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gigino2020Il coronavirus ha messo a nudo i problemi più acuti della nostra vita collettiva, insieme alle sue contraddizioni. Uno degli aspetti è costantemente esacerbato dai mass media: siamo arrivati al punto di temerci ​ l'un l'altro. Abbiamo ricominciato a progettare di tagliare i contatti internazionali. Riemerge il problema dall’evitare le comunicazioni personali. In quello che sta accadendo molti pensano alla mano dei cinesi, altri alle mani americane, altri ancora pensano agli arabi e così discorrendo. Un altro breve passo e il razzismo riciccerà, e come sempre in momenti di difficoltà. Abbiamo iniziato a parlare della nascita di un "nuovo mondo", in cui le persone non solo hanno paura di stringersi la mano, ma sono sospettose l’una dell'altra.

Nella scena finale di “Kill Bill”: Volume 2 del regista Quentin Tarantino, la protagonista Beatrix sconfigge il malvagio Bill colpendolo con la "Five Point Palm Exploding Heart Technique", il colpo più letale di tutte le arti marziali.

La tecnica consiste in una combinazione di cinque colpi eseguiti con la punta delle dita su cinque diversi punti del corpo dell'avversario: dopo aver subito il colpo, non appena la vittima volta le spalle e fa cinque passi, il suo cuore gli esplode e muore. Nel film questo parte della mitologia delle arti marziali di origine cinese, non può essere riprodotto nella realtà. La protagonista, Beatrix, dopo aver colpito Bill il cattivo, fa tranquillamente pace con lui prima che questi faccia cinque passi e spegnersi per sempre.

Qualcuno, ingenuamente, si chiede cosa non ha funzionato nel sistema liberal-democratico occidentale per essere stato colto impreparato dalla pandemia nonostante alcuni autorevoli personaggi del mondo scientifico ne annunciavano l’arrivo? Questo dovrebbe richiamare alla mente l’attacco alle torri gemelle e alla “impreparazione” della sicurezza statunitense che non si accorse dei 4 aerei che svolazzavano tranquillamente nei cieli nordamericani. Roba da fumetti dell’altro secolo.

Chissà, potrebbe essere giunto il momento di aprire almeno un occhio e prendere atto che questa pandemia, forse, non è chiaramente solo un fenomeno biologico che colpisce l'uomo at random. Forse servirebbe, per comprenderne la diffusione, considerare, quel che è venuto giù, da non si sa dove: le “scelte” culturali, economiche, il commercio globale, la fitta rete di relazioni internazionali, insieme ad alcuni congegni ideologici di paura e panico come gli interventi massmediatici al totale servizio dei potenti della Terra.

Il virus, semplicisticamente sembrerebbe rifarsi ad una popolare poesia di Totò, ma a ben vedere non livella tutti e tutti non pagano le medesime conseguenze.

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

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Rossella BarberioCOSENZA, 20 FEBBRAIO 2020 - Con decreto ministeriale l’avvocata Rossella Barberio è stata nominata Consigliera di parità della Provincia di Cosenza, mentre l’avvocata Ramona Bruni sarà la Consigliera di parità supplente.

“Esperienza e competenza caratterizzano entrambe le professioniste che, per i prossimi quattro anni, saranno impegnate con la Provincia di Cosenza a svolgere funzioni di promozione della parità di genere nel mondo del lavoro, di vigilanza delle pari opportunità e di contrasto alle discriminazioni fra uomini e donne. Auguro buon lavoro alle avvocate – ha dichiarato il presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci -, è necessario sensibilizzare le istituzioni, promuovere la cultura della parità di genere e combattere la disparità di trattamento anche sul luogo di lavoro e per farlo occorrono politiche nazionali mirate”.

“Il dibattito politico di questi ultimi giorni dedica finalmente la giusta attenzione alla necessità di una maggiore presenza delle donne nella sfera pubblica – ha commentato la Consigliera Rossella Barberio, esperta di diritto amministrativo e costituzionale, attivista in materia di diritti civili – ma il rischio concreto è che le affermazioni di principio possano rimanere parole prive di contenuto se poi non si dà corpo e sostanza ai buoni propositi. La pandemia ha acuito il gap occupazionale, retributivo e di carriera, soprattutto nel Sud d’Italia. Tante, troppe donne hanno lasciato il lavoro senza farvi più ritorno. Quello che oggi emerge con chiarezza è che bisogna investire in modo strategico sull’occupazione femminile e sulle politiche sociali di sostegno al welfare, in modo da contrastare efficacemente i divari di genere e raggiungere l’obiettivo di una parità reale”.

L’avvocata Barberio, autrice di pubblicazioni scientifiche, è legale del Centro antiviolenza “Roberta Lanzino” ed ha patrocinato numerosi giudizi volti a garantire la presenza femminile nei luoghi della politica, nelle Giunte comunali e nei Consigli regionali. Di recente ha sollevato in giudizio la questione di costituzionalità della legge elettorale calabrese per mancata previsione delle norme sulla doppia preferenza di genere, norme successivamente approvate dal legislatore regionale.

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bagaglio-a-manoL'economia, secondo Aristotele, rappresentava la fonte di tutte le attività dell'uomo, dirette non solo verso un obiettivo immediato che cambiava di volta in volta, ma anche verso un obiettivo supremo, l’autorealizzazione della felicità in quanto fine ultimo assegnato agli uomini e alle loro azioni.

Dal grande filosofo greco, il concetto di bene comune della città venne elaborato nel suo testo, La Politica, come qualcosa di ben distinto e superiore al bene singolo dei cittadini. L'uomo per natura è adatto a vivere in società: chi vive da solo o è una bestia o un dio. L'uomo ha dei bisogni ma non è in grado di soddisfarli da solo: ha bisogno degli altri. Sempre l’uomo, essendo un animale sociale, raggiunge la completezza attraverso i suoi rapporti con gli altri. Di tutto questo poco rimane all’uomo contemporaneo e capitalista tutto concentrato a pensare a come sovrapporre i propri interessi a quelli della comunità. Da questo punto di vista, in un certo qual modo, l'economia meridionale deve aver sofferto molto dopo l'unificazione d’Italia, quando la sua industrializzazione fu interrotta per essere reimpiantata nelle regioni del Nord. Anche la povertà e la criminalità organizzata erano questioni di vecchia data nell'unificazione dell'Italia meridionale e in seguito è peggiorata ad arrivare all’oggi con il costo umano di anni di saccheggi da parte degli amministratori governativi e del sistema sanitario calabrese.

L'Italia ha una delle aspettative di vita più alte al mondo, ma le statistiche sulla salute della regione Calabria sono tra le peggiori in Europa. Il numero medio di anni in cui i calabresi godono di buona salute si attesta a 52,9, secondo l'ufficio statistico italiano, inferiore sia a Romania che Bulgaria. Un residente nella ricca regione dell'Italia settentrionale di Bolzano, al confronto, gode in media di 70 anni di buona salute. La Calabria ha anche il più alto tasso di mortalità infantile in Italia, mentre decine di migliaia di “rifugiati sanitari” lasciano la regione ogni anno per farsi curare in migliori ospedali del centro- nord.

Non è una coincidenza che nelle campagne di propaganda antimeridionale si siano distinti proprio gli organi di stampa più vicini ai poteri forti, come se il loro interesse non fosse quello di distribuire davvero risorse finanziarie al Sud, ma di crearsi un alibi per la propria inettitudine grazie al mito del Meridione assistito, eterno peso morto che vampirizza le risorse del Nord. In questa forma di divulgazione si ricorre talvolta alla finzione di fornire dati statistici, ma sempre con l’accorgimento di omettere dati decisivi. Ad esempio: si elencano i fondi stanziati per il Sud, senza precisare quali di questi fondi risultino poi effettivamente versati. La reticenza dei governi a versare quanto dovuto non ha bisogno di giustificazioni di fronte ad una opinione pubblica abituata a ritenere, per verità indiscussa, che ogni risorsa che vada al Sud venga immancabilmente intercettata dalla camorra e dalla mafia. Qualche tempo addietro, un'indagine del Financial Times stabiliva come le tracce di denaro dei crimini commessi a danno dei calabresi siano arrivate ai centri finanziari di Londra e Milano. In aggiunta, i profitti ottenuti dalla miseria dei pazienti negli ospedali calabresi sarebbero stati impacchettati in strumenti di debito utilizzando il tipo di ingegneria finanziaria tipicamente preferita dai fondi comuni di investimento e dalle banche. Centinaia di milioni di euro di queste obbligazioni, molte contenenti dubbie fatture firmate da parti del sistema sanitario successivamente ritenute infiltrate dalla criminalità organizzata, sarebbero state vendute a investitori internazionali che vanno dalle banche private italiane a fondi pensionistici nella Corea del Sud.

"Se non avessimo la Calabria - ha detto il Ministro Renatino Brunetta - la conurbazione Napoli-Caserta, o meglio se queste zone avessero gli stessi standard del resto del Paese, l'Italia sarebbe il primo Paese in Europa". Ed ancora: "un cancro sociale e culturale. Un cancro etico, dove lo Stato non c'é, non c'é la politica, non c'é la società".

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

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