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Fermati gli scafisti

Un video girato da un aereo del progetto Mas dell'Agenzia Frontex documenta il trasbordo di un gruppo di migranti da un motopesca su una imbarcazione più piccola.

 

 

 

 

Il tutto avviene a circa 60 miglia a sud dell'isola di Lampedusa.

La nave madre - subito dopo il trasbordo - si è allontanata puntando verso la Libia.

Immediate le procedure per bloccarla.

A bordo sono state trovate sette persone, sei egiziani e un tunisino, ora in stato di fermo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Il peschereccio, che trasportava 81 clandestini, è stato sequestrato in acque internazionali.

Arriverà in Italia, a Licata, sabato 22 giugno.

21 Giugno 2019

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L'albanese Emiljano Fejzo, clandestino e recordman di espulsioni, è ben a conoscenza della facilità con cui si possono varcare i confini in Italia.

Espulso tredici volte con decreto, undici accompagnato in modo coattivo in aereo alla frontiera e altrettante ritornato dall'Albania

 

(il tutto sempre a spese dei cittadini italiani) con la beffarda caparbietà di chi sa che le forze dell'ordine non hanno né mezzi materiali, né strumenti legislativi efficaci per far fronte alle continue violazioni della Bossi-Fini.

Ora il 36enne attende il prossimo processo per direttissima a casa della sua compagna Alina C. nel paesino di Sant'Ilario, nel Reggiano, con l'unico obbligo di firma due volte alla settimana nella caserma dei carabinieri.

L'uomo, con diversi precedenti penali per reati contro il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale, dal 2005 riesce a rimediare solo qualche lavoretto in nero come manovale o imbianchino. Mansioni che però gli permettono di fare la spola senza problemi economici dall'Albania.

O meglio, l'andata in direzione del suo paese, gliela offre lo Stato Italiano. Emiljano deve solo pensare al ritorno. "Sono di Durazzo - spiega l'albanese al Giorno -. Al porto mi conoscono tutti e un passaggio per ritornare lo rimedio sempre".

La compagna Alina lo difende: "È un pesce che si mette dietro le navi: torna sempre, per me". Si vogliono sposare, i due. Con questo escamotage Emiljano potrebbe richiedere il ricongiungimento familiare. Alina, infatti, è stata per sette anni regolarmente assunta come badante e ha un permesso di lunga durata. "Tutti i documenti sono pronti. Manca solo un foglio - sostiene Fejzo -. Non riesco ad averlo tra carcere, processi ed espulsioni". L'ultimo proprio due settimane fa quando, la mattina del 23 maggio, è stato imbarcato su un volo da Malpensa per il Paese delle Aquile, ma pochi giorni dopo era già sul suolo italiano. Emiljano è stato poi intercettato dai carabinieri in centro a Sant'Ilario, per finire, mercoledì 5 giugno, a Palazzo di Giustizia di Reggio Emilia, e sottoporsi all'udienza di convalida degli arresti in attesa dell'ulteriore, inevitabile provvedimento di espulsione (nella "collezione" ce ne sono anche di quelli emessi dai prefetti di Bologna e di Treviso).

"Ha dieci denunce in stato di arresto per reingresso illegale e due a piede libero per aver violato le misure imposte dal questore in alternativa all'accompagnamento", fanno sapere dal Comando provinciale dell'Arma. L'avvocato Paolo Bertozzi non demorde: "Chiederò al giudice che i reati siano considerati in continuazione anche con le pene già scontate. Ho anche già fatto presente che Fejzo ha avviato le pratiche per il matrimonio... A volte sembra che la Bossi-Fini sia un sistema per creare ostacoli burocratici a tutti, anziché regolamentare gli ingressi".

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Migliaia di auto Volkswagen parcheggiate all’esterno dello stadio Pontiac Silverdome (non più in uso dal 2013) in Michigan.

Non si tratta di un mega raduno: sono le autovetture che la casa tedesca ha ritirato dopo l’esplosione dello scandalo Dieselgate.

Tutte montano il motore TDI 2.0.

La casa tedesca ha infatti dovuto riacquistare le macchine dai clienti delusi: è quello che gli americani chiamano il “buyback”.

Ora le vetture sono momentaneamente immagazzinate in diversi luoghi negli Stati Uniti (oltre al Pontiac Silverdome, anche nella California Air Force base e nel porto di Baltimora) in attesa che Volkswagen capisca che cosa farne.

La casa tedesca non può esportarle per venderle negli Stati Uniti, né può - come ha fatto in Europa - semplicemente aggiornare i software di gestione del motore. Secondo il sito Jalopnik, o Volkswagen trova una soluzione tecnica accettata dal governo americano, oppure sarà costretta a rendere inutilizzabili i motori (facendo un foro di almeno 3 pollici nel basamento) e a smontare le auto per riciclare materiali e pezzi di ricambio.

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