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E’ arrivato a Paola oggi 18 ottobre il Venerato Quadro Pellegrino della Madonna del Rosario di Pompei, un evento questo molto atteso per la devozione che i paolani nutrono nei confronti della Madre Celeste.

Il quadro che è giunto direttamente dal Santuario di Pompeied è arrivato alle ore 16.30, accolto in Piazza del Popolo

 

La organizzazione è stata messa in atto dalla comunità parrocchiale Santa Caterina V. M. e dal parroco Bruno Di Domenico.

Il quadro della Madonna è stato accompagnato dall’arcivescovo di Pompei Tommaso Caputo che ha trovato ad accoglierlo l’Arcivescovo di Cosenza Francesco Nolè ed il sindaco della città di Paola, Roberto Perrotta.

Subito dopo la cerimonia d’arrivo l’effigie della Madonna è stata portata in processione nella vicina Chiesa del Rosario per la celebrazione della Santa messa presieduta dai due arcivescovi.

L’effigie rimarrà in Paola fino a domenica 21 ottobre

Durante la sua permanenza saranno celebrate una serie di funzioni religiose, preghiere, e concerti che inizieranno dalle ore 8 del mattino fino a tarda sera.

La macchina organizzativa messa in piedi per l’occasione da don Bruno Di Domenico ha divulgato il programma che i fedeli potranno visionare direttamente in chiesa e nelle bacheche della città oppure sulla pagina Facebook della chiesa del Rosario di Paola.

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Bruxelles ha deciso: la tassa regionale che l’Italia applica sulla benzina per autotrazione va abolita e l’Italia non può far altro che adeguarsi.

“Non ha finalità specifiche, ma unicamente di bilancio” afferma l’Unione europea e per questo risulta contraria alle normative europee sul regime generale delle accise.

L’invito dell’Europa ad abolire la tassa regionale pone l’accento sul modo di attuazione del federalismo fiscale in Italia: molti infatti hanno erroneamente pensato che l’autonomia in termini di tasse avrebbe potuto trasformarsi in un modo per raccogliere soldi utili, mentre la Commissione ha denunciato senza mezzi termini la questione.

Il decreto legislativo 398 del 1990 stabilisce che “le regioni a statuto ordinario hanno facoltà di istituire con proprie leggi un’imposta regionale sulla benzina per autotrazione“: da qui è nata l’imposta messa in discussione da Bruxelles.

In seguito sono stati modificati i poteri delle Regioni con altre leggi, come la riforma del titolo V della Costituzione o la legge Calderoli del 2009.

Certo è però che è mancata una regolamentazione in merito, tanto che il governo Monti nel 2012 fece ricorso contro la legge regionale del Lazio che sanciva regole in materia di Irba.

Venne chiesto allora di “dichiarare costituzionalmente illegittimi e conseguentemente annullare” articoli specifici della legge, quella stessa legge che Bruxelles oggi vuole abolire completamente.

La Commissione contesta all’Italia anche irregolarità per quanto riguarda l’Iva.

È stata avviata una procedura di richiamo per le condizioni aggiuntive che l’Italia applica in modo da rendere esenti da Iva i servizi riguardanti l’importazione dei beni.

Per la legge italiana il loro valore deve essere incluso nella base imponibile e soprattutto devono essere assoggettati a Iva in dogana, azione però contraria alla direttiva Iva del 2006.

Ci sono altre tre procedure avviate contro l’Italia: una riguarda i ritardi nella realizzazione delle reti di smaltimento delle acque di scarico, un’altra invece è stata avviata per “non aver garantito” serbatoi idonei per lo stoccaggio di gas Gpl portati sul mercato o in servizio.

L’Italia avrebbe consentito a vecchi serbatoi di stoccaggio destinati ad essere usati in superficie di essere modificati per essere usati come serbatoi ad uso sotterraneo.

Alle precedenti, si aggiunge l’ultima procedura, richiesta per “non aver assolto l’obbligo” di dare agli utenti informazioni minime affidabili e valide per tutti sulla viabilità connesse alla sicurezza stradale.

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Il Consiglio dei Ministri riunitosi mercoledì 8 agosto 2018 sotto la presidenza del Presidente Prof. Giuseppe Conte, Segretario il Sottosegretario alla Presidenza On. Giancarlo Giorgetti, nella seduta n. 14 ha deliberato, su proposta del Ministro dell’interno Sen. Matteo Salvini,

lo scioglimento del Consiglio comunale di Siderno (Reggio Calabria), a norma dell’articolo 143, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267

Ecco cosa scrive la maggioranza del comune:

“A tre anni dall’insediamento della maggioranza, che ha appoggiato il sindaco Fuda nelle elezioni di maggio 2015, è giunta la notizia dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa, da parte del Consiglio dei Ministri, che ha gettato amministratori e consiglieri nel più profondo sconforto.

La compagine che ha governato Siderno fino all’8/8/2018 era certamente estranea a comportamenti ed ideologie mafiose, ma vedeva nella onestà, lealtà amministrativa, trasparenza, correttezza, nei principi di buona amministrazione il proprio faro ed il fine per cui valeva la pena lavorare.

Nei tre anni di amministrazione, molte cose sono state fatte e molte altre si trovano nel cantiere della “Fabbrica di Pietro”, alcune in dirittura d’arrivo che, purtroppo, probabilmente non vedranno la luce.

Tutto il lavoro svolto dal sindaco e dalla sua maggioranza è stato portato avanti nonostante le mille difficoltà e tensioni create da un clima politico non sempre sereno.

Al momento lo sconcerto è dovuto soprattutto al fatto che, non essendo ancora stato notificato il decreto di scioglimento, non siamo nelle condizioni di conoscere le motivazioni che hanno portato a tale decisione, per cui non solo il sindaco e la sua maggioranza sono del tutto ignari di quanto ruota attorno a loro, ma un’intera comunità viene additata e colpita da un’onta terribile, senza sapere neanche il perché.

È fuori dubbio che sentiamo il dovere di capire cosa è successo al fine, soprattutto, di difendere la comunità e, per tale motivo, indiciamo una conferenza stampa per sabato 11 agosto 2018 alle ore 11.00 presso la sala del consiglio comunale di Siderno.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

La maggioranza uscente”

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