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Stages e precariato! Ma dove sono i giudici in Calabria?

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Negli uffici regionali non era raro trovare persone sedute senza nemmeno una scrivania.

Erano i precari, cioè quei ragazzi e quelle ragazze che variamente raccomandati e in attesa della stabilizzazione che prima o dopo sarebbe arrivata.

In quegli uffici si sentiva dire “ Non è mai successo che alcuno sia stato licenziato!”

Insomma si inventavano i precari senza concorso tanto prima o poi sarebbero stati stabilizzati in posti che non erano mai esistiti( se fossero esistiti si sarebbero dovuti fare i concorsi)

Uno della più strane assunzioni fu quella del Programma Stages di cui oggi parla Iacchitè sotto il titolo : “Programma Stages, Ichino: “Falsi precari raccomandati che mirano al “posto” alla Regione”. Ecco cosa dice:

“Sono anni che ci provano quelli del “Programma Stages 2008”.

Chiamati per uno stage alla Regione di due anni dai soliti papponi della politica, avevano ricevuto rassicurazioni che in qualche anno avrebbero preso il “posto”.

Sono passati nove anni e il posto per questi 500 raccomandati non è arrivato ma adesso, con una manovra audace e “coraggiosa” di due sindacati notoriamente venduti al potere come Cisl e Uil in combutta con i traffichini di Palla Palla, stanno provando a stabilizzarli in maniera del tutto illegale paragonandoli falsamente ai lavoratori precari.

Un espediente tipo quello dei falsi precari della sanità all’Asp di Cosenza.

La manovra è stata già ampiamente sputtanata e non ha molte chance di andare in porto ma in certi casi è sempre meglio vigilare.

In attesa di fare nomi e cognomi di questi 500 (!!!) clienti della politica corrotta calabrese (ce ne sono di tutti i colori, come al solito…) ripubblichiamo il pensiero di un economista che non sta certo dalla nostra parte e che ha mirabilmente dipinto questi raccomandati.

Che nel corso degli anni non hanno certo mancato di fare le vittime, al pari di tantissimi altri loro “colleghi” in cerca di posti pilotati dalla politica marcia e corrotta che ci ritroviamo.

Pietro Ichino,ex comunista, ora senatore renziano,non le manda certo a dire a coloro i quali compongono la pattuglia del “Programma Stages” della Regione Calabria. Una presa di posizione ferma e decisa e con molte prove provate.

La pubblichiamo integralmente.

“… Scrissi una lettera aperta al Presidente di allora della Regione Calabria sui 500 laureati calabresi eccellenti, che rischiano di essere avviati dalla Regione alla nullafacenza e presentai un’interrogazione parlamentare con la quale nell’ormai lontanissimo gennaio 2009 denunciavo la follia (oltre che la grave illegittimità sostanziale e formale) di un programma destinato ad attivare presso le amministrazioni locali calabresi, con i soldi del Fondo Sociale Europeo, centinaia di mostruosi “super-stages” retribuiti con 1.000 euro al mese e della durata inizialmente prevista di 24 mesi.

Materia: l’ “innovazione amministrativa”, nientemeno.

Beneficiari: altrettanti laureati con 110 e lode. Ne seguirono numerosi interventi dai quali è emersa in modo inequivocabile la dolosa e totale vacuità di questa iniziativa: vuoto pneumatico di contenuti formativi effettivi (l’ “innovazione amministrativa” non si studia certo nelle amministrazioni locali della Calabria, ma semmai in quelle del Centro e Nord-Europa!) e una promessa sottintesa di futura assunzione all’ingrosso dei 500 interessati nel settore pubblico, destinata fin dall’inizio con tutta evidenza a essere disattesa.

Da allora sono passati ben nove anni, durante i quali si è assistito a mille promesse di proroghe, promesse di concorsi riservati, polemiche roventi sulle promesse non mantenute, ma gli ex-stagisti sono in gran parte ancora lì, a pietire per un posto di lavoro in Regione.

Ora li sentiamo tuonare: “Basta con questa pantomima, siamo pronti a una ferrea battaglia”. Il fatto è che di questa ormai novennale pantomima gli stessi ex-stagisti sono fin dall’inizio i protagonisti perfettamente consapevoli. Per favore, se vogliono incominciare almeno ora a onorare i loro 110 e lode, almeno non facciano le vittime”

NdR: Ma in Calabria esistono ancora i giudici che somministrano la Giustizia?

Redazione TirrenoNews

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