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In Italia tra il 1974 ed il 2012 sono sparite 25.453 persone. 12 a Serra d’Aiello

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Il 15 luglio presso la Prefettura di Trapani è stato presentato un piano di intervento per la ricerca delle persone scomparse. Una pianificazione che punta in primo luogo a rendere gli interventi per la ricerca il più tempestivi possibile, pur logicamente operando a largo raggio.

Il prefetto Paola Basilone, commissario straordinario del Governo per le persone scomparse. Ha dichiarato che il fenomeno delle sparizioni di persone è in crescita a livello nazionale e questo è un dato quantomeno allarmante: "Su scala nazionale negli ultimi sei mesi abbiamo avuto un incremento del 10 per cento rispetto allo stesso periodo dell´anno scorso".

Il prefetto ha poi presentato le stime delle persone scomparse dal primo gennaio 1974 al 30 giugno 2012. Ben 25.453, di cui 9.396 italiani e 16.057 stranieri; tra queste vi sono 14.885 maggiorenni, d di cui 7.705 italiani e 7.150 stranieri, e 10.598 minorenni, di cui 1.691 italiani e 8.907 stranieri.

Il fenomeno delle scomparse vede la Lombardia prima in Italia, seguita dalla Calabria e poi dalla Sicilia.

Si tratta di dati che erano stati già offerti a Firenze, presso la sala Dionisi della Questura, a metà giugno scorso in occasione del convegno sul tema: “La ricerca delle persone scomparse: nuovi strumenti normativi e tutela delle famiglie”, organizzato dall’Associazione Nazionale Penelope che riunisce i familiari e gli amici delle persone scomparse.

Ovviamente qualcuno ha colto l’occasione per parlare di Serra d’Aiello e del “mistero” dei 12 pazienti svaniti nel nulla e che sono stati inutilmente cercati nel locale cimitero.

Qualcuno che si è chiesto che fine abbiano fatto “i corpi” dei disabili psichici scomparsi dall’istituto “Papa Giovanni XXIII” che non erano nascosti in un cimitero di un comune che pur tuttavia si trova in Calabria: nella “patria” della ‘ndrangheta.

Che relazione c’è tra le scomparse e la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra, la Sacra Corona Unita? Tutto e solo per vendere qualche copia in più? O si intende percorrere un nuovo e diverso filone investigativo ?

Non si può anche pensare che gli ospiti dell’Istituto si siano allontanati con un mezzo qualsiasi come il treno od un’auto magari per raggiungere i propri paesi di origine?

Ed infine non sarebbe giusto che questa vicenda avesse una fine e non dovesse avere costante visibilità sulla stampa anni ed anni dopo che il Papa Giovanni XXIII è chiuso e che le salme non sono state trovate dopo un controllo totale dei resti cimiteriali?

Non esiste anche il diritto all’oblio per un paesino che vive da tempo tranquillamente la sua magari noiosa esistenza e che invece di essere ricordato come il territorio di Temesa viene ricordato come il territorio del male?

Ed infine perché ricordare solo il Male ( o supposto tale) e non anche il Bene e certo tale?

Redazione TirrenoNews

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