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Con il comunicato stampa delle ore 10.19 di oggi 27 giugno svelato il mistero di tutte le deleghe conferite dal sindaco Pizzino a tutti gli assessori ed a tutti i consiglieri (meno Caterina Ciccia).

 

Ovviamente non possiamo non notare che un quotidiano locale ha postato già stamattina tutte le deleghe.

Questa volta non possiamo parlare di discriminazione vera e propria perché potrebbe anche essere che la giornalista ieri sera fosse nella affollata ed accaldata sala consiliare che non riusciva ad accogliere le persone che o stavano sulle scale od andavano via, o che, qualcuno, le ha partecipato le stesse così da poterle pubblicare..

 

Segnaliamo la cosa perché se anche nelle sedute successive dovesse verificarsi la stessa condizione si imporrà per la salute della comunità amanteana che siano autorizzate le dirette streaming, nelle forme e modalità decise dal consiglio comunale.

 

Comunque sia ecco le deleghe distinte tra deleghe legittime e le altre:

 

Mario Pizzino: sindaco, con delega ai lavori pubblici e alla Polizia Municipale. Il sindaco ha conservato a sè due deleghe importanti e difficili.

Andrea Ianni Palarchio: vice sindaco, assessore all’ambiente, alle attività produttive, all’area Pip, al porto turistico, all’igiene ed alla sanità. Un bel po’ di deleghe per il primo eletto della lista che ha vinto le elezioni.

Concetta Veltri: assessore all’agricoltura, al turismo, agli spettacoli, ai beni archeologici, ai prodotti tipici locali. Niente di particolare per la seconda eletta della liste vincente.

Luca Ferraro: assessore al commercio, all’artigianato, all’urbanistica ed ai rapporti con l’Inps. Da notare che mancano, forse inspiegabilmente, i rapporti con l’Istat, l’Inail, le casse mutue, il ministero del Lavoro, eccetera.

Emma Pati: assessore alla pubblica istruzione, alla mensa, al trasporto scolastico, ai servizi tecnologici e manutentivi. Non si comprende se nella dizione Pubblica istruzione sia da ricomprendere anche l’asilo nido. Diversamente la competenza resta in testa al sindaco

Rocco Giusta: assessore al bilancio con delega ai tributi, edilizia scolastica, Gruppo azione costiera, contenzioso, caccia e pesca, carnevale, Gruppi di azione locale. E’ un altro super assessore. Intanto per il bilancio. Una cosa strana è la dizione “con delega ai tributi”come se i tributi fossero una “cosa del bilancio”. L’altra cosa ancora più strana è che manca la delega più importante e difficile del comune di Amantea quale è la lotta all’evasione tributaria. Resta un mistero così se non vogliono farla, se non la ritengono importante, se non vogliono litigare con gli evasori, se non vogliano distribuire i tributi tra tutti i cittadini o conservarli solo tra i “soliti noti”. Si tratta probabilmente di una mera dimenticanza alla quale sicuramente si darà risposta.

 

Seguono le deleghe ai consiglieri comunali.

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Pubblicata la convocazione del consiglio comunale per il 267 giugno ore 18.30, in prima convocazione , ed in caso di seduta deserta , per il 27 giugno alle ore 19.30.

E’ il primo consiglio comunale della giunta Pizzino

Questi i punti all’ordine del giorno:

 

1)Esame delle condizioni di eleggibilità e di compatibilità degli eletti per il mandato amministrativo 2017-2022.

a) Le cause tassative di incompatibilità alle cariche di sindaco, consigliere comunale sono elencate nell’articolo 63, comma 1, del decreto legislativo 267/2000.

Le cause di incompatibilità comportano la decadenza dalla carica ricoperta, ma possono essere rimosse (articolo 68, commi 2 e 3, del decreto legislativo 267/2000) con apposite modalità.

Sono incompatibili con la carica di sindaco, consigliere comunale(in sintesi)

4) coloro che hanno lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo con l’ente di cui sono amministratori; la pendenza di una lite tributaria ovvero di una lite promossa con azione popolare non determina incompatibilità (articolo 63, comma 1, numero 4), del decreto legislativo 267/2000). Tale ipotesi di incompatibilità non si applica per fatto connesso con l’esercizio del mandato (comma 3).

Non è sufficiente ad integrare la condizione della lite pendente la sola esistenza di un processo civile o amministrativo, essendo necessario che si sia determinata una concreta contrapposizione tra le due parti (Corte di cassazione - Sezioni civili: I Sezione, 9 aprile 1992, n. 4357).

I contenziosi innanzi al giudice amministrativo nei confronti di atti del sindaco quale ufficiale di governo non determinano per lo stesso una situazione di incompatibilità (Corte di cassazione - Sezioni civili: I Sezione, 15 gennaio 1973, n. 130).

Il giudizio per responsabilità amministrativa o contabile innanzi alla Corte dei conti non concreta una causa di incompatibilità (Corte di cassazione - Sezioni civili: I Sezione, 12 settembre 1992, n. 10421);

5) coloro che, per fatti compiuti quando erano amministratori o dipendenti del comune ovvero di istituto o azienda da questo dipendente o vigilato, sono stati, con sentenza passata in giudicato, dichiarati responsabili verso l'ente, istituto o azienda e non hanno ancora estinto il debito (articolo 63, comma 1, numero 5), del decreto legislativo 267/2000;

6) coloro che, avendo un debito liquido ed esigibile, verso il comune ovvero verso istituto od azienda da esso dipendente, è stato legalmente messo in mora ovvero, avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detti enti, abbia ricevuto invano notificazione dell’avviso di cui all’articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (articolo 63, comma 1, numero 6), del decreto legislativo 267/2000).

Alle cause di incompatibilità sopra elencate si aggiungono poi quelle introdotte dal Capo VI del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, relative al conferimento di incarichi di varia natura nelle pubbliche amministrazioni o in enti soggetti a controllo pubblico ai componenti degli organi di indirizzo politico dalle amministrazioni locali (es. incarichi dirigenziali, incarico di A.D., ecc.).

È principio consolidato che le cause limitative del diritto garantito costituzionalmente all'elettorato passivo sono norme di "stretta interpretazione".

2) Elezioni del presidente del consiglio comunale

a) La maggioranza proporrà la consigliera Ciccia Caterina

3) Giuramento del sindaco

4) Nomina commissione elettorale

5) Comunicazione da parte del sindaco delle avvenute nomine dei componenti della giunta e del vicesindaco.

Sulla base della dichiarazione che “Gli atti relativi agli argomenti sarebbero stati depositati presso l’ufficio di segreteria dal 21 giugno, ore 12.00” riportata a piè della convocazione consiliare, ieri abbiamo chiesto alla segreteria di conoscere le deleghe conferite dal sindaco. Ci è stato risposto che esse, pur firmate, non erano pubbliche perché il sindaco le avrebbe partecipate in consiglio comunale.

Stamattina le abbiamo trovate su un quotidiano.

Chiediamo al sig sindaco di sapere il perchè di questa discriminazione.

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Sulle locandine della stampa “scritta” di oggi 20 giugno leggiamo di difficoltà incontrate per la formalizzazione delle deleghe agli assessori ed in particolare delle sub deleghe ai consiglieri, che, poi, sarebbero quelle “inventate” dall’ex sindaco Tonnara per conservare la “tenuta” della sua amministrazione e poi confermate dall’ex sindaco Sabatino per la stessa ragione politica.

In presenza del tombale silenzio della amministrazione, un silenzio che è sicuramente peggiore di quello della amministrazione precedente che sia pure spesso pinocchiescamente raccontava di quanto succedeva tra le mura del comune, in parte svelato dagli informatori celati dei giornalisti locali, abbiamo dovuto chiedere delucidazioni.

Abbiamo così scoperto che sono state denunciate illegittimità di sub deleghe alla futura presidente del consiglio Ciccia Caterina che in presenza di tali deleghe non avrebbe più avuto il carattere di terzietà nello svolgimento delle funzioni di governo del consiglio.

Impossibile non farsi una grossa risata!

Terzietà?

Ma non fateci ridere!

Ma possibile che nessuno abbia ricordato ai “soloni” del nuovo consiglio comunale il testo del comma 3 dell’art 39 del TUEL “Presidenza dei consigli comunali e provinciali” il quale stabilisce che “3. Nei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti il consiglio è presieduto dal sindaco che provvede anche alla convocazione del consiglio salvo differente previsione statutaria”.

Ma come?

Il sindaco può presiedere il consiglio ed essere “terzo” pur avendo amplissimi poteri ed un consigliere nominato dal consiglio non può essere “terzo”?

Possibile che si giunga a tal punto di insofferenza tra consiglieri da affermare simili per contenere “i poteri” di Ciccia?

Non ci pare un buon inizio.

E con questo non intendiamo difendere la consigliera Caterina Ciccia. Affatto!

Intendiamo, semmai, denotare la solitudine del neo sindaco Mario Pizzino che non ha il conforto di un sia pur modesto apparato amministrativo che riduca le sciocchezze della politica prima che escano fuori!

Intendiamo sollecitare i “delatori” ad essere più discreti (meglio stare zitti) con la stampa ignara di diritto amministrativo.

E non finisce qui!

Ma ne riparleremo.

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