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Amici carissimi, sappiamo tutti come si può perdere da un momento all’altro il posto di lavoro: per fallimento della ditta, per mancanze di commesse, per crollo dei capannoni

causa terremoto, per malattie prolungate, per assenteismo, etc., ma mai avrei pensato che un dipendente di una ditta in cui lavorava da oltre trenta anni venisse licenziato senza neppure un preavviso e il suo posto venisse preso da un robot.

Avete letto bene, amici, un robot, una macchina che svolge esattamente il lavoro che aveva svolto fino ad ieri un operaio.

L’operaio non serve più, le sue braccia non servono più, se ne può stare tranquillamente a casa.

Al suo posto una macchina che non parla, che non si lamenta, che non prende stipendio, che non va in ferie o in malattia, che non rischia infortuni , che non ha famiglia da mantenere e così la ditta risparmia perché non paga stipendio e contributi.

E’ una notizia vera, non è una fake news.

L’uomo è un operaio di 61 anni ancora giovane per percepire la pensione, vecchio per trovare un altro posto di lavoro, anche perché è un invalido.

E’ privo della mano destra che ha perso trenta anni fa sotto una pressa mentre lavorava nella stessa ditta.

L’azienda dalla quale ora viene licenziato si trova a Melzo ed è la Grief Italia s.r.l. e produce taniche e contenitori.

L’operaio era addetto all’attività di posa di tappi sui recipienti, una mansione semplicissima adatta soprattutto alle sue condizioni fisiche.

Ma ora l’azienda, per risparmiare, non ci ha pensato due volte, lo ha mandato a casa.

Lo ha sostituito con un robot di ultima generazione.

E’ giusto tutto questo?

L’operaio si è rivolto ai Sindacati e agli avvocati.

Attende risposta dall’azienda.

Non chiede molto:che gli siano pagati almeno quello che è giusto: i contributi per arrivare alla pensione.

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ficarraMARINO: «È EVIDENTE CHE LA REDAZIONE DI STRISCIA NON RAPPRESENTA I PROBLEMI DI TUTTI I CITTADINI MA SOLO QUELLI RAPPRESENTATI DA POCHI»

«Non intendo entrare nel merito di una polemica inutile sul tema del raddoppio della S.S.106 nell’alto jonio cosentino perché su questa ipotesi già nel 2007, ben 11 anni fa, si sono espressi negativamente ed in modo unanime i Ministeri dell’Ambiente, dei Beni Culturali e delle Infrastrutture» - queste sono le dichiarazioni del Dirigente dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” Tino Marino, da sempre Responsabile delle Segnalazioni.

«Voglio aggiungere – continua Marino – che ancora oggi sono presenti sul sito web del Ministero dell’Ambiente tutti i documenti che comprovano le ragioni per cui il raddoppio fu unanimemente bocciato dai Ministeri e che possono essere banalmente sintetizzati in due ragioni sostanziali: costi ed impatto ambientale e paesaggistico estremamente elevati».

«Tuttavia, l’aspetto di cui è necessario informare tutti i cittadini calabresi – dichiara il Responsabile delle Segnalazioni - non è quello del raddoppio – dal momento che questo è un tema ormai superato – ma è invece un altro: l’incapacità della nota trasmissione “striscia la notizia” di dare vere e concrete risposte ai cittadini che denunciano i veri problemi esistenti sulla S.S.106».

«A tal proposito – afferma Marino – è bene ricordare che l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” negli anni scorsi ha inviato ben 467 richieste alla nota trasmissione, al fine di denunciare diverse gravi situazioni presenti su tutta la S.S.106 da Sibari a Reggio Calabria. Ottenendo dalla redazione sempre la stessa ed identica risposta: “tutte le lettere indirizzate a Striscia vengono lette con attenzione, ma il loro enorme numero non ci consente di rispondere a ciascuno personalmente. Se ci sarà possibile, ci metteremo in contatto con te”».

«Nell’ultima richiesta – conclude il Responsabile delle Segnalazioni – datata 26 marzo 2018 chiedevamo un intervento per denunciare il fenomeno dei parcheggi destinati ai disabili disseminati lungo tutta la S.S.106 puntualmente occupati abusivamente da chi non ha alcuna disabilità. Non si sono degnati di intervenire neanche per questo. Per tale ragione, a nome dell’intera Associazione, esprimo grande delusione nei confronti di una trasmissione che evidentemente non è attenta ai problemi di tutti i cittadini ma solo a quelli che sono rappresentati da pochi. Tutto ciò è sconfortante per chi come me (e non solo…), negli ultimi anni è stato un attento telespettatore di questa trasmissione».

Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – 24 Maggio 2018

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Signor Mattarella, di fronte alla affermazione di Jean Claude Juncker, presidente della Commissione europea, che dice «Staremo attenti alla salvaguardia dei diritti degli africani in Italia», mi viene il dubbio se il signor Juncker non sia egli il Presidente della repubblica italiana ed ancora se esista ancora la repubblica italiana e la sua costituzione .

Non solo.

Ma mi viene in mente di chiedere al signor Juncker perché nel suo ruolo di presidente della Commissione europea abbia solo il dovere di stare attento alla salvaguardia dei diritti degli africani in Italia e non anche a quelli degli Italiani in Italia.

E’ evidente che si tratta di una aberrazione se non mentale quantomeno politica.

Ma a Lei presidente con tutto il rispetto che un Italiano deve al SUO presidente devo chiedere se non ritenga di sentirsi offeso , anche in none di tutti gli italiani.

E soprattutto che cosa intenda ribattere ad un arrogante come Jean Claude Juncker .

Tanto se vero quello che leggo sul web. «Il governo italiano non è ancora formato e comunque noi fondiamo il nostro lavoro non sugli annunci ma su ciò che un governo fa: certamente saremo attenti affinchè siano salvaguardati interamente i diritti degli africani che sono in Italia»«Saremo attenti che i rimpatri degli africani che non hanno diritto a restare in Europa rispettino le regole dei diritti umani». 

Parlando in generale, Juncker ha detto: «non vorrei che africani e europei pensassero che la migrazione sia l'unico problema da risolvere tra l'Africa e l'Ue.

Lo giudicherei ingiurioso per il continente africano, che ha altre potenzialità, al di là del problema posto dalla migrazione». «A Abidjan a novembre, con l'Onu, abbiamo cercato di trovare risposte al rimpatrio dei migranti. Non nego le difficoltà di reinserire i migranti nei diversi Paesi del continente africano, continueremo a operare nella direzione di rimpatri che rispettino tutte le regole, in particolare, i diritti umani, per quegli africani, che sulla base della legge europea non hanno il diritto di restare nell'Ue».

Lei ha modo di informarsi meglio.

Ma se vero , mi dia la soddisfazione di credere che l’Italia sia ancora una repubblica governata dalla costituzione e non un governatorato europeo che viene posto sotto controllo da Juncker & c.

Grazie.

 

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