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Lo si legge nella deliberazione del direttore generale n 2063 del 31 ottobre 2017 pubblicata oggi 10 novembre 2017.

 

Ecco i finanziamenti degli ospedali cosentini

Cetraro 13 milioni di euro di cui il 10/20 % destinato alle attrezzature tecnologiche;

Paola 10 milioni di euro di cui il 10/20 % destinato alle attrezzature tecnologiche;

Castrovillari 6 milioni di euro di cui il 10/20 % destinato alle attrezzature tecnologiche;

Corigliano 3,5 milioni di euro di cui il 10/20 % destinato alle attrezzature tecnologiche;

Rossano 5 milioni di euro di cui il 10/20 % destinato alle attrezzature tecnologiche;

Acri 2,5 milioni di euro di cui il 10/20 % destinato alle attrezzature tecnologiche;

San Giovanni in Fiore 3 milioni di euro di cui il 10/20 % destinato alle attrezzature tecnologiche;

Totale 43 milioni di euro

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Nove persone, due italiani e sette romeni, sono state arrestate dai carabinieri nelle campagne di Corigliano Calabro con l’accusa di furto aggravato.

I nove sono stati sorpresi in un terreno agricolo, in contrada Apollinara, mentre rubavano clementine.

 

Al personale del Norm - Aliquota Radiomobile di Corigliano Calabro erano state segnalate delle persone intente a rubare clementine.

Alla vista dei militari, il gruppo di ladri ha tentato di darsi alla fuga, ma è stato subito raggiunto e bloccato.

Su disposizione del pm di turno della Procura della Repubblica di Castrovillari, uno degli arrestati di 44 anni è stato condotto in carcere, mentre agli altri otto è stato concesso il beneficio della detenzione domiciliare.

L’odierna operazione di servizio si colloca nell’ambito dell’attività di controllo del territorio, su indicazione del Comando Provinciale Carabinieri di Cosenza, con il coordinamento del Procuratore della Repubblica di Castrovillari, dott. Eugenio Facciolla.

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La Corte d'appello conferma la sentenza del Tribunale di Catanzaro e dichiara ineleggibile il segretario-questore.

Il nuovo entrato esulta: «Si chiude una brutta pagina per la Calabria».

L'avvocato Morcavallo: «Giustizia è fatta».

Il fondatore de "Il coraggio di cambiare": «Voto tradito, ricorrerò in Cassazione».

Gentile: «Un cavillo, per Ap non cambia nulla»

Giuseppe Graziano non è più un consigliere regionale della Calabria.

Gianluca Gallo vince la sua battaglia giudiziaria e torna a Palazzo Campanella a tre anni dall’inizio della legislatura.

La Corte d’appello di Catanzaro ha infine emesso il suo verdetto: quel seggio spetta a lui.

Si chiude così una battaglia giudiziaria iniziata all’indomani del voto del novembre 2014. In un primo momento era stato il Tribunale di Catanzaro a dichiarare l’ineleggibilità di Graziano, dovuta al ritardo con cui il fondatore del Movimento “Il coraggio di cambiare l’Italia” si era messo in aspettativa dal ruolo di vicecomandante regionale del Corpo forestale dello Stato.

Il segretario-questore aveva poi impugnato la sentenza davanti alla Corte d’appello che, in accoglimento della richiesta dei suoi legali, aveva rimesso la causa alla Corte Costituzionale, al fine di valutare la legittimità della norma sulle aspettative.

La Consulta aveva infine dichiarato non fondata la questione di legittimità sulla legge che disciplina le cause di ineleggibilità e rimesso nuovamente la decisione ai giudici di secondo grado.

Che ora hanno chiuso la partita confermando il verdetto del Tribunale. Gallo, con 6.531 voti, era risultato il primo dei non eletti.

Graziano aveva invece – temporaneamente, con il senno di poi – conquistato il seggio grazie a 9.041 preferenze.

Gallo ha espresso tutta la sua gioia dalla sua pagina Facebook: «Voglio dirvelo subito, perché ve lo devo. E voglio dirvelo con la foto del momento in cui tutto ebbe inizio, qualche tempo fa: stamattina la Corte d’Appello di Catanzaro ha depositato la sentenza con cui, confermando il giudizio di primo grado, si stabilisce il mio ingresso in consiglio regionale. È stato necessario attendere quasi tre anni e scomodare la Corte Costituzionale, ma alla fine giustizia è fatta. Io sono felice e pronto a lavorare come sempre, nell’interesse generale». Dopo aver ringraziato la sua famiglia e i suoi avvocati (il padre, Francesco Paolo, e Oreste Morcavallo), il neo componente dell’assemblea regionale dichiara chiusa definitivamente «una brutta pagina per la Calabria, una vicenda nella quale si sono registrate strane intromissioni: ne parlerò nei prossimi giorni. Adesso voglio guardare avanti, al lavoro che attende me, e voi con me, secondo il mandato elettorale ricevuto: opposizione ad un governo regionale inconcludente, costruzione di un’alternativa credibile».

«Avanti, allora – conclude Gallo –, riannodando i fili della storia che ci ha visti umili protagonisti per scrivere, con grande dignità, nuove pagine nel futuro della Calabria che vogliamo».

«Sono particolarmente soddisfatto – commenta l’avvocato Morcavallo – per l’esito di un giudizio particolarmente complesso con notevoli profili di diritto costituzionale, elettorale, del lavoro, con l’affermazione della tesi che abbiamo sempre sostenuto, della perfetta equiparazione tra dimissioni e aspettativa ai fini della rimozione della causa di ineleggibilità, con una soluzione valida per tutte le elezioni. Finalmente dopo ben 3 anni giustizia è fatta e si assegna la funzione di consigliere regionale al legittimo titolare».

Amaro il commento di Graziano, che annuncia il ricorso in Cassazione: «Continuerò dritto per la mia strada. Non è certamente un cavillo burocratico che fermerà il mio operato sul territorio.

Quello costruito – lo voglio ribadire – tra la gente e per la gente.

Infatti presenterò ricorso in Cassazione e continuerò a perseguire programmi e obiettivi che ci siamo prefissi.

Renderò concreto ciò che i cittadini hanno espresso attraverso la consultazione popolare: raggiungeremo tutte le nostre mete, ad iniziare dalla città unica Corigliano-Rossano e ci prepareremo insieme verso importanti traguardi, anche nazionali.

Siamo in tanti, 10mila voti non si cancellano, continuerò sempre ad essere il vostro portavoce.

Certo – conclude – la gioia e il compiacimento degli onorevoli Santelli e Occhiuto per l’uscita dal consiglio regionale del rappresentante dell’area urbana Corigliano-Rossano, peraltro proponente del disegno di legge di fusione, rappresenta l’ennesimo atto di viltà nei confronti di questo territorio. D’altro canto però, sereno, li saluto nella convinzione che presto ci rincontreremo perché come si suole dire “il tempo è galantuomo”».

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