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Amantea. Impressionante la folla di gente su via Margherita ed in gran parte della “Taverna”.

Ad un certo momento si sente una sirena. I colli si allungano, le teste si alzano ed in fondo sulla Statale 18 si vede il grosso camion dei Pompieri con le luce di emergenza accese.

La gente non si sposta con la immediatezza necessaria.

Non è nemmeno facile che si sposti visto che la carreggiata è occupata da tavolini di bar, pizzerie, rosticcerie e simili.

Peraltro non esiste un valido percorso alternativo a via Margherita.

Vediamo Liscotti che fa da Apripista precedendo il camion dei Vigili del Fuoco quasi spostando fisicamente i presenti.

Il mezzo dei VdF si ferma davanti alla Carical come a chiedere informazioni.

Non è così!

E’ che non riesce ad entrare in Via E Noto occupata da tavolini e da clienti.

Bisogna spostare gente e tavoli per riuscire a fare i 50 metri necessari ad arrivare davanti alla pizzeria 900

Insomma un dramma!

Meno male che il proprietario della pizzeria aveva l’estintore e si è dato da fare spegnendo le fiamme che avevano avvolto la friggitrice :

E meno male, anche, che i Vigili del Fuoco erano in territorio di Amantea, in località Gallo dove tenevano sotto controllo un lungo fronte di fuoco che aveva avvolto mezza collina.

Appena giunta la squadra di Paola al comando del caposquadra Vincenzo è immediatamente intervenuta fino a che l’acre fumo si è diradato ed il locale ha potuto essere rifruito

Scossi i due proprietari che hanno ringraziato il Vigili del Fuoco per il rapido intervento.

Ma resta il grave problema della transitabilità delle strade amanteane.

Sono stati gli stessi vigili del Fuoco, per esempio, a segnalare che il tratto di Via E Noto tra l’incrocio con Via Mazzini e l’incrocio con via Orti con le macchine parcheggiate da un lato impedisce il transito di un mezzo del pronto soccorso.

E’ il segno del drammatico problema dei parcheggi che sembra siano letteralmente scomparsi mentre al contrario non sono mai nati per la disattenzione delle amministrazioni comunali e degli uffici tecnici che non hanno mai imposto le leggi relative.

A tutto la totale disattenzione verso la sicurezza.

Che ci pensi il Signore…

Pubblicato in Cronaca

Un incendio inspiegabile, sul quale stanno indagando i Carabinieri. Raggiunto da TirrenoNews.it, Ottaviano Di Puglia, si dice sereno "un fuoco inspiegabile, la macchina era lì da ore"

Abbiamo sentito Viano nel pomeriggio di oggi. 

Era sereno e mostrava di aver preso la vicenda quasi filosoficamente.

Infastidito, certo, ma tranquillo, senza timori.

Quando ieri sera è stato chiamato quale componente operativo della locale protezione civile perchè un’auto bruciava si è recato sul posto scoprendo che era proprio la sua auto che era stata attinta dal fuoco.

Un fuoco inspiegabile. L’auto, infatti, era lì da ore .

Il sangue freddo lo ha indotto a chiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco della vicina Paola per avere una certificazione tecnica sulle cause dell’incendio.

Ma sembra che non siano state trovate tracce di attentati incendiari

Certo che le indagini sono iniziate con immediatezza e non lasciano di percorrere alcuna delle possibile vie che potrebbero portare a scoprire mandanti ed esecutori

Difficile credere che si tratti di autocombustione

Ignote le “diverse” ragioni alla base di questo evento che quindi potrebbe non essere accidentale.

Certo è anche difficile credere che il fatto possa essere legato all’impegno di Viano di Puglia nella locale protezione civile.

Altri fatti similari hanno quasi sempre orientato verso altre ragioni.

È anche vero che siamo in dirittura di arrivo delle consultazioni amministrative e che non sarebbe impossibile trovare nel fatto una matrice politica .

Se fosse così sarebbe un bel problema, significherebbe che si stanno avvicinando giorni difficili, significherebbe che la politica comincia a giocare sporco.

Forse ad intimidire .

Forse, ma forse siamo su una pista sbagliata.

Lasciamo gli investigatori al loro lavoro.

Certo ci chiediamo a che cosa servano tutte le vantate telecamere di sicurezza. Sembra che le sole telecamere efficaci ad Amantea siano quelle dei photored!

Le piogge mettono a dura prova la tenuta del territorio.

E la scarsissima manutenzione porta al verificarsi di danni al sistema stradale, agli acquedotti, alle reti ed al territorio in genere

E’ il caso di Camoli.

L’unica strada che collega la SS18 con le popolose frazioni è stata incisa da uno smottamento determinatosi per via delle forti piogge.

Sul posto immediato l’intervento del comune di Amantea che ha chiamato anche la dottoressa maria Ombres geologa per la verifica dei danni, della sua origine e per determinare le modalità degli interventi di manutenzione straordinaria al fine di conservare l’accesso ai residenti

Insieme anche l’intervento dei Vigili del Fuoco di Paola

Secondo i tecnici intervenuti non si tratta di una rottura della rete idrica ma di un fatto legato alla cattiva regimentazione delle acque piovane

Il problema era stato già fortemente avvertito dal comune che aveva emanato apposita ordinanza ricordando ai proprietari di terreni agricoli il proprio obbligo della pulizia dei fossi al fine di evitare scorrimento di acque meteoriche su percorsi impropri da cui poi le frane e gli smottamenti

Un obbligo fortemente disatteso e che impone la formazione di un paio di unità della Polizia Municipale con destinazione ai servizi rurali che operi con l’ufficio tecnico comunale.

Approfittando della sospensione della pioggia e delle previsioni fauste si provvederà ad interventi atti alla bisogna.

Serra D’Aiello è un piccolo paesino della costa tirrenica calabrese, famoso per essere stata sede del Papa Giovanni XXIII, la Fiat del Sud, una casa di riposo( ed altro) che dava lavoro ad 800 persone. E Serra D’Aiello è anche il territorio (insieme con la sottostante Campora SG) dell’antica Temesa di cui narra Omero, una storia in parte mostrata da un micro museo e da un’area archeologica. Oggi, invece, siamo qui perché una delle case del suo vecchio centro storico è crollata improvvisamente.

Ci sono solo io a documentare il crollo, a raccogliere i fatti, a sentire la gente, poi la meravigliosa ospitalità dei calabresi ti apre le porte e Roberto mi prepara un buon caffè, la bevanda tipica delle nostre zone collinari. Poi insieme con la mamma ammalata diventa un fiume in piena. “Erano le tre e mezzo ( le 15,30) ed ero appena arrivato a casa di mamma per vedere dome stava e darle la buonanotte quando abbiamo sentito un fortissimo rumore. Non abbiamo capito cosa fosse successo. Sembrava il terremoto. Mi sono affacciato ed ho visto il crollo del muro esterno della vecchia casa. Ero passato proprio sotto da pochissimi minuti”. Interviene a anziana madre che guardando il figlio aggiunge” E’ andata bene. Pensate che molto spesso proprio dove è crollata la casa veniva parcheggiata un’auto”. Si sente nella stanza il gorgoglio ed il profumo del caffè. Lo sorseggiamo lentamente come il tempo che tra queste vecchie mura scorre a ritmi rallentati, ovattati ed intanto Roberto continua “Sapete un tempo tutte queste case erano abitate. Poi la gente è andata via….. “ Si! Quando il Papa Giovanni XXIII era aperto la economia serrese era vitale , poi quando venne chiuso la gente del posto emigrò per trovare lavoro ed il paesino si svuotò inesorabilmente. Oggi cadono anche le case. Poi la domanda “ Voi pensate che sarà liberata la strada? Sapere mia madre è dializzata e tre volte a settimana deve essere trasportata fino ad Amantea ….”

“Stai tranquillo -rispondo- ho visto i Vigili del Fuoco, alcuni operai del comune ed alcuni abitanti pronti a creare un corridoio per permettere in via straordinaria il passaggio di un automezzo…”

Solo più tardi il caposquadra dei Vigili del Fuoco di Paola Giuseppe Sabato ed il geometra del comune Emilio Aveni mi rendono edotto che occorre sgomberare gli abitanti della casa di fronte a quella crollata e che pertanto la unica stradetta percorribile ad un automezzo sarà inibita all’uso. Due persone dovranno trovare ricovero altrove. Per fortuna ha appena smesso di piovere , una pioggia non intensa m costante. A Serra D’Aiello non ci sono alberghi e questa gente dovrà trovare ricovero presso qualche parente od in altro posto magari di fortuna posta a disposizione dal sindaco avvocato Antonio Cuglietta.

Le ombre della notte avanzano e coprono man mano uomini e cose e così le macerie del crollo diventano come tutto il resto , grigie ed amorfe. Domani quando sarà giorno si vedrà meglio, ma sembra che ci sia ben poco da fare . La vecchia casa le cui mura sono fatte perfino di rocce friabili non avrà più storia e la sua “vita” finisce stasera. Resteranno solo i costi di demolizione: un brutto affare per il proprietario. Ma queste sembra la storia di tante vecchie case , di tanti centri storici di questa Calabria

Pubblicato in Basso Tirreno
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