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Arrivano con un furgone , sfondano i vetri, rubano circa 30 mila euro di telefonini e scappano via.

Solo telefonini.

Un furto programmato.

A subirlo la ditta Turco di Campora San Giovanni.

Sulla Statale 18.

 

 

Il furgone era stato rubato due giorni prima poco a sud di Campora San Giovanni

Il furto di cellulari è un reato sempre più diffuso.

In Italia si rubano o si smarriscono circa centomila cellulari ogni anno.

A chi sono destinati questi cellulari ?

Certamente non a persone per bene.

Forse andranno all’estero per tentare di evitare che vengano rintracciati

Non tutti sanno che ogni telefonino ha un codice detto IMEI (International Mobile Equipment Identity), che identifica il cellulare stesso

E’ un codice univoco che il costruttore attribuisce a tutti i suoi prodotti.

Questo codice è riportato su tutte le confezioni dei telefoni che acquistiamo, o reperibile premendo *#06# sul tastierino numerico di qualsiasi cellulare.

Nel momento in cui viene fatta denuncia di furto, le forze dell'ordine diramano l'IMEI dell'apparecchio sottratto illegalmente agli operatori.

Bene, la forza di questo sistema sta nel fatto che questo IMEI non cambia, anche se al nostro cellulare rubato viene sostituita la SIM Card. Quando il malfattore si collega alla rete, invia la richiesta di accesso riportante sia il codice SIM che quello IMEI

L'operatore cui il delinquente si collega è in grado di inviare quel messaggio di cui parlavamo prima, ed il telefono diventa inutilizzabile fino a revoca del divieto di utilizzo da parte del gestore della rete, fino a quando, cioè, il telefono non viene restituito.

Si potrà anche rintracciare il terminale tramite triangolazione di ponti radio, come se si utilizzasse un sistema GPS, al fine di indicare alle forze dell'ordine la posizione del telefonino rubato e conseguentemente quella del ladro.

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Leggiamo con viva sorpresa un articolo sul prestigioso Iacchitè. Eccolo:

“A Fuscaldo, il 19 giugno scorso, c’era grande fermento.

Un gruppo di 20 unità di auto con a bordo agenti in borghese, probabilmente della DDA di Catanzaro, aveva effettuato un controllo accurato su tutti i cosiddetti “pennelli di pietra”

da sud a nord della spiaggia di Fuscaldo, messi in posa nell’estate del 2017.

I “pennelli”, che servono a mettere un argine al triste fenomeno dell’erosione costiera, partono da sud in contrada Maddalena e arrivano fino a località Lago a nord di Fuscaldo.

Gli agenti hanno prelevato frammenti di pietre e altra campionatura di materiale vicino alle barriere di pietra, ma hanno fatto anche prelievi di acqua nelle vicinanze degli stessi.

Inoltre hanno fotografato ed effettuato video per verificare la gravità dei reati commessi contro l’ambiente.

L’ipotesi di reato è inquinamento ambientale dovuto alla messa in posa delle pietre dei “pennelli”, posti a difesa della costa o per il contrasto erosione costiera.

Le pietre – a quanto risulterebbe dalle prime analisi – potrebbero avere un livello di radioattività.

La ditta che ha effettuato i lavori di messa in opera è la stessa che ha prelevato le pietre dalla cava posta a monte del fiume Oliva a Campora San Giovanni, luogo da sempre oggetto di indagini, in quanto luogo di deposito sotterraneo del carico di materiale radioattivo e di scarti industriali della Jolly Rosso, la nave dei veleni che si arenò sulla spiaggia di Amantea nel lontano 1991.

Da Iacchite - 10 novembre 2018”

NdR: ?????????????

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Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’ amministrazione comunale in risposta a quella dei commercianti:

“Restiamo esterrefatti nel leggere l’ennesima nota stampa - connotata dalla solita vena polemica - a firma dell’Associazione commercianti di Amantea.

Soprattutto, ci sorprende il fatto che questa nota è stata inviata solo pochi minuti dopo un incontro tra Amministrazione e Associazione commercianti di Amantea, di Campora San Giovanni e Isca Hotels, durante il quale ci si è stretti la mano su prospettive di positive sinergie nell’interesse della Città.

Parlare di regressione della Fiera, tra l’altro, è un insulto alla realtà.

Perché quest’anno è aumentata l’animazione storico-culturale precedente l’inizio della manifestazione, anche grazie ai contributi preziosi del dott. Giuseppe Sconza Testa e dell’Associazione Klampete.

E perché, fortunatamente, la Fiera si è svolta in maniera ordinata, con straordinarie presenze provenienti da tutta la Regione.

Unica pecca il cattivo tempo di giovedì e domenica (o forse l’Associazione commercianti vuole attribuire la responsabilità della pioggia all’Amministrazione?!).

Riguardo alle proposte, poi, l’Associazione dovrebbe sapere bene che molte non erano realizzabili per via delle norme di sicurezza (ad esempio, non è possibile mettere strutture al centro di via Margherita perché in tal modo non sarebbero garantiti i 3,5 m di spazio necessari per il passaggio dei mezzi di soccorso).

Ad ogni modo, troviamo davvero difficile comprendere come si possa venire a concordare sinergie, collaborazioni, progetti, idee con il Sindaco, con l’Assessore al Commercio e con l’Assessore al Turismo e poi, un minuto dopo, gettare a mare tutti questi buoni propositi con una nota dall’opinabile utilità.

Farneticazioni che minano la credibilità dell’interlocuzione e, in primis, della Presidenza dell’Associazione commercianti di Amantea.

Quanto avvenuto, infatti, non ci consente di comprendere bene cosa davvero abbia voluto rappresentarci: collaborazione con l’Ente nell’interesse della Città?

Ovvero il suo desiderio è strumentalizzare il buon nome dei commercianti di Amantea per fare lotta politica!?

Perché, giusto a titolo di chiarimento, le sinergie bisogna volerle almeno in due e presuppongono reciproco rispetto e serietà.

La nostra Amministrazione era e resta al servizio della comunità e, quindi, anche degli onesti ed operosi commercianti.

Ma ha anche il dovere di arginare manipolatori e demagoghi.

L’Amministrazione Comunale

Ndr. La nota è di particolare durezza, forse la più dura tra quelle finora emanate dall’Amministrazione comunale, ed usa termini quali “farneticazioni che minano la credibilità dell’interlocuzione e, in primis, della Presidenza dell’Associazione commercianti di Amantea”, e “manipolatori e demagoghi da arginare “, che lasciano presupporre chiarimenti e risposte.

Il futuro dei rapporti tra le AC( amministrazione comunale ed associazione commercianti) ha davanti a se soltanto due strade; quella della pace ,che presuppone unanimità di intenti e di attenzioni e, soprattutto, parità di diritti e di doveri, e quella della guerra.

Noi suggeriamo la pace . La guerra avrebbe un solo perdente: la città!

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