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Sul post di Francesca Lagatta troviamo quanto segue:

“«Per la segreteria provinciale PD voti fantasma, controllate i vostri nomi negli elenchi»

Gentile redazione, la vittoria di Luigi Guglielmelli nella corsa alla segreteria provinciale del Pd è stata schiacciante e probabilmente avrebbe vinto comunque.

Non è di questo infatti che mi voglio occupare ma dei metodi che adottano questi signori nel mentre predicano la buona politica.

Non so cosa sia successo negli altri circoli, ma in almeno due in cui io sono stato testimone, non erano presidiati se non dagli amici di Guglielmelli e a fronte di una trentina di votanti al massimo, i voti a suo favore sono stati anche centinaia.

Pertanto, da cittadino onesto e da componente del Partito Democratico in cui ancora, ahimè credo, invito gli iscritti dell’alto Tirreno cosentino a verificare se il loro nome compare nella lista dei votanti anche nel caso in cui non si fossero recati alle urne.

Chiedo anche l’intervento dei dirigenti per avere maggiore chiarezza, ma so che non arriverà.

Debbo oltretutto segnalare che in uno dei circoli, una persona che più volte ha attaccato questa redazione a scopo di intimidazione quando le notizie riguardavano la sua città (immagino che non abbiate ricevuto nessuna querela) è stata eletta segretario cittadino nel direttivo dove ci sono anche la sorella del ‘capo’, il nipote, figlio della sorella, il cognato, compagno dell’altra sorella. Qui, sull’alto Tirreno cosentino, dove tutti sanno ma nessuno parla per connivenza e vigliaccheria.

Insomma, altro che politica: questi giocano con la matematica del potere.

Lettera firmata”

Ndr: Possibile?

Pubblicato in Paola

Dopo il nostro pezzo sulla spoliazione del poliambulatorio ecco che la Politica più attenta e saggia interviene

Lo fa l’amministrazione comunale con questa nota : Necessaria una accelerazione verso la realizzazione della Casa della Salute

 

Carissime cittadine e carissimi cittadini,

negli ultimi due anni sono state diverse le occasioni in cui i cittadini, la società civile, la politica, le istituzioni sono state costrette ad intervenire a difesa del Poliambulatorio di Amantea.

Tante, troppe le occasioni in cui si è tentato di depotenziarlo.

L’approvazione dell’Atto Aziendale e la previsione dell’evoluzione del Poliambulatorio in Casa della Salute è stata di sicuro la risposta che tutto il Comprensorio attendeva.

Da qui bisogna ripartire, senza commettere l’errore di entrare in competizione con altre realtà. Il diritto alle cure dei cittadini non deve scadere in logiche di campanile, bensì riguarda tutti.

Riteniamo che sia arrivato il momento di accelerare l’iter di realizzazione della Casa della Salute di Amantea. Siamo certi che è interesse comune far sentire più sicuri i cittadini del nostro Comprensorio, un obiettivo che oggi abbiamo l’opportunità di realizzare attraverso l’evoluzione del Poliambulatorio.

Chiediamo ai vertici dell’Azienda Sanitaria il rispetto degli impegni scritti nell’Atto Aziendale. Come Amministrazione porremo in essere tutte le azioni necessarie per far si che ciò avvenga il prima possibile.

Con i più cari saluti

Il Sindaco Mario Pizzino

Il Portavoce dell’Amministrazione Enzo Giacco

E, nel contempo, lo fa anche il PD con questa nota : Aprire un tavolo di discussione per avviare la realizzazione della Casa della Salute

L’approvazione dell’Atto Aziendale che contiene la programmazione della Casa della Salute di Amantea rappresenta uno straordinario passo in avanti nel percorso che dovrà portare ad un innalzamento della qualità del sistema di cure nel Comprensorio.

Un sistema socio-sanitario e socio-assistenziale di qualità rappresenta un diritto per tutti i cittadini- Per questo motivo, come Partito Democratico abbiamo sempre ribadito che l’evoluzione del Poliambulatorio rappresenta una risposta dovuta rispetto ai troppi attacchi che la nostra struttura sanitaria di riferimento ha subito negli ultimi anni. Per le medesime ragioni abbiamo aderito e dato il nostro contributo nel movimento di lotta a salvaguardia del Poliambulatorio.

Oggi non ci sono più alibi.

È necessario che l’Azienda Sanitaria in primis promuova una accelerazione del percorso che dovrà portare alla realizzazione di questo importante presidio sanitario.

A tal riguardo chiediamo l’apertura di un tavolo discussione per discuterne quanto prima.

Enzo Giacco                          Segretario PD Amantea

NdR Bene! Ma forse ci vuole di più, ci vuole la mobilitazione come avvenuto oggi a Polistena e prima in tanti altri luoghi. Amantea deve essere difesa, ANCHE, dagli amanteani.

Il Senatore Pietro Grasso nonché Presidente del Senato della Repubblica della XVII Legislatura spara a zero contro il suo partito, il Partito Democratico di Renzi e Gentiloni per intenderci, e dice che se lui non avesse ricoperto la seconda carica dello Stato, cioè la Presidenza del Senato, non avrebbe votato la nuova legge elettorale né tantomeno data la fiducia al Governo Gentiloni.

Politicamente e umanamente la misura è colma e abbandona, perciò, il partito che lo ha fatto eleggere Senatore e poi Presidente del Senato con l’aiutino di una quindicina di Senatori del Movimento 5 Stelle.

E dove è andato a finire?

Nel Gruppo Misto, rifugio di tutti i voltagabbana.

Ma poiché la misura era colma e l’ennesima fiducia del Governo Gentiloni è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché non si è dimesso prima della votazione anche da Presidente del Senato?

Gli fa comodo restare nella comodissima poltrona che occupa non per meriti propri.

Ma chi lo ha messo in quel posto così prestigioso?

Posto occupato prima di lui da uomini politici davvero in gamba e molto preparati, onore e vanto dell’Italia repubblicana: Paratore, Merzagora, Bonomi, De Nicola, Malagodi, Fanfani, Spadolini, Cossiga.

Il Partito Democratico naturalmente.

E ora, a pochi mesi dallo scioglimento delle Camere, Grasso sbatte la porta in faccia al PD e abbandona i suoi amici fedeli e sputa nel piatto dove fino ad ieri ha lautamente mangiato.

Bella riconoscenza.

Bella ricompensa.

Ben gli sta al Pd e ai suoi dirigenti.

Lo hanno imbarcato per opportunismo ed ora se ne va.

Ma forse ha capito qualcosa.

Con molta probabilità Renzi non lo avrebbe ricandidato senatore alle prossime elezioni politiche e allora lui, molto lungimirante, cercherà di accasarsi con la sinistra per ottenere ancora un’altra volta un posticino al Senato.

Benvenuto fra di noi, esultano Bersani, D’Alema e Co.

O forse avendo avuto la sensazione che il suo partito alle prossime elezioni politiche avrebbe potuto prendere una sonora batosta ora scappa come un topo dalla nave che affonda.

I voltagabbana, i traditori, non si trovano soltanto nel partito di Berlusconi, ma albergano anche in altri partiti politici.

Grasso, però, insisto, avrebbe fatto più bella figura se si fosse dimesso almeno da Presidente del Senato.

Ma in Italia, purtroppo, i nostri Parlamentarti e i nostri governanti non conoscono la parola “Dimissioni”.

La aborriscono.

La danno soltanto i grandi e veri uomini.

Perciò le motivazioni della scelta del Presidente Grasso di lasciare il gruppo Pd non mi hanno convinto.

E’ contro il voto di fiducia?

Ma quanti voti di fiducia abbiamo avuto in Parlamento con Monti, Letta, Renzi e Gentiloni?

Tantissimi.

Perché è stato zitto fino ad ieri?

Per convenienza?

Ma non era lui che ogni giorno ci ha rotto i timpani per non dire una mala parola quando se la prendeva con quelli che cambiavano casacca e che intendeva riformare i regolamenti?

Certo che era lui.

Appresa la notizia delle sue dimissioni dal partito mi sono messo a piangere.

Grave perdita di un uomo che ha fatto tanto per l’Italia e per la nostra Calabria.

Stasera inizierò lo sciopero della fame e della sete per questa notizia davvero devastante.

Fuori il Senatore Pietro Grasso dalla maggioranza parlamentare che appoggiava il Governo Gentiloni e dentro il Senatore Denis Verdini, il fuoriuscito dal partito di Berlusconi.

E tutto alla luce del sole e nello stesso tempo.

Bella conquista parlamentare!

Andiamo proprio bene.

Pubblicato in Italia

Riceviamo e pubblichiamo:

Dal sito di Gefira - l’organizzazione che per prima ha mostrato attraverso la piattaforma Marine Traffic la frequenza con la quale le navi delle Ong entrano fin nelle acque libiche per raccogliere i migranti - una densa intervista a Gianadrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa ed autorevole esperto di questioni strategiche e militari.

Gaiani parla senza reticenze della "stretta" del governo italiano sulle ONG e sulla questione migranti come di un tentativo di rassicurare gli italiani in fuga verso la destra, senza però voler fermare veramente gli sbarchi e rinunciare al business dei migranti e all'illusorio bacino di voti che arriverebbe dallo ius soli. La situazione in realtà sfugge al controllo, con i nostri partner europei definiti da Gaiani "i nostri peggiori nemici in Libia", e lo scenario che si prospetta sarà uno shock per gli europei occidentali imbottiti di multiculturalismo. L'unica speranza, dice Gaiani, è che Visegrad resista anche per noi.

Gianandrea Gaiani intervistato da Daniel Moscardi di Gefira, 23 Ottobre 2017

Gianandrea Gaiani è il direttore della autorevole rassegna online analisidifesa.it ed esperto sull'immigrazione. Collabora regolarmente con diversi giornali italiani ed è spesso presente su numerosi canali televisivi a proposito di immigrazione e sicurezza. È anche l'autore (insieme a Giancarlo Blangiardo e Giuseppe Valditara) del libro uscito di recente Immigrazione, tutto quello che dovremmo sapere.

Gefira ha ottenuto da Gianandrea Gaiani un'intervista esclusiva sulle sue opinioni circa gli ultimi sviluppi degli arrivi da Libia e Tunisia e sull'attuale approccio del governo italiano. Esplicito e tutt'altro che politicamente corretto, Gaiani coglie esattamente il punto del recente cambiamento di politica del governo italiano sul codice di condotta delle ONG, nonché sui risultati dell'Italia e sui cosiddetti "partner" in Libia.

GE - Che cosa ha causato la svolta della scorsa estate del governo italiano nel suo approccio verso le ONG e gli arrivi dalla Libia in generale?

GG - La risposta è abbastanza semplice. Il disastro del Partito Democratico, leader dell'attuale governo, alle elezioni amministrative di giugno, ha fatto scattare l'allarme, mostrando chiaramente che quando si tratta di immigrazione, molti elettori di centro-sinistra si orientano chiaramente a destra. Un rapido cambio di direzione era fortemente necessario, con l'ovvio intento di rassicurare gli italiani, sconcertati e allarmati, sul fatto che il governo è in grado di controllare la situazione.

GE - I numeri mostrano che gli arrivi sono diminuiti in misura significativa, ma niente di più. Siamo ancora molto lontani dai numeri pre-2011.

GG - Questo perché il governo, dall'altro lato, deve continuare a mostrarsi compiacente verso l'industria dell'immigrazione. È una rete che guadagna - e prospera - sui nuovi arrivati e questa galassia di organizzazioni NON è felice se gli arrivi si fermano completamente. E anche i loro voti sono fortemente necessari al governo attuale.

GE - Una rete costituita da chi?

GG - ONG, cooperative pro-migranti, tutti gli affari che ruotano intorno ai migranti e ultima, ma certamente non meno importante, l'onnipresente Caritas e le altre organizzazioni della Chiesa cattolica. Stiamo parlando di una torta enorme fatta di miliardi di euro e tutti ne vogliono una fetta.

GE - Qual è la situazione attuale in Libia?

GG - A settembre la città costiera di Sabratha è stata teatro di guerra tra diverse milizie per circa due settimane. Sui media mainstream non se ne è quasi parlato, ma abbiamo segnalazioni che i due gruppi che ora hanno il controllo della città hanno ricevuto "consulenze" da unità dell'esercito francese. Le due milizie sono Ghorfat Amaliyet e la Brigata Wadi, e si oppongono ai gruppi militari che operavano per conto di Al-Sarraj, che aveva attuato una partnership di cooperazione con l'Italia. L'Italia si era impegnata in un aiuto finanziario ai villaggi e ai comuni della zona sotto il controllo di Al-Sarraj, ma non in aiuti militari a gruppi armati di alcun tipo.

Secondo quanto riferito, dopo aver ottenuto il pieno controllo della città, le milizie hanno scoperto circa 7.000 migranti rinchiusi in vari edifici in tutta la città. Non è chiaro se le milizie ora al potere li lasceranno uscire dalla Libia verso l'Italia o li trasferiranno da qualche altra parte. Il problema è, a mio parere, che ci sono di mezzo i francesi e gli inglesi, in operazioni come queste.

GE - Cosa intendi con questo?

GG - Quello che voglio dire è che i francesi e gli inglesi sono ufficialmente i nostri "partner", ma in realtà stanno agendo in modo decisamente contrario agli interessi italiani in Libia. In effetti, lasciatemi dire abbastanza apertamente, Francia e Regno Unito sono attualmente i nostri peggiori nemici in Libia.

GE - Perché?

GG - Semplicemente continueranno ad operare, in modo più o meno segreto, per assicurarsi che l'Italia non abbia un ruolo guida in Libia. E' molto semplice. Dopo tutto, il Regno Unito, la Francia e gli Stati Uniti sapevano benissimo che la rimozione di Qaddafi nel 2011 era un colpo diretto ai numerosi interessi dell'Italia in Libia, dato il rafforzamento del governo italiano sotto Berlusconi.

GE - Quale coincidenza, aggiungeremmo, i recenti articoli tendenziosi di Le Monde e del Financial Times, che mostrano tutta questa "preoccupazione umanitaria" sulle condizioni dei migranti in Libia, ora "tenuti a bada" da (presumibilmente) milizie pagate dagli italiani ...

GG - Siamo pragmatici. In una situazione come quella in Libia adesso, o si inviano truppe, cosa che vedo piuttosto improbabile, o semplicemente si negozia con coloro che sono al comando, indipendentemente da chi siano. Se quelli al comando non sono esattamente i paladini dei diritti umani, così sia. Questo è ciò che dovrebbe fare a qualsiasi paese sovrano preoccupato delle sue frontiere. Non appena l'Italia cerca di riacquistare (un po') il controllo della situazione, nello spazio di una notte critici pieni di zelo - e di ipocrisia - esprimono le loro preoccupazioni per le "vergognose condizioni" dei migranti in Libia, pronti a puntare il dito sul colpevole, l'Italia.

GE - Può dirci qualcosa di più sul recente accordo firmato tra l'Italia e il Niger?

GG - Il Niger - uno dei paesi più poveri al mondo - ha chiesto all'Italia un aiuto logistico per essere più efficace nel pattugliare i propri confini e riuscire a ridurre il flusso dei sub-sahariani verso la Libia. È certamente una mossa positiva, ma difficilmente può fare una differenza sostanziale.

GE - Perché?

GG - Perché l'unica mossa efficace per fare davvero la differenza e ridurre significativamente gli arrivi è riportarli al punto di partenza. Se dovessero pagare ancora di più per rimettersi in mare verso l'Italia, con il rischio di essere deportati di nuovo, comincerebbero a pensare: "ma ne vale veramente la pena"?

GE - Come si fa a fare questo?

GG - Considerato il fatto incontrovertibile che quasi il 100% di quelli che sbarcano in Italia sono stranieri illegali, poiché NON scappano dalle guerre e dalle persecuzioni politiche, la Convenzione di Ginevra afferma chiaramente che NESSUN paese ha il dovere o l'obbligo di accogliere e dare assistenza agli immigrati che pagano delle organizzazioni criminali per attraversare diverse frontiere. Ora, è un dovere e un obbligo salvare gli esseri umani che si trovano in una situazione di pericolo in mare. Questo è il diritto marittimo e la Marina Militare italiana da sola è perfettamente in grado di adempiere a quel compito, senza alcuna farsa di «aiuto umanitario» da parte di queste ONG che sono lì per adempiere all'agenda "di qualcun altro", certamente non in nome del popolo italiano.

Ma, una volta salvate in mare, queste persone devono essere riportate al paese di partenza. Ora, questo può essere fatto nel modo più semplice e sicuro possibile. Se le condizioni dei "migranti" in quel paese di partenza non sono ottimali per i diritti umani o per il loro comfort, in questo caso abbiamo uno strumento efficace per frenare questa tendenza. La gente comincerà a tornare a casa, soprattutto dato che la maggior parte di loro non sono affatto poveri - per gli standard africani - e che nessuno a casa loro li minaccia.

GE - L'ultima domanda - in considerazione del dibattito in corso in Italia - riguarda la legge dello Ius Soli, cioè la legge che concederebbe la cittadinanza breve a molti nuovi immigrati.

GG: Sarà il colpo finale alla nostra società come la conosciamo oggi. Coloro che sono favorevoli a questa legge stanno abbastanza attenti a non menzionare la situazione allarmante dei paesi dell'Europa occidentale. Non dicono al pubblico che dalla Francia alla Svezia, per non parlare di altri paesi, ci sono aree, le cosiddette zone inaccessibili, che sono praticamente off limits per le forze dell'ordine, in quanto le comunità musulmane hanno dichiarato quelle aree sotto il loro controllo. In Italia ancora non ci sono. Ormai tutti sanno che la sinistra in Italia sta spingendo forte per l'approvazione di questa legge, perché pensano che, una volta naturalizzato, un immigrato voterà per quei partiti che gli hanno dato la cittadinanza. Ma con queste speranze si dimostrano ingenui, e anche stupidi.

GE - Perché dice questo?

GG - Perché, non appena diventeranno cittadini, formeranno un partito islamico, con tutte le relative conseguenze. Ora un cittadino straniero sospettato di legami o simpatie per i gruppi terroristici può essere espulso dall'Italia, anche se risiede qui legalmente. Quando diventano cittadini italiani dove saranno espulsi? Il punto centrale del problema sta nel massiccio lavaggio del cervello a cui siamo stati sottoposti in Europa occidentale sulle "società multiculturali". I musulmani non sono affatto interessati al "multiculturalismo". Vogliono il loro modello, i loro valori, in breve che la loro società prevalga e si imponga sulle altre. Quando l'italiano medio se ne renderà conto, sarà troppo tardi.

GE - Qualche messaggio di speranza alla fine di questa intervista?

GG - Spero nei paesi della Mitteleuropa, come l'Ungheria, la Slovacchia, la Repubblica ceca e ora l'Austria. Stanno difendendo le loro società, i loro cittadini e i loro valori da questo lavaggio del cervello indotto che in Europa occidentale ci ha già sopraffatti. In effetti, attualmente essi rappresentano l'ultima difesa della nostra civiltà. Spero solo che loro - in realtà tutti i paesi del gruppo Visegrad - resistano all'incredibile pressione delle forze esterne

di Carmenthesister

Pubblicato in Italia

Il giovane Armando Bossio, già segretario uscente è stato riconfermato alla guida della locale sezione del Partito Democratico.

 

Riceviamo e pubblichiamo

“Domenica si è svolto presso la sezione GD-PD di Cleto il congresso per il Segretario di Circolo del Partito Democratico cletese, alla presenza del garante Luca Lepore, dalle 17:30 alle 20:30.

 

Ad essere eletto all’unanimità come Segretario del PD di Cleto è il giovane Armando Bossio.

Già Segretario uscente ed oggi riconfermato da oltre 80 iscritti con voto palese in assemblea, segno del buon lavoro che in questi anni è riuscito a promuovere con il Partito.

Infatti il circolo PD, in sinergia con i Giovani Democratici di Cleto, in questi ultimi anni è stato sicuramente un attore protagonista della politica locale e non solo, con innumerevoli iniziative, dibattiti e la ritrovata partecipazione di iscritti in luoghi come la sezione che ormai è difficile trovare.

Nello stesso giorno si è votato anche per la segreteria provinciale del PD che vedeva sfidarsi per la carica di Segretario Provinciale Luigi Guglielmelli e Angela Donato.

Il risultato di Cleto ha promosso Luigi Guglielmelli, Segretario uscente, con ben 80 Preferenze, 2 invece per la Donato.

Insomma, un'altra bella giornata di democrazia anche a Cleto”.

Pubblicato in Basso Tirreno

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa:

“Si è svolto in data 20 ottobre 2017 – nella sede del Circolo “Moro-Berlinguer” – il Congresso del PD Amantea per l’elezione del Segretario del Circolo cittadino, del Direttivo, del Segretario provinciale e dei membri dell’Assemblea provinciale.

I lavori si sono svolti alla presenza della garante nominata dalla Commissione provinciale per il Congresso Eleonora Ienaro.

Dopo l’elezione della presidenza del Congresso – composta da Antonio Veltri, Antonio Chiappetta, Laura Pagliaro, Giovanna Buffone e Stefano Spina – sono state presentate le linee politiche organizzative dei candidati alla Segreteria provinciale ed alla Segreteria del Circolo.

Ha aperto i lavori la lunga relazione del Segretario uscente Enzo Giacco – con la quale ha riproposto la sua elezione alla guida del Circolo - che ha voluto tracciare un quadro dei passi in avanti fatti dalla Sezione di Amantea nei due anni di lavoro del nuovo gruppo dirigente: «due anni fa, abbiamo preso in mano un Partito ridotto alle macerie – ha dichiarato Giacco – ed oggi, grazie al prezioso lavoro di tutto il gruppo dirigente, il PD ha una sua rappresentanza in Consiglio Comunale, con un gruppo consiliare composto da tre consiglieri, di cui due con ruoli di governo.

Un Partito al quale viene riconosciuto un ruolo in città e non solo.

Questo è il risultato di un lavoro che viene da lontano.

Il lavoro fatto da un gruppo dirigente che ha creduto e crede in quello che fa.

Che crede nel fatto che il Partito nella società ha una funzione ben precisa: quella di farsi interprete delle istanze che dalla società provengono, partendo da chi vive condizioni di maggiore fragilità, e quello di filtrare gli interessi e metterli in comunicazione con le istituzioni, promuovendo la necessaria connessione sentimentale tra le istituzioni, il Partito e la comunità.

Ritengo che proprio questa sia stata la motivazione nobile del gruppo dirigente di questo PD. Penso che l’opportunità che abbiamo oggi - quella di poter essere più incisivi nel dare il nostro contributo per cambiare Amantea - sia il risultato di questo lavoro, di questa credibilità coltivata con sacrificio e dedizione».

I votanti sono stati complessivamente 165.

Ed alla fine l’esito del voto è stato eloquente: Enzo Giacco, con 159 preferenze, è stato rieletto Segretario del Circolo “Moro-Berlinguer” di Amantea.

Per quanto riguarda il Segretario provinciale, 140 sono le preferenze ottenute da Guglielmelli, mentre 23 quelle della candidata Donato.

Durante i lavori del Congresso si è provveduto ad eleggere anche il Direttivo del Circolo ed i membri dell’Assemblea provinciale.

In chiusura dei lavori grande soddisfazione è stata espressa dai componenti del gruppo dirigente per aver contribuito a scrivere un’altra bella pagina di democrazia e partecipazione.

PD AMANTEA

Pubblicato in Primo Piano

L’altra parte del PD amanteano ieri è andata a chiedere al segretario uscente Enzo Giacco i modelli per la presentazione del candidato a segretario e per la presentazione del direttivo.

È inutile negare, da un lato, la sorpresa e, dall’altro, la preoccupazione del segretario e del direttivo in carico.

Dietro questa iniziativa sembra ci siano coloro che da tempo sono politicamente sull’Aventino.

A chiedere i modelli sembra sia stato Antono Rubino.

Ma dietro all’ex consigliere, è inutile celarlo, ci sono tanti altri, forse tutti gli altri.

Nulla trapela sulla compilazione dei modelli e tantomeno sul nome del candidato concorrente di Enzo Giacco.

Circolano, comunque, due nomi uno dei quali è quello dell’ex assessore camporese al bilancio.

Ancora meno circola sui nomi del direttivo.

Ancora poche ore e sapremo.

Nulla poi sul ruolo dell’ex assessore al bilancio Tempo.

Ancora meno sul ruolo dell’onorevole Mario Pirillo.

Non escludiamo, infine, che sia presentata solo un candidato a segretario e solo una lista per il direttivo.

Quello che cogliamo è che qualcosa cambierà nel partito democratico nepetino

Voci ci dicono che si uscirà dalla contestata posizione di stagnazione grazie alla costituzione di un organismo gestionale snello, produttivo, incalzante e decisorio.

“E’ necessario per il partito- ci dicono- è necessario per Amantea!”

Vedremo.

Pubblicato in Campora San Giovanni

Dal Circolo “Moro-Berlinguer” di Amantea riceviamo e pubblichiamo il “Programma dei lavori del Congresso” del Circolo PD Amantea per l'elezione del Segretario di Federazione, dei membri dell'Assemblea provinciale, del Segretario di Circolo e del Direttivo del Circolo.

 

Il congresso si terrà venerdì 20 ottobre il Congresso

I lavori si svolgeranno nella sede del Circolo "Moro-Berlinguer - in Corso Vittorio Emanuele n. 71 - secondo il seguente calendario:

ORE 15.00 - Elezione della Presidenza del Congresso

ORE 15.15 - Presentazione delle linee politiche e organizzative dei candidati alla carica di Segretario di Federazione

ORE 15.45 - Orario entro cui depositare le liste dei componendi l'Assemblea provinciale, il Direttivo di Circolo e le candidature a Segretario di Circolo

ORE 15.50 – Presentazione delle linee politiche e organizzative dei candidati alla carica di Segretario di Circolo

ORE 16.30 - Apertura del dibattito

DALLE ORE 17.30 ALLE ORE 20.45 - Orario entro cui gli aventi diritto potranno esprimere le proprie preferenze ai fini dell'elezione del Segretario di Federazione, dei membri dell'Assemblea provinciale, del Segretario di Circolo e dei componenti il Direttivo del Circolo

ORE 21.00 - Spoglio delle schede e proclamazione degli eletti

PD AMANTEA

Pubblicato in Cronaca

Graziano di Natale si arrabbia e le “canta” a tutti.

Insomma, Di Natale non ci sta e contesta i comportamenti del PD provinciale e la finta unità che è stata imposta da due parti ma non dal territorio.e che favorirà gli altri partiti.

Dice l’esponente paolano «La politica dell’unità, sbandierata da una parte del PD cosentino, deve essere consequenziale.

Come si può parlare di unità se la stessa viene raggiunta solo da una parte?

L’unità deve raggiungersi sui presupposti dello stare insieme, sul confronto e sul metodo per prendere le decisioni.

Noi la chiamiamo collegialità.

Probabilmente qualcuno ha dimenticato che il PD, in provincia di Cosenza, sta perdendo terreno a favore di altre forze politiche».

E poi continua chiarendo il suo pensiero «Probabilmente ci si dimentica che trincerarsi in stanze di partito e non coinvolgere sindaci, assessori, consiglieri comunali, associazioni, movimenti politici e gente comune in generale è sintomo di autoreferenzialità»

E lamenta ancora Di Natale che . «i territori non stanno ricevendo l’ascolto che meritano» perché «esiste un PD che non si tessera e non si schiera in prima persona per paura di essere divorato da logiche di apparato che distruggerebbero qualsiasi tipo di iniziativa spontanea “non autorizzata”».

Inoltre precisa:«Non vogliamo stare insieme a tutti i costi.

La nostra è una riflessione sul metodo che dovrebbe portare all’unità del partito.

Non può passare il messaggio di un partito unito perché ci si è messi d’accordo tra capi corrente.

La nostra non è una lotta alla poltrona bensì una discussione che miri a cambiare copione e attori, che dia la possibilità di una ampia partecipazione popolare alle decisioni del partito più importante d’Italia.

Non prendiamo decisioni in una stanza ma cerchiamo di dare voce alla gente e di incentivare la partecipazione.

Questo è il PD che vogliamo, questo è il PD di Matteo Renzi».

Ed appare logica la decisione finale: «Da lunedì chiediamo la convocazione della Commissione di garanzia per il calendario dei congressi di circolo e la nomina dei garanti che dovrà assicurare la pari dignità. Noi ci siamo».

Insomma parlarsi in pochi negli orecchi non significa essere un partito!

Tantomeno significa essere partito rinchiudersi nelle sedi e scambiare le scrivanie per veri e propri posti di comando, come tolde di una nave , ancor più quando il mare è in tempesta!

Pubblicato in Paola

Si terrà il 17 settembre presso la Piazza Calavecchia.

L’inizio è previsto per le ore 11.00 con il tema :”Il contributo dei Giovani democratici al governo della città”.

Partecipano:

-Stefano Spina. Segretario GD Amantea- Esecutivo regionale GD Calabria;

- Michele Rizzuti. Segretario Provinciale GD;

 

- Giovanna Buffone-Presidente regionale GD Cosenza;

-Mario Valente Segretario regionale GD Calabria.

La festa dell’Unità riprende alle ore 16.30 con il tema “La funzione del Partito al Governo”

Alle 1730 Incontro pubblico sul tema “ il PD al Governo( anche) per cambiare Amantea”

Partecipano :

-Stefano Spina. Segretario GD Amantea- Esecutivo regionale GD Calabria;

-Enzo Giacco-Capogruppo Progetto Democratico e segretario PD Amantea;

-Mario Pizzino- Sindaco di Amantea;

-Luigi Guglielmelli Segretario provinciale PD Cosenza;

-Enza bruno Bossio- Deputata

Modera:

Antonio Chiappetta Giornalista

Ore 2030 : Music, Food and drink in Calavecchia place

Fino alle ore 21.00 sarà possibile iscriversi e rinnovare la tessera PD.

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