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Nocera Terinese - Erano da poco passate le 14 quando, un'auto Fiat Doblò, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo finendo contro il guardrail.

Sul posto è giunta anche una squadra dei Vigili del fuoco del comando di Catanzaro, distaccamento di Lamezia Terme, sulla SS18 nel comune di Nocera Terinese.

Due le persone a bordo del mezzo, una coppia di anziani.

Illeso il conducente ma in evidente stato confusionale.

Ferita la moglie che ha riportato traumi agli arti inferiori.

La donna, affetta da sla, sedeva nella parte posteriore dell'auto.

Estratta dal mezzo, è stata presa in cura dal personale sanitario del suem118 e trasferita con elisoccorso presso struttura ospedaliera di Cosenza.

L'intervento dei vigili del fuoco è valso anche alla messa in sicurezza della vettura in attesa del soccorso stradale.

Sul posto anche i carabinieri per quanto di loro competenza.

La SS18, nel tratto interessato, è stata chiusa al transito fino al termine delle operazioni di soccorso  

Giovedì, 13 Giugno 2019 15:43

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La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, ha chiesto al gup distrettuale il rinvio a giudizio nei confronti di due preti del Vibonese

Vibo valentia. Graziano Maccarone, 41 anni è il segretario particolare del vescovo di Mileto, mentre Nicola De Luca, 40 anni, di Rombiolo, è reggente della Chiesa Madonna del Rosario di Tropea.

Per entrambi è stato chiesto il rinvio a giudizio per il reato di tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose.

Maccarone inoltre, è anche accusato di aver inviato in due mesi oltre tremila messaggi a sfondo sessuale alla figlia, disabile, del debitore evocando poi l’intervento del clan Mancuso della ‘ndrangheta in caso di mancata restituzione del denaro.

Secondo l’accusa avrebbero costretto, con violenza o minaccia, una persona del Vibonese alla quale avevano prestato del denaro a restituire loro quasi novemila euro. Le contestazioni coprono un arco temporale che va da dicembre 2012 a marzo 2013.

I fatti oggetto dell’inchiesta

Le indagini condotte dalla squadra mobile di Vibo valentia e coordinate dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e dal pm della Dda Annamaria Frustaci, sono partite nel 2012.

I due sacerdoti sono accusati di avere minacciato un uomo al quale, in precedenza, avevano prestato 2.500 euro De Luca e 6.700 Maccarone.

Somma che doveva servire a compensare un debito contratto dall’uomo e da una sua figlia con una terza persona.

Per evitare il pignoramento dei beni della figlia, l’uomo si era quindi rivolto ai sacerdoti.

Mentre avveniva questo Maccarone, secondo l’accusa, avrebbe iniziato ad inviare messaggi a sfondo sessuale alla figlia maggiorenne dell’uomo invalida al 100% per una disabilità.

In breve tempo, il prete avrebbe avuto oltre tremila contatti telefonici, prevalentemente messaggi a sfondo sessuale, facendosi inviare foto compromettenti e facendosi recapitare indumenti intimi dalla ragazza.

In un’occasione, il sacerdote aveva anche invitato la ragazza in un albergo di Pizzo ma l’incontro non ebbe poi luogo.

Successivamente, tra il dicembre 2012 ed il gennaio 2013, secondo quanto emerso dalle indagini, Maccarone avrebbe cambiato radicalmente atteggiamento, chiedendo al debitore l’immediata restituzione delle somme di denaro per sé e per don De Luca.

Il sacerdote invitò anche il debitore in uno studio legale per chiarire quanto accaduto con la figlia ed invitando anche la ragazza alla quale, il sacerdote dicendole che aveva salvato tutti i messaggi e le foto che lei gli aveva mandato.

Il prete e i suoi “cugini di Nicotera”

In un successivo incontro tra i due preti ed il debitore, don Maccarone fece riferimento ai suoi “cugini di Nicotera” evocando così, secondo l’accusa, la propria vicinanza alla famiglia di ‘ndrangheta dei Mancuso.

Alla successiva richiesta dell’uomo di avere, prima di adempiere al pagamento, una copia della liberatoria firmata dal creditore originario, don Maccarone avrebbe affermato, mentendo, di non avere alcuna ricevuta mentre invece era in possesso di una scrittura privata.

Quindi Maccarone, nel corso di un incontro, avrebbe specificato che “il cugino mio è Luigi, il capo dei capi”. Successivamente, secondo l’accusa, ha contattato un cugino di Nicotera ritenuto legato al boss Pantaleone Mancuso detto “Scarpuni” facendo poi arrivare, tramite De Luca, il messaggio al debitore di stare attento “che avrebbe fatto una brutta fine”.

Infine, sempre Maccarone, avrebbe detto all’altro sacerdote di farsi da parte perché sarebbero intervenuti i suoi cugini e avrebbe recuperato il denaro per “vie traverse”.

L’udienza davanti al gup che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio è stata fissata per il 3 ottobre prossimo.

QuiCosenza Mag 31, 2019Calabria

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«Ancora una volta una pattuglia dei vigili urbani è stata aggredita nell’esercizio delle proprie funzioni.

Nella giornata odierna, mentre gli uomini diretti dal comandante Salvatore Zucco stavano comminando alcune sanzioni lungo via Santa Caterina, sono stati avvicinati da un soggetto che li ha prima insultati verbalmente passando, poi, alle via di fatto.

Gli agenti sono stati costretti a ricorrere alle cure del Pronto soccorso per farsi medicare alcune escoriazioni, contusioni e lacerazioni».

L’assessore comunale alla Sicurezza, Antonino Zimbalatti, stigmatizza l’ennesima aggressione subita dalle forze di polizia municipale: «E’ una vergogna indicibile.

E’ davvero assurdo assistere alla protervia, al malcostume ed alla prepotenza di chi si ostina ad opporsi all’affermazione delle regole in città».

E raccontando il vile episodio di questa mattina, afferma: «Gli agenti sono diventati bersaglio di un uomo, successivamente identificato, nel momento in cui stavano comminando una sanzione ad un’auto parcheggiata davanti ad uno scivolo per disabili.

Proprio in quel preciso attimo, gli uomini in divisa sono stati avvicinati da un’automobilista che ha fermato il proprio mezzo e, una volta sceso, ha rivolto improperi d’ogni genere verso chi, quotidianamente, svolge un servizio fondamentale per l’intero territorio.

Dalle ingiurie, però, è passato ai fatti ferendo i due agenti ai quali va l’incondizionata solidarietà mia, del Comandante Zucco e dell’intera amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà».

L’aggressore è stato immediatamente identificato e successivamente, condotto al Comando di Viale Aldo Moro ed ora dovrà rispondere di aggressione, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale.

Non è la prima volta, purtroppo, che si devono registrare simili episodi di cronaca.

Soltanto pochi mesi fa, infatti, sempre un vigile urbano è stato investito da un’automobilista che tentava, ad ogni costo, di superare le transenne poste a limite del cantiere di rifacimento del manto stradale di una delle principali arterie stradali della zona nord cittadina.

Anche in quel caso, l’agente è stato costretto a ricorrere alle cure mediche.

«Non arretreremo di un passo», spiega l’assessore Zimbalatti, aggiungendo: «Intensificheremo le azioni di sanzione e contrasto. Atteggiamenti dal genere, che vanno fermamente condannati, non ci intimoriscono né ci distraggono da una battaglia ingaggiata per far rispettare le regole.

L’amministrazione comunale e le forze guidate dal comandante Salvatore Zucco sono costantemente impegnate in un percorso di normalizzazione e civiltà.

Serve, però, uno scatto culturale.

Cose simili non possono verificarsi in una società che si definisce civile».

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