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Solidarieta' ai lavoratori sanitari

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sanitàConsiderando le varie emergenze registrate al pronto soccorso, per quanto riguarda il fattore tempo di registrazione e visita, prima di tutto voglio esprimere la mia solidarietà alla categoria dei medici, degli infermieri e dei medici specialisti, visto che purtroppo sono le persone che pagano le conseguenze di una cattiva gestione sanitaria.

 

Calcolando il fattore umano e dei cali fisiologici, tali operatori socio assistenziali sono soggetti a sollecitare la propria salute psico-fisica, il più delle volte in maniera costante sono soggetti a stress, non solo per adempiere al proprio dovere lavorativo, ma soprattutto a rispondere alle pressioni fatte dai degenti, sicuramente presi da una emergenza naturale, che è esigenza a tutelarsi la propria salute e la vita, dall’altra parte vediamo un lavoratore preso anch’esso dalla sua salute, dall’affaticamento dovuto al lavoro e allo svolgimento della propria vita.

 

Per tutelare la salute degli operatori ospedalieri, anch’essi vittima come i degenti o tutti coloro che hanno bisogno di cure, il problema non è l’operatore ma il circolo vizioso gestionale sanitario, che si estende a livello Nazionale.

Si potrebbe ricorrere all’uso della voce dei fondi europei “inclusione sociale”, dove tale voce ha il compito della promozione dell’uguaglianza di genere, di potenziare l’occupazione giovanile, e di fare interventi per ottenere dei risultati per il miglioramento globale della popolazione. Cito alcuni esempi, potenziamento dei servizi a domicilio, e strutture private per avere accesso ad un primo soccorso, e corsi di formazione per un corretto svolgimento della vita a livello salutare, sia dal punto di vista fisico, mentale ed emotivo.

 

Considerando il fatto che tra 10 anni, i  2/3 del comprensorio lametino saranno quarantenni e cinquantenni, emerge a gran voce la necessità di creare una realtà fatta di prevenzione e di servizi alla persona. Un fattore a nostro favore è che tanti giovani hanno investito il loro percorso di studio per diventare operatori socio-sanitari.

Concludo infine chiamando all’appello tutti i sindaci del comprensorio, forze politiche, comitati, associazione, ordini di categoria, corpo studentesco, popolazione, per discutere l’andamento dell’azienda sanitaria dei prossimi 10 anni.

Francesco Mendicino “Rinascita di Lamezia”

Ultima modifica il Giovedì, 07 Gennaio 2016 18:29

1 commento

  • pasquale bonavita

    caro francesco apprezzo e condivido il tuo articolo,che per quanto garbato ,lo leggo come un vero grido di allarme,ma putroppo temo che sara' un altro grido di aiuto buttato al vento.
    non cè peggior sordo di chi non vuol sentire, e spesso gli operatori socio sanitari sono quelli a pagarne le maggiori conseguenze,sono e visto che lo sono pure io,siamo come i fanti in prima linea,prendiamo i colpi e cadiamo a terra ogni giorno in questo sistema sanitario calabrese ridotto allo sfascio mentre gl ufficiali mangiano e bevono in cabina di comando.
    paragonare la sanita' in calabria ad una guerra o una giungla credimi che cè poca differenza,anzi in guerra si soffre di meno morendo sul colpo e non per agonia.

    Rapporto pasquale bonavita Mercoledì, 30 Marzo 2016 16:23 Link al commento

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