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La foto mostra un cassonetto bruciato nei pressi dell’Ufficio postale di Campora san Giovanni.

Uno dei pochissimi cassonetti rimasti dopo l’avvio della raccolta differenziata porta a porta.

Uno dei pochi cassonetti rimasti SOLO perché non sono stati distribuiti i contenitori per gli esercizi pubblici e le attività extra familiari.

Campora San Giovanni è un vanto per la intera cittadina di Amantea.

E lo è davvero perché la frazione è la dimostrazione che la raccolta porta a porta è una realtà e che funziona. E questo significa che i camporesi sono persone di forte cultura ambientale, di grande civiltà e lo dimostrano giorno dopo giorno operando la differenziazione dei propri rifiuti.

Purtroppo come dice il vecchio adagio la mamma dei cretini è sempre incinta

Ed uno di questi figli imbecilli ha dato fuoco ad un cassonetto solo per dimostrare la sua stupidità

Ed anche la sua ignoranza.

Questo stupido non sa che quando si da fuoco ad un cassonetto si da origine alla produzione di diossina che si diffonde nell’aria, che entra in casa, specie quando, come oggi, la giornata è bella e le finestre sono aperte, che impregna i panni stesi ad asciugare , magari quelli che poi si indossano a contatto con la pelle.

Questo sciocco non coglie nemmeno il segnale che viene da un consiglio comunale che dichiara la sua volontà politica di dire basta alle discariche.

Suggeriamo al Comando di Polizia Municipale di esaminare i filmati delle telecamere per accertare le generalità di questa persona

E suggeriamo ancora e sempre alla Polizia Municipale di chiedere a ch abita nei pressi se ha visto questo stupido che li inquina.

La diossina è una delle sostanze più tossiche in assoluto e che come sentenza la recente pronuncia della Corte di Appello di Lecce “ tra le sostanze- killer c’è la diossina”

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Avvenuto nella tarda mattinata di martedì, nella frazione Castelrosso di Chivasso, in provincia di Torino.
Il ragazzo era sparito ormai da lunedì, così da convincere la convivente ad allertare i parenti di lui. La zia aveva dunque lanciato l'allarme, chiamando i carabinieri che si erano subito messi all'opera per rintracciare il giovane. Poi, la macabra scoperta: il corpo del 27enne è stato trovato impaccato ad un albero, in un boschetto poco distante dal cimitero della località.

Dio mio, non è trascorso nemmeno un mese da un altro evento similare e l’ombra della morte per suicidio con la sua terribile falce si spande ancora una volta nella frazione Campora San Giovanni di Amantea.

Ancora un giovane. Francesco Curcio.

17 anni il primo, 27 anni quest’ultimo.
Due ragazzi perbene , due figli di amici, di persone perbene, di famiglie perbene.
Due morti senza ragione, senza giustificazione, perché non può mai esistere una qualsivoglia giustificazione per fatti similari.
Forse la disperazione che ti avvolge e ti logora senza che una mano amica si poggi sulla tua spalla, senza che una voce amica ti suoni dolce nella mente, con il cuore ferito , strappato, da quelle che appaiono violenza inaccettabili della società, del mondo
Una ennesima morte senza ragione e senza colpe.

E ci sembra troppo poco quello che di questa vicenda hanno scritto sul web.

Una vicenda ridotta ad una causa scatenante quale un litigio con la fidanzata con cui il ragazzo conviveva.

Il giovane ragazzo camporese era sparito lunedì, così da convincere la convivente ad allertare i parenti di lui.

La zia aveva dunque lanciato l'allarme, chiamando i carabinieri che si erano subito messi all'opera per rintracciare il giovane.

Poi, la macabra scoperta: il corpo del 27enne è stato trovato impaccato ad un albero, in un boschetto poco distante dal cimitero della località.

E' avvenuto nella tarda mattinata di martedì, nella frazione Castelrosso di Chivasso, in provincia di Torino.

Si perché il giovane camporese era un emigrato

Nessuna parola potrà mai farlo ritornare tra noi.

Possiamo solo chiederci se questa maledetta Calabria non costringesse i propri figli ad emigrare succederebbero lo stesso questi drammi?

Se una famiglia fosse pronta a soccorrere le nostre debolezze succederebbero lo stesso questi drammi

Domande destinate a restare senza risposta, forse domande inutili

Per lui, per la sua famiglia, possiamo solo pregare.

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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa

Campora San Giovanni. Sarà inaugurato sabato 8 febbraio, alle ore 17.00, in Corso Italia, n. 41, a Campora San Giovanni, frazione di Amantea, lo Sportello territoriale CAF - Patronato e ACLI Terra delle ACLI - Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani.

Si rafforza, così, la presenza delle ACLI nella provincia di Cosenza con l’apertura di uno sportello in un punto strategico del Tirreno cosentino.

L’obiettivo è dare risposte sempre più concrete alle tante problematiche esistenti sul territorio attraverso la vasta gamma di servizi offerti dalle ACLI ai cittadini. “Siamo molto entusiasti per l’inizio di questa nuova avventura” – ha commentato Giovanni Aloisio, Referente dello Sportello – “e siamo sicuri che la nostra presenza sul territorio potrà essere di grande supporto soprattutto a coloro che si trovano in condizione di emarginazione o a rischio di esclusione sociale”. L’inaugurazione dello Sportello segue l’apertura di un nuovo Circolo ACLI a Rende e precede di qualche giorno quella di altri Circoli e sportelli nella provincia di Cosenza.

All’interno della struttura i cittadini potranno trovare il centro raccolta del Patronato ACLI, il CAF ACLI, i servizi di assistenza agli immigrati, ai lavoratori e alle famiglie e i servizi di sostegno al mondo rurale. All’evento di inaugurazione, che si aprirà con la Santa benedizione dei locali, parteciperanno i dirigenti provinciali e regionali delle ACLI, nonché rappresentanti degli enti locali del comprensorio.

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