieri è stata presentata nei giorni scorsi da parte della madre della vittima

La madre aveva percepito alcuni preoccupanti segnali da parte della figlia.

La denuncia ha dato il via alle indagini disposte dalla Procura, che hanno identificato il 26enne come responsabile dei fatti.

L’accusa è di aver abusato di una bambina di 9 anni.

Per questo un 26enne è stato arrestato e condotto in carcere con un’ordinanza di custodia cautelare, come deciso dal gip di Messina.

Il ragazzo è ora detenuto nella Casa circondariale “Gazzi” di Messina con l’accusa di violenza sessuale.

Messina18 Ottobre 2017

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La malattia era scomparsa tra i bambini da 30 anni.

Ora ritorna.

La bambina di 7 anni era stata ricoverata all’ospedale regina Margherita di Torino ai primi di ottobre-.

 

Una certezza soltanto ed è quella che la bimba, così come i due fratelli, non era stata vaccinata

Il vaccino le è stato praticato appena ricoverata.

I sintomi del tetano erano stati riscontrati a prima vista dai medici ma solo ora sono arrivati anche i test del sangue a confermare la diagnosi..

Il primario della Rianimazione dottor Giorgio Ivani ha dichiarato che ci sono«Miglioramenti, ma lenti».

Poi ha proseguito «La letteratura indica un rischio di crisi per almeno trenta giorni. Trattandosi di una bambina piccola, che al momento del ricovero presentava sintomi importanti, è quindi necessario resti in Rianimazione, dove può essere tenuta sotto stretto controllo, per almeno un mese benché sia cosciente e orientata».

Un forte dubbio.

La causa più comune di contrazione del tetano sono le ferite ma sul corpo della paziente non è stato riscontrato alcune segno di questo genere.

Come avrà preso il tetano?

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Il ventenne Guerlin Butungu usufruirà dello sconto di un terzo di pena. Protesta fuori dal tribunale

Rimini, 17 ottobre 2017 - Rito abbreviato allo stato degli atti, 6 parti civili ammesse e prosecuzione del processo direttissimo al 10 novembre per Guerlin Butungu, il 20enne congolese arrestato dalla squadra mobile di Rimini per avere violentato la giovane polacca e la transessuale peruviana nella notte tra il 25 e il 26 agosto scorsi a Miramare.

Quella stessa notte venne anche picchiato con violenza un amico della giovane dell'Est.

Il Tribunale collegiale, presieduto dal giudice Silvia Corinaldesi - dopo aver sciolto il nodo sulla scelta del rito direttissimo su cui la Procura ha presentato una memoria e ammettendolo sui punti in cui la confessione di Butungu era piena - ha accolto la richiesta della difesa di procedere per tutti i capi di imputazione per evitare una doppia condanna al congolese.

Il 20enne - come dai capi di imputazione - risponderà in abbreviato, usufruendo dello sconto di pena di un terzo previsto per legge, di violenza di gruppo sulla turista polacca e la transessuale peruviana, della rapina ai danni del turista polacco, amico della ragazza violentata in spiaggia sempre la notte del 26 agosto, di rapina e violenza sessuale nei confronti di una turista il 12 agosto scorso, e delle rapine ai danni di due ragazzi italiani.

Come parti civili, oltre ai due ragazzi polacchi e la transessuale peruviana, si sono costituiti il Comune di Rimini, la regione Emilia Romagna, l'Ausl Romagna e l'associazione Butterfly anti violenza e anti stalking.

La decisione della Corte riminese è arrivata alla fine di una mattinata aperta con una manifestazione degli attivisti del Movimento dalla parte delle donne e delle Vittime che hanno srotolato uno striscione davanti ai cancelli del tribunale con la scritta 'Giustizia per le vittime' urlando poi in aula «assassino, massimo della pena».

Da Il resto del Carlino

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