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Per avere il polso della situazione di questa estate 2018 basta recarsi alla stazione ferroviaria poco prima dell’arrivo dei treni che salgono verso il nord.

E’ il 21 agosto e sono circa le 17.00.

L’ampio parcheggio è pieno di auto.

Ed anche il terzo binario è pieno di turisti che lasciano Amantea per ritornare a casa.

Sono decine e decine.

Ed altri stanno arrivando.

Qualcuno dal lungomare accedendo direttamente sul terzo binario.

Ovviamente parliamo di chi è arrivato e riparte con il treno.

Altri usano l’aereo.

Altri ancora sono giunti e ripartono in auto.

Tutti comunque sono andati a leggere il manifesto che Amantea ha collocato sulle pareti della stazione ferroviaria per salutare e ringraziare chi è stato ospite della città, dei suoi alberghi, delle sue seconde case.

Parliamo del manifesto che si trova a fianco all’altro, quello che saluta tutti coloro che giungono ad Amantea per villeggiare.

Parliamo dei manifesti voluti dalla Pro Loco, dalla Amministrazione comunale, dalla associazione degli albergatori e dalle altre associazioni che amano e tutelano la nostra città.

E tutti hanno ritirato dalle apposite cassettiere il testo che riporta le informazioni sulle qualità turistiche e culturali di Amantea, non fosse altro che per ricordare quanto non ancora visto con un inespresso invito a ritornare.

Un sogno?

Forse, ma facile da realizzare se si volesse davvero un tantino bene a questa città e se si avesse ed usasse un tantino di intelligente altruismo.

Buon ritorno alle vostre città, alle vostre case, alle vostre famiglie

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Ecco cosa si legge su il corrieredella calabria:

«La politica di Amantea ha “boicottato” la Guarimba»

La parola magica dell’estate calabrese ormai da diversi anni è: festival.

 

 

Ce ne sono di tutti i tipi: finanziati dagli enti pubblici, autofinanziati; intellettualmente impegnati, accalappia-turisti.

Nord e sud della regione, Jonio o Tirreno; non c’è città, borgo o angolo che rinunci alla nuova “industria culturale”.

E finita l’estate arriva poi il momento di fare i conti con il pallottoliere.

Ma, tirate le somme, gli “obiettivi” (raggiunti o meno) di fine stagione arrivano puntuali.

Ad Amantea, Giulio Vita, ideatore de La Guarimba film festival non le manda a dire agli amministratori della sua città. «Abbiamo reperito fondi per realizzare un festival internazionale a ingresso libero con una proposta per adulti e per bambini, abbiamo portato turismo da tutta l’Italia e da fuori.

E l’amministrazione intanto ci ha solo messo bastoni tra le ruote, insultandoci, invitandoci ad andarcene a Belmonte, “perdendo” le nostre richieste, mettendo in discussione l’impatto culturale ed economico del festival, non facendo manutenzione in uno dei parchi più belli del mondo.

Non solo non sono venuti manco un giorno ma neanche ci hanno fatto i complimenti per essere riusciti a fare il pienone ogni sera con una proposta di cinema indipendente».

«Fino al 29 luglio non sapevamo se avevamo o meno il permesso di poter realizzare l’evento – dice Giulio Vita –. Il protocollo che avevamo firmato per fare in modo che tutta la parte burocratica fosse completa risultava essere smarrito.

Ho chiamato il sindaco per chiedergli come fosse possibile una cosa del genere e mi ha invitato a “trasferire” il mio festival a Belmonte».

La Guarimba Film Festival, propone agli spettatori dei cortometraggi scelti nel corso dell’anno, ma non solo: nei giorni della manifestazione si svolgono anche incontri e workshop apprezzati soprattutto dagli stranieri che raggiungono la città tirrenica.

Con il passare del tempo il festival del cinema è entrato nella rete degli eventi patrocinati dal ministero dei Beni culturali e proprio il bollino del ministero è stato utile per fare in modo che tutto venisse realizzato secondo programma.

«Il sindaco – continua Vita – si è rimangiato quello che mi aveva detto solo quando è stato contattato da Roma.

Noi nel frattempo abbiamo pulito il “parco della Grotta” (dove avvengono le proiezioni, ndr) con i nostri volontari e anche per questo siamo stati “contestati”.

Siamo andati aventi autonomamente riuscendo a fare lo stesso il festival».

Concetta Veltri, assessore al turismo di Amantea, sul trattamento riservato agli organizzatori de La Guarimba replica senza troppi giri di parole.

«Tutti gli organizzatori sono stati trattati allo stesso modo.

Avevamo come amministrazione un obiettivo: risparmiare, e su questa linea abbiamo lavorato affinché si riuscisse a svolgere un cartellone estivo andando incontro alle esigenze di tutti».

E l’ideatore de La Guarimba scocca una frecciatina anche sul consistente numero di eventi svolti a Campora San Giovanni con le relative spese per il palco e le sedie.

«Se ci accusano che tutte le attività culturali si sono spostate nella zona di Campora San Giovanni posso dire tranquillamente – continua l’assessore – che non è vero.

Il calendario degli eventi lo testimonia, come Comune abbiamo fornito il supporto logistico e se c’è stata una sorta di ridimensionamento degli eventi siamo cresciuti in qualità».

In principio fu Albertino, poi Malgioglio, infine nessuno dei due.

Alla notte bianca di Amantea, (evento storico della città) Dj Albertino e Cristiano Malgioglio dovevano fare da animatori, ma non si sono presentati.

A dire il vero il primo ad essere contattato è stato il disc jokey che però dopo aver letto del suo ingaggio il giorno di Ferragosto scrive sul suo profilo: «È una notizia falsa, starò a casa mia».

L’assessore alla cultura spiega l’accaduto come ci sia stato un disguido tra i manager.

«Non organizziamo la Notte bianca con soldi dell’ente ma attraverso i fondi regionali della legge 13 e del bando cultura.

Del secondo bando –continua l’assessore Veltri – non abbiamo ancora notizia.

Si tratta comunque di accordi che prendono i manager e ci siamo ritrovati a pochi giorni dall’evento a dover rinunciare a Dj Albertino per delle incomprensioni».

Ma a saltare è stato anche il “rincalzo” Cristiano Malgioglio; a frenare l’arrivo del “ciuffo bianco” più in voga del momento è stato un mal di gola.

Nessuno dei due arriva ad Amantea e i cittadini mugugnano.

Un malessere che Giulio Vita riassume in poche battute. «Quando si dà colpa ai cittadini invece di ammettere le proprie colpe, mi sale una risata amara perché questa terra sì che può cambiare ma per farlo voi ve ne dovete andare e chiedere scusa di questa estate oscena.

Noi guarimberos siamo qui per lavorare seriamente. Speriamo non avere gli stessi problemi l’anno prossimo»

Michele Presta

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“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà.

All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre.

È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

Così diceva Peppino Impastato

Come non ricordarlo di fronte allo splendore della pinacoteca nata improvvisamente in via Margherita sulla palizzata in legno fatta realizzare dall’amministrazione comunale( ?) per tutelare la gente dalla caduta di calcinacci del palazzo Florio

Un pinacoteca realizzata da 4 maestri locali che in pochi giorni, su richiesta della locale associazione commercianti, hanno dato colore e vita ad un legno grigio ed amorfo.

Parliamo di Pedro Bonavita, il maestro di Amantea, di Franco Magli, “il pittore-scultore senza conservanti né additivi”, nato ad Ajello Calabro ma che ha vissuto a Milano, di Giancarlo Strano, coautore nel 1979, insieme ad altri- tra cui lo stesso Pedro Bonavita, Vincenzo Mosca, Saverio Brillante, Anna Gagliardi, Renato Ruffolo e Rosalinda Miceli, del primo murales della cittadina tirrenica, di Francesca Amendola, pittrice longobardese.

Ed oltre alle immagini ed ai colori la nuova parete mostra anche micro opere d’arte , figlie della estrosità senza fine di Franco magli, tra cui il pacco di sale con la spazzola soprastante, il mazzo di peperoncini e la scultura.

Un bel regalo alla città ed ai suoi ospiti.

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