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Redazione TirrenoNews

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Sabato scorso, a Rosarno, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio disposto dalla compagnia di Gioia Tauro e finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati predatori, i carabinieri della locale Tenenza hanno  arrestato in flagranza di reato, C.A., 63enne di Rosarno, Ispettore Capo della locale Polizia Municipale, in quanto ritenuto responsabile del reato di induzione indebita a dare o promettere utilità.

 

 

L’arresto è avvenuto nella mattinata di sabato quando, una pattuglia della Tenenza di Rosarno, impegnata in un servizio di prevenzione nelle vie del mercato settimanale, notava un vigile urbano che,  in uniforme e con l’auto di servizio, si aggirava per le vie del mercato riscuotendo denaro contante, generi alimentari e altre merci da alcuni commercianti.

Insospettiti dall’atteggiamento anomalo dell’Ispettore, i militari della Tenenza decidevano di avviare immediatamente un servizio di osservazione in abiti civili al fine di appurare la liceità della condotta del vigile riuscendo a documentare come lo stesso, avvalendosi della sua qualità di pubblico ufficiale, stesse riscuotendo indebitamente, da alcuni commercianti abusivi e non autorizzati, con pagamenti in denaro ovvero sotto forma di altri generi alimentari, il canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche destinate al mercato.

Pertanto, alla luce del quadro gravemente indiziario raccolto nell’immediatezza,  i Carabinieri decidevano di fermare il soggetto mentre si accingeva a salire a bordo dell’autovettura di servizio, trovandolo effettivamente in possesso della somma contante di circa 40 euro nonché di diverse buste contenenti prodotti ortofrutticoli e cosmetici, ritenuti proventi delle precedenti riscossioni illecite.

Il 63enne rosarnese, al termine degli adempimenti di rito, è stato, dunque, tratto in arresto in flagranza di reato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria di Palmi che, concordando con le richieste della locale Procura della Repubblica, ha convalidato l’arresto disponendo l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.

Belmonte Calabro. Abbattuti i muri del lungomare

Mercoledì, 18 Settembre 2019 20:56 Pubblicato in Belmonte Calabro

Riceviamo e pubblichiamo:

Un paese come Belmonte, quotidianamente è costretto ad affrontare nuove e particolari emergenze.

Come quella che ,poco prima della stagione estiva , si è verificata sul nostro Lungomare lato Nord .

Per completare , si fa per dire visto la sagra delle incompiute vedi “la via dei mulini” , un lavoro a dir poco funambolico se non cervellotico .

 

 

Si costruivano dei muretti atti solo ad ostruire la veduta mare con un impatto ,agli occhi dei pochi turisti e non solo per loro, a dir sconcertante.

La levata di scudi della minoranza, che interveniva prontamente ed a voce alta , oltre a quella degli abitanti del luogo ,è stata puntuale e vibrata ma, ahimè , qualcuno , ridendoci sopra , apostrofava la protesta e, principalmente, la minoranza , come le solite sortite inutili e atte solo a denigrare il nostro ameno paese, come se fossimo dei pazzi pronti a protestare per tutto ed il contrario di tutto ed anche ad occhi chiusi, salvo ad averli ben aperti i nostri gli occhi .

Stamattina il Lungomare in questione si è popolato di mezzi, operai , ecc, ecc e, come per incanto , venivano abbattuti i muri già in precedenza costruiti .

Altro che arte dei “CIUOTI” , prima si costruisce e poi si demolisce …………………

ED IO PAGO

Tanto la colpa è sempre trasferibile dal politico al tecnico , dal tecnico alla ditta e dalla ditta agli operai.

Veramente una bella figura quasi come una commedia di Mezza estate che si è conclusa alle soglie dell’autunno ed ,appunto, in autunno cadono e si rompono i muri.

Noi minoranza distruggiamo l’immagine del paese. L’amministrazione Comunale cura i particolari per rendere il paese sempre più……………………. accogliente !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

POVERI NOI !!!!!!!!!

Belmonte Calabro li 18/09/2019

                                                                             Gruppo Politico “Insieme …Si Può”

Elezioni regionali, si apre la corsa nei 5 Stelle

Martedì, 17 Settembre 2019 21:51 Pubblicato in Calabria

Si complica sempre più la corsa per le candidature a presidente della Regione Calabria in vista delle elezioni che potrebbero svolgersi a dicembre.

Mentre il centrosinistra si è diviso sul nome di Mario Oliverio con la decisione del Pd di non sostenere una sua ricandidatura, provocando la reazione dello stesso governatore, il centrodestra rischia la stessa fine.

 

 

 

In campo, infatti, restano le candidature di Mario Occhiuto per Forza Italia e quella di un governatore indicato dal gruppo Lega-Fratelli d'Italia.

In quest'ultimo caso, il nome più papabile resta quello di Wanda Ferro.

Mentre i partiti tradizionali fanno i conti con le lacerazioni interne, anche nel Movimento 5 Stelle si apre la corsa.

Il senatore Nicola Morra ha respinto completamente la proposta di guidare i penta stellati soprattutto se in alleanza con il Pd, mentre la deputata Dalila Nesci ha offerto la propria disponibilità.

Negli ultimi giorni, l'ipotesi di un accordo tra i 5 Stelle e i democratici aveva anche alimentato l'ipotesi della candidatura di Pippo Callipo.

Nesci, invece, si dice pronta a mettersi in campo: «Io mi ero resa disponibile ancora prima della caduta del governo: lo dissi a Di Maio, gli dissi che sono disposta a dimettermi da parlamentare e candidarmi».

«Quello dell’Umbria - ha affermato la parlamentare vibonese - secondo me non è un modello replicabile in Calabria.

Anche alle europee ci siamo confermati primo partito, abbiamo mantenuto alta la bandiera del M5s per la serietà con cui abbiamo condotto le battaglie: l'idea di lasciare la responsabilità di aggregare forze ad un esponente del civismo sarebbe sbagliata.

E’ il M5s che si deve fare garante di un’aggregazione civica», tanto più ora che pare «possibile che Oliverio indica le elezioni per dicembre».

Nesci è già alla seconda legislatura ma ricorda che la questione di come far continuare a crescere il Movimento è un nodo da risolvere che esiste da tempo: «E' arrivato il momento di scegliere cosa vogliamo fare da grandi, non possiamo più tergiversare», dice.

«Quello che so è che siamo un Movimento 2.0 che ha deciso di prendersi la responsabilità di governo: credevo nella svolta governista e ci credo ancora, tant'e che ho sostenuto e sostengo la nascita di questo nuovo esecutivo», afferma la deputata che sul governo della Calabria insiste: «Se siamo il primo partito, vuol dire che la popolazione ha la nostra fiducia.

Dobbiamo avere il coraggio di proporci per governare anche una regione così disastrata come la Calabria».

Nesci ricorda inoltre che «su Rousseau abbiamo votato di valutare l’apertura alle liste civiche: ma dobbiamo farlo facendoci noi garanti, non delegando ad altri».

Tanto più che «siamo i primi a sapere che esistono liste civetta che nascondo interessi di partiti e che la criminalità organizzata è capace di infiltrarsi ovunque»

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