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Mentre i nostri governanti con gli altri Capi di Stato europei si riuniscono a Trieste, Berlino, Parigi, Bruxelles e altrove e parlano, parlano, parlano senza pervenire a nessuna conclusione per poi presentarsi spocchiosi in conferenza stampa ad affermare che i rapporti bilaterali sono eccellenti e che tutto in Europa e in casa nostra va a gonfie vele, l’Italia è invasa giornalmente da migranti, scippatori, rapinatori, sfruttatori, aggressori, delinquenti, spacciatori di morte.

Insomma l’Italia è allo sfascio e la nave sta andando a picco.

Se ne è accorto finanche il “Corriere della sera” che è sempre stato a favore dei Governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.

E la penna magica del grande giornalista Ernesto Galli della Loggia denuncia finalmente il naufragio della nave Italia che lentamente ma inesorabilmente va a picco.

E invece di prendere severi e urgenti provvedimenti per evitare il naufragio in corso il Governo italiano e la burocrazia perseguitano gli onesti, chi cerca di fare il proprio lavoro, chi si sostituisce allo stato, alle Regioni e a Comuni per risolvere alcuni problemi.

Un salumiere viene condannato perché ha offerto gratuitamente un panino ad un affamato.

Un commerciante viene condannato perché a proprie spese ha fatto coprire una buca con cemento che si trovava nel marciapiede davanti il suo negozio.

Fino ad oggi chi ha osato scrivere queste cose e criticare il Governo veniva etichettato come fascista, sfascista, populista, nemico dell’Italia.

Non si sono accorti che l’Italia viene giornalmente invasa da stranieri e che i Prefetti delle nostre Regioni meridionali non sanno più dove metterli, che i nostri porti sono intasati da navi straniere e per giunta militari che scaricano senza sosta ogni giorno migliaia e migliaia di nuovi arrivati, donne e bambini di ogni età senza accompagnatori, che il debito pubblico è aumentato vertiginosamente, che milioni di italiani vivono in povertà, che la pressione fiscale è alle stelle, che la disoccupazione giovanile è arrivata ad un livello tragico, che migliaia di lavoratori hanno perso il posto di lavoro, che i terremotati dello scorso anno non hanno ancora una casa, un alloggio decente.

Addirittura ad Amatrice e negli altri paesi distrutti dal sisma non sono state rimosse le macerie. Pietre e calcinacci delle case e degli edifici crollati sono ancora sulle strade.

E i nostri governanti queste cose le ignorano e in Parlamento parlano di Jus soli, di legge elettorale, di fascismo, di Chioggia, dove il titolare di uno stabilimento balneare ha fatto scrivere alcune massime fasciste.

Ma chi ha l’acqua alla gola, chi non ha il pane quotidiano, chi ha perso il lavoro, chi ha figli piccoli e la sera ritorna a casa senza portare un tozzo di pane, chi ha avuto la casa distrutta, chi ha perso tutto, se ne frega del fascismo, della legge elettorale, del Jus soli e delle beghe personali tra Letta e Renzi, della Merkel e di Macron e del Presidente degli Stati Uniti e del libro di Matteo Renzi. Queste cose al popolino non interessano e poi si lamentano che alle elezioni nazionali, regionali e comunali il popolo diserta le urne.

Oggi, però, grazie al Corriere della Sera e al giornalista Galli della Loggia, possiamo leggere tutte queste cose e apprendere il disastro causato dai nostri governanti che ci hanno venduto all’Europa per un piatto di lenticchie, mentre la Francia, la Spagna e la Germania fanno la voce grossa e chiudono i loro porti e le loro frontiere.

Solo noi dobbiamo accogliere i migranti provenienti dall’Africa che sbarcano nei nostri porti.

E così a poco a poco rischiamo di perdere il controllo del territorio. Vedi le proteste dei cittadini di alcuni Comuni italiani che scendono in piazza e protestano bloccando strade, autostrade,ferrovia contro l’occupazione delle case e degli alberghi da parte dei migranti.

E mentre i nostri Governanti discutono l’Italia brucia dal Nord al Sud. In Sicilia, in un posto meraviglioso San Vito Lo Capo, vasti incendi hanno costretto migliaia di vacanzieri ad abbandonare gli alberghi e le residence.

Anche vastissime zone della nostra Calabria sono andate a fuoco dove hanno perso la vita alcuni contadini e proprietari terrieri che cercavano di spegnere gli incendi. Ultimamente le colline di Vadue di Belmonte Calabro e di Camoli di Amantea per diversi giorni sono state bruciate. Un giorno sono intervenuti due canadair per spegnere gli incendi.

Ieri la collina “Timponi Ferri” che si trova a ridosso dell’abitato di San Pietro in Amantea è stata completamente divorata da un incendio pauroso.

Tutto il verde è andato completamente distrutto perché un piromane tranquillamente ha dato fuoco dal retro della sua abitazione alla zona verde del paese dove l’Amministrazione Comunale lo scorso anno aveva realizzato una pista per fare trekking.

Nessuno è intervenuto e il piromane, fino ad ora, è rimasto impunito.

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Ecco cosa scrive il sindaco di San Pietro Gioacchino Lorelli:

 

ILL.MO SIGNOR SINDACO -          Presidente Ufficio di Piano   - AMANTEA

 

e, p.c.

SIGNORI SINDACI DI

BELMONTE CALABRO

LAGO

FIUMEFREDDO BRUZIO

CLETO

LONGOBARDI

SERRA AIELLO

 

Oggetto: Ufficio di piano. Dimissioni carica vicepresidente Coordinamento Istituzionale.

 

Egregio Presidente,

l’andamento della riunione di stamattina ha solo confermato i dubbi e le perplessità già in essere sia nella gestione del progetto “Home Care Premium”, della precedente amministrazione, sia nella gestione commissariale.

Del che con la schiettezza che gli è propria, ha sempre fatto constare, sia nei verbali del coordinamento istituzionale, sia tramite missive, tutte acquisite al predetto Ufficio di piano. L’azione del sottoscritto è stata sempre improntata a tutele della vigile osservanza della legalità e delle popolazioni amministrate.

Non pensa che si siano verificate le condizioni per un prosieguo di collaborazione quale vicepresidente del predetto coordinamento anche perché le Sue prese di posizioni non si discostano molto da quelle fin’ora assunte da predecessori e commissario.

Pertanto con la presente rassegna le proprie dimissioni irrevocabili dalla carica di vice presidente del Coordinamento Istituzionale.

Non me ne voglia, sig. Presidente, per la decisione presa, ma a questo punto lo scrivente non se la sente di continuare e pensa che la partecipazione, come semplice componente del coordinamento, sia la soluzione che più si confà al suo pensiero ed al suo modo di gestire alcune situazioni.

La collegialità è un bene prezioso e, per dire, la pubblicazione sul sito del Comune di Amantea del bando, senza avvisare nessuno, per l’Istituzione del registro pubblico dei fornitori per l'erogazione di prestazioni integrative nell'ambito del progetto "Home Care Premium 2017” non è certamente un buon viatico.

 

Le auguro buon lavoro.

San Pietro in Amantea 29 giugno 2017IL SINDACO  (Gioacchino Lorelli)

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Il fuoco di un incendio fa paura.

Forse anche ai Vigili del Fuoco che pur lo affrontano con coraggio, con perizia e con mezzi tecnici adeguati.

Ovviamente quando sono disponibili.

Il problema è quando non lo sono perché impegnati in altri luoghi ed in altri incendi.

E’ il problema che ha dovuto affrontare ieri sera il consigliere comunale di San Pietro in Amantea Valentino Socievole.

Ha telefonato al 115 ma i Vigili del fuoco erano impegnati altrove e non potevano muoversi.

Che fare allora?

Poi il pensiero è andato alla vicina Amantea il cui comune è dotato di una autobotte da utilizzare in questi casi .

Ma il consigliere non si è perso d’animo.

E così Valentino ha telefonato al sindaco Mario Pizzino segnalando la gravità del problema e la impossibilità dell’intervento dei pompieri.

Con alto senso di responsabilità il neo sindaco ha fatto quello che ha potuto.

Siccome l’autobotte è da tempo “in attesa di riparazione” ha inviato l’autospurgo con alla guida il buon Fabrizio Cima che non si è certo rifiutato (vedi foto)

“Impossibile -dice Socievole- non ringraziare il sindaco di Amantea che nello spirito di collaborazione indispensabile tra paesi vicini ( il fuoco peraltro non si ferma ai confini dei comuni) e con grande senso di responsabilità, ci ha aiutato. Diversamente non sapevamo come fare”.

E poi di seguito”Questa occasione mi permette di richiamare l’attenzione di tutti i sindaci della nostra zona sulla necessità di riprendere la antica collaborazione che un tempo univa in consorzio il basso tirreno cosentino.

Ringrazio anche il bravo Fabrizio Cima per la sua disponibilità.

Devo poi segnalare che in questi momenti mi sono trovato vicino in tutto l’ assessore Danilo Caruso”.

Noi, invece, vogliamo segnalare il pregevole intervento del “mini pompiere” Alessio Socievole che non “ha mollato il papà e l’incendio” fino a quando non è stato spento.

Tutto è bene quel che finisce bene!

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