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Busta con proiettile calibro 9 per Salvini

Martedì, 21 Maggio 2019 17:36 Pubblicato in Italia

Ora non bastano gli striscioni e le calunnie

Ora si scatena l’odio dei vigliacchi anti italiani che tentano di intimidirlo.

Un motivo in più per votarlo alle europee ed aiutarlo a salvare l’Italia

 

 

 

Una busta con un proiettile calibro 9 è stata indirizzata al ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini

La busta è stata intercettata al centro di smistamento Postale di Roma, a piazzale Ostiense, ed è stata sequestrata dagli artificieri della polizia di Stato.

Il pacco ha insospettito gli investigatori per l’assenza dell’annullo postale e di un mittente.

Nessun messaggio né sigle di rivendicazione.

"Non mi fanno paura e non mi fermo - ha commentato il ministro Salvini –

Più che da una politica spesso ipocrita, confido nella solidarietà di milioni di italiani perbene che si esprimeranno con il voto di domenica".

Poi è tornato sulla vicenda da Gioia del Colle, nel Barese: "Se pensano di spaventarmi hanno trovato l'uomo sbagliato".

Dalla Turchia al Mar Mediterraneo utilizzando un’imbarcazione battente con le bandiere Usa per arrivare al largo delle coste di Crotone con 45 extracomunitari a bordo.

 

 

 

 

 

La Corte di assise di Catanzaro ha condannato a 4 anni, 8 mesi e 675mila euro di multa i tre scafisti Balan Oleksandr, Kotik Volodymyr, difesi dall’avvocato Salvatore Perri e  Ihor Rubinin Ibor, assistito dal legale Olesya Dzedzinska per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, mentre li ha assolti dal reato associativo come richiesto dai legali difensori.

Una condanna inferiore rispetto ai 6 anni di reclusione e il pagamento di 675mila euro di multa ciascuno invocati in aula  dal pubblico ministero Paolo Sirleo, che li ha ritenuti “rei” non solo di favoreggiamento, ma anche di associazione a delinquere.

Secondo le ipotesi accusatorie, infatti, gli imputati, tutti di nazionalità ucraina, con altre persone in corso di identificazione, operanti in Turchia e in altre zone del Medio-Oriente  avrebbero fatto parte di una associazione che avvalendosi di mezzi di trasporto terrestri e navali, con ruoli e compiti ben definiti, avrebbero garantito l’accesso illegale di stranieri nel territorio italiano.

Alcuni di loro, avrebbero avuto il compito di contattare persone interessate ad entrare illegalmente via mare in Italia dietro un corrispettivo per il viaggio, altri, avrebbero organizzato ed eseguito  in tutte le fasi il successivo trasferimento nel Bel Paese.   

In concorso tra loro e con altre persone in corso di identificazione, avrebbero condotto da una località della Turchia, una imbarcazione battente bandiere Usa, diretta in Calabria,  organizzando ed effettuando  il trasporto di cittadini extracomunitari , privi di cittadinanza italiana e di titolo per poter risiedere permanentemente sul territorio nazionale.

Fatti che si sono verificati il 15 giugno del 1018, con le aggravanti, secondo la pubblica accusa, di aver esposto le persone trasportate a pericolo di vita e di incolumità, di averle, inoltre, sottoposte a trattamento inumano e di aver commesso il fatto allo scopo di trarne profitto.  

Sono state le unità navali della Guardia di finanza ad intercettare al largo delle coste di Crotone la barca a vela, notando all’interno la presenza di acqua.

Immediate le operazioni di trasbordo, lasciando alla deriva l’imbarcazione, che ormai stava affondando.

Arrivati nel porto di Crotone i 45 migranti di nazionalità iraniana e irachena sono stati accolti dallo staff  di prima accoglienza e successivamente portati al Regional Hub di Sant’Anna ad Isola Capo Rizzuto, mentre i tre scafisti sono finiti in manette.

Un vero e proprio atto d’accusa, quello dell’ex commissario per il piano di rientro dal debito sanitario, Massimo Scura, che ha scritto una lettera aperta a deputati e senatori.

A noi pazienti appare tutto incredibile.

 

 

 

 

Secondo l’ormai ex commissario, sostituito dal Governo con Saverio Cotticelli, sotto accusa finiscono i dati relativi ai Livelli essenziali di assistenza, la mobilità extraregionale e la vera entità del disavanzo.

Scura non risparmia critiche neanche all’attuale presidente della Regione, Mario Oliverio, con cui più volte si è scontrato nel corso del suo incarico.

«Adesso, anche se in ritardo, la verità sta impietosamente venendo a galla – afferma Scura – e i Lea 2018 hanno superato il valore 161.

Come ha confermato il dirigente generale del dipartimento, Antonio Belcastro, durante un convegno a Catanzaro, non erano stati inviati i flussi a Roma da parte delle aziende sanitarie.

Mancano ancora i dati della prevenzione che valgono altri 6-10 punti.

Pertanto, il valore 2018 va da 167 a 171. ».

L’ex commissario aggiunge che «la ministra Grillo lo sapeva, perché il suo direttore della programmazione Urbani era presente al tavolo Adduce del 15 novembre 2018, quando io ho reclamato la verità sul valore Lea 2017 erroneamente sceso a 136.

Avevo inviato i dati sugli screening ufficialmente per Siveas dieci giorni prima, e i decreti di accreditamento di fine 2016 e gennaio 2017, di nuovi 30 posti di Hospice erano stati firmati anche da Urbani, allora subcommissario in Calabria.

I flussi relativi a questi servizi, all’Adi e alla veterinaria non erano stati inviati dalle aziende al ministero della salute. Colpevolmente? Dolosamente? Fatto sta che il livello dei Lea effettivo era di 153,5 nel 2016 e di 161 nel 2017».

Incredibile questa sanità calabrese che manca di migliaia di medici e di infermieri e che raggiunge risultati altissimi di efficienza! Viene da chiedersi dove vivano allora i calabresi che sono costretti ad aspettare 3 giorni nel pronto soccorso di Cosenza in attesa di un posto in reparto

Scura insiste sul fatto che «hanno fatto di tutto per affossare la Calabria.

Ora Oliverio ha costruito un dossier per dimostrare che – dichiara l’ex commissario - la perdita è inferiore alla copertura fiscale, pari a circa 100 milioni e non di 160 milioni».

Infine, sulla mobilità extraregionale, Scura sostiene che «ormai è acclarato che nel 2017, grazie ai nuovi servizi realizzati e ai nuovi rapporti con i privati incentivati a fornire servizi più complessi e contrastanti le fughe fuori regione, la mobilità passiva si è ridotta di 22 milioni.

Come si sa questi dati viaggiano con due anni di ritardo e solo ora si conoscono ed entrano nel bilancio preventivo 2019».

Nel trarre le conclusioni, Scura critica anche i neo commissari, accusati di essere rimasti «in silenzio», spiegando che «il blocco delle assunzioni di avvocati e dirigenti amministrativi sta peggiorando la situazione contenziosi.

Peccato che le bugie siano state prese a pretesto per mettere alla nostra regione la camicia di forza del decreto Calabria.

Speriamo che i parlamentari calabresi, di qualunque colore essi siano, rimedino a questo errore, che sa tanto di falso ideologico».

Ma allora la sanità in Calabria è come le migliori italiane?

Difficile crederci! Sarebbe un miracolo.

 

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