
1)Milano. 13 maggio. Mada Kabobo, un immigrato ghanese irregolare, armato di piccone uccide chi incontra. Muoiono Daniele Carella, 21 anni, ed Ermanno Masini, 64 anni.
2) Stoccolma. 13 maggio. La Polizia uccide un sessantanovenne armato che aveva minacciato gli agenti con un machete. Ed ora sono giorni di scontri violenti iniziati nel quartiere Husby, alla periferia nord-ovest di Stoccolma, un’area nata all’inizio degli anni Settanta, povera e con un alto tasso di disoccupazione ed in cui vivono circa 12 mila persone, la maggior parte delle quali sono immigrati
3) Londra. 22 maggio. Michael Abedolajo di origine nigeriana,ma nato in GB, armato di un machete ha ucciso il soldato Drummer Lee Rigby, 25enne di Manchester . I testimoni hanno raccontato che i due assalitori "Prima gli sono andati addosso con l'auto, poi sono scesi e gli hanno tagliato la testa col machete".Gridavano "Allah Akbar ". Poi hanno anche dichiarato che intendono “cominciare una guerra a Londra". La polizia dichiara che si tratta di un : "Attentato dell'estremismo islamico"
Oggi aggiungiamo:
4) Parigi.25 maggio ore 18.00. Un Maghrebino ( aveva la barba e indossava la galabia, la tunica tipica dei musulmani) accoltella alla gola un soldato in servizio di pattugliamento nel grande spiazzo davanti all'Arco della Defense ( nella foto) ( le pattuglie militari integrano la sorveglianza di polizia in base alle disposizioni del piano Vigipirate, il sistema di vigilanza antiterrorismo transalpino, il cui livello di allerta è attualmente sul rosso, un gradino al di sotto del massimo).
Ed allora, se vera la notizia data da Le Parisien, la domanda.
Un caso? Cellule dello stesso corpo? Sintomi dello stesso malessere? Un inizio di qualcosa? Strategie?
Intanto i fatti
1)Milano. 13 maggio. Mada Kabobo, un immigrato ghanese irregolare, armato di piccone uccide chi incontra. Muoiono Daniele Carella, 21 anni, ed Ermanno Masini, 64 anni.
2) Stoccolma. 13 maggio. La Polizia uccide un sessantanovenne armato che aveva minacciato gli agenti con un machete. Ed ora sono giorni di scontri violenti iniziati nel quartiere Husby, alla periferia nord-ovest di Stoccolma, un’area nata all’inizio degli anni Settanta, povera e con un alto tasso di disoccupazione ed in cui vivono circa 12 mila persone, la maggior parte delle quali sono immigrati
2) Londra. 22 maggio. Michael Abedolajo di origine nigeriana,ma nato in GB, armato di un machete ha ucciso il soldato Drummer Lee Rigby, 25enne di Manchester . I testimoni hanno raccontato che i due assalitori "Prima gli sono andati addosso con l'auto, poi sono scesi e gli hanno tagliato la testa col machete".Gridavano "Allah Akbar ". Poi hanno anche dichiarato che intendono “cominciare una guerra a Londra". La polizia dichiara che si tratta di un : "Attentato dell'estremismo islamico"
Poi la domanda.
Un caso? Cellule dello stesso corpo? Sintomi dello stesso malessere?
Ed ancora.
C’entra niente l’attentato alla maratona di Boston dei due fratelli ceceni, Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev ?
Come leggere diversamente la dichiarazione di Barack Obama di oggi 23 maggio : “ Gli Stati Uniti "non sono in guerra con l'Islam", spiegando che "la violenza contro obiettivi occidentali proviene in gran parte da questa falsa convinzione”
Forse è giunto il momento di qualche riflessione serena ma intensa sulla condizione degli immigrati in Italia, sulla necessità che vengano comunque sottoposti a controlli in specie se abbiano avuto già evidenze di comportamenti illeciti. Serve ben poco, infatti, che finiscano la propria esistenza nelle nostre carceri ed a spese dello stato italiano.
Dopo che a Milano il ghanese ha ucciso 3 incolpevoli italiani armato di un piccone ( ho provato per un attimo a pensare cosa avrebbe potuto fare con un’arma vera!), anche a Caserta, un libico con regolare permesso di soggiorno umanitario si scaglia contro le vetrine e i poliziotti con pietre e mazza di ferro.
Per fortuna era presente una pattuglia della polizia,che ha notato l'uomo, un ventottenne, il quale, dopo aver spostato al centro della strada i cassonetti dell’immondizia e un vaso di grosse dimensioni, in evidente stato di forte agitazione, si scagliava contro le vetrine dei negozi tentando di danneggiarle brandendo in mano una pietra, una sbarra di ferro e un pezzo di plastica.
All’intervento della seconda pattuglia, gli agenti hanno tentato di fermare il ventottenne, che, per eludere il controllo, prima ha bersagliato poliziotti e auto con diverse buste di rifiuti, poi li ha minacciati e aggrediti.
Nel corso della colluttazione un agente è stato colpito con la pietra ed un altro con la sbarra in ferro. Ambedue hanno dovuto far ricorso ai sanitari che hanno disposto prognosi di otto e quindici giorni.
I poliziotti, una volta neutralizzato, hanno arrestato l'immigrato con l'accusa di minacce, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L'uomo è stato identificato anche grazie agli accertamenti fotodattiloscopici Afis effettuati in questura.