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Carissimi lettori di Tirreno News, fino a pochi anni orsono abbiamo sempre sentito dire che gli italiani erano un popolo di santi, poeti ,navigatori.

Cio' era vero. Ed ora?

Leggendo i giornali quotidiani  e guardando la televisione ora, purtroppo, dobbiamo aggiungere altre due categorie, due brutte categorie di italiani che non ci fanno onore e che le loro gesta stanno riempiendo le prime pagine  e la cronaca nera dei giornali locali e nazionali: stupratori e femminicidi..

La volta scorsa mi sono occupato degli stupri di Rimini, di Milano, di Dezio, di Forli' di Trieste compiuti da gente venuta da lontano e avevo suggerito, prendendo spunto dai vari commenti del Web,di mettere questi stupratori sul primo volo cargo e nella stiva dell'aereo pur sapendo che il portellone e' difettoso e spesso si apre durante il volo.  

L'altra alternativa  sarebbe quella di mandarli  a   casa loro  a lavorare e non farli restare ulteriormente in Italia a bighellonare nelle nostre citta', nelle vie e nelle piazze, davanti ai supermercati a chiedere l'elemosina..

Nei loro paesi di origine sanno benissimo che se rubano  gli tagliano la mano, se stuprano gli tagliono i coglioni.

Qui da noi, purtroppo, con giudici compiacenti, se la cavano con pochi anni di galera.

Oggi, pero', voglio parlarvi di femminicidi compiuti non da extracomunitari ma da italiani. L'ultimo caso si e' verificato in provincia di Lecce.....

Una fanciulla di 16 anni e'stata ammazzata a colpi di pietra dal suo fidanzatino e poi ha nascosto il corpo nelle campagne..

Perche' gli uomini, quelli che si dicono innamorati delle proprie mogli , delle compagne, delle fidanzate compiono simili violenze sulle donne che amano o  che hanno amato?

Apparentemente sono uomini normali, bravi ragazzi, ottimi padri di famiglia, ma poi si comportano peggio dei delinquenti comuni.

Stuprano, violentano, ammazzano, occultano i cadaveri..

Ma perche'? Perche' evidentemente sono persone immature, insicure, deboli, ammalate.

Vogliono solo comandare ed essere ciecamente ubbidite.

Se la donna si ribella, se decide di ragionare con la propria testa, se dice qualche volta "No"   ai propri mariti o ai fidanzatini, allora perdono la testa, non reggono allo smacco subito e uccidono. Cosi' ha scritto Dacia  Maraini: Piu' la donna diventera' libera, piu' provocano reazioni violente negli uomini che identificano la loro virilita' nel possesso.

Gli uomini  devono capire, finalmente, che la donna , la moglie, la fidanzatina, non e' piu' di sua proprieta'.

Non siamo piu' nell'ottocento..

Arrivati a questo punto mi viene in mente il bel romanzo "Mimi'Cafiero" del nostro Mario La Cava. Cosi' fa dire al protagonista del romanzo che aveva sposato una ragazza di Pellaro, lui era di Reggio Calabria:-Se ero padrone per poche lire di una donna, quando ero scapolo e andavo in cerca di amore, quanto non sono padrone oggi che ho dato tutto quello che avevo, perche' in realta' la donna che e' mia puo' usufruire di tutto quello che e' mio?-  

La donna doveva ubbidire e basta. Stasera usciremo un po' a passeggio per la citta'.

Oggi andro'  al mare a fare i bagni.

Tu non andrai da nessuna parte senza il mio permesso.

Per questo mi sono sposato: per comandare in casa mia. Per il mio comando ti ho sposata.

Quando la moglie Lia si e' accorta di aver sposato un tiranno, un padrone e non un vero uomo era ormai troppo tardi.

La faceva soffrire tenendola sempre chiusa in casa.

Ma la colpa e'in parte pure sua:non ha saputo puntare i piedi fin dal primo giorno di matrimonio. Quando lo ha fatto veniva sistematicamente umiliata e scaffeggiata.

Lia non venne uccisa dal marito padrone.

Venne ucciso invece il suo presunto amante immaginario, il povero Peppino Zuccala', l'amico intimo.

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Si vede che l’Arpacal non legge i posti di facebook che dichiarano che il mare di Amantea è stato meraviglioso per tutta l’estate!

E non li leggono nemmeno i giornali ed i blog.

Al punto che postano articoli dai titoli emblematici e dalle foto sconvolgenti:

Cosenzainforma scrive : Mare sporco. Divieto temporaneo di balneazione ad Amantea e San Lucido.

Quicosenza scrive Divieto di balneazione in due punti ad Amantea e San Lucido: riscontrato alto valore di Enterococchi

L’Arpacal scrive “Balneazione: due punti non conformi sulla costa di Amantea”

In realtà si tratta di un mistero ancora nemmeno indagato.

L’ inquinamento è nei pressi del Torbido, quel fiume senza acqua al confine tra Amantea e Nocera Terinese

Leggiamo sul sito dell’Arpacal:

“Il Servizio tematico Acque del Dipartimento provinciale Arpacal di Cosenza ha comunicato, nel pomeriggio di ieri, al Sindaco di Amantea, e contestualmente alla Regione Calabria ed al Ministero della Salute, che “nel campione di acqua di mare prelevato in data 04.09.2017 lungo il litorale di Amantea è stato riscontrato un valore di Enterococchi intestinali superiore ai limiti del D.lgs. 116/08, nei punti: 100 MT SX FIUME TORBIDO Enterococchi i.= 1875 UFC/100ml e 100 MT DX FIUME TORBIDO Enterococchi i.= 2500 UFC/100ml”.

Pertanto le suddette aree non sono idonee alla balneazione.

“Sarà compito del Comune – scrive il Servizio Acque dell’Arpacal - avvisare la cittadinanza, identificare e rimuovere la causa dell'inquinamento, dandone comunicazione allo scrivente Servizio, al Ministero della Salute e alla Direzione Scientifica di ARPACAL.

Verranno effettuati campionamenti suppletivi e, in caso di esito positivo, sarà data tempestiva comunicazione ai Comuni interessati per poter rimuovere il divieto temporaneo per come previsto dal D.Lgs.116/08 art.5 , comma C”.”

Ora ci chiediamo da dove viene questo inquinamento se il torrente non acqua propria ma solo quella di scarico della vasca per l’ irrigazione dei campi ?

Che sia inquinata tale acqua?

O qualcuno immette fogna nel Torbido.

E chi?

Ed ancora ci chiediamo

Perché se il torrente è al confine di due comuni si invia la richiesta solo ad uno di essi?

E perché Amantea accetta passivamente questa pubblicità negativa e non contesta?

Ed infine.

Perché non si effettuano i controlli dovuti e perfino richiesti dall’Arpacal?

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Riceviamo e pubblichiamo:

“Un ulteriore traguardo per il porto di Amantea è stato raggiunto. La commissione di valutazione del Dipartimento Infrastrutture della Regione Calabria ha approvato la graduatoria finale delle domande di partecipazione al bando porti per l'asse VII -azione 7.2.2 del POR FESR 2014-2020.

Su undici proposte presentate solo otto sono state ammesse e di queste solo quattro, al momento, saranno ammesse al finanziamento.

In sostanza i primi quattro (Isola Capo Rizzuto, Roccella Jonica, Cirò Marina e Cetraro) saranno certamente finanziati nei tempi stabiliti dal bando.

Il progetto presentato dal comune di Amantea è stato valutato con un punteggio di 63,50/100 posizionandosi al settimo posto.

Purtroppo , per i restanti 5 progetti la Regione Calabria non ha al momento le risorse necessarie.

Attendiamo, quindi, fiduciosi, che la domanda del nostro Comune rientri tra quelle immediatamente finanziabili e possa ricevere i fondi necessari per migliorare, potenziare e rilanciare il nostro sistema portuale.

Un sistema che possa finalmente incidere in misura determinante sul rilancio dell’economia locale e regionale sia sotto il profilo turistico che sotto quello commerciale e soprattutto peschereccio.

Non dimentichiamo che c’è chi vive di solo mare!

Va dunque dato merito al lavoro fatto dai tecnici comunali che, su nostro impulso, hanno presentato il progetto al Dipartimento Infrastrutture della Regione Calabria per la partecipazione al bando nei tempi utili.

Con gli amici del porto ci siamo battuti costantemente come dei leoni per sensibilizzare le istituzioni verso l’annosa questione del porto e qualche risultato inizia a vedersi.

Ora che siamo ad un passo dal traguardo finale non dobbiamo abbassare la guardia; confidiamo nel buon operato dell'amministrazione comunale di Amantea e ci auguriamo metta in pratica un'azione decisa affinché si faccia il possibile per fare rientrare anche Amantea nei primi progetti da finanziare.

Altrimenti, i tempi si allungheranno notevolmente e il nostro porto resterà ancora per molto nelle condizioni che sappiamo.

E’ indubbio che il finanziamento e poi la realizzazione del progetto per il rilancio del porto di Amantea permetterà alla comunità amanteana, ai pescatori e ai diportisti di guardare al proprio futuro e a quello del porto stesso con più ottimismo.

Amantea 1 settembre 2017                                                  Vincenzo Lazzaroli

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