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ulisse555Nel tentativo di far tornare indietro il tempo e far riapparire Lei nella mia vita, la luna era l’unica amica con cui riuscivo a parlare. A casa mia, la luna non bussava mai. Entrava sempre prepotentemente dalle persiane. Come le emozioni forti che non bussano mai.

Era una sera solitaria, lessi un libro, finché il mio cuore divenne arido. Mi pareva che la bellezza fosse una cosa plasmata da mercanti di parole. Stanco, chiusi il libro e spensi la luce. In un istante la stanza fu inondata dal chiarore zebrato della luna. Il cielo era di un blu notte e la luna sembrava riposarsi su di esso come un fiore che galleggiava seguendo una corrente invisibile.

In quella stessa notte, ritrovai me stesso perduto negli occhi di Lei. Delirava. Continuava a ripetere di patire quella passione. All’improvviso mi ritrovai steso ai suoi piedi con il cuore che mi spingeva verso di lei contro ogni ragione e mi chiedevo come avrei potuto salvare l’amore in quell’uragano.

Mi ero recato in riva all’Ulisse a cercare un raggio di sole con cui poter scaldare il mio di cuore. Nel grigio più grigio, visitai prima il mercato dei volatili per comprare degli uccelli per Lei. Poi mi recai al mercato dei fiori per comprare dei fiori, sempre per lo stesso amore. Mi recai al mercato dei rottami per comprare catene pesanti per trattenere il suo di amore.

Infine non mi restò che andare al mercato delle schiave per cercarla ma non la trovai. Disperato, avrei voluto affrontare con la spada in pugno quel suo amoroso sentimento, per rendermi libero da ogni desiderio mettendo ai ceppi la mia passionalità.

Da ragazzino avevo sempre seguito il principio: amo perché sono amato. Da uomo maturo ero amato perché amavo. Le sofferenze d'amore che risuonavano così spesso, le ripetute illusioni e delusioni che si incontravano, i tradimenti delle mie intime convinzioni, sentimenti e affidamenti, l'alternarsi di speranze e disperazioni, forse potevano essere affrontate con più vigore e convinzione se avessi avuto la consapevolezza e la competenza interna che ogni storia può avere un diverso finale e un differente personaggio da interpretare.

Troppo spesso mi ero lasciato coinvolgere dalla trama esterna della narrazione, appesantita nell'ascolto da ideologie e pregiudizi. L'amore e le sue conseguenze era un argomento in continuo svolgimento e declinazione nella vita delle persone e dunque anche nella sua. Senza la capacità libidica di investire e di rischiare di amare si soffoca lentamente, quietamente senza riuscire ad andare avanti, di non essere più in grado di essere se stessi e ci si lascia andare ad una grande sofferenza, soprattutto se si reputa di aver perso l’amore “giusto”, quello eterno.

Le sere azzurre di giugno, inondate di luce portano con sé parole lievi come il vento, eterne come le poesie di Rimbaud:

“Punzecchiato dal grano, a calpestare erba fina:

Trasognato, ne sentirò la freschezza ai piedi.

Lascerò che il vento mi bagni i lunghi capelli.

Non parlerò, non penserò a niente:

Ma l’amore infinito mi entrerà nell’anima,

E andrò lontano, molto lontano, da zingaro”.

Seducente il focus sulla natura terribile e insondabile delle passioni d'amore, intreccio complicato che comprende felicità e disperazione, narcisismo e paura della solitudine, in un continuo alternarsi di illusione e delusione. L'amore è uno degli stati emotivi più sconcertanti e contemporaneamente più naturali che attraversano la vita di un essere umano.

Secondo un mio modesto parere, era un piacevole attentato alla mia illusione di essere autonomo e indipendente e di non avere bisogno di nessuno, che verrebbe da chiedersi perché gli esseri umani si ostinano a tormentarsi, cercando qualcuno d'amare e da cui essere amati.

Non sarebbe più semplice accontentarsi di amarsi da soli? Il bisogno di amare e di essere amati può essere inteso come prototipo di ogni bisogno umano, e di ogni relazione tra esseri umani. Essere amati è desiderare di essere visti, e conosciuti, riconosciuti per quello che si è nella nostra interiorità più profonda e nascosta, nei nostri desideri più sfrenati di esistenza e di libertà.

Sono certo che è un bisogno di conoscenza, di riconoscenza, di ri-conoscenza. Se non puoi amare l'oggetto del tuo amore, sei condannato a "un perpetuo esilio da una patria inesistente". Pensavo spesso alla famosa aria di Cherubino nelle "Nozze di Figaro" di Mozart: "Voi che sapete che cosa è amor, donne vedete se io l'ho nel cor. Quello che provo vi ridirò; E’ per me nuovo, capir nol so…. Ch’ora è diletto, ch’ora è martir….Ricerco un bene fuori di me, non so chi’l tiene, non so cos’è…Tu che sai che cosa è amor, Donna vedi s’io l’ho nel cor”

Questi versi rimangono sorprendentemente veri: mi chiedo spesso se l'emozione che si prova sia amore, e cerco risposte al di fuori di me e non nel mio cuore.

“Dea possente, non ti adirare per questo con me: lo so
bene anche io, che la saggia Penelope
a vederla è inferiore a te per beltà e statura:
lei infatti è mortale, e tu immortale e senza vecchiaia.” Omero

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

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terravecchia scolo -sequestroSi comunica quanto segue, nel rispetto dei diritti dell’indagato (da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile) al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito

COSENZA 29 gennaio 2024 - Attraverso un solco di scolo smaltiva illecitamente le acque del frantoio oleario nel fiume Nicà. E’ciòche è stato accertato dal Nucleo Carabinieri Forestale di Rossano nei giorni scorsi.I militari durante una attività di controllo del territorio hanno notato nell’alveo del fiume la presenza di consistenti quantitativi di rifiuti liquidi rappresentati da acque di vegetazione olearie riuscendo ad individuare il punto di immissione. Tale rinvenimento ha permesso di accertare che in un frantoio sito nel comune di Terravecchia era stato realizzato un by-pass, rinvenuto nella vasca di stoccaggio, collegato ad un tubo in pvc che conduceva i liquami all’interno di un solco di scolo nudo che dopo aver percorso 270 metri finiva direttamente nell’alveo del fiume. Si è quindi proceduto al sequestro, convalidato dalla Procura di Castrovillari, della vasca di collettamento, la vasca di stoccaggio, la tubazione e il solco. Al proprietario del frantoio, attualmente non in uso come disposto dall’Autorità Giudiziaria, sono stati contestati i reati di danneggiamento delle acque pubbliche, alterazione di bellezze naturali, attività di gestione e smaltimento illecito di rifiuti speciali non pericolosi costituiti realizzato in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale.

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lett55La Befana mi ha portato una lettera, di circa 7 anni fa, proveniente da Reggio Calabria. A scrivermi, era un mio carissimo amico: Nino Pellicanò. “….Bisogna inventare una nuova democrazia o almeno provarci….”. Sottraendo del tempo ad altre cose , mi sono seduto davanti al PC. Quello che segue è ciò che ho risposto all’amico Reggino non più in vita e lo voglio condividere con tutti Voi.

Fraterno Amico, penso che l’arduo compito della filosofia popolare è trarre dalla storia concreta del nostro popolo i principii e le correnti delle specifiche minoranze etniche che da sempre hanno vissuto in questa terra bagnata dal mare di Ulisse. Così non solo si scopre un’importante sorgente di rinnovamento, ma si riconosce anche il carattere storico di certe debolezze tipiche, si scorge come esse siano prodotte dallo sviluppo economico, politico, culturale della storia nazionale.

Bisogna dire a noi stessi, innanzitutto, che tutto ciò ha pur sempre a che fare col movimento operaio, i poveri e gli sfruttati tutti. Personalità significative che in passato hanno messo a nudo, portando allo scoperto, le virtù e le debolezze dei movimenti operai nazionali. Penso che proprio in queste figure rappresentative si possono cogliere con estrema evidenza le virtù e le debolezze nazionali del movimento operaio.

Per un verso la soluzione di questa problematica nuova e complessa esige un’analisi straordinariamente approfondita e concreta, basata sulla conoscenza più rigorosa di un enorme quantità di fattori. Senza perdere di vista la necessità non meno importante di una popolarizzazione rapida e variegata. In questo, senza commettere gli errori del passato da una parte, l’intellettualismo staccato dalla vita concreta e reale, dall’altra la volgarizzazione.

I grandi pensatori recenti hanno sempre affrontato e risolto dialetticamente questo problema. Come loro anche noi troveremo la giusta via. Senza generalizzare i problemi a spese dell’analisi concreta dei fatti. Si troverà una soluzione possibile solo se ci ricordiamo di essere oggi in una diversa situazione, mentre una via nuova si deve aprire ora verso un futuro che annulli e seppellisca la cosiddetta “democrazia rappresentativa” con la sua uguaglianza giuridica e politica, che altro non è che una maschera che nasconde le profonde e radicali disparità di reddito e di accesso al potere.

Guardando un TG sulla vicenda del deputato di “Fratelli d’Italia” che avrebbe sparato ferendo un lavoratore. La cosa che mi ha colpito tanto sono state le parole del ferito al giornalista che lo intervistava: “Perché non l’ho denunciato prima? Perché io sono un operaio e lui un politico". Aveva, a dirpoco, qualche timore Luca Campana,  l’elettricista 31enne di Candelo, in provincia di Biella, ferito la notte di Capodanno dal proiettile partito dalla pistola del deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo.

Come pure la libertà è nient’altro che apparenza, che si dissolve nella contraddizione tra il potente di turno, libero di determinare i rapporti e un lavoratore che a sua volta non è libero di scegliere tra la schiavitù che lo vede subordinato al sistema produttivo capitalistico e la prospettiva di morire di fame.

A questo modello di “liberal democrazia” formale, tutta intrisa di interessi capitalistici, bisogna trovare il modo di instaurare una forma di democrazia popolare con la sua uguaglianza economica e sociale. La lotta per raggiungere tale scopo e per la libertà di tutti noi sarà necessariamente come il parto. Doloroso, a volte “tortuoso” ma necessario per le future generazioni.

Gigino Adriano Pellegrini & G el Tarik

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