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Redazione TirrenoNews

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Cadono i ponti: Ecco a voi la nostra povera Italia!

Sabato, 18 Agosto 2018 10:57 Pubblicato in Italia

Sul fiume Savuto è ancora intatto un ponte romano.

Molti ponti della statale 18 ( che viaggiano verso il secolo di vita) sono ancora in piedi ed attivi.

Qualcuno come il famoso ponte azzurro sul Catocastro, però, è al limite.

 

Molti ponti degli ultimi anni sono crollati e, speriamo di no, potrebbero crollare.

Ieri sera un caro amico mi ha detto di avere sentito una dichiarazione di un giapponese il quale avrebbe parlato di una sostanziale differenza tra gli italiani ed i giapponesi, sostenendo che “ Voi italiani quando cade un ponte vi chiedete subito di chi è la colpa.

Da noi no! Da noi questa domanda se la fa la magistratura.”

E poi avrebbe aggiunto: “Noi, invece, ci chiediamo come fare ponti migliori per evitare che cadano”.

Noi no.

Da noi, in questa sciagurata Italia, nessuno ci dice se i ponti cadono perché sono progettati male od al limite delle tecniche costruttive, se cadono perché sono realizzati male, se cadono perché non sono collaudati bene, se cadono perché non vengono manutenzionati come si dovrebbe, se cadono perché sono troppo sollecitati da trasporti eccezionali, se cadono perché è il destino delle cose umane.

Eccovi Giannelli, come al solito eccezionale nella sintesi di questa nostra povera Italia.

Riceviamo e pubblichiamo :

“Ci consideriamo profondamente soddisfatti per essere riusciti ad intercettare un importante finanziamento regionale.

Infatti in questi giorni è stato pubblicato il D.D.G. n. 8720 del 3/08/2018 con il

 

quale sono state approvate le graduatorie relative all’ Avviso pubblico finalizzato alla redazione del Piano regionale triennale 2018-2020 di interventi in materia di edilizia scolastica".

Longobardi è inserito in questo piano al IX posto su centinaia di istanze pervenute per un importo di € 546.930,00 per il plesso scolastico di Longobardi Marina.

Risorse importanti per il mondo della scuola, se consideriamo che stanno per iniziare i lavori di adeguamento impiantistico, efficientamento energetico e messa in sicurezza dell’edificio scolastico Longobardi Centro, per un importo di 670.000 euro. I due interventi per un totale 1.216.930,00 € sono il più importante investimento nel secondo dopoguerra in materia di edilizia scolastica che viene fatto a Longobardi.

Un doveroso plauso va al Presidente della Giunta Regionale della Calabria Mario Oliverio e all’assessore ai lavori pubblici Musmanno che hanno confermato un’attenzione concreta verso il mondo della scuola.

Non meno importante è stato il contributo del gruppo consiliare di minoranza “Progetto Longobardi”, infatti tramite una letterina hanno invitato la giunta ad intervenire.

Peccato che, questa giunta non solo aveva programmato l’intervento nel piano delle opere pubbliche, in seguito ha anche redatto un progetto e poi ottenuto il finanziamento.

A parte la facile ironia, riteniamo doveroso rispondere ad un articolo apparso in questi giorni sulla stampa locale, infatti non senza sorpresa, abbiamo appreso come “Progetto Longobardi” sia determinante per la vita della nostra comunità,

Non solo le scuole, infatti: hanno sollecitato l’approvazione del PSC (però poi hanno votato contro senza proporre nulla); hanno sollecitato l’intervento al cimitero (denuncia ai vigili del fuoco), ma c’era già una ditta incaricata dal comune che stava realizzando i lavori; hanno sollecitato l’intervento al “ponte rupe” (ennesima denuncia ai vigili del fuoco), ma c’era già una ditta incaricata dal comune che stava realizzando i lavori;

Purtroppo ci troviamo di fronte ad un gruppo politico dicotomico e contraddetto, per esempio: chiedono sempre di diminuire le tasse (senza però spiegare “come” e “dove” trovare i soldi dei minori introiti…), e nel momento in cui riusciamo a diminuirle, votano contro…!!! (Bilancio di previsione 2017).

Chiedono l’istituzione della consulta su S Nicola e non partecipano alle sedute. Rivendicano propositività, ma poi votano contro a diversi nuovi finanziamenti, forse immaginando un colore politico delle opere da realizzare.

In merito all’intervento ai serbatoi, solita letterina abbinata all’esposto (ASP), la giunta trova le risorse aggiuntive 22.000,00 € circa oltre la manutenzione ordinaria e loro cosa fanno: votano contro.

Capitolo raccolta differenziata, in questo caso i nostri eroi si superano: rivendicano la << battaglia vinta >> della RD, nel caso di specie si tratterebbe di una vittoria postuma, infatti il progetto “cosa puoi fare aiutaci a riciclare”, prima giunta Mannarino, inizia nella consiliatura precedente alla nascita di “Progetto Longobardi”, poteri paranormali?

Loro si sono limitati alla solita denuncia, addirittura scomodando la prefettura e chiedendo una “commissione d’accesso”.

Poi una breve precisazione in merito al recupero della vecchia fontana: Con delibera di giunta n° 42 del 30/04/2018 il comune di Longobardi aderisce all’iniziativa di posizionare una “PANCHINA ROSSA”quale gesto simbolicoper la difesa dei diritti delle donne e contro i femminicidi.

Inoltre nella costante azione di rigenerazione urbana, abbiamo deciso di rendere il luogo più bello realizzando un bellissimo angolo verde di “macchia mediterranea” (lo inaugureremo a breve).

Considerato che, nella passata consiliatura si è deciso di recuperare la vecchia fontana, posizionata davanti alla sede municipale, ridotta dal tempo e da qualche episodio di vandalismo a vero e proprio ferro vecchio.

Una volta finito il recupero, abbiamo riposizionato la fontana per come promesso pubblicamente nel maggio 2014. Il merito di “Progetto Longobardi”: il solito esposto, in questo caso alla soprintendenza.

Aldilà delle considerazioni, come diceva Giulio Andreotti “Non basta avere ragione: bisogna avere anche qualcuno che te la dia”.

IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

La signora alla cassa spiega ai clienti incuriositi dalla ‘liquidazione totale’ e dalle scaffalature quasi vuote, che entro fine agosto il Carrefour chiuderà i battenti per lasciare il posto ad un nuovo ipermercato.

Per migliaia di cosentini e residenti dell’hinterland, il Carrefour ha rappresentato per ben 25 anni un punto di riferimento.

Una storia nata all’inizio degli anni ’90, quando a Zumpano si decise di investire nella creazione di un centro commerciale, il primo nella provincia di Cosenza.

Arrivò il “Gransole” sostituito dopo pochi anni dalla nota catena di supermercati e ipermercati francese.

Ma in molti, sopratutto nei più anziani, per molto tempo hanno continuato ad identificarlo così.

Ora proprio quel ‘Gransole’ è sulla via del tramonto.

Negli ultimi giorni l’ipermercato è stato preso d’assalto da centinaia di persone a caccia di qualche occasione per via della liquidazione di tutti i prodotti.

Non è ancora chiaro quale sarà il destino dei circa 200 dipendenti dell’ipermercato di Zumpano.

Alcuni, molto probabilmente, verranno riassorbiti dalla nuova proprietà, altri invece potrebbero restare senza lavoro.

La catena francese infatti, ha già cessato le attività in altre città italiane.

L’ultimo ipermercato chiuso in ordine di tempo è stato qualche mese fa quello di Caserta; Zumpano era rimasto l’unico ancora attivo da Roma in giù nonostante negli ultimi anni, la proprietà avesse già provato a chiudere ‘baracca’.

Quello di Zumpano è solo il culmine di uno smantellamento che ha riguardato una rete di 59 grandi negozi sul territorio nazionale che nel tempo porterà alla chiusura di tutti i grandi ipermercati del gruppo francese.

Nonostante Carrefour sia il settimo più grande gruppo di vendita al dettaglio di tutto il mondo ed il secondo a livello europeo con la gestione di oltre 12.000 punti vendita tra proprietà e franchising, ha deciso di non investire più in Italia dove nonostante sia il sesto distributore i ricavi sono crollati a causa della frenata dei consumi che colpisce proprio la grande distribuzione.

Tra il 2014 e il 2016, come riportato dal Sole 24 ore, in Italia i supermercati francesi hanno accumulato 400 milioni di euro di perdite.

Già due anni fa Carrefour aveva annunciato un piano di riorganizzazione totale che avrebbe coinvolto 32 punti vendita lungo la penisola del formato “Ipermercati” e che sarebbero andati in contro alla chiusura.

Resteranno con molta probabilità i 416 supermercati ad insegna Carrefour Market e i 585 negozi di prossimità ad insegna Carrefour Express.

A Cosenza, addio dunque ad uno dei più frequentati centri commerciali e alimentari dell’area urbana.

Da Quicosenza

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