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CUCCAGNOPOLI di Gigi El Tarik

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Gigi da Calgary, la città più grande della provincia canadese dell'Alberta, osserva la “sua “Amantea e forte della serenità di chi è lontano dai “nostri” problemi, emette i suoi giudizi profondi ma duri. Ecco l’ultimo che ci ha inviato. Provate a leggerlo con attenzione ci troverete non solo uomini quali descritti ma anche la intera società amanteana:

 

“Non è semplice avere a che fare con una Amministrazione pubblica disturbata mentalmente. Spesso le persone malate tendono a isolarsi, si chiudono in un mondo tutto loro di cui non conosciamo né logiche né regole.

Così è per i piccoli politici amanteani, i pubblicitari, i manipolatori, i quali hanno imparato che parlare con un’intonazione e un ritmoflebile, artatamente pacato, come se ci si rivolgesse a un bambino piccolo o a un debole mentale con difficoltà di comprensione, induca uno stato di suggestionabilità regressiva.

Basta osservare la maggior parte della pubblicità a cui noi tutti siamo esposti: vengono usati discorsi, argomenti, personaggi e una comunicazione verbale con un’intonazione particolarmente infantile.

Questo perché a livello psicologico, rivolgersi agli altri come se essi avessero meno di 9-10 anni, attiva uno stato regressivo e rassicurante, che inibisce le facoltà di analisi, valutazione e decisione, in cui il senso critico viene sabotato, inducendo nell’interlocutore una risposta accomodante, arrendevole, compiacente, accondiscendente, una risposta a cui è stata tolta la libertà!

Quelli della Junta comunale di Amantea, forte dei suggerimenti del loro capo spirituale, hanno capito che, per far accettare una regola inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per anni consecutivi.

In questo modo vengono imposti vincoli, regole e “sacrifici” che se venissero proposti e conosciuti dall’inizio, farebbero scappare chiunque. …invece, dopo un approccio estremamente accogliente, rassicurante e lassista, con coloro che hanno conflitti col potere, e rigido, con coloro che vengono rassicurati dal controllo e dalle limitazioni della propria libertà, piano piano, man mano che si è conquistata la fiducia degli adepti, si possono introdurre tutte quelle condizioni che alla fine determinano una sudditanza psicologica sufficiente a mantenerlo vincolato e disposto a (quasi) qualsiasi sacrificio per il maestro, per il gruppo o per “la causa”.

E’, infatti, più facilmente accettabile un sacrificio differito al futuro piuttosto che uno richiesto immediatamente, sia perché immediatamente non viene richiesto alcuno sforzo, sia perché, in generale, la massa tende superficialmente a sperare che “domani le cose andranno meglio ” e che forse il sacrificio richiesto non sarà più necessario.

L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione dei cittadini dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dai potenti “politici” ed economici, attraverso la tecnica del diluvio o catastrofi o di intrattenimento giocoso di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.

Ed ecco le parate carnevalesche che coinvolgono i cittadini, come quella che attualmente si svolge in occasione della Fiera dei Morti.

La ripetizione continua, ridondante, effettuata da fonti diverse, con mezzi diversi, (gli Sparaballe o le macchine mandate in giro per la città ad annunciare la lieta novella) farà in modo che la gente reputi vero anche l'impossibile e ritenga falso anche ciò che ha sotto gli occhi da anni.

«Si può creare l'influenza voluta in masse di persone per mezzo di messaggi ripetuti centinaia di volte», diceva Edward Louis Bernays, autore di “Propaganda” e nipote di Freud.

In questo modo la confusione e la falsificazione della realtà domineranno. In parole povere, la sua convinzione era che una manipolazione consapevole e intelligente delle opinioni e delle abitudini delle masse, svolge un ruolo importante in una società democratica.

Nasceva così il concetto – caro appunto alla propaganda in chiave politica – secondo cui chi è in grado di padroneggiare questo dispositivo sociale può costituire un potere invisibile capace di dirigere una nazione

Le masse, le folle, il popolo… chi studia questi fenomeni sa anche come manipolarli e se poi questa conoscenza cade in mano alla politica, la manipolazione psicologica sociale diventa di fondamentale importanza per distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi che affliggono il paese, e anzi vengono indirizzati vero obiettivi più banali, obiettivi che i cittadini riescono a metabolizzare meglio.

Nel 1933 il nazista Joseph Goebbels rivelò a un giornalista americano che lo stava intervistando, come il libro “Crystallizing Public Opinion” che Bernays aveva pubblicato nel 1923 fosse stato utilizzato per le campagne politiche dei nazional-socialisti.

Buona Fiera dei Morti da

Gigino A Pellegrini & G el Tarik in trasferta nel Far West. Calgary 28 Oct. 2018

Redazione TirrenoNews

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