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So bene che governare è difficile.

So anche che i politici si sentono spesso soli e forse lo sono davvero, anche se talvolta la colpa è fortemente loro.

Per questo ritengo sia giusto dare una mano ricordando all’amministrazione comunale tutta che non cadono solo i ponti ma anche o pali della pubblica illuminazione.

Questa consapevolezza ci impone di ricordare all’amministrazione comunale la necessità( ben più che la opportunità, quindi) di impegnare le poche risorse finanziarie disponibili per destinarle soprattutto, se non esclusivamente, non già alla realizzazione di nuove opere, quanto alla manutenzione straordinaria dei beni pubblici.

Ed in questa nuova e diversa attenzione è assolutamente necessario operare per valutare se i pali della pubblica illuminazione siano in stato di sicurezza.

Intanto osserviamo che un tempo, e ben più felicemente, gli organi illuminanti erano sospesi a fili metallici collegati da abitazione ad abitazione e quindi di massima sicurezza.

O comunque ad organi illuminanti fissati nei muri delle abitazioni, anche essi totalmente sicuri.

Da qualche decennio, invece, è invalsa l’abitudine di installare pali metallici che ora mostrano la loro vetustà e che si arrugginiscono e cadono.

Talvolta senza danni a persone e cose, altre volte no!.

Alcuni ancora giacciono per terra e non sono stati mai rimessi in situ!

Il progetto dovrebbe iniziare con la numerazione dei pali. Numerazione che peraltro permetterebbe agli amanteani di segnalare le lampadine spente e gli stessi pali che presentano rischi.

Ovviamente ed insieme sarà necessario aprire un filo diretto tra la cittadinanza e l’amministrazione con una pagina nella quale giorno dopo giorno saranno riportate le segnalazioni a fianco dei numeri.

Nel mentre si formerà la banca dati apposite squadre dovranno provvedere a verificare uno dopo l’altro lo stato dei pali e ad indicare lo steso nella banca dati resa disponibile e contenente

Il numero del palo, la via, il numero civico, lo stato, l’operatore che ha fatto la verifica ed il giorno della stessa, le eventuali segnalazioni relative al medesimo palo……

Appena avuto totale contezza della situazione sarà predisposto il piano di sostituzione, manutenzione, pitturazione, eccetera.

Peraltro, in questo modo si inventerà lavoro per in disoccupati di Amantea.

Lieti se saremo stati utili e pronti ad altri suggerimenti, cordialmente ossequiamo:

Giuseppe Marchese

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12 cittadini presenti in aula

Tutti presenti gli 11 della maggioranza.

Tutti presenti i 3 del gruppo di Signorelli.

Assenti giustificati le due consigliere del M5s ed il consigliere Aloisio

Assiste la segretaria Carmela Chiellino

Presiede la consigliera Ciccia Caterina che introduce il punto all’ordine del giorno.

Segue una lunga ed articolata relazione del sindaco Mario Pizzino che prova, riuscendoci, a giustificare l’affidamento alla Agenzia delle Entrate della riscossione dei tributi del comune di Amantea.

Nella occasione il sindaco richiama l’incontro avuto presso il ministero insieme al consigliere Rocco Giusta , che, in un lapsus, chiama assessore al bilancio ed ai tributi.

Incontro dal quale è emerso che il ministero assegnerà al comune solo 45 giorni per mostrare la necessaria volontà fattuale di operare per la riscossione dei tributi.

Si scopre nel corso della riunione che anche per il corrente stia pagando solo il 40% dei cittadini

E non per tutti i tributi

Fa seguito l’intervento di Tommaso Signorelli che contesta la mancata convocazione della commissione consiliare competente, poi osserva alla maggioranza di non aver incontrato la cittadinanza per spiegare alla medesima la situazione del bilancio, elementi da cui discende il fallimento della giunta Pizzino.

Signorelli ha concluso invitando decisamente i componenti della maggioranza a non votare per l’affidamento alla Agenzia delle entrate della riscossione dei tributi

Brillante l’ intervento del consigliere Enzo Giacco che ha preliminarmente evidenziato che solo l’urgenza della situazione ha reso difficile la convocazione della commissione consiliare impegnandosi comunque ad farlo in prosieguo.

Particolarmente sentito anche dal pubblico il richiamo etico fatto alla politica degli ultimi decenni che hanno disorientato la comunità amanteana verso comportamenti eticamente insufficienti per la disabitudine indotta anche dal famoso “ma vidu iu” a tenere in conto le conseguenze dell’ agire sociale.

Osserva acutamente Giacco che solo la presenza reiterata e confermata di una viva morale civica si sarebbe potuto capire oggi quale sia “il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso sé stessi e verso gli altri, e quali i criteri per giudicare sulla moralità delle azioni umane”.»

Il “neo” assessore Giusta ha poi concluso richiamando la necessità di contribuire finanziariamente per poter poi pretendere i servizi, ricordando in sostanza che / senza soldi non si cantano messe/ e che, pertanto, si potranno avere quei servizi che Amantea e gli Amanteani meritano solo se ognuno contribuisce come dovuto e necessario.

Infine il voto con una unica sorpresa.

Contrari 3, tutto il gruppo Signorelli.

Tutta favorevole la maggioranza meno Emma Pati astenutasi.

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È arrivata in città il 28 settembre la notizia che la Commissione Ministeriale per gli enti locali dissestati aveva bocciato il bilancio del Comune di Amantea.

Salendo in Comune quel giorno abbiamo incontrato l’ex assessore al bilancio Rocco Giusta,

 

evidentemente chiamato dall’ assessore in carica, che sarebbe il sindaco Mario Pizzino, quello che in campagna elettorale aveva la patente di risanatore dell’ente.

Ma non è bastata la patente e non è bastato un anno di lavoro sul bilancio, e non sono bastati i tre rilievi del Ministero che ha provato in tutti i modi a mettere il Comune sulla strada giusta, dando indicazioni chiare e precise.

E non è servita nemmeno la tassa di soggiorno dell’assessore Veltri.

E così il sindaco risanatore e assessore al bilancio ha dovuto richiamare l’assessore indagato per fatture false, e tutti insieme si sono recati al Ministero nei giorni scorsi per capire il da farsi.

Era il primo consiglio comunale, il 26 giugno del 2017 quando facevamo una proposta semplice: con 76.000 euro circa di tagli alle indennità degli amministratori, quelli che avevamo nel nostro programma elettorale, occorreva potenziare l’ufficio tributi innanzitutto e poi la ragioneria.

Ma fecero tutti orecchi da mercanti.

Perché lo sanno pure le pietre (anche quelle famose dei lavori larupiani) che il problema del nostro Comune è l’evasione tributaria, e non tanto quella delle famiglie e di chi non riesce a pagare, ma quella dei grandi contribuenti che hanno debiti consistenti e che magari nemmeno risultano nelle banche dati del Comune.

Anzi vi informiamo a questo proposito che alla nostra richiesta di accesso alla banca dati IMU ci hanno risposto che dal 1998 la banca dati non esiste in Comune, ed è invece nella disponibilità della ditta Bertolami che si occupa da un ventennio ad Amantea dell’accertamento Imu, risultando tra i più grandi creditori del dissesto.

L’altro ieri ci hanno notificato per lunedì prossimo la convocazione del Consiglio comunale, sbagliando anche quella che poi hanno dovuto rifare.

Pare che all’esito dell’ incontro in Ministero il duo Pizzino/Giusta abbia trovato la soluzione: Equitalia, oggi Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Non una ma due menti hanno pensato che l’ex Equitalia, che comincerà a lavorare non prima di gennaio e sulle liste di carico fornite dall’ Ente, risolverà tutti i problemi, aggredendo con gli stessi strumenti chi è debitore di 100 euro e chi di 1 milione di euro.

Non solo! Vogliono poi affidargli la riscossione coattiva ma anche quella spontanea, pare compresi imbustamento e postalizzazione, appesantendo così i costi dell’Ente. Non ci è dato sapere quanto ci costerà questo giochino.

Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere! La verità è che non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire, anche quando il rischio serio e concreto è quello dello scioglimento del Consiglio Comunale che il Ministero potrebbe decretare a breve.

Di fronte a questa situazione, di fronte alla totale mancanza di ascolto di tutti i suggerimenti fatti e le proposte avanzate, comunichiamo pubblicamente che il M5s non parteciperà al Consiglio Comunale e invitiamo gli altri gruppi di minoranza a fare altrettanto.

Continuate da soli a prendere in giro voi stessi e i cittadini. Se questa fosse la soluzione perché non ci avete pensato prima, quando invece avete continuato a far pagare alla Municipia un aggio ben superiore a carico dei cittadini?

Quello che abbiamo da dirvi ve lo diciamo attraverso questo pubblico comunicato.

Le proposte sono chiare e semplici: l’acquisizione e la bonifica delle banche dati tributarie, con l’incrocio tra i dati anagrafici e quelli catastali, un’azione ingiuntiva diretta e immediata nei confronti dei più grandi evasori, un dialogo con quelli che sono in difficoltà.

Per fare tutto questo occorre investire in software e in personale nell’Ufficio Tributi, tagliando gli sprechi che ancora mantenete in vita, come la spesa telefonica di 135.000 euro all’anno e quant’altro.

Basti pensare che la registrazione dei pagamenti effettuati avviene ancora nel 2018 ad Amantea manualmente, con enorme carico di lavoro e rischi di errore e di possibili tentativi di corruzione.

Il vero problema è che per fare tutto questo occorre raziocinio, capacità e soprattutto mani libere.

Quelle che questa amministrazione ha già dimostrato di non avere.

Gruppo Consiliare M5s

Francesca Menichino

Francesca Sicoli

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