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elezioni-amministrative-2018Il 10 giugno prossimo anche in Calabria gli abitanti di 53 comuni calabresi si recheranno alle urne per eleggere il Sindaco e il Consiglio Comunale. Il più popoloso comune calabrese è Corigliano Calabro. Eventuale ballottaggio domenica 24 giugno. I Comuni più vicini a noi sono Serra d’Aiello e San Lucido. Ma anche in questa tornata elettorale di primavera molti cittadini non andranno a votare perché in alcuni comuni non è stata presentata alcuna lista. Nessuno viole diventare Sindaco, nessuno vuole diventare consigliere comunale. Anche nella nostra Calabria c’è un comune che non andrà per la terza volta consecutiva al voto. E’ il comune di San Luca tristemente noto alla cronaca nera per le faide delle cosche mafiose e per rapimenti e uccisioni degli anni passati. Ma San Luca è anche il paese di Corrado Alvaro. Anche in Sardegna ci sono 6 paesi in cui non si è trovato nessuno disponibile a candidarsi. Se questo succede in Calabria e in Sardegna, un motivo c’è. Nei comuni piccoli i Sindaci sono più esposti e meno tutelati. Poi se in quei paesi la mafia la fa da padrone allora è comprensibile la rinuncia dei cittadini a candidarsi. La vita è sacra. Il Sindaco di Bari nonché Presidente dell’ANCI così ha detto:- A spaventare sono le minacce della criminalità organizzata. Fare il Sindaco è un mestiere difficile che costringe a scontrarsi con ostacoli burocratici. Le risorse sono poche e gli obblighi molti, con una miriade di scelte scomode, impopolari e a volte rischiose come risulta l’alto numero di amministratori minacciati-.

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Cambia qualcosa in Calabria? Si.

Leggete:

«Nei prossimi giorni gli enti dell'Autorità idrica regionale (Aic) non votino per il nuovo gestore del servizio idrico.

Lo facciano solo dopo la conclusione, prevista a strettissimo giro ( forse il 24 maggio), dell'istruttoria che su denuncia del Movimento 5stelle Arera, che è l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha avviato in merito alla tariffazione dell'acqua all'ingrosso in Calabria. Si tratta di un fatto dirimente».

Lo affermano, in una nota, i deputati M5s Paolo Parentela e Giuseppe d'Ippolito, che sulle tariffe illegittime applicate negli anni da Regione Calabria e Sorical, con arbitraria maggiorazione degli importi dovuti per circa 140milioni di euro, hanno a lungo discusso con il presidente di Arera, Guido Pier Paolo Bortoni, il responsabile delle Relazioni esterne Cecilia Gatti, il segretario generale Giandomenico Manzo e i dirigenti Lorenzo Barbelli e Maria Cristina Colorito.

«Il commissario liquidatore di Sorical, Luigi Incarnato, già assessore regionale per la materia, ha vergognosamente mentito – obiettano i parlamentari 5stelle – replicandoci che Arera ha validato la tariffa applicata dal 2010 per la fornitura di acqua potabile ai serbatoi.

Arera ci ha infatti chiarito di non aver validato alcunché, in quanto per l'approvazione delle tariffe occorre un apposito provvedimento, mai adottato dalla stessa autorità, e che nello specifico non vale il principio del silenzio-assenso».

«Ora Incarnato – proseguono i parlamentari M5s – tiri fuori, se esiste, il provvedimento con cui a suo dire Arera avrebbe legittimato le tariffe Sorical, la smetta di farci inviti all'inciucio e di sostenere che Oliverio è paladino della gestione pubblica dell'acqua, in quanto con un silenzio letale il governatore ha coperto la vicenda delle tariffe gonfiate a danno delle comunità locali, su cui Arera sta per esprimersi in via definitiva.

Incarnato può raccontare tutte le favole che vuole, ma il punto è uno: lo scandalo delle tariffe illegittime, forse il più grosso in assoluto di tutta la storia della Calabria, è stato denunciato da tre anni dal Movimento 5stelle e coperto dalla vecchia politica calabrese insieme a una burocrazia regionale complice e inadempiente, con in testa il dirigente tentacolare Domenico Pallaria».

«Perciò – concludono Parentela e D'Ippolito – gli enti dell'Aic ci pensino molto bene prima di riaffidare incoscientemente la gestione del servizio idrico a Sorical, che per Arera non è in grado di garantire l'equilibrio economico-finanziario e che, nonostante i milioni avuti dalla Regione, ha la responsabilità di un fallimento gestionale spaventoso, permesso da un sistema di potere pronto a caricarne le spese sulle spalle dei calabresi».

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Comunicato stampa di Libera Calabria

“Siamo alle solite! Ancora una volta un vile gesto intimidatorio.

Ad essere preso di mira questa volta non è un rappresentante delle forze dell’ordine, un giornalista, un sacerdote, un esponente politico, ma la signora Teresa Lochiatto vedova Luzza,

alla quale nel pomeriggio di ieri lunedì 21 maggio è stata recapitata una lettera anonima contenente tre proiettili di pistola e la foto del figlio Pino, vittima innocente, ucciso vent’anni orsono dalle cosche della ‘ndrangheta vibonese.

I componenti delle ‘ndrine sono capaci di tutto, anche di simili gesti inumani.

Perché solo chi apparentemente ha sembianze umane, può essere capace di così atroce gesto: rievocare il dolore di un figlio ucciso, con la minaccia evidente che l’altro figlio, Matteo, da sempre impegnato in Libera, farà la stessa fine.

Alla signora Lochiatto, a Matteo Luzza, attualmente responsabile regionale del settore memoria di Libera Calabria, vanno la sincera vicinanza e solidarietà dell’intera rete di Libera regionale.

In Calabria c’è chi vuole impedire che continui il nostro impegno perché giovani, imprenditori, commercianti, giornalisti, sacerdoti, scuole, associazioni, sindacati, facciano fronte comune per impedire il dilagare della ‘ndrangheta.

C’è anche chi ritiene che con tali gesti intimidatori si ritorni ad un clima di paura e di omertà, che non ci si costituisca più parte civile nei processi di ‘ndrangheta o per richiedere il ristoro dei danni nei confronti dei carnefici.

Lo vogliamo ribadire con forza anche attraverso tale comunicato, anche se lo faremo nei modi e nei tempi opportuni ad Acquaro: il nostro impegno continua, consapevoli che solo attraverso una cittadinanza attiva e responsabile, solo attraverso il riappropriarci del nostro passato - come insegnava Antonino Caponnetto - potremmo riappropriarci anche dell’avvenire di questa nostra Terra.

Tale impegno, sempre secondo colui che ha reso operativa l’idea del pool antimafia di Rocco Chinnici, va assunto “con decisione, fermezza, serenità, ma anche con amore e speranza”.

Questo l’invito che rivolgiamo a tutti coloro i quali ritengono di doversi spendere per una Calabria libera dalla ‘drangheta dalla corruzione e da ogni forma di violenza e di sopruso.

Don Ennio Stamile                            Referente regionale Libera Calabria

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