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Riceviamo e pubblichiamo:

“La nostra idea di rinnovamento è tutta un’altra storia.

A guidare le liste presentate in provincia di Cosenza a sostegno di Massimo Canale a segretario regionale del PD sono stati scelti il Consigliere provinciale Giuseppe Ranù e il Sindaco Franco Iacucci.

Le due scelte sono espressione di un percorso di rinnovamento che si intende compiere per la definizione del nuovo gruppo dirigente del PD. Ancora una volta in coerenza con le ragioni che hanno motivato la scelta di Canale segretario, nonché la elezione di giovani eletti segretari provinciali, la scelta di Ranù e Iacucci testimonia che il rinnovamento non viene strumentalmente annunciato ma viene realmente praticato.

Ranù e Iacucci sono tra i nuovi volti che saranno chiamati a ricoprire ruoli di direzione politica di prima linea.

Anche con Ranù e Iacucci si vuole interpretare un rinnovamento che coniughino capacità politica ed esperienza amministrativa.

E’ proprio attraverso questa interpretazione del rinnovamento che il PD può dare compiutezza “a tutta un’altra storia” per un partito radicato, plurale, popolare e di massa.

Comitato Provinciale Pro Canale”

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Le interrogazioni sono uno dei pochi strumenti politici nelle mani della minoranza. Raggiungono in primis l’obbiettivo di parlare e di far parlare di un fatto o di una vicenda che diversamente resterebbe celata, nascosta, non evidenziata

Ed in secundis obbligano l’amministrazione ad una scelta che spesso viene rinviata senza una specifica ragione.

Ed ecco la interrogazione della minoranza di Cleto:

“AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO                                               COMUNE DI CLETO (CS)

AL SINDACO                                                                           COMUNE DI CLETO (CS)

AL SEGRETARIO                                                                      COMUNE DI CLETO (CS)

Premesso che

già nella prima seduta del Consiglio Comunale del giugno 2011 il gruppo CLETO FUTURO aveva sollecitato la nuova Amministrazione ad attivarsi per espletare i concorsi relativi ai posti che si erano resi vacanti dal 2006 al 31/12/2010;

preso atto che

Sindaco e Presidente del Consiglio non hanno mai dato risposta a tutte le richieste di chiarimenti sul mancato espletamento dei concorsi e che addirittura non si sia mantenuto l’impegno, preso nel Consiglio Comunale del novembre 2012, nel quale si stabiliva la convocazione a breve (prima del 31/12/2012) di un Consiglio Comunale dedicato a una discussione su fabbisogno del personale e concorsi;

considerato inoltre che

a nostro parere, per venire incontro alle esigenze prioritarie del Comune e per fornire i servizi essenziali ai cittadini, bisognava privilegiare un concorso per coprire,anche parzialmente, il posto di addetto ad anagrafe e stato civile;

tutto ciò premesso

in merito al Bando di concorso per la copertura di n.1 posto al 40%, profilo manutentore cimitero comunale ecc. si interrogano le S.V., ognuno per le proprie competenze, su quanto segue:

1) motivazione della scelta effettuata;

2) se è garantito il rispetto percentuale tra spese personale e spese correnti (50%)

3) se è garantito il rispetto patto di stabilità per l’anno 2013 (dichiarazione Responsabile S.F.)

4) se il Comune ha predisposto le modalità operative per attuazione pari opportunità (Atto

deliberato)

5) In merito ai requisiti per l’ammissione al concorso si chiede:

a)quali siano le giustificazioni giuridiche che a fronte di un concorso dal profilo professionale

molto generico si richieda un diploma tanto specifico ( tanto è che noi tra le 15-20 aree professionali individuate nei vari percorsi di istruzione e formazione professionale delle regioni italiane non abbiamo trovato specificatamente quella richiesta dal bando!)

b)la motivazione della richiesta di “conoscenza dell’uso delle apparecchiature...martello pneumatico,saldatrice,escavatore,trattore ecc.” quando nessuna di queste apparecchiature è di proprietà del Comune e difficilmente lo saranno nel futuro

c) se non possa prefigurarsi la lesione del diritto di un potenziale candidato in possesso di diploma di scuola media superiore-di istituto tecnico industriale-laurea in ingegneria o altra laurea, non in possesso di questo rarissimo “diploma di qualifica con indirizzo tecnico operativo”, specificatamente richiesto dal bando di concorso,che ritenesse,nell’interpretazione letterale dei requisiti richiesti,di non presentare domanda e in un secondo tempo fare ricorso e invalidare lo stesso.

Prioritariamente si invita l’Amministrazione, prima che lo stesso Bando sia inviato per la pubblicazione sulla G.U.,di valutare le nostre osservazioni;

In ogni caso

Si richiedono risposte scritte a tutti i quesiti posti.

i Consiglieri Comunali

Giuseppe Furano

Rosaria Falsetto

CLETO LI 23/01/2013 ILGRUPPO CONSILIARE CLETO FUTURO

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Il Tribunale di Paola, composto dal presidente Paola del Giudice e dai giudici Antonietta Dodaro e Pierpaolo Bortone, letto l’art 530 del cpp, ha mandato assolti Silvio Clemente e Vena Fedele dai reati loro ascritti “perché il fatto non sussiste”

Si chiude, così, la vicenda connessa al “Museo delle Comunicazioni con annesso laboratorio multimediale e del centro Natura e solidarietà di San Pietro in Amantea” realizzato dal frate guardiano Pio Marotti, Vicario custodiale dei Frati Minori Conventuali di Calabria e di presidente dell’associazione onluss “Oltre il tempio”

Al segretario Vena ed al geometra Clemente veniva a vario titolo contestato di aver falsamente attestato la conformità urbanistica delle opere realizzate

La impostazione della pubblica accusa veniva fondata essenzialmente sull’indagine tecnica svolta dal consulente architetto Ferruccio Lione( dirigente del settore urbanistico della regione calabria) il quale per una serie di argomentazioni giungeva a ritenere illegittimo il permesso di costruire relativo al museo del frate guardiano Pio Marotti

Le risultanze dell’istruttoria svolta, ex adverso,-si legge nella sentenza- non consentono di pervenire ad una pronunzia di responsabilità a carico degli imputati e l’impostazione accusatoria appare priva di fondamento

Sostiene il tribunale che l’originaria delibera di approvazione del progetto aveva ampiamente valutato la compatibilità dell’opera alla destinazione agricola della zona nella quale insiste.

Non solo, ma con la successiva delibera 13/2009, di approvazione del progetto in deroga, il consiglio comunale prendeva atto del fatto che con le opere realizzate e con quelle in variante non si occupavano particelle e terrenie/o maggiori rispetto a quelle della iniziale delibera 4/2004, e che non si era autorizzato maggiore volumetria ma che risultavano semplicemente modificati soltanto aspetti planovolumetrici.

Tae delibera dichiarava espressamente che le opere realizzate in difformità fossero comunque compatibili con l’assetto dei rapporti regolati dalla delibera 4/2004, assentendone la loro realizzazione per come previsto negli atti progettuali presentati

In tale contesto deliberativo correttamente, quindi, gli imputati hanno valutato la sussistenza negli atti la doppia conformità allo strumento urbanistico vigente in quanto con la delibera 13/2009 è stata ribadita la deroga ex art 14 del DPR n 380 del 2001 anche con riguardo alle opere difformi ed alle varianti assentite

In conclusione il tribunale ha in primis riconosciuto la competenza del consiglio comunale in ordine alla gestione urbanistca del proprio territorio e quindi la possibilità di attestare la rispondenza allo strumento di programmazione urbanistica di un’opera sociale quale il Museo delle Comunicazioni con annesso laboratorio multimediale e del centro Natura e solidarietà

Stabilisce infine il tribunale che la pubblica accusa nell’imnputazione ha valorizzato il dato letterale (mancanza di una espressa nuova approvazione in deroga del progetto per come in corso d’opera modificato) senza tenere conto del contenuto complessivo dell’atto e del suo significato sostanziale.

E coerentemente non sussistono né falsità ideologiche oggetto di imputazione, né abuso di ufficio, avendo i funzionari agito nel pieno rispetto della disciplina urbanstica e delle deliberazioni assunte dal consiglio comunale di san Pietro in Amantea.

Il segretario Fedele Vena è stato difeso dall’avvocato Francesco Scrivano mentre il geometra Clemente Silvio è stato difeso dall’avvocato Siberia Politano, entrambi del foro di Paola

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