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Redazione TirrenoNews

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Macron invita il Papa a Parigi

Giovedì, 18 Aprile 2019 18:34 Pubblicato in Mondo

Emmanuel Macron ha invitato a Parigi Papa Francesco, che verrà "a tempo debito".

Lo ha annunciato lo stesso presidente francese, dopo "un colloquio telefonico" con il Pontefice, a seguito del terribile incendio di lunedì a Notre-Dame.

 

 

"L'ho invitato" e "lui verrà a tempo debito" ha dichiarato Macron all'Eliseo, dove ha accolto circa 300 Vigili del Fuoco che hanno partecipato alle operazioni di spegnimento delle fiamme nella cattedrale.

La telefonata tra il presidente e il Pontefice è avvenuta due giorni fa.

Macron ha incontrato il Papa il 26 giugno scorso in Vaticano, prima della cerimonia nella Basilica di San Giovanni in Laterano, per prendere possesso del titolo di protocanonico d’onore del capitolo lateranense.

La visita in Francia di Bergoglio risale invece al 25 novembre 2014, quando si era recato a Strasburgo per un discorso solenne al Parlamento europeo.

Siri indagato per corruzione Lui: Non so se ridere o piangere

Giovedì, 18 Aprile 2019 10:56 Pubblicato in Italia

Il sottosegretario ai Trasporti, il leghista Armando Siri, 47 anni, è indagato per corruzione insieme con altre nove persone, nell'ambito di una inchiesta della Dia coordinata dalla Dda di Palermo e di Roma su presunte irregolarità nel settore dell'eolico. I magistrati di Palermo hanno inviato gli atti, per competenza, come apprende l'Adnkronos, ai colleghi di Roma. Mentre a Palermo sono in corso perquisizioni negli uffici degli assessorati regionali siciliani all'Energia e all'Ambiente.

L'inchiesta è coordinata dal Procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guodo e da quello di Roma Paolo Ielo. L'ipotesi dei pm è uno scambio di favori con un imprenditore nel settore dell'eolico. Secondo l'accusa, tramite l'ex parlamentare di Fi Paolo Arata -un docente universitario, genovese come Siri responsabile del programma della Lega sull'Ambiente - il sottosegretario avrebbe ricevuto denaro per modificare un norma da inserire nel Def 2018, che avrebbe favorito l'erogazione di contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili. Ma la norma non è mai stata approvata.

Su Arata indaga da tempo la Dda di Palermo per i suoi contatti con l'imprenditore Vito Nicastri, il 're' dell'eolico che è agli arresti domiciliari.

SIRI: "NON SO NULLA" - "Io indagato? Non ne sono niente, non so se ridere o piangere. Io non mi sono mai occupato di eolico in tutta la mia vita. Sono senza parole - dice all'Adnkronos Siri -. Non so assolutamente chi sia questo imprenditore coinvolto (Vito Nicastri ndr), non mi sono mai occupato di energia e non davvero chi sia questa persona, credo che si tratti di un errore di persona".

Siri, che non ha ancora ricevuto l'avviso di garanzia, chiede di "avere al più presto notizie su questa indagine". "Non so proprio di cosa si tratti", dice. E aggiunge: "Io sono qua a disposizione e non ho nessun problema. Comunque sono davvero allibito". E annuncia: "Chiederò di essere sentito, devo leggere queste carte e chiamare un avvocato. Dovrò attrezzarmi e vedere cosa succede...".

"PIENA FIDUCIA" DA LEGA - Esprime "piena fiducia per Siri, nella sua correttezz" la Lega. "L'auspicio - si legge in una nota di via Bellerio - è che le indagini siano veloci per non lasciare nessuna ombra".

DI MAIO INVOCA DIMISSIONI - Invoca le dimissioni di Siri, il vicepremier Luigi Di Maio: "Ho appreso i fatti venendo qui, e se i fatti fossero questi, Siri dovrebbe dimettersi" ha detto Di Maio a margine di un convegno di Unioncamere. "Il tema non è che un sottosegretario è indagato, il tema è che i fatti sono legati alla mafia" ha sottolineato.

IL DECRETO DI PERQUISIZIONE - Stando a quanto scrivono i pm del decreto di perquisizione, "le investigazioni effettuate hanno svelato lo stretto collegamento tra Arata ed esponenti del partito della Lega, in particolare l'attuale sottosegretario alle infrastrutture Armando Siri, stimolato da Arata a promuovere una modifica regolamentare degli incentivi connessi al mini-eolico". "Si tratta di una vicenda emersa nel presente procedimento, i cui relativi atti sono stati trasmessi successivamente alla procura della Repubblica di Roma, ufficio con il quale è stato attivato ed è in corso un coordinamento investigativo", dicono i magistrati.

ALTRI INDAGATI - Tra gli indagati c'è anche Alberto Tinnirello, alto dirigente regionale siciliano. Tinnirello era il responsabile del Servizio III Autorizzazioni e concessioni del Dipartimento Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica utilità dell'Assessorato regionale all'energia ed ai servizi di pubblica utilità, competente per l'istruttoria ed il rilascio delle Autorizzazioni Uniche del decreto legislativo 29 dicembre 2003. Secondo la Procura avrebbe dato "informazioni sullo stato delle pratiche amministrative inerenti la richiesta di autorizzazione integrata ambientale per la costruzione e 'esercizio degli impianti di bio-metano di Franconfonte e Calatafimi

 

nave  italianaLa Francia ha chiesto ufficialmente di prorogare la chiusura della frontiera con l’Italia per altri sei mesi per emergenza nazionale legata al terrorismo

Che sappia il “buon” Macron che l’Italia sarà invasa dai migranti della Libia nelle cui carceri sono prigionieri anche 500 terroristi molti dei quali appena possibile e come possibile tenteranno di andare in Francia?

Questo significa che Macron ha capito che l’Italia non sarà in grado di vietare l’ingresso dei migranti in Italia, viste le posizioni alternative a quelle di Salvini e dei porti chiusi portate avanti da Di Maio e da Trenta.

Ma davvero i 5 stelle hanno sposato la posizione del PD e della Chiesa?

Cosa si aspettano dagli italiani ce saranno invasi?

Che li votino?

Quanto costerà assistere tutti questi migranti?

Miliardi e miliardi.

E dove li troveranno?

Furbo però Macron.

Con la scusa dei terroristi chiuderà la Francia ad ogni migrante.

Il cerino acceso resterà all’Italia che si brucerà.

E temo che con questa scelta salterà il governo:

Vale la pena far cadere il governo per aiutare le ONG ed i Migranti?

Se è così Trenta mandi le navi della Marina militare italiana a prelevarli direttamente a Tripoli.

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