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Sono stati confiscati ventotto esemplari di pescespada pescato in violazione della normativa che impone una taglia minima di riferimento per il peso di 76 chili.

Praticamente pescespada per un peso medio inferiore ai 3 kg

Il pescato viaggiava a bordo di un autocarro

Al conducente è stata elevata una sanzione amministrativa di 24 mila euro.

Tutto il prodotto è stato confiscato.

A seguito di ispezione effettuata dai veterinari dell'ASP 5 di Palmi, in pesce è stato giudicato non idoneo al consumo umano per l'impossibilità di verificarne la provenienza ed è stato, quindi, destinato alla distruzione.

Ad effettuare il sequestro il personale della Capitaneria di porto di Gioia Tauro e della delegazione di Palmi.

Nell'ambito delle attività "focus 'ndrangheta" a Villa San Giovanni sono state identificate due persone, alla guida di altrettanti furgoni, con un totale di 1.250 kg di prodotto ittico.

Tutto il pescato è stato giudicato non utilizzabile per il consumo umano e destinato alla distruzione.

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Melito Porto Salvo 16 ottobre.

Tre rumeni sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo dopo essere stati sorpresi a manomettere due sportelli bancomat a Bova Marina e a Condofuri.

 

I tre, Claudio Viorel Costantin, di 20 anni, Adrian Punica (27) e Vladut Constantin Guinie (20), sono sospettati di essere gli autori di altri colpi analoghi.

I militari già dal 2 ottobre scorso erano sulle tracce di Costatin, quando l'uomo, con le stesse modalità, aveva manomesso il bancomat delle Poste di Bova Marina riuscendo a impossessarsi di 200 euro.

Nell'occasione, con due complici che facevano da "palo", aveva utilizzato il proprio bancomat per prelevare pochi euro.

Prima che lo sportello dell'erogazione del denaro si chiudesse, l'uomo aveva inserito un arnese bloccandolo.

Quando l'utente successivo andava a prelevare, le banconote rimanevano bloccate e, pensando fosse terminato il contante, se ne andava.

A quel punto Costantin, dopo aver estratto l'arnese, si impossessava delle banconote(Ansa).

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E’ successo a Briatico.

Un giovane migrante sale sul treno.

Ovviamente senza biglietto.

Ed un “becero” capotreno, ligio al suo dovere ( potrebbe anche essere licenziato in caso contrario), gli chiede il biglietto.

Ma, ci chiediamo, perché mai sapendo che in tanti non pagano il biglietto( anche sui pullman e sui tram), continuano a controllarli?

Ed infatti questa “pretesa” porta, poi, a conseguenze poco felici.

I profughi, si arrabbiano e protestano.

Ovviamente il capotreno per non prenderle ha chiamato la Polizia.

Peraltro il giovane non era solo ma in compagnia di alcuni connazionali che, alla richiesta del controllore di esibire il titolo di viaggio, essendone sprovvisti, sono stati fatti scendere dallo stesso capotreno nella stazione del centro costiero vibonese.

La volante giunge sul posto ma mentre i due agenti procedevano alla identificazione, uno dei giovani avrebbe dato in escandescenze e si sarebbe avventato sugli agenti, colpendoli ripetutamente con calci e pugni e procurando loro diverse contusioni.

I poliziotti, successivamente recatisi al Pronto soccorso, hanno riportato contusioni multiple giudicate guaribili in 10 giorni dai sanitari.

Ai due agenti feriti ha inutilmente espresso vicinanza il Sindacato unitario dei lavoratori di Polizia (Siulp) di Vibo Valentia che, attraverso il segretario provinciale Franco Caso, ha espresso «piena solidarietà e senso di vicinanza ai colleghi della volante che ieri pomeriggio sono stati aggrediti e feriti da parte di un cittadino extracomunitario nei pressi della stazione ferroviaria di Briatico»

L’aggressore è stato poi fermato ed identificato e la sua posizione è al vaglio degli investigatori.

Temiamo che anche questo episodio sia presto dimenticato perché ormai l’Italia, ci sembra, sia stata svenduta e, con la scusa della xenofobia e del razzismo, si tolleri ogni comportamento che normalmente ci appariva inaccettabile.

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