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MANCHESTER – La 20enne Scarlett Harrison è stata fermata nel centro di Manchester in Inghilterra dalla polizia per aver superato il limite di velocità. La giovane donna aveva trascorso la serata con un’amica in un locale e si è rifiutata di fare l’alcol test con questa motivazione: “Ho le labbra troppo grosse, non posso usare un etilometro per soffiarci dentro”.

Dopo aver fallito più volte nella prova, tra cui una di queste in centrale dove è stata portata dopo essere stata fermata, la giovane si è giustificata spiegando che era tutta colpa delle sue labbra: erano troppo grandi perché potesse usare un etilometro e soffiarci dentro. 

Alla stazione di polizia le è stato chiesto di fornire un secondo campione più accurato, ma ha detto che le sue protesi le rendevano difficile mettere la bocca attorno al tubo.

La giovane ha provato a soffiare quattro volte prima di dire “le mie labbra sono troppo grandi”.

Le sue giustificazioni sono però servite a poco.

Per lei è scattata comunque la denuncia ed è stata accusata di non aver fornito un campione per l’alcol test per cercare di evitare in questo modo la condanna.

Ora è stata condannata dal Tribunale: non potrà guidare per 16 mesi e dovrà pagare una pesantissima multa. 

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Vibo Valentia. Nell'ambito della lotta all'immigrazione clandestina il Reparto Operativo Aeronavale (R.O.A.N.) di Vibo Valentia, dopo aver individuato e fermato nelle acque joniche, un catamarano carico di migranti partito dalla Turchia e arrestato i due scafisti responsabili del traffico, ha concentrato l’attenzione su un natante sospetto, un altro catamarano, proveniente questa volta dalle acque greche, il quale, invece di avvicinarsi alle coste nazionali, aveva proseguito la navigazione, bordeggiando al limite delle acque territoriali italiane, fino ad imboccare lo stretto di Messina.

I Finanzieri hanno affiancato lo yacht, invitando lo skipper, unico occupante apparente, a seguirli nello scalo reggino.

Una volta in porto i militari hanno avviato controlli documentali e ispezionato il mezzo nautico che «si è rivelato vuoto e privo di carico, ma le circostanze della rotta seguita, malgrado i documenti presentati, poi rivelatisi abilmente falsificati, fossero apparentemente in regola, hanno indotto i finanzieri a proseguire i controlli, scoprendo quindi che il catamarano era stato, in realtà, rubato da poco in Grecia, probabilmente per esser utilizzato in traffici illeciti, accortamente camuffato, tramite l’eliminazione e l’avveduto occultamento dei segni identificativi, e travisato così da passare per altra in imbarcazione identica, ma non oggetto di furto».

Il timoniere dell’imbarcazione, A. K., ucraino quarantatreenne, è stato arrestato, su disposizione dell’Autorità giudiziaria e il catamarano, cautelato sotto la sorveglianza dei finanzieri reggini, è ora in attesa di essere restituito ai legittimi proprietari, già informati del ritrovamento.

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Una volta si può sbagliare, ma se poi la gendarmeria francese continua ad entrare in Italia per fare tutto quello che vuole non possiamo non chiederci se esista ancora l’Italia

 

 

 

L’ultima è successa nei giorni scorsi quando a Claviere la Gendarmerie transalpina ha scortato due migranti africani senza avvisare le autorità italiane .

La Stampa riporta che “È accaduto venerdì scorso, in pieno giorno. Un furgone con targa francese e le scritte della Gendarmeria sulle fiancate, ha attraversato il confine a Claviere, ha percorso circa quattro chilometri in territorio italiano, scendendo lungo i tornanti dell’alta Val di Susa, finché, all’altezza di un bosco verso Cesana Torinese, ben al di qua del confine,due agenti hanno fatto scendere dal furgone un paio di giovani migranti africani e li hanno lasciati ai margini della strada. Con un cenno della mano li hanno invitati a inoltrarsi nella boscaglia, quindi hanno fatto inversione di marcia e sono tornati in Francia. Pare che non sia nemmeno il primo caso. Questa volta, però, ad osservare la spregiudicata operazione dei gendarmi c’erano un paio di agenti di polizia, della Digos di Torino. E il governo italiano non intende transigere. Il ministro degli Esteri, Enzo Moavero, ha già formalmente chiesto «informazioni» all’ambasciata di Francia. Mobilitato anche il nostro ambasciatore a Parigi”.

Non solo ma il giornalista freelance Maurizio Pagliassotti ai microfoni de L’Aria che Tira ha poi aggiunto ha sottolineato, che: “Questa è una prassi, io sono testimone diretto della vicenda registrata nei giorni della scorsa Primavera, quando c’era lo scontro sull’irruzione all’interno della stazione ferroviaria di Bardonecchia: il via vai delle camionette francesi era di una all’ora.

Quando filmavo questi scarichi di uomini e donne, venivo invitato dalla gendarmeria francese a mostrare i documenti”. Non si tratterebbe dunque di un episodio isolato, ma di un sistema ormai consolidato.

Macron fa il furbetto?

No, a noi sembra solo l’arroganza dell’Imperatore transalpino, protetto dal lussemburghese che dichiara che “la Francia è la Francia”

“Non voglio credere che la Francia di Macron utilizzi la propria polizia per scaricare di nascosto gli immigrati in Italia”, ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Salvini precisando di essere “in attesa di sviluppi”.

Poi però ha avvertito la Francia che “Se qualcuno pensa davvero di usarci come il campo profughi d’Europa, violando leggi, confini e accordi, si sbaglia di grosso. Siamo pronti a difendere l’onore e la dignità del nostro Paese in ogni sede e a tutti i livelli – assicura -. Pretendiamo chiarezza, soprattutto da chi – sottolinea – ci fa la predica ogni giorno, e non guarderemo in faccia a nessuno!”.

Salvini che ha dichiarato di non accettare le scuse del governo a guida Emmanuel Macron, ha invitato quindi “il collega Moavero a chiedere chiarimenti all’ambasciatore” francese.

Una situazione vergognosa che ha fatto reagire perfino qualcuno del PD in difesa della dignità dell’Italia e del popolo italiano. Un bene.

“Non accadrà più”, afferma il ministro degli Affari Europei francese Nathalie Loiseau, ha sottolineato: “La cooperazione tra Francia e Italia sulla migrazione è importante. Faremo in modo che questi incidenti non accadano più”, riporta Tg Com 24. La Loiseau poi aggiunge: "Dalle prime informazioni si tratta di gendarmi arrivati da poco nella regione, che hanno avvertito la polizia italiana. Sono entrati senza volerlo in Italia. Abbiamo disposto un'inchiesta e un'ispezione. E' stato un evento accidentale".

Quasi che si trattasse di un pacco postale

Ma le polemiche non si placano, con il governo nostrano all'attacco: "La Francia "scarica" migranti come se fossero oggetti e tutti tacciono. Chiudono le frontiere, ma Macron è europeista", il commento del Sottosegretario per la Pubblica amministrazione Mattia Fantinati.

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