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L’avvocato Nicola Gaetano non difenderà più l’Asp di Cosenza.

Con nota del 18 febbraio 2014 e diretta all’Azienda sanitaria di Cosenza l’avvocato Nicola Gaetano scrive:

“Apprendo dalla stampa l’adozione di un provvedimento di interdizione dalle funzioni nei confronti del Direttore Generale dr Scarpelli, sostanzialmente per aver a me conferito alcuni incarichi professionali per la difesa in giudizio dell’azienda

Trattasi di provvedimento assolutamente non condivisibile, destinato certamente ad essere revocato od annullato, ma che, intanto, non può essere ignorato.

Per tale ragione, pur consapevole di aver svolto la mia attività professionale in favore dell’Asp di Cosenza nel pieno rispetto di ogni norma sostanziale, procedurale e deontologica con il conseguimento di utilissimi risultati comunico di dismettere con effetto immediato l’incarico di organo di supporto giuridico per la materia contrattualistica, affidatomi a titolo gratuito con delibera 1734/2011, di non essere disponibile al con ferimento di nuovi incarichi per la difesa di giudizio dell’ente

Le cause in corso daranno da me portate a termine solo per evitare ritardi e disguidi inevitabilmente pregiudizievoli per l’azienda”

In conseguenza il direttore generale ha adottato la delibera n 441 del 7 marzo 2014 dal titolo “REVOCA DELIBERA N.1734 DEL 15/06/2011”

Quale conseguenza è stata disposta la estromissione dell’avvocato Nicola Gaetano dall’elenco per il conferimento di incarichi di consulenza o assistenza extragiudiziale, patrocinio e difesa in giudizio di cui alla delibera del Direttore generale n 2346 dl 9 settembre 2013

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Un 67enne è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Paola mentre era in atteggiamento intimo con una minore romena a cui aveva appena regalato degli orecchini d'oro.

E' stato arrestato e posto ai domiciliari il 67enne di San Lucido, C.F., pescatore, sorpreso dagli agenti del commissariato di Paola durante uno dei tanti controlli del territorio predisposti dal commissario, Raffaella Pugliese, in atteggiamento intimo con una minorenne rumena.

I due erano all'interno della moto Ape dell'uomo, con loro anche un neonato.

Quando i poliziotti hanno chiesto spiegazioni, l'uomo è sembrato in evidente imbarazzo.

Dalle indagini è emerso che i due si sentivano telefonicamente da qualche tempo dopo essersi conosciuto per caso nella cittadina tirrenica e dopo che l'uomo le aveva offerto la colazione al bar.

Dalle telefonate all'incontro.

Per l'occasione l'uomo aveva regalato alla minore un paio di orecchini d'oro, ha provato a disfarsi della scatola durante il controllo, ma gli agenti sono stati più veloci e l'hanno recuperata.

I gioielli erano stati acquistati qualche ora prima e la ragazza li aveva appena indossati.

Il 67enne deve rispondere di pedofilia, la giovane è stata affidata alla famiglia.

Proseguono le indagini per accertare se vi siano stati altri incontri e se la minore abbia subito abusi sessuali. 01/03/2014 Da GazzettadelSud

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Dice Paolo Orofino, giornalista sempre molto ben informato, che il filone di indagine aperto dal pm di Cosenza Domenico Assumma non è l'unico seguito dalla magistratura calabrese in relazione alla gestione dell'Asp cosentina.

Sulla gestione dell’ASP cosentina, con particolare attenzione agli aspetti connessi al Tirreno cosentino , sugli incarichi d'oro, sugli appalti, sulle stabilizzazioni e quant’altro indaga la Dda e in particolare del sostituto Pierpaolo Bruni.

Un fascicolo parallelo che “ben presto farà rumore”. Forse molto rumore, giungndo a vertici inaspettati.

Un indagine che è andata avanti sottotraccia.

Ed a quanto dice Orofino sotto la lente della procura antimafia catanzarese sono finiti politici regionali e professionisti coinvolti in trame poco chiare del servizio sanitario pubblico espletato sulla fascia del Tirreno cosentino.

Alla base “un’informativa di polizia giudiziaria del 2012 arrivata alla Dda di Catanzaro su circostanze verificatasi nell’ambito delle attività dei presidi ospedalieri di Paola e Cetraro”.

Ma anche “la relazione del prefetto di Cosenza, datata 24 luglio 2013, relativa al lavoro della commissione d’accesso agli atti inviata all’Asp di Cosenza.

Ma sembra che le indagini andrebbero aldilà delle conclusioni della commissione d’accesso.

Non si esclude che il procuratore distrettuale Vincenzo Lombardo e del suo sostituto Pierpaolo Bruni,possano, se lo ritengono, scendere più in fondo alle scelte, alle decisioni, alle delibere del sistema sanitario del Tirreno cosentino andando a toccare “anche alcune cliniche private con convenzioni pubbliche”.

Tante altra carne a cuocere.

A cominciare dalle assunzioni e dalle stabilizzazioni come sembra emergere da un passo della relazione che riporta Orofino «Come si è visto, soprattutto nel campo della gestione del personale vi sono state forme di illegalità che hanno consentito l’assunzione e il permanere in servizio di soggetti non solo “vicini”, ma addirittura organici a clan malavitosi. Ulteriori episodi sintomatici quanto meno di una scarsa “attenzione” all’esigenza del rigoroso rispetto della legalità, sono quelli legati ai rapporti con alcune cliniche convenzionate». 

Dopo il recente clamore delle indagini della procura di Cosenza tanti( se non tutti) sul Tirreno cosentino si aspettano il vento della giustizia che spazzi via le nere nuvole che da anni incombono sulle nostre teste e con esse coloro che hanno usato potere politico, e non solo, e fondi pubblici per i oro tornaconti.

Qualcosa sembra crollare come la collina dell’ospedale.

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