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ida

Ida Miceli italianissima con un cuore calabro, splendente come il sole, non per niente quando la si incontra non è solo la bellezza a colpire ma è la sua solarità a coinvolgere, una persona che sembra di aver conosciuto sempre. Attualmente lei dimora negli States precisamente nella grande Mela. Nel 2005 partecipò al più ambito concorso di bellezza italiano, Miss Italia, arrivando in finale; che in qualche modo gli spalancò le porte nel mondo della moda sia come modella e collaboratrice di eventi . Un lavoro appassionante che ha dato la possibilità di viaggiare tanto facendogli conoscere, luoghi stupendi e nello stesso tempo tanta gente di culture diverse. Terminati gli studi superiori di ragioneria ha conseguito una laurea in Lingue e una in Comunicazione, quindi le potenzialità non sono mai mancate. Non nasconde il fatto che quando è partita per New York doveva rimanere solo per qualche mese, ma affascinata dal modo in cui i Newyorkesi vivevano ha deciso di trasferirsi completamente, mettendo un po' di sogni nella sua valigia da viaggio. Dopo aver dedicato con passione e determinazione un percorso di studio approfondito di testi in inglese su New York, ha svolto un esame conseguendo il brevetto per poter esercitare la professione di guida turistica grazie alla quale in perfetta sintonia con il suo carattere solare sta riuscendo a coinvolgere e conquistare molte persone, che a sua volta divengono speciali, perchè ogni singola storia diversa diventa importante, uno scambio di opinioni, di culture, lei ama follemente scoprire il vissuto di altri. Di progetti per il futuro ne ha diversi per ora vuole portare questo percorso di “Donne a New York”, un blog/pagina che sui Social sta riscuotendo molto successo con 30000 donne in tutta Italia e non solo. In diretta “Live” riesce a cogliere i lati più belli della metropoli, da Central Park a Brooklyn, Staten Island e Manhattan. Una donna principalmente sognatrice, che mira sempre piu' in alto giorno dopo giorno, contentissima del risultato odierno e pronta a nuovi traguardi. Dall’ Italia ha portato tutto, si è subito abituata ai ritmi statunitensi saltando da una metropolitana ai taxi gialli, dai vaporetti ai tram che animano e affascinano le streets cittadine .Anche se la sua terra manca rimarrà sempre un'italiana vera come dice anche la canzone; sicuramente la prima cosa che ha voglia di far conoscere e che conserva e' la sua cucina italiana. Conclude affermando” Forse è l’ atmosfera sembra di vivere in un sogno, dal nulla ho creato una grande cosa che New York a differenza dell’ Italia mi permette, non voglio vivere in monotonia, ogni mattina mi alzo con una piacevole sintonia, non attendo altro che scendere in strada con voi divertendomi- lavorando in ogni singola via.

Scritto da Giuseppe Ierace

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Nessuno ve ne parla? Ve ne parliamo noi!

La tubercolosi nel mondo

La tubercolosi (TB) rappresenta una emergenza a livello globale: ogni anno si registrano più di 10 milioni di nuovi casi e 2 milioni di decessi e, secondo stime dell’OMS, si manifestano oltre 400.000 casi di tubercolosi multiresistente.

Si stima che nel 2015 vi siano stati globalmente 10,4 milioni di nuovi casi (casi incidenti) di tubercolosi, di cui 5,9 milioni (56%) erano uomini, 3,5 milioni (34%) donne e 1,0 milione (10%) bambini.

Oltre la metà (60%) dei nuovi casi è stato riscontrato in 6 Paesi: India, Indonesia, China, Nigeria, Pakistan e Sud Africa.

Oltre 1 milione di nuovi casi (11%) si sono verificati tra persone Hiv positive.

La tubercolosi nella regione europea dell’Oms

La tubercolosi nella regione europea dell’Oms sono stati notificati 329,270 nuovi casi di Tb da 51 Paesi (l’Italia e il Liechtenstein non hanno inviato i dati).

Il numero totale di nuovi casi stimati nella Regione (53 Paesi) è pari a 340 mila casi di Tb, pari a un’incidenza di 37 casi per 100 mila abitanti.

L’83% dei casi incidenti nella Regione si sono verificati nei 18 Paesi ad alta priorità che includono Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Bulgaria, Estonia, Georgia, Kazakhistan, Kirghizistan, Lettonia, Lituania, Moldova, Romania, Russia, Tajikistan, Turchia, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan.

Complessivamente, il 6, 5% dei nuovi casi di Tb nella regione si è verificato nelle prigioni (1,9% dei casi nei Paesi Eu/Eea e 7,3% dei casi nei Paesi non-Eu).

Questo dato mette in evidenza che il rischio di Tb nelle prigioni è 24 volte più elevato rispetto alla popolazione generale.

Nel 2014, il numero stimato di decessi correlati alla tubercolosi (in persone Hiv-negative) è stato di 33 mila, che corrisponde a un tasso di 3,7 per 100.000 abitanti.

L’Oms ha redatto un Piano di azione contro la tubercolosi per la regione europea dell’Oms 2106-2020.

La tubercolosi in Italia

Nel cinquantennio dal 1955 al 2008 il numero annuale di casi di Tbc registrati nel sistema di notifica nazionale è passato da 12.247 a 4418.

Il 50% dei pazienti è italiano, in gran parte anziani, e il 50% straniero.

TBC nelle persone nate all’estero

Nell’ultima decade il numero di casi di TBC in persone nate all’estero è più che raddoppiato e la frequenza percentuale sui casi totali è vicina al 50%.

In generale, nonostante l’incidenza si sia ridotta negli ultimi anni, la popolazione immigrata ha ancora un rischio relativo di andare incontro a TBC che è 10-15 volte superiore rispetto alla popolazione italiana.

Quasi i due terzi dei casi di TBC in stranieri è stato notificato nel Nord Italia.

Mentre sembra in costante diminuzione la proporzione di casi di TBC in persone provenienti dall’Africa, risultano in aumento i casi provenienti dall’Est europeo.

La popolazione proveniente dalla Romania conta di gran lunga il maggior numero assoluto di casi di TBC (oltre 500), ma il tasso grezzo di incidenza è inferiore ai 100 casi per 100.000 (circa 80 casi), in ragione degli importanti flussi migratori dalla Romania in Italia.

I dati di incidenza grezza per Paese di origine, pur essendo poco accurati per mancanza di informazioni certe sui denominatori, sembrano individuare 9 nazionalità a particolare rischio con tassi maggiori o intorno a 100 casi per 100.000 residenti: Etiopia, Pakistan, Senegal, Perù, India, Costa d’Avorio, Eritrea, Nigeria e Bangladesh.

Inizialmente oltre il 50% dei casi di TBC in persone nate all’estero insorgeva entro i primi 2 anni dall’arrivo in Italia; questa proporzione è diminuita fino al 43%, mentre è aumentata la proporzione di casi insorti dopo 5 anni o più dall’arrivo (da circa il 29% a circa il 38%).

Le stime sulla mortalità in Italia parlano di oltre 350 l'anno, un decesso ogni giorno: non è poco, comunque.

Vai su http://www.iss.it/binary/pres/cont/Fascicolo_Abstract_Convegno_19_05_11_2_.pdf

Una sola domanda al Ministro Lorenzin e ad Oliverio( visto che si vuole incatenare per avere la sanità)

Ma si è usi fare la tubercolina a chi viene in Italia dai paesi a maggior rischio, magari quando arrivano?

 

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Tutti si sono sgolati a dichiarare che l’ondata di migranti si era ridotta, quasi che stesse finendo..

Ed anche che gli accordi fatti con il “governo” libico era alla base di questa riduzione di migranti.

Ma non era vero.

Ora sono cambiante le cose.

Siamo in vista delle elezioni ed occorre pagare preventivamente il conto.

Diversamente niente voti.

A chi?

Fate voi.

Ed infatti ecco massicci arrivi, uno dopo l’altro.

In Calabria, ovviamente.

In Sicilia si vota!

Oltre 760 persone portate dalla nave Diciotti della Marina Militare al porto di Reggio Calabria.

Nuova ondata di sbarchi, a Reggio in arrivo 764 persone.

Nei giorni scorsi circa 400 migranti.

Vengono dal Pakistan, Somalia, Eritrea, Nigeria, Sudan, Libia, Bangladesh, Ciad, Guinea, Algeria, Egitto, Mali, Costa d’Avorio, Nepal, Marocco, Ghana, Camerun, Kenia, Niger, Senegal, Sierra Leone, Etiopia, Sri Lanka, Iemen, Siria, Giordania e Libano( e scusate se ne ho dimenticato qualcuno).

Un gruppo di 48 persone giunto a bordo di una piccola barca di legno è stato invece scoperto su una spiaggia a Palmi

È già arrivata nel porto di Vibo Valentia Marina la nave inglese 'Acquarius' con a bordo 588 migranti, tra cui una quindicina di donne in gravidanza, soccorsi nei giorni scorsi lungo il Canale di Sicilia.

Anche la Guardia costiera libica è stata protagonista di operazioni di soccorso in mare: nei giorni scorsi circa 400 migranti sono stati recuperati.

Proprio le partenze dalla Libia fa suonare un campanello d'allarme.

Per chi suona la campana?

Ma per l’Italia, s’intende!

Quella Italia che produce e vende armi, che alimentano le guerre, che creano invivibilità e quindi fughe.

Mah!

E poi l'Italia  non è mica degli Italiani!

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