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La Tela del Ragno è l’inchiesta relativa a reati avvenuti tra gli anni 90 e il 2000 lungo il Tirreno cosentino.

Il processo vedeva alla sbarra 44 imputati (di cui due poi deceduti) accusati a vario genere di associazione mafiosa, per tre tentati omicidi, dieci estorsioni, numerose violazioni in materia di armi, furto della divisa e di un'arma in casa di un carabiniere, simulazione di reato, minacce e usura aggravata

Nell'operazione, coordinata dalla Dda di Catanzaro ed alla quale parteciparono nel marzo del 2012 500 militari, oltre a elicotteri e unità cinofile, furono eseguiti 58 arresti anche il sequestro di beni per 15 milioni di euro.

A finire nel mirino degli inquirenti, in particolare, furono i presunti capi e gregari del clan

Perna-Cicero di Cosenza,

Gentile-Africano-Besaldo di Amantea,

Scofano-Martello-Rosa-Serpa di Paola,

Carbone di San Lucido,

Tundis di Fuscaldo e

Muto di Cetraro.

Il Tribunale di Paola in seduta collegiale – presidente Paola Del Giudice – dopo nove lunghe ore di camere di consiglio ha assunto le seguenti decisioni.

Giovanni Abruzzese (la richiesta dell'accusa:17 anni) : anni 15
Adamo Bruni (la richiesta dell'accusa:6 anni) : anni1 mesi 6
Antonio Buono (la richiesta dell'accusa:13 anni) : anni 3
Giovanna Carratelli (la richiesta dell'accusa:15 anni) : anni 10
Aldo Caruso (la richiesta dell'accusa:10 anni) : anni 4
Valerio Salvatore Crivello (la richiesta dell'accusa:20 anni) : anni10
Giuseppe Curioso (la richiesta dell'accusa:12 anni) : anni 4 mesi 3
Vincenzo Dedato, collaboratore di giustizia (la richiesta dell'accusa: 6 anni) : anni 2 mesi 6
Antonio Ditto (la richiesta dell'accusa:13 anni) : anni 3
Gennaro Ditto (la richiesta dell'accusa: 24 anni) : ergastolo
Carmela Gioffrè (la richiesta dell'accusa: 13 anni) : anni 3
Maurizio Giordano, collaboratore di giustizia (la richiesta dell'accusa: 4 anni) : anni 1 mesi 6
Giancarlo Gravina (la richiesta dell'accusa: 17 anni) : anni 7
Giuseppe Lo Piano (la richiesta dell'accusa: 20 anni) : anni 11
Alessio Martello (la richiesta dell'accusa: 17 anni) : anni 3 mesi 4
Mario Martello (la richiesta dell'accusa: 24 anni) : anni 9 mesi 3
Liberato Martello Panno: anni (la richiesta dell'accusa: 13 anni)
Mario Mazza (la richiesta dell'accusa: 20 anni) : anni 15
Fabrizio Poddighe (la richiesta dell'accusa: 20 anni) : anni 10
Ilario Pugliese (la richiesta dell'accusa: 15 anni) : anni 3 mesi 6
Gino Serpa (la richiesta dell'accusa: 9 anni) : anni 3
Giuliano Serpa, collaboratore di giustizia (la richiesta dell'accusa: 13 anni) : anni 6 mesi 5
Ulisse Serpa, collaboratore di giustizia (la richiesta dell'accusa: 13 anni) : anni 3
Livio Serpa (la richiesta dell'accusa: 18 anni) : anni 10
Mario Serpa (la richiesta dell'accusa: 15 anni) : anni 20
Nella Serpa (la richiesta dell'accusa: 20 anni) : anni 18
Francesco Pino Trombetta (la richiesta dell'accusa: 13 anni) : anni 3 mesi 4
Francesco Tundis (la richiesta dell'accusa: 24 anni) : anni 20 mesi 6
Pietro Sebastiano Vicchio (la richiesta dell'accusa: 13 anni) : anni 3 mesi 6

Luca La Rosa (la richiesta dell'accusa: assoluzione) : assolto
Alessandro Serpa, (la richiesta dell'accusa: 9 anni): assolto
Francesco Porco (la richiesta dell'accusa: assoluzione) : assolto
Andrea Occhiuzzo (la richiesta dell'accusa: assoluzione) : assolto
Michele Tundis (la richiesta dell'accusa: assoluzione) : assolto
Giuseppe Sirufo (la richiesta dell'accusa: 9 anni) : assolto
Umile Miceli (la richiesta dell'accusa: 13 anni) : assolto
Mario Matera (la richiesta dell'accusa: assoluzione) : assolto
Francesco Martello (la richiesta dell'accusa: 13 anni) : assolto
Domenico La Rosa (la richiesta dell'accusa: assoluzione) : assolto
Antonio Esposito (la richiesta dell'accusa:assoluzione): assolto
Paolo Brillantino: anni (la richiesta dell'accusa:12 anni): assolto

Stefano Di Vanno (la richiesta dell'accusa: 6 anni) : assolto

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Carnevale deriva, probabilmente, da Carmen levare espressione con la quale nel Medioevo si indicava la prescrizione ecclesiastica di astenersi dal mangiare carne a partire dal primo giorno di Quaresima, vale a dire dal giorno successivo alla fine del carnevale, sino al "giovedì santo" prima della Pasqua.

Una prescrizione che forse serviva per rimediare ai carnevali che dall’VIII secolo r fino al medioevo erano feste caratterizzate da uno sregolato godimento di cibi, bevande e piaceri sensuali. Per tutto il periodo si sovvertiva l'ordine sociale vigente e si scambiavano i ruoli soliti, nascondendo la vecchia identità dietro delle maschere.

Ancora oggi durante i festeggiamenti carnascialeschi si esagera con l’alcool e nascosti dietro le maschere è facile che i pavidi tentino di sbeffeggiare se non di minacciare coloro che assistono alle sfilate dei carri.

Sembra possibile ascrivere a quanto sopra le minacce indirizzate al sindaco di Paola Basilio Ferrari.

Il gruppo Cambia Paola , però, non ci sta ad un scherzo, magari pesante, di carnevale ed esprime solidarietà al sindaco Basilio Ferrari

Lo fa con una nota nella quale esprime :” grave preoccupazione per le vili minacce subite ieri sera in piazza dal sindaco di Paola e dalla sua famiglia. Il clima di violenza e di intimidazione che torna a farsi sentire dovrebbe far seriamente riflettere tutti sulla necessità di assumere posizioni ferme, chiare e incondizionate su tutti gli episodi di prevaricazione in atto da troppo tempo nella nostra città”.

Poi continua la nota “ Deve essere chiaro che quando il muro cade, cade per tutti: quando la violenza diventa un’abitudine, nessuno può sentirsi al riparo. Sottovalutare alcuni episodi, far mancare talvolta la solidarietà, non dimostrare ogni volta che cittadini e istituzioni sono sempre compatti di fronte alla brutalità e agli eccessi, significa legittimare un metodo. E ciò coinvolge molto da vicino i concetti di lotta politica, governo e cittadinanza: la lotta politica sia anche aspra e schietta, ma non colpisca mai le persone e la loro dignità; il governo sia determinato, ma non dimentichi che il confronto e la democrazia sono le uniche armi contro il prevalere della legge del più forte e dell’inciviltà; i cittadini vigilino e siano intransigenti, poiché ogni episodio violento, contro chiunque sia rivolto, mette a rischio la sicurezza di tutti. Si unn’è mò è momò”.

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Le Fiamme Gialle hanno sequestrato un ingente quantitativo di prodotti “made in China” pericolosi per la salute.

 

 

Tutto è nato dall’ accesso in un negozio gestito da cittadini cinesi in seguito alla mancata emissione di uno scontrino fiscale.

Con l’ occasione esercitato anche la verifica della regolare assunzione dei numerosi dipendenti.

In coerenza il controllo è stato esteso anche alla merce in vendita.

I finanzieri della Compagnia di Paola hanno esaminato migliaia di prodotti per verificarne la rispondenza ai requisiti di legge.

E’ risultato che oltre tredicimila prodotti erano mancanti delle indicazioni obbligatorie previste per legge (provenienza, composizione qualitativa e quantitativa, eventuali precauzioni per l’uso).

Peraltro molte etichette riportavano istruzioni solo in lingua cinese o con traduzioni così colme di errori grammaticali da renderle praticamente incomprensibili.

Sui prodotti mancava il marchio CE che costituisce una indispensabile garanzia di sicurezza per gli acquirenti

Occorre ricordare che proprio in queste ultime festività natalizie molte apparecchiature di illuminazione sono risultate difettose, qualcuna è persino scoppiata poco dopo essere stata accesa.

Ovvio il sequestro

I prodotti sottoposti a sequestro sono stati diversi : cosmetici, lampadine, neon, led, cavi e prese elettriche, alimentatori, piccoli elettrodomestici, batterie e accessori vari per automobili, articoli per la telefonia, ricetrasmittenti, fornelli a gas, rubinetti e giocattoli.

Si tratta di una attività specificamente demandata in via primaria, alla Guardia di Finanza e che è stata egregiamente svolta in Paola , e che dovrebbe essere svolta in ogni negozio che vende prodotti cinesi in ogni comune del nostro territorio.

Oltre al sequestro contestato l’impiego di manodopera in nero, la mancata registrazione dei corrispettivi, la vendita di prodotti pericolosi a prezzi così bassi da turbare la leale concorrenza.

Un intervento che garantisce la scurezza dei consumatori e tutela la libera concorrenza tra operatori commerciali per evitare che l'economia legale venga danneggiata dall’immissione in commercio di prodotti, attesa la loro scarsa qualità, i cui costi notoriamente sono più bassi rispetto a quelli di mercato.

La ditta cinese è stata segnalata all’Agenzia delle Entrate per la mancata emissione dello scontrino fiscale, alla Camera di Commercio per le successive fasi del procedimento amministrativo ed alla Direzione Provinciale del Lavoro per quanto attiene il sommerso occupazionale

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