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Il Presidente della Regione Mario Oliverio nel suo intervento nel convegno sulla organizzazione delle cure primarie, svoltosi a Feroleto, ha lanciato un forte allarme sugli esiti disastrosi della fallimentare gestione commissariale della sanita' calabrese.

"Dopo otto anni di commissariamento non solo non e' stato effettuato il rientro dal debito pregresso ma si e' addirittura aggravato vorticosamente il deficit finanziario. Tutto cio' e' avvenuto nonostante il taglio indiscriminato di molteplici servizi territoriali ed ospedalieri. In quest'ultimo anno si registra addirittura un aggravio del deficit di oltre 70 milioni di euro. Ciò comporterà il blocco del turnover nella organizzazione delle piante organiche e saranno applicate le aliquote massime per le imposte fiscali. Mi auguro che a fronte di questa drammatica condizione, che non garantisce i livelli minimi di assistenza e che vede accrescere il tasso della mobilità sanitaria passiva, cessi ogni forma di strumentalità politica e si affermi, invece, la consapevolezza che la cura della salute e' al di sopra di ogni interesse politico e di parte".

Poi ha aggiunto: "All'attuale Governo nazionale intendo rivolgere lo stesso appello che nel passato ho costantemente indirizzato ai precedenti Governi.

Per quanto mi riguarda, non ho mai fatto sconti o rinunciare alla critica verso le gravi responsabilità ed omissioni che hanno caratterizzato l'azione dei governi del PD.

L'appello che rivolgo oggi al governo e' quello che si decida, senza ulteriore indugio, la sostituzione dei vertici dell'ufficio del commissario ma anche quello di predisporre un atto interruttivo della procedura che scarica sui cittadini i costi e le gravi conseguenze di questa gestione fallimentare.

I calabresi non possono essere penalizzati, non possono pagare per responsabilità che non sono loro ma delle rappresentanze statali a cui e' stata affidata in questi anni la gestione del servizio sanitario regionale. Nei prossimi giorni mi adopererò per attivare una campagna di mobilitazione e di consultazione dei territori e degli operatori sanitari per un pronunciamento di massa sulla richiesta che ho inteso rivolgere al Governo nazionale".

Niente catene, allora dr Oliverio?

Critiche all’appena concluso governo del PD ma soltanto ora, dr Oliverio?

Che dire del ritorno alla mobilitazione degli amici medici e sanitari per creare una opportuna distrazione sui tanti problemi della Calabria e sulle sue “altre” responsabilità su questa Calabria disperatamene ultima.

Comprendiamo la sua paura per le prossime elezioni e per questo , certi che nessuno vince e convince sempre, tantomeno Lei, le suggeriamo( siamo modesti)di non candidarsi per evitare una brutta figura.

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Evviva finalmente la Calabria è prima!

Si, ma per mal’ amministrazione.

La nostra regione è infatti ultima per qualità ed efficienza del sistema burocratico e dei servizi offerti dalla Pubblica amministrazione.

Lo denuncia l’Ufficio studi della Cgia di Mestre

che riporta l’indagine condotta dalla Commissione Europea sulla qualità della pubblica amministrazione in 192 territori dell’Unione.

Da cui emerge appunto che la Calabria si classifica addirittura al 190esimo posto.

Dunque al terz’ultimo gradino delle aree monitorate in Europa della Commissione.

Certamente non consola la constatazione – emersa sempre dallo studio – che le principali regioni del Centro-Sud d’Italia sono per 8 volte nel rank dei peggiori 20 europee. Visto appunto che la Calabria risulta in assoluto all’ultimo posto in Italia.

L’indicatore preso in considerazione dall’indagine della Ue, varia tra cento, ottenuto dalla regione finlandese Aland (primo posto), allo zero andato alla regione bulgara dello Severozapaden.

Ed in questa scala di valori la Calabria ha ottenuto, in materia dell’efficienza e della qualità della pubblica amministrazione, un indice pari a 1,8 punti che pone la Calabria, appunto, al 190 esimo posto.

Molto lontano dal dato ottenuto dalle altre regioni soprattutto del Nord, basti considerare che il Trentino Alto Adige (la realtà territoriale più virtuosa d’Italia) ha ottenuto un indice pari a 41,4, seguono, a pari merito, altre due regioni del Nordest, l’Emilia Romagna e il Veneto (indice pari a 39,4) che si collocano rispettivamente al 127esimo e al 128esimo posto della graduatoria generale.

Subito sotto troviamo la Lombardia (38,9) che è al 131esimo posto e il Friuli Venezia Giulia (38,7).

Un risultato pesantissimo, quello ottenuto dalla Calabria in materia di cattiva qualità della Pa.

Che fa il paio – oltre che suonare come beffa – con l’elevata pressione fiscale registrata nel 2017.

Le stime dell’ufficio studi dell’associazione di categoria fa emergere infatti che nel corso del passato anno ogni italiano ha praticamente versato 598 euro in più al Fisco della media europea.

Dunque al calabrese è toccato pagare tasse alte per ottenere un servizio dalla pubblica amministrazione sempre più scadente.

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“Nella giornata di oggi un organo di stampa ha dato la notizia su di una indagine della Guardia di Finanza che starebbe effettuando accertamenti su presunte illegittimità nelle retribuzioni, nelle indennità e nei contratti dei Sorveglianti Idraulici, transitati nell’anno 2014 da AFOR a Calabria Verde.

La notizia accostata con sarcasmo alla particolare situazione della sorveglianza idraulica (tra l’altro, in un periodo caratterizzato da eventi climatici particolari) e all’annuncio che “intanto” l’Azienda Calabria Verde “ha previsto oltre 1.000 assunzioni in tre anni” ha suscitato in molti ilarità.

Intendo, pertanto, fornire qualche elemento di informazione. Prima, però, una precisazione: non ho nulla da giustificare perché convinto di operare da sempre nell’interesse dell’Azienda.

Veniamo, quindi, al dunque, partendo dagli accertamenti della Guardia di Finanza.

Nel mese di luglio u.s., in Azienda si presentò personale della Nucleo di Polizia Economica - Finanziaria di Catanzaro che, essendo già stato in Regione, chiese chiarimenti sul perché agli operai idraulico forestali e agli stessi sorveglianti idraulici, dipendenti comunque da un’Azienda pubblica (Calabria Verde è un ente pubblico non economico), fosse applicato il contratto nazionale del comparto operai idraulico forestali.

Mi riservai di fornire notizie di dettaglio, precisando sin da subito che, mentre l’applicazione del citato contratto agli operai idraulico forestali mi pareva corretta, quella dello stesso contratto ai sorveglianti suscitava non poche perplessità, anche perché, mesi prima, intervistato da inviati di “Striscia la notizia” avevo già parlato di un “pastrocchio”. Nella circostanza, presi l’impegno con gli operanti di fornire loro tutti gli elementi a mia disposizione. Datomi tempo a sufficienza, dal decorso mese di luglio al 19 ottobre u.s., esaminati gli atti normativi di settore, nei ritagli di tempo (perché ho anche altro da fare), ho cercato di comprendere quanto accaduto. Nel mese di agosto, scrissi persino una riservata al Presidente informandolo che, per quello che stavo appurando, avevo ritenuto opportuno congelare la trattativa in atto ai fini della stesura di un nuovo contratto regionale per gli operai idraulico forestali, suscitando le reazioni delle parti sociali, all’oscuro di quanto stava accadendo.

Il 19 ottobre u.s., ho quindi consegnato alla Guardia di Finanza un copioso documento che riporta il numero di protocollo aziendale 16597 del 17 ottobre 2018, inviato anche al responsabile del Dipartimento Presidenza della Regione Calabria e, per conoscenza, alla Procura della Repubblica di Catanzaro.

Nel documento ho cercato, sperando di esserci riuscito, di spiegare il perché della, a mio avviso, legittimità applicazione del succitato contratto agli operai forestali, come anche i motivi che mi fanno invece ritenere inapplicabile quello stesso contratto ai sorveglianti.

L’occasione è stata buona in quanto, approfittando della richiesta, ho “sciorinato” gli atti normativi e amministrativi che hanno riguardato nel tempo il cosiddetto “servizio di sorveglianza idraulica”, oggi all’attenzione di molti, facendo emergere una serie di situazioni assurde.

Ad esempio, ho visto che l’estensore dell’articolo si è meravigliato che in Calabria non esistono ancora i presidi idraulici, almeno 5 (uno per provincia) e che non esiste un servizio di piena. Il paradosso è che di presidi idraulici in Calabria ve ne dovevano essere 13, uno per area programma, e che benchè siano stati istituiti per ben 6 volte, non esistono ancora. Devo ringraziare il dirigente che ha proposto nel 2013 un atto deliberativo coraggioso, se prima AFOR, oggi Calabria Verde, non debbano rispondere di continue omissioni a livello penale. Oggi Calabria Verde fa infatti esclusivamente un servizio di sorveglianza di primo livello volto al solo monitoraggio. Sento parlare anche, a sproposito, di assenza di un servizio di piena e di un corpo di polizia idraulica, senza però che qualcuno (anche politici di rango) indichi con chi e con quali risorse si debbano espletare tali servizi. Ricordo ancora, poiché è in una relazione agli atti (redatta in occasione di una delle diverse periodiche attivazioni dei Presidi), si parlò di una esigenza di circa 1.500 unità per la sorveglianza. Sicuramente erano altri tempi! Oggi, infatti, si polemizza sulla necessità di dover assumere in 3 anni 1.000 persone. Intanto vorrei precisare che di quelle 1.000 persone 203 sono precari interessati da un processo di stabilizzazione triennale (ex LSU/LPU).

Nei giorni scorsi ho pubblicato il bando per i primi 75 che saranno assunti a tempo indeterminato entro il corrente anno.(ndr In tempo per le elezioni?)

Il bando non sottende manovre politiche di alcun genere. Anzi, se qualcuno lo leggerà si renderà conto che coloro che intendono essere stabilizzati devono andare a colmare le lacune dell’antincendio boschivo.

Sul sito aziendale vi è la delibera che, vi assicuro, in tanti dei diretti interessati, ha suscitato malumori.

Ho già avvisato i sindacati che entro il mese di dicembre organizzerò il concorso che nel 2019 dovrà portare, per come previsto dalla legge, all’assunzione degli ex LSU/LPU di categoria D e C e fisserò, sempre per il 2019, i numeri del contingente degli stessi lavoratori di categoria A e B. Il tutto secondo legge.

L’ho detto e lo ripeto, se rimarrò in Azienda, nel 2018, 2019 e 2020 stabilizzerò tutto il contingente ex LSU/ LPU, consentendo loro di passare anche dalle attuali 26 ore settimanali a 36, a prescindere dalle prossime campagne elettorali. Tutti hanno una dignità. Del resto, se si può dare un reddito di cittadinanza a chi non ha lavoro, perché non si può dare un reddito dignitoso da lavoro a chi è oggi precario?

Sulla programmata assunzione di operai, è bene chiarire. Si tratta di assunzioni a tempo determinato. Sto facendo passare a fatica (lo sottolineo, a fatica) il concetto che l’Azienda svolge attività stagionali. Non servono più reggimenti di operai generici. Serve manodopera particolare che consenta di svolgere sin anche il servizio di pronto intervento idraulico che è il vero e più utile servizio che serve al settore della Sorveglianza. L’Azienda già dal prossimo anno avrà difficoltà ad espletare le attività che la legge le attribuisce. Quest’anno sono andati in pensione altri 250 operai. Nel prossimo anno ve ne saranno molti di più a causa degli incentivi pensionistici introdotti. Mi aspetto, ad esempio, che i circa 1200 operai, interessati allo stato da gravi prescrizioni sanitarie, accetteranno di andare via. Sul balletto di numeri attorno al contingente di operai di Calabria Verde, rivolgo a tutti un invito: evitiamo inutili speculazioni. Il numero corretto l’ho persino indicato alla magistratura contabile. Si sappia che nel 2022, viste le nuove norme pensionistiche, in Azienda rimarranno solo gli operai dell’ex Fondo Sollievo (1.100).

Un’ultima puntualizzazione. Se è vero che il bilancio di Calabria Verde riporta ingenti spese di personale, qualcuno si deve anche preoccupare di spiegare, dopo aver compreso cosa fanno, come quantificare la redditività del loro lavoro.

L’Azienda, purtroppo, non raccoglie e vende frutta o taglia e vende alberi (a questo purtroppo vi provvedono altri).

Qualcuno si dovrà prima o poi preoccupare di dare un valore al lavoro svolto dai miei operai forestali che, nonostante i tanti problemi, sono orgoglioso di rappresentare, sorveglianti idraulici compresi che, non appena saranno liberati dal “peccato originale” della loro assunzione, non abbandonerò.

Chiudo con un invito rivolto al signor Presidente della Regione: “Presidente, non siamo sorveglianti, ma tutti sorvegliati, compatibilmente con i suoi impegni, è assolutamente urgente e necessario, anche a tutela della sua persona, produrre un report su quello che in Azienda è stato fatto e si sta facendo.

Urgente perché non vorrei che si ripensasse, a ridosso di elezioni, ad atteggiamenti propagandistici, necessario poiché non posso vedermi periodicamente esposto a gratuite illazioni.

Cordialmente”. Presidenza - Catanzaro, 10/11/2018 Aloisio Mariggiò Commissario "Calabria Verde"

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