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striscia la notiziaDopo numerose segnalazioni la troupe di "Strisci la Notizia" ha risposto alla chiamata ed nella mattinata di oggi è stata a Paola. Sotto i riflettori il caso dell’incompiuta di Piano Torre.

Paola - La troupe di Striscia la Notizia guidata dal noto volto del programma, Vittorio Brunotti, ha fatto irruzione nella casa di riposo per anziani, progetto di Piano Torre e che da tempo ormai si attende il completamento dei lavori.
L'inviato armato di Montain Bike e della sua famosa abilità si è fatto riprendere in acrobazie all'interno del cantiere, che dalle notizie in possesso sembrerebbe in attesa dei giusti collaudi e dell'arredamento interno, il tutto porta quindi ad un ritardo burocratico anche nell'affidamento della struttura e quindi al suo utilizzo finale, l'accoglienza degli anziani, appunto.
La Speranza adesso è che magari anche grazie all'interessamento del Programma di denuncia e satira di Canale 5 e del suo inviato VIttorio Brumotti (in arte 100% Brumotti) ed specializzato negli sprechi edilizi, si trovi al più presto la soluzione ad un ennesimo caso di mala gestione politica, burocratica ed edile calabrese, sulla quale, lo ricordiamo, c'è un interessamento del Tribunale di Paola.

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paola-05Parterre d’eccezione a Paola per la quinta edizione del Pacchero d’argento che si svolgerà a Paola, venerdì prossimo 19 settembre.Alla cerimonia di consegna del riconoscimento parteciperanno il Prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao, il Questore Luigi Liguori, il Comandante Provinciale dei carabinieri Giuseppe Brancati, il comandante provinciale della guardia di finanza Giosuè Colella, il sindaco di Paola Basilio Ferrari.Il Pacchero d’argento, ideato dal presidente della  Commissione regionale contro la ‘ndrangheta Salvatore Magarò in collaborazione con il laboratorio politico-culturale La Calabria che non c’è per il 2014 è stato conferito al magistrato Eugenio Facciolla, al fondatore della Comunità Progetto Sud don Giacomo Panizza ed all’ex sindaco di Rizziconi Antonino Bartuccio, per il loro impegno nel contrasto alla criminalità organizzata e alla illegalità. Una seconda cerimonia è in programma in autunno per l’attribuzione del premio anche a Nando Dalla Chiesa, saggista e scrittore, docente universitario e presidente del Comitato Antimafia del comune di Milano.La cerimonia di consegna del Pacchero d’Argento si svolgerà venerdì prossimo 19 settembre in Piazza del Popolo, alle ore 20. Presentano i giornalisti Elly Sirianni e Salvatore Bruno. L’iniziativa  sarà  accompagnata  dagli intervalli musicali del Trio Mediterraneo composto da Daniela Durante (flauto), Flavio Scanga e Salvatore Mamone (chitarra), dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Tchaikovsky  di Nocera Terinese.

Il Pacchero d’argento è una creazione della gioielleria Carillon di Castiglione Cosentino.

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Si è spento a Paola l’avv. Enzo Lo Giudice.

Francesco Cirillo lo ricorda ( chi altri , se no?) con una pagina forse indimenticabile e che riteniamo “giusto” diffondere perché non si dimentichi l’avvocato dagli stivali rossi!

“Conobbi Enzo Lo Giudice negli anni 70. Sapevo che era un militante combattente di “Servire il popolo” e che girava per la Calabria a difesa dei contadini occupatori delle terre e di tutti i proletari in difficoltà.

La sezione di “Servire il popolo” a Paola era fortissima e lo dimostrò quando arrivò il Ministro Fanfani in visita in Calabria alla fine degli anni 60.

Giunto a Paola, Fanfani si recò nel Comune per gli incontri istituzionali ed è fuori che la popolazione lo asserragliò.

Enzo Lo Giudice entrò nel Municipio scortato dalla polizia e dettò le loro richieste. “O mandate subito un decreto per fare le fogne e le case popolari qui a Paola  o da qui non uscite”.

Fuori c’era un popolo intero e le cose davvero si sarebbero messe male.

Il decreto arrivò nel giro di qualche ora da Roma e Fanfani potè continuare il suo giro per la Calabria.
Da quel giorno il nome di Enzo Lo Giudice, questo giovane avvocato risuonò in tutte le piazze.

Nel 1971 venne arrestato per un comizio indifesa dei contadini.

Mi incrociai con lui all’inizio degli anni 70, io dell’Autonomia proletaria calabrese, insieme ad un altro paolano combattente, Franco Malanga.

Nel ’77 Enzo partecipò alla tre giorni dell’Autonomia italiana a Bologna.

Difendeva allora i NAP e diffondeva documenti dell’organizzazione napoletana.

In una riunione di giornalisti all’università bolognese, io ed Enzo lanciammo volantini a favore dei prigionieri politici.

Avevo detto a lui di non farlo, ma lui disse che prima di essere avvocato era un comunista.

Quando gli volli regalare una mia opera, mi disse esplicitamente che avrei dovuto fare un magistrato con un pugnale in mano pieno di sangue.

Oggi quel quadro è ancora nel suo studio di Paola.

In seguito illustrai un suo libro di poesie.

Dietro suo suggerimento nel 1977 aprimmo, con Franco Malanga,  a Paola una libreria Area e cominciammo a stampare  e diffondere i libri di Enzo LoGiudice.

Enzo era un grande scrittore ed i suoi libri erano richiestissimi nell’area rivoluzionaria del tempo e venduti in tutte le librerie d’Italia che a quel tempo erano più di mille.

Nel ’77 quando venne a Diamante nella mia libreria Puntorosso la Digos circondò lo stabile e vietò alla gente di entrare. Enzo andò su tutte le furie ed uscì in strada sbraitando contro i poliziotti che vista la reazione preferirono allontanarsi.

Nell’80 quando venimmo arrestati, io Malanga ed altri quattro autonomi calabresi Enzo divenne il nostro avvocato di punta.

Ci seguì giorno per giorno per tutto l’anno e due mesi che restammo a girare per le carceri speciali.

Faceva le collette per noi e quando venne a trovare me e Malanga nel carcere di Potenza ci portò dei soldi.

Una guardia ci disse che era la prima volta che vedeva un avvocato portare soldi a un detenuto.

Fu Enzo al processo a Cosenza nel 1981 che imbeccò il Pm per farci uscire dal carcere.

Trasformare l’accusa di terrorismo in cospirazione politica, ed è così che dopo Mazzini fummo i primi ad essere condannati per questo reato. La sua arringa è stata fenomenale ed incantò tutti i presenti. Oggi lo identificano come “l’avvocato di Craxi” dimenticando tutto il suo percorso politico ed umano.

Enzo lo Giudice è stato prima di ogni cosa una persona ricca di umanità che ha messo la difesa del popolo davanti a tutto lavorando gratis per i proletari, gli operai, i disoccupati e non è una cosa da poco per quei tempi e quelli di oggi. 

Un esempio di vita”.

Francesco Cirillo

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