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Quanto accaduto questa mattina nel centro storico del comune tirrenico del cosentino poteva avere conseguenze molto più gravi .

Un camion – betoniera ( detto in gergo pompa autocarrata per calcestruzzo) che era impegnato in alcuni lavori, forse a causa del malfunzionamento dell’impianto frenante, dopo aver sfondato un muretto

è finito sulla strada sottostante, schiacciando un’auto parcheggiata nella quale per fortuna non c’era nessuno, all’interno.

Il conducente del mezzo si sarebbe messo in salvo, dopo essersi accorto del guasto e pertanto l’incidente, non ha provocato feriti.

Sul posto sono arrivati lapolizia municipale, i carabinieri ed i vigili del fuoco.

Sull’incidente sono in corso accertamenti

L’incidente ,  è avvenuto nei pressi del Municipio di Belvedere Marittimo e a pochi passi da un istituto scolastico.

La strada e’ stata invasa dal gasolio fuoriuscito dal mezzo.

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I Carabinieri della Compagnia di Paola, coordinati dal capitano Giordano Tognoni, su direttiva del comandante provinciale dei carabinieri, Ten. Col. Piero Sutera, con il coordinamento della Procura della Repubblica, diretta da Pierpaolo Bruni sono intervenuti insieme ai militari della Stazione di Guardia Piemontese Marina, per l’occupazione abusiva di un’unità abitativa Aterp nel Comune di Acquappesa.

I militari della Stazione di Guardia Piemontese Marina hanno notato che, all’interno di un’unità abitativa Aterp, della località Nuovo Villaggio Intavolata, erano in corso dei lavori di ristrutturazione.

I primi accertamenti condotti nell’immediatezza hanno consentito di evidenziare che l’appartamento in questione, interessato da lavori interni in muratura e di abbattimento di alcune pareti non portanti, sarebbe dovuto essere libero.

E così hanno iniziato una serie di appostamenti, per accertare l’identità dei soggetti che avevano occupato senza titolo l’immobile, iniziando i lavori di ristrutturazione in assenza di qualsiasi autorizzazione.

Quando sono riprese le attività nell’appartamento è scattato l’intervento.

I militari sono riusciti, inizialmente, a far desistere le 2 persone impegnate nei lavori, facendole allontanare dopo aver liberato l’alloggio.

Ma ecco arrivare sul posto i parenti degli improvvisati muratori.

Sono iniziati spintonamenti, a cui i militari si frapponevano cercando di non esasperare ulteriormente una situazione di per sé già delicatissima, ed alla fine l’appartamento è stato nuovamente occupato.

Poi i carabinieri hanno effettuato la identificazione di tutti i presenti.

Ma una donna, si è rifiutata di fornire le proprie generalità, ed avrebbe tentato di allontanarsi dall’immobile, sferrando contestualmente un pugno in pieno petto ad uno dei Carabinieri presenti e spintonandolo ripetutamente al fine di garantirsi la fuga.

La donna, poi identificata in una 53enne del posto, nota alle forze dell’ordine, è stata arrestata per i reati di violenza, minaccia e resistenza a Pubblico ufficiale; invasione di edifici.

L’arrestata, terminate le formalità di rito, su disposizione del Sostituto procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Paola, coordinata da Pierpaolo Bruni, è stata tradotta presso la propria abitazione, in attesa della direttissima.

L’arresto è stato convalidato e per la 53enne è stato disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

Il militare, visitato presso il Pronto soccorso dell’Ospedale di Cetraro ha riportato una prognosi di 7 giorni.

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Il gup di Catanzaro ha disposto il processo per i soggetti coinvolti nell’inchiesta relativa ai fondi distratti a Fincalabra

Rinviati a giudizio tutti gli indagati nell’inchiesta su Fincalabra, la finanziaria regionale.

 

 

Sia Fincalabra, sia la Regione, si sono costituite parte civile nel processo.

Ne dà notizia l’ufficio stampa della giunta regionale.

Ad affrontare il processo saranno Luca Mannarino, ex presidente di Fincalabra, gli ex consiglieri Pio Turano e Martino Marcello e i dirigenti di Banca Widiba spa (gruppo Monte dei Paschi di Siena) Francesco Candelieri e Mario Galassini.

«Nell’udienza che si è tenuta ieri – è scritto in una nota –, il gup di Catanzaro, Mariotti, ha rinviato a giudizio tutti gli imputati che sono accusati di peculato per aver distratto, mediante condotte appropriative, l’ingente somma di denaro pari a 46.350mila euro, appartenente a fondi di derivazione comunitaria affidati dalla Regione Calabria alla società Fincalabra per la realizzazione delle finalità dell’ente e pertanto caratterizzati da destinazione vincolata».

«La vicenda, che risale al 2015 – continua –, riguarda la conclusione di operazioni di investimento finanziario con classi di rischio alte in base alla classificazione Mifid (Direttiva Ue 2004/39/Ce, che modula in senso scalare e progressivo, da 1 a 7, il rischio delle attività finanziarie) in violazione delle norme comunitarie di riferimento, oltre che dell’accordo di trasferimento sottoscritto fra Fincalabra e la Regione per la gestione delle ingenti somme destinate a sostenere le iniziative provenienti dal tessuto imprenditoriale calabrese. Gli investimenti effettuati per il tramite di intermediario bancario qualificato, hanno causato perdite per oltre un milione di euro».

«L’avvocato Libonati, in rappresentanza della Fincalabra – prosegue la nota –, ha spiegato le ragioni della costituzione della parte civile della società Fincalabra precisando che “in questa sede la Fincalabra agisce per il ristoro della lesione del diritto della persona giuridica all’integrità della propria immagine, fortemente compromessa dalle azioni illecite di tutti gli imputati.

Fincalabra, nella propria costituzione, ha affermato che la condotta degli imputati ha causato un gravissimo danno all’immagine, che giustifica la costituzione di parte civile nel procedimento penale.

La società Fincalabra aveva già promosso, in sede civile, autonoma azione, instaurata avanti il Tribunale civile di Catanzaro per ottenere, esclusivamente, la refusione del danno patrimoniale relativamente alla perdita di esercizio quantificata nella misura di euro 1.543.000,00.

La Regione Calabria ha evidenziato e sottolineato come le condotte contestate abbiano arrecato grave pregiudizio all’intero tessuto socio – imprenditoriale regionale, attraverso l’utilizzo distorto ed illegittimo, a fini personali, di risorse finanziarie pubbliche (comunitarie), a tal punto da determinare una ingiustificata e difficilmente recuperabile perdita delle stesse, con danno per tutto la comunità territoriale.

Le costituzioni di parte civile sono state ammesse nonostante le svariate opposizioni proposte dalle difese degli imputati, tutte respinte in ragione degli interessi pubblici di cui è stata domandata tutela. Respinta anche l’eccezione di incompetenza territoriale».

«Fra gli imputati – è la conclusione – ha chiesto e ottenuto di essere giudicato con rito abbreviato Il dott. Marcello Martino, componente del Cda di Fincalabra, mentre per tutti gli altri soggetti coinvolti il processo avrà inizio il 18 gennaio 2019»

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