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simp“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel”. Umberto Eco
Più degli insulti, a rendere incerto e infido il pubblico è forse l’uso esteso di certi espedienti, ai quali ricorrevano sempre più spesso gli amministratori della cosa pubblica ed in particolare quelli di Amantea, che ormai erano senza veli.
A prova di tutto ciò, basterà citare un breve passaggio di un documento redatto dall’Agenzia del Demanio, Direzione Regionale Calabria con Protocollo n. 2018/5563/DRCAL/CZ” del 20 Marzo 2018 e spedito fra l’altro al Comune di Amantea – Ufficio Tecnico Urbanistica Demanio. Oggetto: Demanialità sita in Amantea: “In riscontro alla richiesta di definizione dei profili dominicali relativi ad un’area sita nel Comune di Amantea ed antistante l’albergo ‘La Scogliera’, si rappresenta quanto segue. Preliminarmente, per chiarezza nella trattazione, appare opportuno rammentare che l’area in esame persevera sulla particella catastale n. 44 del foglio 24 del Comune di Amantea, che risulta in testa al Demanio Pubblico dello Stato sin dall’origine e che è individuata come area Demaniale Marittima dal SID.”

“Io che nulla amo più dello scontento per le cose mutabili, così nulla odio più del profondo scontento per le cose che non possono cambiare.”
Più che alla cittadinanza, questo scritto è indirizzato alla nuova Giunta per ricordarle che la gestione della cosa pubblica deve fare in modo che l’etica non venga mai trasgredita. Chi amministra non può non sapere che ogni suo agire individuale, e anche privato, con ciò che è pubblico, include una responsabilità dell’altro. Ciò che è pubblico non può mai essere “mio soltanto”, tanto meno quando sono io ad averlo direttamente, per così dire, tra le mani.
Al contrario, la responsabilità dell’altro è maggiore, in quanto sono io il garante di ciò che è e deve restare di tutti. Fino a qualche tempo fa, potere e arroganza andavano spesso a braccetto, e in particolare se si trattava di un cosiddetto “politico” locale e meridionale. Ancor più seccante se il potente di turno, arrogante e prepotente si rivelava anche deficiente, una sommatoria i cui effetti sono stati letali per la città.
Leonardo Sciascia, che di arrogantemente stupidi, stupidamente arroganti ne incontrò parecchi, compilò una sorta di “classifica”, delle “disgrazie” che possono capitare in un crescendo rossiniano: 1) L’invidia dei colleghi. 2) Gli intrighi. 3) Disprezzo dei potenti. 4) L’imbecillità. 5) L’imbecillità più il fanatismo. 6) L’imbecillità più il fanatismo più lo spirito di vendetta.
Chi scrive non ha remore ad ammettere che non sa spiegare ad amici stranieri quello che accade in Calabria e particolarmente nel proprio paese d’origine. Non è possibile che una Amministrazione, dopo aver ricevuto, il documento sopracitato, non abbia fatto nulla per sottrarre al privato ciò che dallo stesso viene rivendicato come ‘suo’ e cioè l’area antistante l’albergo ‘La Scogliera’ che era e continua ad essere un bene pubblico e che va sotto la dicitura di ‘Demanio dello Stato’.
Chi scrive è sempre più convinto che Il misfatto non consiste in atti di ostilità o di violenza o in manifestazioni di odio: basta l’offesa ai concittadini, cioè un’espressione di oltraggio o di disprezzo che leda il prestigio o l’onore della collettività, a prescindere dai vari sentimenti nutriti dall’autore nei confronti degli altri.

Gigino A Pellegrini & G elTarik

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schiumaIl mio pessimismo più spinto dice che questacittà sdraiata sulle acque dell’Ulisse, tanto amata da pochi non ce la potrà fare a uscire dall'incubo nel quale è precipitata da oltre 50 anni. Chiedo scusa a tutti Voi Amanteani se non sono riuscito a distrarmi neanche con i "Giganti" e il "Ciuccio" di San Giovanni. Queste manifestazioni "pagane"(così venivano additate in negativo dalla Chiesa Cattolica Romana) che tanta gioia portavano a tutti noi adolescenti riempiendo le nostre notti di sogni meravigliosi e fantastici progetti futuri, non hanno più quel potere magico di risollevarci dalle ingiustizie e dalle brutture odierne.

Vivo immerso in una fluida dimora

Con un cielo di sfavillanti lucciole

Lo speranzoso rosso di fine giorno

veleggia e riempie i miei occhi

Profetica ora – ora che ridesta il trascorso!

A Te, Terra e mare di Ulisse

fino all'eclisse dell’ultimo raggio,

Canterò!

Lungo la costa tirrenica è possibile individuare uno sviluppo urbano tipico della città diffusa e lineare che ha portato ad una continuità di molti nuclei urbani di recente edificazione, con caratteristiche di insediamento e architettoniche per lo più spontanee e abusive, nella quale è ormai difficile cogliere i caratteri identitari tra le realtà urbane.

In molti casi si individua una periferia balneare costituita da seconde e terze case con i caratteri prevalenti dell’edilizia spontanea e speculativa dei villaggi costieri. Tale modello insediativo lineare ha prodotto una densificazione del territorio urbanizzato e un sovrapporsi in uno spazio relativamente breve di componenti che hanno alterato e banalizzato la fisionomia paesaggistica ed ecologica dei paesaggi costieri.

La costa tirrenica ha un’ossatura che individua dei caratteri specifici dovuti a ragioni morfologico/geografiche evidenti e a ragioni storico culturali. La costa brevissima in alcuni tratti, le connessioni infrastrutturali, la montagna, è questo susseguirsi di ambiti differenzianti che rende la costa uno spazio fragile e sensibile. L’inquinamento delle acque marine è sensibilmente aumentato negli ultimi anni per l’incremento della presenza umana durante i mesi estivi, nonché quello delle falde per il gran numero di pozzi neri presenti in questi insediamenti e una rete fognaria inadeguata che riversa sistematicamentenel Mare di Ulisse i suoi profumatissimi frutti.

La Giunta regionale sembra voler ripristinare le normali condizioni di funzionamento degli impianti di Nocera Terinese, San Lucido, San Nicola Arcella, Belvedere Marittimo, Guardia Piemontese, Sangineto,Amantea, Belmonte Calabro. La eccezionale situazione di pericolo per la salute non è diversamente fronteggiabile se non attraverso l’adozione di misure di carattere straordinario e derogatorio del vigente riparto delle competenze amministrative in materia.

Auspichiamo chela Giunta appena elettapossa dare presto delle risposte, ai cittadini e ai pochi turisti che in questi mesi vengono allettati da prezzi bassissimi delle case.  

Gigino A Pellegrini& G elTarik

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castello333Una generazione costretta nell’angolo del ring, condannata ad entrare nel mondo del lavoro da precaria ed in età inoltrata. Questo atteggiamento sconsiderato è figlio di una generale immoralità pubblica e privata, di cui si percepisce una netta e squallida sensazione ogni volta che si leggono i giornali o si vede un telegiornale qualsiasi.

Alcuni meridionali hanno cominciato a rendersi conto di questa bancarotta, cominciano a capire che il loro futuro non può essere delegato a governanti che parlano una lingua a loro sconosciuta. Sono dati di un tracollo senza appello a cui si continuano a contrapporre, almeno fino ad oggi, le solite politiche sterili e fini a se stesse che hanno ormai condannato allo spopolamento di una delle aree più belle e culturalmente importanti del nostro Paese.

La Calabria, che ultimamente ha subito un’invasione di alcuni gasteropodi terrestri (esemplare di mollusco provvisto in genere di una conchiglia dorsale avvolta a spira da cui fuoriesce una zampetta per la locomozione e il capo con occhi tentacolati, si ciba praticando fori nei fragili muri della sua povera dimora, attraverso cui succhia la carne delle sue vittime).

Così come in natura esistono predatori che catturano e uccidono altri animali per alimentarsi, anche fra gli esseri umani si verifica un fenomeno simile. Fenomeno violentissimo di cui sono protagonisti i cosiddetti predoni; veri e propri “rapaci” e le loro sfortunate vittime: semplici e a volte sprovveduti cittadini.

Dopo secoli di angherie, i Meridionali si sono “abituati”, quasi fosse normale, ad Amministratori della Cosa pubblica, che per lunghi anni hanno saccheggiato le risorse pubbliche, lasciando anche ai propri dirigenti la gestione degli uffici pubblici nell’interesse personale o di gruppi di potere, nessuno di questi esseri mostruosi sembra esser mosso da altro che dall’ ingordigia di acquisire dei vantaggi, più che dalla volontà di offrire un servizio alla collettività.

Nessuno crede più in niente, tanto che la collettività Calabrese appare triste e rassegnata, senza alcun impulso, senza nutrire alcuna speranza, sempre più chiusa in sé stessa.

L’identikit del rapace: in apparenza si tratta di un soggetto come tanti, non è quasi mai un leader. Solitamente è spilorcio, egocentrico, narcisista e con delle ideologie razziste. Il suo obbiettivo è la decomposizione morale, personale, psicologica e sociale delle sue vittime, tanto che a volte si arriva al punto in cui queste decidano di porre fine alla loro vita. Uno sguardo, una parola o una semplice insinuazione possono bastare a scatenare un processo di distruzione dell’altro. Le azioni portate a termine dai predoni sono così quotidiane che a volte sembrano quasi normali, mentre le vittime stanno zitte e soffrono in silenzio. Attraverso un processo di violenza morale e psicologica continua, si può infatti arrivare a fare a pezzi un’altra persona.

Questa metastasi tumorale, creatasi negli ultimi decenni, ha avuto una forte accelerazione con l’avvento al potere di “partiti” che perseguono esclusivamente i biechi interessi di una minoranza, a scapito della maggioranza dei cittadini. Le forti differenze economiche generatisi a seguito di decenni e decenni di politica che ha favorito lo sviluppo industriale ed economico solo in alcune zone, con le altre condannate ad essere serbatoio di voti per le elezioni e mercato per assorbire i prodotti ed i servizi offerti dalle prime.

L’auspicio è che a questo si riesca a porre fine e con le parole di Lucio Dalla: “

…La televisione ha detto che il nuovo anno 
porterà una trasformazione 
e tutti quanti stiamo già aspettando 
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, 
ogni Cristo scenderà dalla croce 
anche gli uccelli faranno ritorno. 
 
Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno, 
anche i muti potranno parlare 
mentre i sordi già lo fanno. 
 
E si farà l'amore ognuno come gli va, 
anche i preti potranno sposarsi 
ma soltanto a una certa età, 
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà, 
saranno forse i troppo furbi 
e i cretini di ogni età.” 

Gigino A Pellegrini & G elTarik

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