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L’operazione della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro ha smantellato due clan della ‘ndrangheta della città

COSENZA – Il blitz ribattezzato “Testa del Serpente” è scattato all’alba oggi, e la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza stanno dando esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti dei 18 soggetti appartenenti ai due principali clan di ‘ndrangheta operanti a Cosenza

 

 

I due clan sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di omicidio, estorsione (tentata e consumata, vari episodi), porto e detenzione abusivi di arma (diversi episodi), ricettazione, spaccio di sostanze stupefacenti, usura (diversi episodi), lesioni, tutti aggravati dalle modalità mafiose. Sono state eseguite perquisizioni in tutta la città.

Sembrerebbe dai primi riscontri che tra i soggetti raggiunti dal provvedimenti ci sia Roberto Porcaro, ritenuto reggente del clan tra l’altro assolto nei giorni scorsi in Appello dall’accusa di essere stato il mandante nell’omicidio Bruni.

Per quanto riguarda l’altro clan, quello degli Zingari, sarebbero coinvolto Luigi, Nicola, Marco e Francesco Abbruzzese.

Inoltre sarebbero state accertate anche estorsioni ai danni di imprenditori di Cosenza.

I due clan inoltre pare avessero a disposizione diverse armi alcune già sequestrate in diversi blitz compiuti a Cosenza.

Per quanto concerne lo spaccio di droga, i proventi, anche del pizzo, sarebbero confluiti nella cosiddetta ‘bacinella’.

Sarebbe coinvolto inoltre un poliziotto.

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Segregato in casa, maltrattato, minacciato dalla donna che avrebbe dovuto prendersi cura di lui.

Un 82enne cosentino è stato salvato dai carabinieri grazie alla segnalazione di una donna che, presentatasi in caserma, ha raccontato dei soprusi subiti dall’anziano nel suo appartamento in via della Repubblica, a Cosenza.

 

 

 

Quando i militari hanno fatto irruzione nella casa, l’uomo, affetto da gravi problemi di salute, era disteso su un lettino di fortuna in un angolo della cucina.

«Che dio vi aiuti, siete venuti a salvarmi» ha detto vedendoli.

Ai carabinieri ha raccontato le angherie e i soprusi subiti nell’ultimo mese, quando, a seguito di una caduta e privo di assistenza, era stato accompagnato a casa di quella che sarebbe dovuta essere la sua badante.

La donna, però, con continue minacce e vessazioni, lo insultava, gli sputava in viso, picchiandolo con pugni in testa e schiaffi violenti sul viso.

In particolare, il 20 novembre scorso lo aveva picchiato in faccia con gli anelli, minacciato di morte con un coltello, dicendogli di stare zitto altrimenti lo avrebbe rinchiuso in un manicomio.

Ma non solo.

Dopo essersi impossessata del suo bancomat e relativo codice pin, gli aveva prelevato 3.500 euro pretendendone per la restituzione 5mila in contanti.

Per tutto il periodo in cui è stato segregato, all’uomo veniva dato pochissimo da mangiare, l’indispensabile per la sua sopravvivenza.

La badante, una 52enne romena, è stata arrestata esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta dalla locale Procura, con le accuse di lesioni personali aggravate, sequestro di persona, minaccia continuata, furto aggravato, tentata estorsione e maltrattamenti.

L’anziano è stato invece affidato alle cure di una famiglia cosentina.

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COSENZA – Così come confermato alla nostra testata giornalistica, la parlamentare di Forza Italia Jole Santelli ha deciso di rassegnare le dimissioni da vicesindaco della città di Cosenza.

Ancora non si è espressa sulla motivazione precisa di questa sua scelta; per ora non ha voluto rilasciare dichiarazioni nel merito, ma è confermato l’abbandono della sua carica da vicesindaco.

 

Il nome della Santelli, numero due del sindaco, sulla cui candidatura la Lega ha posto un veto, sarebbe già emerso nel corso del vertice che si è svolto ad Arcore venerdì al quale hanno partecipato Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi.

Mario Occhiuto, perciò, dovrà correre da solo alle elezioni del 26 gennaio e soprattutto non ha celato la sua delusione, tanto che ieri in un post sul suo profilo Facebook, l’ha resa pubblica, parlando di tradimento di persone amiche: “una manovra di palazzo” l’ha definita il sindaco aggiungendo “il dispiacere e l’amarezza del tradimento da parte di persone che ritenevi amiche e che hai sempre gratificato e che trovi oggi impegnate, con manovre davvero misere, nel tentativo di sostituirti”

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