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Se ne conoscono solo le generalità A.M.N. e la età, 43 anni ed il fatto che ha tentato di togliersi la vita

Incerte le cause del tentato suicidio anche se sembra che avesse seri problemi di salute.

Un gesto quello A.M.N compiuto davanti a diverse persone

Erano passate da poco le 08.00 di stamattina 11 novembre e nel santuario si stava celebrando la S Messa

La donna ha cercato ripetutamente di salire su un secchio capovolto per superare la ringhiera di protezione che affaccia sul torrente sottostante.

I presenti hanno provato a farla desistere da questo insano e disperato gesto e tentato di trattenerla

La donna è riuscita a scavalcare la ringhiera lanciandosi nel vuoto e cadendo rovinosamente sul selciato sottostante dopo un volo di decine di metri.

Agli attoniti spettatori non è rimasto altro che chiamare i soccorsi

Sul posto sono intervenuti l’Ambulanza del 118, le volanti di Polizia, Carabinieri e Vigili Urbani e i vigili del fuoco che sono scesi ed hanno assicurato la donna ad una barella.

Poi vista la gravità delle ferite è giunto l’elisoccorso che ha proceduto a trasportare la signora presso l’ospedale Pugliese di Catanzaro dove lotta tra la vita e la morte

Non si conoscono al momento le sue condizioni , ma la prognosi è riservata

FotoSbirciapaola

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Oggi a Paola, il consigliere regionale uscente Carlo Guccione, incontra amici ed elettori che sarebbero a lui molto vicini.

A “guisa dei grandi”, anche egli, ha messo in piedi, la segreteria politica, e non una cellula, nella quale operano coloro che, come si dice, lo portano per le elezioni.
Guccione dunque, nuovo assessore alla sanità ?? non ci risulta una qualche lodevole, disinteressata e non campanilistica proposta complessiva, di superamento della drammatica situazione sanitaria della nostra regione.

La ministra Lorenzin se ne renda conto, in questi giorni di campagna elettorale, guarda caso, in visita in Calabria, invece di sottoporsi al ruolo di interessata propagandista, spazzi via il marcio accumulatosi a danno dei diritti dei calabresi, ad avere una sanità pubblica efficacie e che non continui ad essere pagata a caro prezzo..

La sanità calabrese deve diventare questione nazionale e il ritardo nel comprendere tutto ciò da parte delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali, è colpevole. Noi abbiamo rispetto di tanta brava gente in altri Partiti collocata che non può essere per i fondelli, consigliere Guccione, e men che meno può essere credibile il candidato a Presidente Oliverio, che nulla ha fatto per la sanità in questa vasta provincia messa in ginocchio dalla crisi dell’Ospedale L’Annunziata di Cosenza, le cui ripercussioni hanno penalizzato l’intero settore.

A questo riguardo segnaliamo i disagi che subiscono, a tutti i livelli, gli operatori e gli utenti delle strutture riunite.

Chiediamo infine, che i responsabili delle strutture sanitarie, non consentano le ripetute scorribande di candidati e portaborse, lasciando lavorare in pace e con costrutto il personale.
Vigileremo e segnaleremo eventuali abusi.

Lucio Cortese – Candidato al Consiglio Regionale della Calabria nella lista de ” L’ALTRA CALABRIA”, con Domenico Gattuso Presidente

Paola 8 novembre

Calabria Maran 3 Months ago
Elezione Calabria 2014: Andrai a votare? Se SI per chi?

Nella nostra regione si va al voto per le Elezioni Regionali.
Una buona occasione per fare una riflessione e votare per la tua terra.
Tra i politici, partiti e movimenti chi ti rappresenta di più in questo momento.
(Risultati OnLine solo a sfoglio aperto)

1
17

Voti

Voto
Cono Cantelmi - MoVimento 5 Stelle

- 3 Months ago

2
11

Voti

Voto
Mario Oliverio - Partito Democratico

- 3 Months ago

3
8

Voti

Voto
NON ANDRO' A VOTARE

- 3 Months ago

4
7

Voti

Voto
Wanda Ferro - Forza Italia

- 3 Months ago

5
3

Voti

Voto
Domenico Gattuso - L’Altra Calabria

- 3 Months ago

1 Voti rimanenti

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cambia-paolaNota stampa di Cambia Paola - Tra ingorgo fiscale di fine anno e l'impennata delle tariffe idriche anche le nuove tariffe stabilite dal Comune di Paola per la refezione scolastica ed il servizio autobus 

 

Mentre ancora risuonano le proteste dei cittadini per l’ingorgo fiscale che si verrà a creare alla fine dell’anno a causa della scadenza dei tributi ordinari e di quelli che saranno a breve portati ad esecuzione con l’ingiunzione fiscale; mentre cresce il malcontento per l’impennata delle tariffe idriche e raccolta rifiuti a fronte di un servizio che, semplicemente, non viene espletato (le strade sono piene di immondizia da una settimana e l’acqua manca un giorno si e l’altro pure), il Comune getta altra benzina sul fuoco diffondendo due avvisi con cui pubblica le nuove tariffe per la refezione scolastica e il servizio scuolabus. Le disposizioni lasciano senza parole: la tariffa dello scuolabus è portata a ben 448 euro annuali per ogni utente, prevedendo come unico caso di esenzione la disabilità grave accertata ai sensi della Legge 104/92.

La regola è di quelle senza senso: fermo restando che è giusto garantire all’allievo disabile il trasporto gratuito, perché ciò è previsto solo a quelli che abbiano fatto richiesta ai fini della L. 104? Visto che l’invalidità civile può essere accertata in più di un modo, perché escludere coloro che, pur avendo una disabilità grave, hanno ottenuto l’accertamento ai sensi di una diversa normativa? o chi, non avendo ancora fatto ricorso o non avendo ancora concluso l’iter previsto dalla L. 104, sia comunque in grado di esibire una documentazione medica che accerta uno stato gravemente invalidante? Senza contare che la difficoltà di accompagnare il bambino a scuola va tarato anche sui genitori: perché non è stata prevista l’esenzione per chi versi nell’impossibilità di guidare per motivi fisici o perché non può permettersi di mantenere un’automobile?La tariffa della refezione, poi, è stata portata a ben 60 euro per 20 pasti mensili per ciascuno scolaro e senza alcuna possibilità di esenzione. Ma ciò che maggiormente sconcerta è il “severo divieto” di portare da casa “panini o altre cibarie”. E se dovesse succedere?

Le maestre saranno tenute al sequestro fiscale del panino o al pignoramento della brioscina? Da che mondo è mondo la scuola dell’obbligo ha la straordinaria funzione di combattere contro ogni causa di esclusione sociale: i bimbi devono indossare il grembiulino e i pasti hanno sempre avuto prezzi “politici” proprio perché non si creasse nei bambini il disagio per le diverse condizioni economiche delle famiglie di provenienza. Ora invece si chiede una tariffa elevatissima per le famiglie meno abbienti e si sottopone il bimbo persino all’umiliazione di restare digiuno e in disparte. E’ un ricatto intollerabile, ed è giusto, anzi doveroso, disobbedire. Il problema, come sempre, è politico. Ed è lo stesso sia per le tariffe di acqua e rifiuti che per quelle di refezione scolastica e scuolabus: una società che voglia definirsi giusta DEVE fondarsi su un’imposizione progressiva che tenga conto del reddito. 50 euro hanno un valore molto diverso per chi ne guadagna 500 e per chi ne guadagna 5000!

Il Comune può, nell’esercizio del suo ruolo istituzionale, chiedere all’agenzia delle entrate i dati reddituali dei cittadini. E, fermo restando che deve interrompere le prescrizioni per mantenere i tributi esigibili, può, anzi DEVE, fare una scelta politica nel momento in cui chiede ai cittadini di contribuire alla spesa collettiva. Chiediamo che il Comune revochi le attuali tariffe di acqua, rifiuti, refezione e scuolabus e che ne elabori altre stabilendo delle fasce di esenzione totale o parziale legate al reddito delle famiglie. Chiediamo che tutti paghino, ma in misura proporzionata alla propria capacità contributiva. Chiediamo che vengano perseguiti per primi i grandi evasori e si assicurino dilazioni e sgravi alle famiglie meno abbienti. Forse, in questo modo, si eviterà l’evasione fisiologica di chi non paga perché i soldi non li ha e, magari, sarà anche più facile rientrare dal dissesto.

Chiediamo che il Comune, per una volta, faccia una scelta GIUSTA. Non lo esige solo la Costituzione; lo suggerisce il buon senso.

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