BANNER-ALTO2
A+ A A-

Redazione TirrenoNews

Dal 2005 la Redazione di TirrenoNews.Info cerca di informare in modo indipendente e veloce.

 

LogoTirrenoNews

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Operai ex-Alfa: “Senza reintegro bloccheremo Expo 2015”

Lunedì, 09 Settembre 2013 08:33 Pubblicato in Italia

La storia recente

Il 26 giugno scorso la Corte d’Appello di Milano aveva decretato che la trentina di operai, indebitamente licenziati da Innova Service Srl dovevano essere reintegrati nel loro posto di lavoro. A tutt’oggi così non è stato e gli ex lavoratori sono, loro malgrado, costretti a continuare nel digiuno lavorativo (ma soprattutto di stipendio) a cui sono costretti da oltre 30 mesi. Si tratta di una sparuta minoranza di ex operai dell’Alfa Romeo di Arese, in provincia di Milano, tra i pochi “sopravvissuti” delle oltre 20mila maestranze che qui un tempo producevano le macchine col marchio del biscione. Assorbiti successivamente da una società che si occupa di servizi alle imprese (la Innova Service) questa, tre anni fa, gli ha messi a sua volta alla porta. Ma il Tribunale di Milano ha decretato che dovranno essere reintegrati, con l’obbligo di trovar loro una sistemazione nella medesima area produttiva, che nel 2015 sarà uno dei poli di Expo. A questo punto l’aut-aut di operai oramai esasperati è chiaro: “o ci trovano una sistemazione o i lavori per l’ Esposizione universale vanno fermati”  di Fabio Abati Il Fatto Quotidiano

Le prospettive future.

“Visto che il PD predica da tempo che le sentenze il rispetto vanno rispettate, allora che intervenga anche su quelle emesse dalla Corte3 d’Appello di Milano che restituisce ai lavoratori posto di lavoro, stipendi e contributi. Berlusconi deve pagare? Allora paghi anche chi da 31 mesi ci sta prendendo in giro e se ne frega delle sentenze dei magistrati”. Così Renato Parimbelli esponente di spicco dei Cobas durante l’assemblea dei lavoratori dell’Innova lasciati senza lavoro.

“Abbiamo parlato del centro commerciale che si è impegnati a far lavorare 2000 lavoratori per la sua realizzazione ed un migliaio per farlo funzionare. Noi dovevamo far parte di questi, invece nonostante siano già partiti con la costruzione tutti noi siamo ancora fuori”.

Ovvero quando il posto pubblico diventa regno!

L' istituto del trattenimento in servizio previsto dall'art. 16 d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503 "è in facoltà dei dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici di permanere in servizio (...) per un periodo massimo di un biennio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo", riconosceva ai dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici (compresi i professori universitari ) un vero e proprio diritto potestativo a permanere in servizio per il periodo indicato.

La norma è stata profondamente modificata dal comma 7 dell'articolo 72 del d.l. 112 del 2008 che dispone: "è in facoltà dei dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici di permanere in servizio , con effetto dalla data di entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992, n. 421, per un periodo massimo di un biennio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo per essi previsti. In tal caso è data facoltà all'amministrazione, in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali, di accogliere la richiesta in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente in determinati o specifici ambiti ed in funzione dell'efficiente andamento dei servizi".

La modifica introdotta dall'art. 72 del d.l. 112 del 2008 sull'istituto del trattenimento in servizio dei dipendenti civili dello Stato delineato dall'art. 16 del d.lgs. 503 del 1992 ha comportato un significativo mutamento dell'assetto degli interessi in rilievo in tale delicata materia e ... risolto la delicata questione del bilanciamento fra l'interesse privato al trattenimento in servizio e l'interesse pubblico alla salvaguardia delle esigenze organizzative e funzionali dell'amministrazione di appartenenza, tenuto anche conto dell'evidente finalità di contenimento dei costi del personale nel settore pubblico che caratterizzano i più recenti interventi normativi in subjecta materia.

Al pubblico dipendente quindi, non è più riconosciuto un diritto soggettivo alla permanenza in servizio, prevedendosi soltanto che l'istanza, che egli ha facoltà di presentare, vada valutata discrezionalmente dall'Amministrazione; la quale, a sua volta, ha facoltà di accoglierla solo in concreta presenza degli specifici presupposti individuati dalla disposizione, i primi dei quali sono legati ai profili organizzativi generali dell'amministrazione medesima ("in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali") e i seguenti alla situazione specifica soggettiva e oggettiva del richiedente ("in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente in determinati o specifici ambiti ed in funzione dell'efficiente andamento dei servizi").

L''istituto del trattenimento in servizio ha ormai assunto un carattere di eccezionalità in considerazione delle generali esigenze di contenimento della spesa pubblica che hanno ispirato e informato l'intero impianto normativo sotteso alla disciplina di cui al d.l. 112, cit., e, segnatamente, alla disciplina di cui al Capo II di tale decreto, nel cui ambito è collocato il più volte richiamato art. 72.

Poichè è questa la ratio sottesa al richiamato intervento normativo, ne consegue che l'ipotesi ordinaria è quella della mancata attivazione dell'istituto del trattenimento (ipotesi ricorrendo la quale l'onere motivazionale gravante sull'amministrazione sarà limitata all'insussistenza di particolari esigenze organizzative e funzionali le quali inducano a decidere in tal senso), mentre all'ipotesi del trattenimento sarà da riconoscere carattere di eccezionalità, con la necessità di esplicitare in modo adeguato le relative ragioni giustificatrici, conferendo rilievo preminente alle esigenze dell'amministrazione lato sensu intese.

Rispetto a tali esigenze "la particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente in determinati o specifici ambiti" rappresenta - se del caso - un criterio giustificativo necessario, ma non già la ragione determinante della scelta.

Si tratta, infatti,di dar corso ad un'ipotesi eccezionale di provvista di personale docente, che deve essere adeguatamente giustificata da oggettivi e concreti fatti organizzativi, tali da imporre che si faccia ricorso ad un tale particolare strumento a contenuto derogatorio.

L'esternazione della giustificazione di una tale scelta - insieme a quella sugli altri elementi richiesti, a seguire, dalla disposizione - è necessaria per dar conto del come e del perché l'Amministrazione si determini, derogando alle esigenze di risparmio perseguite dalla legge, a seguire questa speciale modalità di provvista del proprio personale. Non è così quando l'Amministrazione si determini in senso negativo, ricorrendo allora la situazione ordinaria di normale estinzione del rapporto lavorativo per raggiungimento dei limiti di età, che non richiede una speciale esternazione circa la particolare esperienza professionale dell'interessato.

La Sesta Sezione del Consiglio di Stato ha così accolto - sentenza N. 04104/2013 del 06/08/2013-il ricorso, proposto dall'Università degli studi de L'Aquila contro la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio 3 giugno 2009 n. 6117. Il TAR aveva, a sua volta, accolto il ricorso proposto da G.M., professore ordinario presso l'Università appellante, contro il decreto rettorale n. 629 del 17 marzo 2009, che revocava la precedente autorizzazione a permanere in servizio, per un ulteriore biennio.

Nel provvedimento di revoca dell' Università erano state ampiamente chiarite le ragioni ostative al rilascio di ulteriori provvedimenti di trattenimento in servizio, facendo riferimento ad insuperabili ragioni di contenimento della spesa.

Secondo il Consiglio di Stato "a fronte di tali argomentazioni, assolutamente recessivo appare l'interesse dell'odierno appellato a permanere in servizio oltre i limiti di età", mentre la pretesa a veder valutata la sua particolare esperienza professionale in determinati o specifici ambiti, non assume alcuna rilevanza giuridica "atteso che tal genere di valutazioni costituisce un posterius rispetto al positivo riscontro da parte dell'Università - nella specie non occorso - riguardo alla sussistenza delle primarie esigenze organizzative e funzionali per ammettere il trattenimento in servizio".

La sentenza assume un particolare significato, in un periodo storico, in cui l'attenzione dei Governi è rivolta a limitare l'enorme voragine della spesa dello Stato, attraverso una riduzione drastica e non sempre indolore degli apparati della Pubblica Amministrazione.

Il trattenimento in servizio costituisce, a tutti gli effetti, una nuova assunzione e, quindi, l'istituto può operare, dopo l'esperimento delle varie mobilità che hanno la funzione di ricollocare il personale in esubero, e, comunque, all'interno delle disponibilità finanziarie. E' abbastanza giusto (sarebbe immorale il contrario) che l' interesse dei singoli dipendenti a continuare ad usufruire, anche oltre l' età lavorativa contemplata dalla legge, dei privilegi che lo status di dipendente pubblico, in qualche modo, garantisce, ceda di fronte al dovere di sistemare il personale in esubero.

A giustificare il regime di sfavore riservato dal Legislatore all' istituto, si impone anche un diverso ordine di ragioni, collegato all' urgenza di un ricambio generazionale all'interno degli apparati pubblici. E' abbastanza evidente come, al trattenimento in servizio di chi ha già superato l'età lavorativa prevista dalla legge, faccia da contraltare il differimento dell' ingresso nel mondo del lavoro di un corrispondente numero di disoccupati e l'invecchiamento dei ruoli del pubblico impiego. Impedendo di fatto l' utilizzazione di intelligenze ed energie nuove, si conferma, per la società, la negatività di una burocrazia sempre più vecchia.

Ritenere gli anziani indispensabili, a causa dell' esperienza e/o della professionalità acquisita, equivale ad esprimere una pesante sfiducia nelle possibilità dei giovani di crescere e di raggiungere gli stessi risultati professionali e a negare alle Amministrazioni il diritto-dovere di rinnovarsi. Purtroppo ormai per nuove generazioni si intendono quelle formate da giovani, mediamente, oltre i trent'anni. E questo vuol dire che ad un intera generazione, quella che va dai venti ai trent'anni è stato impedito di entrare nel mondo del lavoro. Noi riteniamo che l'esperienza e la professionalità degli anziani abbiano tante altre strade ed opportunità, per farsi valere ed essere utili alla società, diverse dall'occupazione perpetua dei pubblici uffici.

Ecco la sentenza del Consiglio di Stato n 04104/2013su “Il trattenimento in servizio e ricambio generazionale nel Pubblico Impiego”

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%206/2009/200907037/Provvedimenti/201304104_11.XML

Gerolamo Taras (StudioCataldi.it)

La sensibilità dei corachesi per gli animali è nota. Su questa bellissima spiaggia amanteana, vero tesoro geologico e naturalistico, spiaggiano spesso anche delfini e tartarughe e la educazione dei ragazzi della bella frazione si è formata con il tempo e non cessa di crescere.

La ulteriore prova ieri, quando, ormai agli sgoccioli della stagione estiva, sulla bella spiaggia restano in pochi e tra questi molti residenti.

E lì nei pressi del bel Lido Calabria un gruppo di ragazzi ha trovato e raccolto un gabbiano ferito e lo ha portato presso il lido balneare( vedi foto)

E dopo alcune telefonate sono giunti i vigili provinciali ( nella foto) che hanno provveduto a trasportare il gabbiano ferito presso il centro specializzato di Cosenza dove sarà curato per essere poi rimesso in libertà appena guarito

A tutti i complimenti di tirreno news

 

 

BANNER-ALTO2
© 2010 - 2021 TirrenoNews.Info | Liberatoria: Questo sito è un servizio gratuito che fornisce ai navigatori della rete informazioni di carattere generale. Conseguentemente non può rappresentare una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Non può, pertanto, essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001. L'Autore del sito non è responsabile dei commenti inseriti nei post o dell’utilizzo illegale da parte degli utenti delle informazioni contenute e del software scaricato ne potrà assumere responsabilità alcuna in relazione ad eventuali danni a persone e/o attrezzature informatiche a seguito degli accessi e/o prelevamenti di pagine presenti nel sito. Eventuali commenti lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Nei limiti del possibile, si cercherà, comunque, di sottoporli a moderazione. Gli articoli sono pubblicati sotto “Licenza Creative Commons”: dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l’Autore). Alcune immagini pubblicate (foto, video) potrebbero essere tratte da Internet e da Tv pubbliche: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del sito che provvederà prontamente alla loro pronta. Qualunque elemento testuale, video, immagini ed altro ritenuto offensivo o coperto da diritti d'autore e copyright possono essere sollecitati inviando una e-mail all'indirizzo staff@trn-news.it. Entro 48 ore dalla ricezione della notifica, come prescritto dalla legge, lo staff di questo Blog provvederà a rimuovere il materiale in questione o rettificarne i contenuti ove esplicitamente espresso, il tutto in maniera assolutamente gratuita.

Continuando ad utilizzare questo sito l'utente acconsente all'utilizzo dei cookie sul browser come descritto nella nostra cookie policy, a meno che non siano stati disattivati. È possibile modificare le impostazioni dei cookie nelle impostazioni del browser, ma parti del sito potrebbero non funzionare correttamente. Informazioni sulla Privacy