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Fabrizio Anello Assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Pizzo ha deciso di osare.

Secondo quanto si legge sul web avrebbe trovato in una busta di spazzatura abbandonata per strada un documento che permette la precisa individuazione del responsabile della infrazione.

Ed ha deciso di postare il tutto sul suo profilo face book

Ecco cosa ha scritto: Buonasera sig.ra S.C. di anni 42, residente a Pizzo, so che leggerà questo mio post perché lei è molto attiva su Facebook e, molte volte, ho letto suoi commenti dove con grande facilità usava il termine “vergogna”, particolarmente quando si evidenziava qualche piccola pecca della nostra attività amministrativa.

 

 

Ecco, oggi lo scrivo io: VERGOGNA!

Auspico che da domani possa avere un comportamento più civile, su Facebook ma principalmente nella vita di ogni giorno, perché le azioni valgono più delle parole; le parole le possiamo dire tutti ma le azioni dobbiamo essere capaci di farle e se si è “Lordazzi” prima o poi si inciampa…

La saluto e, da domani, Buona differenziata anche a Lei!

Forte la reazione della signora S.C. che ha anticipato il ricorso al giudice.

Staremo attenti e vi diremo come andrà a finire

Si tratta di un comportamento molto frequente anche ad Amantea.

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I Carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Reggio Calabria hanno arrestato in flagranza di reato F.P., 40enne rumeno residente a Reggio Calabria, celibe, incensurato, accusato di violazione di domicilio, lesioni personali e atti persecutori in danno della ex-compagna 49enne rumena.

In particolare, l’uomo, introdottosi all’interno dell’abitazione della donna mediante un doppione della chiave da lui arbitrariamente detenuta, l’ha aggredita in camera da letto mentre si trovava al telefono con il suo attuale compagno che, trovandosi in altra città per ragioni di lavoro, prontamente ha allertato i soccorsi tramite il numero d’emergenza 112.

Nel corso dell’aggressione la donna è stata colpita ripetutamente con pugni al volto e nella colluttazione ha sbattuto violentemente la testa sul pavimento, ricevendo minacce di morte che l’hanno terrorizzata e reso evidente che l’azione dell’aggressore era riconducibile alla decisione della donna di aver troncato la loro relazione sentimentale.

L’aggressore si è quindi rinchiuso nel proprio appartamento che si trova sullo stesso piano di quello della vittima ed all’arrivo dei militari non ha permesso l’accesso, costringendo l’intervento di una squadra dei Vigili del fuoco per forzare la porta d’ingresso.

Una volta all’interno dell’abitazione, il soggetto non ha opposto resistenza ed è stato arrestato per i reati di violazione di domicilio, lesioni personali e atti persecutori.

La donna, immediatamente trasportata al pronto soccorso da personale medico del 118, ha riportato lesioni al volto e una prognosi superiore ai venti giorni.

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Tre misure cautelari di sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per assenteismo sono state eseguite nei confronti di alcuni dipendenti della Città Metropolitana di Reggio Calabria

 

 

 

 

 

 

 

Gli agenti del Commissariato di Polizia di Bovalino hanno eseguito la misura cautelare della sospensione per dodici mesi, emessa dal Gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 3 dei 6 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa aggravata e continuata, falsa attestazione della presenza in servizio e peculato d’uso continuato.

Il provvedimento è stato emesso a seguito di indagini condotte nei primi mesi dell’anno sotto il coordinamento della procura della Repubblica, le cui risultanze avrebbero consentito di documentare, anche mediante videoriprese e il monitoraggio satellitare dei veicoli, la sistematica abitudine degli indagati di allontanarsi indebitamente dal luogo di lavoro, traendo in inganno l’ente pubblico di cui sono dipendenti, così conseguendo l’ingiusto profitto della percezione della retribuzione per prestazioni non effettuate.

I cantonieri assenteisti

Si tratta, in particolare, di cinque cantonieri della Città Metropolitana di Reggio Calabria, con il compito principale di vigilanza delle strade provinciali, sorpresi dagli investigatori in frequenti e sistematiche interruzioni del servizio, anche dopo poche ore di lavoro (generalmente un paio), per dedicarsi ad attività personali con l’autovettura di servizio.

Spesso si recavano in centri commerciali, negozi di abbigliamento, aziende agricole o andavano a prendere i figli a scuola o, semplicemente, tornavano a casa.

I fatti sarebbero stati documentati con filmati e foto.

E’ stato calcolato che i cantonieri indagati hanno complessivamente causato un danno patrimoniale alla Città Metropolitana di Reggio Calabria per circa 10.000 euro, corrispondente alla svariate ore di lavoro retribuite ma non effettuate.

Coinvolta una dipendente del Centro per l’Impiego

Nel corso delle investigazioni sono state accertate analoghe condotte fraudolente commesse da una dipendente della Regione Calabria in servizio nella sede di Bovalino del Centro per l’Impiego di Locri, ripresa dalle telecamere mentre, in più occasioni, si allontanava dall’ufficio senza attestare l’interruzione del servizio.

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