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Lettera aperta al presidente della provincia sul Palazzetto dello Spor

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Egregio Presidente,

ci rivolgiamo a Lei in quanto rappresentante pro tempore della Provincia di Cosenza, nonché amministratore di buon senso e di grande esperienza.

Sono anni che cerchiamo interlocuzioni istituzionali, partecipiamo a riunioni, facciamo telefonate, inviamo lettere, messaggi personali, chiediamo lumi sul perché il Palazzetto dello Sport di Amantea non sia ancora fruibile.

 

Sembra una storia senza fine, fatta di proclami, plurime pose della prima pietra, inaugurazioni dei lavori, promesse, annunci che durano da circa trent’anni.

Ebbene sì, sono trent’anni che il comprensorio di Amantea, che Lei conosce bene, sta aspettando la consegna alla comunità della struttura.

Una comunità che soffre, con pochi spazi di aggregazione sociale e condivisione. Una comunità che aveva festeggiato, quando a marzo 2011 venne annunciata la decisione della Provincia di Cosenza di acquisire il bene per portare a termine un’opera rimasta scheletro informe di cemento per decenni.

A febbraio 2012 ci fu la consegna dei lavori il cui completamento era previsto per agosto 2013.

Oggi abbiamo una meravigliosa cattedrale dello sport, completata esternamente ed internamente, ma inutilizzata e inutilizzabile.

Sono più di due anni che l’utilizzo è inibito a causa della mancanza delle recinzioni divisorie di sicurezza esterne. Il paradosso è che l’apertura di quelle porte potrebbe permettere a tante associazioni di educare, insegnare ed essere presidio di legalità, sicurezza e punto di riferimento per famiglie e ragazzi.

Le risposte, confidenziali o pubbliche, sono sempre uguali e rassicuranti, come se bastasse qualche altra settimana per addivenire al completamento definitivo.

Nel frattempo, generazioni di ragazzi che hanno sognato la possibilità di giocare, esprimersi, gioire in un ambiente sicuro e protetto, sono divenuti adulti.

Molti hanno lasciato la Calabria, tra cui anche giovani istruttori con professionalità, altri hanno inseguito i loro sogni sportivi in altri contesti.

Alcuni, probabilmente, hanno preso strade sbagliate e poco sicure sancendo il fallimento collettivo.

Il costo sociale è difficilmente calcolabile, ma le ripercussioni sono evidenti.

Realtà e storie di società sportive sono lentamente scomparse a causa della mancanza di spazi adeguati, impoverendo il territorio. Basta pensare alla pallamano, alla pallacanestro, alla pallavolo De Luca. I reduci, sono costretti ad elemosinare qualche ora in ambienti vetusti o nell’incuria generale, facendo enormi sacrifici spesso non riconosciuti.

Spesso, si registrano atti vandalici a beni pubblici compiuti da giovanissimi, probabilmente a rischio devianze e marginalità. Il tutto nel silenzio generale.

Ormai siamo tutti disillusi davanti all’assenza della normalità.

Al peso sociale di un’opera incompiuta, deve aggiungersi il costo economico dell’opera nelle sue varie fasi. Probabilmente a conti fatti e costruendo con altre tecniche e dimensioni,

Amantea avrebbe potuto avere due o tre spazi polivalenti.

Oggi invece, non ne abbiamo nemmeno uno. Senza contare che in questi anni, se fosse stata aperta, gli eventuali gestori, pubblici o privati, avrebbero potuto accedere alle numerose opportunità di finanziamento per migliorare ulteriormente la struttura, rendendola, ad esempio, autosufficiente dal punto di vista energetico e sostenibile dal punto di vista ambientale.

Dopo trent’anni, se pur con malinconica rassegnazione, la comunità si è abituata a non guardare quell’angolo di Mondo, pur di non dover sospirare davanti all’ennesima incompiuta, davanti ai propri sogni infranti.

Oggi, Le scriviamo questa lettera per sollecitare un Suo intervento risolutore di questa vicenda, che farebbe inorridire anche i giornalisti di Striscia la Notizia o delle Iene.

Il nostro sodalizio, e crediamo anche l’intera comunità amanteana, non chiede chiarezza, ma l’unica risposta possibile per ridare dignità al territorio: la conclusione dei lavori esterni e l’apertura delle porte del Palazzetto dello Sport.

Garantisca il diritto di poter praticare sport ai ragazzi di questo comprensorio. Sarebbe un gesto giusto per il bene ed il futuro di questa terra.

I giovani, hanno bisogno di sapere che le istituzioni pensano anche alle loro esigenze e non solo ai problemi burocratici, dietro cui, spesso si nasconde la mancanza di volontà politica di fornire risposte chiare, in tempi brevi e semplici.

Unendo alcuni aforismi, ci viene spontaneo dire che: il tempo perso non si recupera, ma perseverare è diabolico.

Siamo certi, che la Sua esperienza e la Sua lungimiranza, possano finalmente risolvere questo problema e regalare un sorriso a tanti ragazzi.

CONSIGLIO DIRETTIVO ASD BEACH&VOLLEY AMANTEA

Redazione TirrenoNews

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