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Catanzaro come Gerico.

A Gerico il Signore ridà la vista ad un cieco senza indennità!

A Catanzaro la Guardia di Finanza scopre che una cieca totale era “Era perfettamente in grado di vedere, pur percependo dal 1998 la pensione e l’indennità di accompagnamento riservate agli invalidi civili riconosciuti quali "ciechi assoluti".

 

 

 

Per questo motivo, nei giorni scorsi, militari del gruppo della Guardia di finanza di Catanzaro hanno eseguito nei confronti di un’anziana signora di 84 anni un decreto di sequestro di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 263mila euro, ovvero quanto indebitamente sottratto alle casse pubbliche dalla falsa invalida in ben 21 anni.

La misura cautelare patrimoniale, disposta dal Gip del tribunale di Catanzaro su richiesta del Sostituto procuratore della Repubblica, Pasquale Mandolfino, è l'epilogo di un’indagine avviata nel 2018, nel corso della quale i finanzieri, dopo svariati appostamenti effettuati nell’hinterland di una cittadina collinare catanzarese, sono riusciti ad accertare che la donna era perfettamente in grado di vedere ed addirittura di apporre la firma in uno spazio delimitato senza alcun ausilio ottico.

Nei confronti della falsa invalida, così, è scattata la denuncia da parte delle Fiamme gialle catanzaresi per il reato di truffa aggravata e continuata ai danni dello stato.

Durante le attività di sequestro, i finanzieri hanno accertato che nel corso degli anni la donna era riuscita ad accumulare disponibilità finanziarie liquide per oltre 200.000 euro, ripartite su due distinti istituti bancari, prontamente vincolate per finalità di giustizia.

Permane alto il livello di attenzione operativa della Guardia di finanza di Catanzaro nel contrasto alle indebite percezioni delle erogazioni del sistema previdenziale nazionale, a garanzia che le risorse pubbliche siano elargite a coloro che ne hanno realmente bisogno.

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f 3 presentazione terapia del trenoL’inaugurazione ieri nell’ex Umberto I. Progetto nato su impulso della “Ra.Gi.”. L’ideatore della trenoterapia, Ivo Cilesi, spiega i benefici di questo approccio non farmacologico per le persone con demenze

Catanzaro, 19 ottobre 2019 - Taglio del nastro ieri pomeriggio a Catanzaro per la “terapia del treno” ideata da Ivo Cilesi, tra i massimi esperti in terapie non farmacologiche. Si tratta di un progetto promosso dall’associazione “Ra.Gi.” rivolto innanzitutto a persone con demenze. La terapia sarà disponibile a titolo gratuito in appositi spazi dell’ex Umberto I concessi in via provvisoria e gratuita dall’amministrazione comunale. Un’iniziativa finanziata con l’8 per mille della Chiesa valdese con allestimenti messi a disposizione da Trenitalia per un’ambientazione che rievoca un’antica stazione e che dà centralità a uno scompartimento concepito come elemento scenico di un viaggio immaginario per rivivere ricordi ed emozioni.

Oltre a Cilesi, presenti all’inaugurazione l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Catanzaro, Lea Concolino; la presidente della “Ra.Gi.”, Elena Sodano; il pastore della Chiesa valdese di Catanzaro e di Vincolise, Jens Hansen; il direttore regionale di Trenitalia, Domenico Scida; Giuseppe Apostoliti, presidente del Forum del terzo settore per Catanzaro e Soverato.

“La terapia del treno - spiega Ivo Cilesi - è una specificazione della terapia del viaggio che nasce pensando a uno scompartimento di un treno un po’ rétro inteso come contenitore affettivo in cui si attivano ricordi, emozioni, relazioni, ci si addormenta, ci si rilassa”. Un viaggio simulato con arredi, biglietti e proiezioni di immagini “che può diventare cura e che andando a influire sul comportamento aiuta a diminuire il ricorso ai farmaci di sedazione migliorando la qualità di vita”. Una terapia complementare a quella farmacologica “pensata innanzitutto per persone con demenze al fine di stimolare la memoria affettivo-emozionale e per quanto possibile le capacità cognitive e che può essere estesa anche ad altri ambiti”, precisa Cilesi. “Ad esempio - aggiunge - al centro Ammonis di Salsomaggiore stiamo applicando la terapia del viaggio per bambini con autismo e lo stesso abbiamo fatto con persone che soffrono di depressione”.

“La terapia del viaggio - sottolinea ancora Cilesi - è nata nel 2009 da una mia idea che si è affermata in Italia, soprattutto in Lombardia, ma anche all’estero, come in Svizzera e in Francia”. “Si tratta di un’esperienza che in Calabria è unica”, avverte ancora l’esperto. Che poi osserva delle similitudini tra la terapia del viaggio e la “Terapia espressiva corporea integrata” applicata dalla Ra.Gi., la cosiddetta Teci, basata anch’essa sulla stimolazione della dimensione affettivo-emozionale del prendersi cura: “Tra i due approcci - afferma Cilesi - ci sono analogie e credo ci possano essere sono spazi di condivisione per questi due percorsi terapeutici. Più si creano sinergie oltre le barriere - conclude - e più opportunità diamo alle persone”.

“Esprimo gratitudine per chi a vario titolo ha creduto in questo progetto”, dichiara la presidente della “Ra.Gi.”, Elena Sodano. “L’inaugurazione della terapia del treno - aggiunge - rappresenta un altro tassello che si aggiunge alle iniziative che la Ra.Gi. porta avanti per affermare un approccio sociale e non farmacologico del prendersi cura rivolto alle persone con demenze”.

“Il metodo Teci e poi - prosegue Sodano - i “Dementia Cafè” per incontrare e informare le famiglie, i centri diurni di Catanzaro e Cicala, i progetti di inclusione sociale promossi a Catanzaro e a Cicala, e ancora la terapia della bambola ideata sempre da Cilesi e oggetto di un corso in programma oggi (19 ottobre) presso il nostro centro diurno di Catanzaro, sono l’esempio dell’impegno della Ra.Gi. per creare intorno alle persone con demenza una vita il più possibile normale e nel segno dell’umanità”.

 

Sito web della RaGi: www.associazioneragi.org

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Era il 1° marzo 1783 quando una scossa di nono grado si abbattè nei pressi di Polia, e le repliche interessarono per 27 giorni l'area di Mileto, Monte Covello e Catanzaro, fino a giungere alla scossa del 28 marzo, un decimo grado con epicentro una contrada tra S. Floro e Borgia, che distrusse Borgia, Cortale, Girifalco, Caraffa di Catanzaro e danneggiò gravemente Maida, Curinga, S. Pietro e Vena di Maida.

Complessivamente le scosse furono 939 e si susseguirono per oltre due anni.

 

 

 

 

 

Segnaliamo questo evento per ricordare che Caraffa di Catanzaro non è rimasta estranea al terribile terremoto che colpì quasi la intera calabria provocando circa 30 mila morti

Ma era un terremoto del decimo grado.

Ben diverso da quello di oggi “solo” del 4 grado.

Un terremoto che ha creato paura ma non danni

Siamo però sulla faglia Cs18 quella che va da Lamezia a Catanzaro

Ecco la faglia CS 18.

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