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Redazione TirrenoNews

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Si tratta di una iniziativa del ministero del Lavoro e attuata da Italia Lavoro - nell’ambito del programma Amva (Apprendistato e mestieri a vocazione artigianale).

Dieci milioni di euro per tremila tirocini rivolti a giovani laureati residenti in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, tutte regioni a Obiettivo convergenza.

Il progetto mira a promuovere tirocini in azienda, retribuiti con compenso mensile, a favore dei Neet, acronimo di “Not in Education, Employment or Training”, ossia giovani non più inseriti in un percorso scolastico-formativo, ma neppure impegnati in un’attività lavorativa.

Si tratta di un’occasione di sviluppo professionale che offre la possibilità di maturare un’esperienza basata sulla logica dell’ “imparare facendo”, oltre a favorire concreti sbocchi occupazionali. I percorsi di tirocinio, della durata di 6 mesi, vedono il coinvolgimento di giovani laureati, in età compresa tra i 24 anni compiuti fino ai 35 anni non compiuti, residenti nelle quattro regioni. Alla Calabria sono riservati 459 tirocini, alla Campania 1071, alla Sicilia 814 mentre alla Puglia 656. Il ministero del Lavoro, con il supporto di Italia Lavoro, punta dunque a riscoprire e valorizzare gli antichi mestieri, un tempo traino dell’economia italiana e meridionale soprattutto. In particolare il progetto focalizza l’attenzione sui laureati in quegli ambiti disciplinari che comportano particolari difficoltà per l’inserimento nel mercato del lavoro. Sulla base dei dati Istat, si tratta dei seguenti gruppi: Geo-biologico, Letterario, Psicologico, Giuridico, Linguistico, Agrario, Politico-sociale. I partecipanti riceveranno una borsa mensile di 500 euro lordi per quelli che si svolgeranno in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Nell’ottica di favorire la mobilità territoriale, 200 tirocini si terranno invece nelle altre regioni, e in questo caso la borsa mensile sarà pari a 1.300 euro lordi. Il panorama delle unità idonee ad ospitare i tirocinanti è ampio: qualunque settore di appartenenza, purché la natura rientri tra le forme giuridiche disciplinate dal diritto privato economico, così come nel dettaglio evidenziato sul Bando pubblico. Le aziende che desiderano ospitare un tirocinante nell’ambito del “Progetto Neet”, possono candidarsi a partire da oggi 9 settembre 2013, iscrivendosi al portale Cliclavoro, nell’apposita sezione riservata al progetto, inserendo le informazioni relative al tirocinio offerto (vacancy), mentre i giovani per aderire al progetto e candidarsi ad una vacancy, a partire dal 23 settembre 2013, devono iscriversi al sito www.cliclavoro.gov.it , aderire al “Progetto Neet” e candidarsi per i posti resi disponibili dalle aziende partecipanti. A partire dall’inserimento delle rispettive candidature, i giovani e le unità ospitanti il tirocinio potranno contattarsi reciprocamente attraverso le modalità messe a disposizione da Cliclavoro (mail, servizio “Cerca lavoro “ e/o “Cerca curriculum”, ecc.) e avviare in via autonoma il processo di selezione.

Per ulteriori informazioni e per accedere alla modulistica si può consultare la pagina apposita dal sito di Italia Lavoro o inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

In queste ultime ore le Fiamme gialle della Guardia di Finanza di Cosenza, ha proceduto a notificare gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Procura della Repubblica di Cosenza, nei confronti di dieci indagati.

Si tratta di alcuni componenti del management pro-tempore dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, alcuni Dirigenti di tale Ente, ed alcuni liberi professionisti.

Tra questi gli ultimi l’attuale DG Gianfranco Scarpelli, il precedente DG Franco Lucio Petramala ed il commissario per circa un anno tra il 2010 e il 2011,Franco De Rose.

Insieme a loro Antonio Scalzo ex Direttore Sanitario dell’ASP di Cosenza ed Anna Di Donato ex funzionario dell’ASP di Cosenza.

Nella indagine c’è di tutto.

In primis il presunto indebito conferimento, da parte dell'Asp di Cosenza, di incarichi legali ad avvocati esterni senza il rispetto di alcuna procedura ad evidenza pubblica e senza la preventiva autorizzazione regionale, per come chiesto dalle norme del settore, ma soltanto su base fiduciaria. Poi , come già emerso, il fatto che il direttore amministrativo pro-tempore dell'Asp di Cosenza abbia presentato, per l'ottenimento di tale incarico e di ulteriori mansioni negli Enti della Regione, un curriculum vitae artificioso e ingannevole con riferimento, in particolare, al proprio titolo di studio.

Infine il fatto che ad un lavoratore dipendente non solo veniva stabilita indebitamente la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno ma, addirittura, gli veniva consentito, senza alcun titolo abilitativo, l'esercizio, quale praticante abilitato, del patrocinio legale per contenziosi dell'Azienda sanitaria.

Insomma l’Asp di parenti, amici e sodali.

Don't touch my ……life annuity

Lunedì, 09 Settembre 2013 13:43 Pubblicato in Calabria

Toglietemi tutto…. ma non il vitalizio.

Ci aveva provato il M5S, il Movimento 5 Stelle calabrese, a dare DEMOCRATICAMENTE voce al popolo, allo stesso riconoscendo il diritto di pronunciarsi sulla legittimità del vitalizio che gli ex consiglieri calabresi prendono vita natural durante dopo avere perso “il posto” .

Invece ecco una ennesima sberla ai calabresi.

Tutti ( quasi ) insieme e spudoratamente hanno detto “NO”. Don't touch my ……life annuity.

Solo 4 voti favorevoli:

Giuseppe Giordano (IDV)

Favorevole all’accoglimento della proposta di provvedimento, considera opportuno prediligere il confronto con i cittadini calabresi, anche per ragioni di trasparenza e di efficacia degli atti posti in essere.

Pertanto, pur rinvenendo una matrice demagogica, invita a non fornire alcun tipo di alibi affinchè nei prossimi 16 mesi si possa lavorare attivamente.

 

Damiano Guagliardi (Federazione della Sinistra)

Ritenuta la discussione coinvolgente poiché si tratta di una scelta combattuta a causa di una serie di situazioni, evidenzia come, in generale, dopo la riforma del titolo V della Costituzione non esista un organismo neutro che decida al riguardo e sia lo stesso Consiglio regionale a doversi pronunciare dopo essersi già espresso in tal senso nel 2010 con una modifica della legge in discussione; sottolinea, altresì, come, di converso, il sistema bipolare abbia bisogno dell’istituto referendario per combattere alcuni errori che, a suo avviso, la politica non riesce ad affrontare.

Comunica di votare favorevolmente alla proposta non perché ne condivide la ratio ma perché rispetta e condivide l’utilizzo dell’istituto del referendum come l’unico strumento di democrazia a disposizione dei cittadini.

 

Domenico Talarico (IDV)

Censurato l’atteggiamento dell’Ufficio di Presidenza che, a suo dire, avrebbe dovuto trovare la giusta soluzione utilizzando, se necessario, luminari in materia, stigmatizza la decisione di “scaricare” sull’intera Assise una questione talmente delicata, trasformandola in discussione di natura politica. Ritenendo necessario interrogarsi sulla correttezza della scelta referendaria, si dichiara contrario alla posizione assunta dal consigliere De Masi, suo capogruppo.

Indi, sottolineato come la figura del politico non goda di buona luce e siano diffusi preconcetti, in parte acuiti e favoriti dalle note vicende giudiziarie, evidenzia come il vitalizio sia un diritto acquisito e come, nel caso in cui dovesse essere accolta la richiesta di referendum, sorgerebbe la problematica della retroattività; altresì, nel caso in cui si dovesse bocciare la richiesta referendaria, a suo avviso, l’opinione pubblica potrebbe crearsi il convincimento che i consiglieri abbiano tutelato esclusivamente i loro interessi. Per tali ragioni si dichiara favorevole all’ammissibilità del referendum abrogativo che ritiene debba essere affrontato dal Consiglio regionale “senza complessi di inferiorità”

 

Salvatore Magarò (Scopelliti Presidente)

Ritiene che la proposta di legge dovrebbe essere accolta e, ricordate le sue origini politiche socialiste, si dichiara convinto che i cittadini siano i detentori della democrazia e, atteso che l’istituto del referendum è previsto da sempre, asserisce di essere fortemente convinto della correttezza dell’iniziativa. Fa presente, inoltre, di aver sempre condiviso, negli anni, la posizione della sua maggioranza, nonostante alcune divergenze, ad esempio riguardo la norma che avrebbe oscurato la pubblicazione sul Burc e l’incompatibilità tra la carica di Sindaco e di consigliere regionale. Sottolineando, ancora, che l’allontanamento dei cittadini dalle Istituzioni e dalla politica è stato probabilmente causato dall’assenza di fiducia nella classe dirigente, giudicata appartenente ad una casta, ribadisce di credere fortemente nell’istituto del referendum e si dichiara favorevole all’ammissibilità del referendum abrogativo.

Tutti gli altri appassionatamente insieme , senza distinzioni di appartenenza . Ancora una volta PD e PDL abbracciati in difesa dei privilegi della CASTA

Nemmeno al tempo dei RE esisteva forse una casta così potente ed un popolo così impotente.

Vale la pena di pensare che forse centro destra e centro sinistra sono la stessa cosa, che PD e Pd+o-L sono perfettamente eguali quando si tratta di togliere allo Stato per dare a se stessi.

E soprattutto ricordarsene quando arrivano le tasse, soprattutto quelle regionali.

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