loading...
A+ A A-

Una delle cose più belle della nostra terra è la prova della calabresità che si incontra quando istintivamente e magari senza nemmeno essere stato richiesto il figliolo onora il padre chiamando col suo nome il primo figlio.

Una catena eterna degli stessi nomi che servono per richiamare alla memoria oltre che persone care anche i momenti indimenticabili che con gli stessi si sono vissuti

Ed è così che alla gioia della nascita si unisce anche il malcelato orgoglio di essere stato ricordato, di lasciare il tuo nome che prosegue nel tempo.

Entrambi , gioia ed orgoglio, li abbiamo avvertiti nella voce commossa dell’amico Totonno Veltri , figlio dell’amato ed indimenticabile Zi Turillo, quando Francesco e Nadia Marchese gli hanno comunicato che il loro primo figlio, nato oggi 17 dicembre alle ore 11,33( esattamente una settimana prima del bambinello), all’ospedale civile di Catanzaro, avrebbe portato il nome Antonio.

Allora auguri ad Antonio Veltri ed ai suoi genitori Francesco e Nadia

Ed auguri ai nonni Totonno ed Anna Lucia, alle zie ed agli zii, ai cuginetti ed ai parenti tutti

Leggi tutto... 0

Che Francesco Gagliardi sia stato e sia un grand’uomo mai avuto dubbi. E credo nemmeno altri. Ma il suo racconto di stasera ne è una conferma infinita. Provate a leggerlo. Io mi sono commosso come non mi succedeva da tempo. E se mi è consentito un suggerimento leggetela ai vostri figli od ai vostri nipoti con tutta la passione di cui sarete capaci.

Un racconto che fa pensare chi ha ancora un cuore.

Ed intanto a tutti , a cominciare da Francesco, BUON NATALE.

“Ho avuto la fortuna di avere una nonna così buona, ma così buona, la compianta nonna Teresa, madre di mia madre, che non mi ha mai sgridato, qualsiasi cosa io facessi.

Ero piccolo quando mia madre si ammalò gravemente e fui costretto ad abbandonare la casa dove abitavo per andare a vivere in casa della nonna alla “Caciarogna”, così si chiama quella località caratteristica del mio paese prospiciente il mare e ridente località “Terramarina”.

Essendo mia madre ammalata stavo quindi giorno e notte con la nonna.

Quando andava in campagna, a “Sangineto”, non mi faceva mai camminare a piedi.

Mi metteva dentro una grande cesta che serviva per fare il bucato e mi portava sulla testa, come facevano le contadine di un tempo.

Ogni sera, poi, prima che mi addormentassi mi raccontava sempre delle storie bellissime.

Di storie e di “rumanze” ancora oggi ne ricordo parecchie.

Ne ricordo una, assai bella, che a distanza di 80 anni è rimasta impressa nella memoria.

Rosa, donna povera, povera, era vedova da tre anni e madre di cinque figli piccoli.

Abitava, fra lo squallore, in un tugurio in Via Pappone.

Ogni giorno, di buon mattino, andava in giro per le campagne circostanti del paese e dava la mano ai contadini ed alle contadine, ai braccianti, ai taglialegna, ai carbonari, a chi aveva bisogno, insomma, della sua opera e così riusciva ad avere un tozzo di pane da portare ai figlioli che nel freddo e nudo magazzino l’aspettavano con ansia e tremanti.

La vigilia di Natale di tantissimi anni fa, mentre fuori infuriava la bufera e dopo aver messo a letto i figlioli, con una lanterna in mano uscì di casa.

Si avviò lentamente verso una località denominata “I Comuni” dove vegetavano e vegetano tuttora alcuni pini ed abeti.

Anche per i suoi bambini mamma Rosa voleva preparare un bell’alberello di Natale con appese castagne, mele, arance e qualche moccolo di candela.

Con un’accetta, che s’era portata dietro, tagliò una giovane pianta di abete, quindi rifece lentamente la strada, mentre il vento pungente tagliava il viso della povera donna.

Prima che arrivasse in paese venne fermata da una guardia campestre e l’alberello le fu sequestrato. Rincasò e risvegliò i suoi bambini.

Un grido di dolore e di sgomento uscì da quelle boccucce.

Intanto dall’unica finestrella dai vetri affumicati era apparsa la testa di un bel signore che guardava commosso quella scena.

Mamma Rosa e i bambini, con gli occhi umidi di pianto, si addormentarono, mentre il freddo si faceva ancora più pungente anche perché il fuoco che ardeva nel piccolo camino si era completamente spento.

Ad un tratto, senza che la porta si aprisse, comparve un uomo.

Aveva con sé un bell’alberello di abete, un fascio di legna e un sacco pieno.

I bambini si svegliarono di soprassalto ed ebbero paura..

Stupiti guardavano quell’uomo, che senza profferire parola, accese il caminetto, preparò un bell’albero di Natale e mise sotto l’albero tantissimi regali.

Poi, senza dare alcuna spiegazione andò via, ma si fermò a spiare dai vetri della finestra.

I bambini saltarono dal pagliericcio poggiato sul pavimento ed incominciarono ad aprire i regali: mele, pere, arance, castagne, noci, caramelle, cioccolata, scarpe, vestitini, pantaloncini, pasta, ceci, lenticchie e due pagnotte di pane ancora calde.

La signora Rosa aprì la porta e non vide nessuno, nemmeno un’orma sulla soffice neve.

Fuori, intanto infuriava la tormenta e la neve cadeva a folate.

Gesù Bambino, quella notte, nel giorno della sua nascita, aveva voluto visitare la stamberga della povera donna e portare un po’ di gioia a quei poveri orfanelli.

Ricordo ancora la voce della nonna e mi sembra di avvertire quel calore che c’era intorno a quella “Vrascera” accesa dove tutta la famiglia era riunita in quell’inverno di circa 80 anni fa.

I nonni di oggi sono capaci di raccontare ai propri nipotini le belle storielle che raccontavano i nonni di una volta?

Ne hanno il tempo e la voglia?

E i nipotini di oggi hanno il tempo e il desiderio di ascoltare le storielle che i nonni vorrebbero raccontare?

Hanno pochissimo tempo, invero.

Col tempo che passano davanti al televisore, al computer, ai video giochi, al tablet, ai telefonini, sono stanchi ed intontiti.

Non hanno tempo per ascoltare la voce dei nonni, figuriamoci le vecchie storie e le “rumanze” inventate da vecchi “rimbambiti” vissuti in un altro mondo, provenienti da un’altra cultura.

Il nostro passato per loro non conta, non interessa. Non lascerà tracce nel loro futuro. Che mondo sarà il loro?

Certamente più bello e più comodo, pieno di divertimenti, pieno di soddisfazioni materiali, ma sul piano affettivo, sul piano dell’esperienza e del sapere spirituale, molto, ma molto povero.

Leggi tutto... 0

San Nicola di Bari è il padrone di Lago.

San Nicola è uno dei santi più conosciuti del mondo.

In America divenne perfino Santa Klaus , cioè babbo natale.

Anche ad Amantea, come in tante altre parti del mondo, san Nicola vanta una chiesa.

Solo che ad Amantea conserva ancora il suo nome originario, cioè San Nicola di Myra ( od in dialetto du rimu).

A Lago domani 6 dicembre si terrà la prima Giornata della raccolta di indumenti usati.

Gli indumenti si potranno conferire presso lo stand allestito in piazza Matteotti.

Gli preferiscono abiti e maglieria maschili.

Gli indumenti saranno distribuiti nelle strutture di accoglienza.

Siamo felici di cogliere la mancata esistenza i poveri nel vicino comune di Lago, così che tutto quanto donato dagli abitanti del comune sarà dato ai profughi delle strutture di accoglienza.

Leggi tutto... 0
© 2010 - 2021 TirrenoNews.Info | Liberatoria: Questo sito è un servizio gratuito che fornisce ai navigatori della rete informazioni di carattere generale. Conseguentemente non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Non può, pertanto, essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. L'Autore del sito non è responsabile dei commenti inseriti nei post o dell’utilizzo illegale da parte degli utenti delle informazioni contenute e del software scaricato ne potrà assumere responsabilità alcuna in relazione ad eventuali danni a persone e/o attrezzature informatiche a seguito degli accessi e/o prelevamenti di pagine presenti nel sito. Eventuali commenti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Nei limiti del possibile, si cercherà, comunque, di sottoporli a moderazione. Gli articoli sono pubblicati sotto “Licenza Creative Commons”: dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l’Autore). Alcune immagini pubblicate (foto, video) potrebbero essere tratte da Internet e da Tv pubbliche: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del sito che provvederà prontamente alla loro pronta. Qualunque elemento testuale, video, immagini ed altro ritenuto offensivo o coperto da diritti d'autore e copyright possono essere sollecitati inviando una e-mail all'indirizzo staff@trn-news.it. Entro 48 ore dalla ricezione della notifica, come prescritto dalla legge, lo staff di questo Blog provvederà a rimuovere il materiale in questione o rettificarne i contenuti ove esplicitamente espresso, il tutto in maniera assolutamente gratuita.

Continuando ad utilizzare questo sito l'utente acconsente all'utilizzo dei cookie sul browser come descritto nella nostra cookie policy, a meno che non siano stati disattivati. È possibile modificare le impostazioni dei cookie nelle impostazioni del browser, ma parti del sito potrebbero non funzionare correttamente. Informazioni sulla Privacy