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clarisse filippoIl palazzo delle Clarisse è in vendita . Siamo arrivati a perdere una delle icone più suggestive di Amantea, forse quella più bella.

È l’ultimo atto della deriva senza fine che sta vivendo questa cittadina sempre più depressa ed abbandonata al suo destino.

Il palazzo delle Clarisse dotato di una bellezza unica conferitagli dal miracolo architettonico di una costruzione a strapiombo sulla roccia sotto la quale si apre la grotta del parco e forma con essa un’immagine unica.

È stato riportato al suo antico splendore quasi 40 anni fa con un esemplare restauro riscoprendo ambienti che nei secoli scorsi erano stati snaturati ed eliminando volumi sovrapposti che nulla avevano a che fare con la struttura originaria.

In tutti questi anni oltre a svolgere una funzione commerciale (un ristorante raffinato e albergo) è stato sede di innumerevoli eventi culturali. Dalle esposizioni di pittura ai concerti, conferenze ed altro. Tanti ruoli che lo hanno reso un’eccellenza della città, un biglietto da visita ed un riferimento culturale.

Certo, il palazzo resterà dov’è, ma non sarà la stessa cosa. Andrà magari in mano ad un magnate russo o un ricco arabo, o forse sarà comprato da una grande società. Chissà.

Sarà come perdere qualcosa della nostra identità, probabilmente sarà più difficile visitarlo o prendere un aperitivo su quel magnifico terrazzo guardando l’infinito.

Perché si è arrivati a questo punto?

Per il degrado e l’inaccessibilità in cui è ridotto il centro storico, quello che nei paesi normali è il primo luogo da visitare per un turista, e ora tagliata in due tronchi, di cui una, quella più antica chiusa sul lato sud dove è avvenuta la frana e l’accesso nord con un divieto di accesso per i non residenti. Più volte ne è stata chiesta la rimozione ma è ancora lì a provocare danni.

Ci sono due aspetti su cui vorrei soffermarmi. L’aspetto culturale e quello economico e sociale. Partiamo dal secondo, per il primo è necessaria una riflessione più ampia.

Nel centro storico a seguito di questa situazione anche altre attività sono state chiuse con perdita di posti di lavoro. Nelle sole Clarisse hanno perso il lavoro 15 persone. Un dramma in un momento di grande crisi.

Ma in realtà Amantea non ha mai considerato la componete culturale come fondamentale per l’economia del paese.

Non si spiega come sia possibile che non esista a Campora un polo archeologico e museale, che l’area del castello sia ancora privata, che non esiste un immobile dedicato dove organizzare esposizioni d’arte e altri eventi. Che in un territorio che si estende per 7-8 km esiste solo la piazza di Campora.

La Calabria è una regione povera e difficile. Dovremmo valorizzare i fattori identitari come elementi di attrazione. Ma abbiamo lasciato che si perdessero e li abbiamo dimenticati. Sono sempre stati considerati di secondo ordine. Delle due culture, quella marinara e quella contadina che sono la nostra origine non rimane nulla, tranne qualche libro, eccellente ma non accompagnato da spazi della memoria.

Il dominio della cultura del commercio ha orientato le scelte della città, soprattutto quando era il centro ricco del comprensorio e aveva poca concorrenza.

Ora le cose sono cambiate ed è evidente l’errore creato dallo squilibrio di questi valori. Oggi Amantea non attrae nessun tipo di investimento, al contrario gli stessi amanteani che possiedono capitali preferiscono investirli fuori. I nostri averi valgono molto meno di qualche anno fa.

Probabilmente è un fenomeno diffuso, ma sembra che da noi quello che è bellezza, la cultura e storia abbia un’importanza minore e per questa mentalità non si sia sviluppato un percorso che ci avrebbe portato ad essere un paese normale.

La mancanza di peculiarità ci rende parte del mucchio. Cosa abbiamo da offrire più degli altri? Il mare? In Calabria ci sono 800 km di costa, in molti casi ben più attrezzata della nostra.

Come se non bastasse, e come se fosse facile oggi ci troviamo di fronte alla peggiore versione di Amantea. Ci vuole talento.

Non c’è una sola cosa che funzioni, non un problema risolto, una città dove è tutto chiuso e quello che è aperto è peggio. Mi riferisco al centro storico, all’unico parco del paese, al lungomare e tante altre cose.

In aggiunta da un po' di tempo si è forzata quest’abitudine di eventi e decorazioni trash (tra l’altro costosi) che ci fanno perdere punti persino all’interno del mucchio.

Le vie cittadine vanno trattate come si tratta col trucco il viso di una donna. Ogni volto ha un codice visivo. Per esaltarne la bellezza si usa con delicatezza per magnificarne alcune parti e correggerne altre.

Qui invece si pensa di fare più colpo usando il trucco dei pagliacci da circo.filippo vita

E così con le manifestazioni che sono diventate rumori e laser. Ma che gente vogliamo attrarre?

Un disagio avvolto da un silenzio assordante, soprattutto da coloro che potrebbero e dovrebbero parlare e lo fanno in privato. Ma in pubblico parlano di argomenti innocui tipo i massimi sistemi, perché c’è sempre qualche favore che si può ottenere…

Spero di sbagliarmi ma ho condotto quasi da solo una specie di battaglia per la scuola media, quando era ancora in fase progettuale, ho denunciato l’indifferenza della gente (con conseguenti risentimenti). Il risultato oggi è alla vista di tutti.

Ripeto, spero di sbagliarmi ma sembra che il centro storico vada verso lo stesso destino. Curiosamente intorno ci gira qualche personaggio già protagonista per il caso Mameli..

Non guardate solo i vostri piccoli interessi. Sarete comunque coinvolti nel declino generale.

FILIPPO VITA

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Se si vede il nostro riflessocoreca6666

sulla pietra verde,

della collina di Corica,

la frana lo porterà giù!

La deformazione e l'instabilità del suolo rappresentano globalmente uno dei pericoli “naturali” (si fa per dire) più notevoli e diffusi in Calabria. Le frane, in particolare, sono riconosciute come uno dei rischi geologici più dannosi, per entità, impatto su infrastrutture e impianti, interventi di trasformazione dell'ambiente naturale da parte degli uomini e numero di vittime, registrando ogni anno gravi danni, in termini di costi diretti e indiretti.

Negli ultimi 50 anni, i sogni ricorrenti degli amministratori di una cittadina storica, come Amantea sulla costa tirrenica, avrebbero dovuto consigliare lor signori che, una frana in un sogno suggerisce che si dovrebbe lavorare sulla propria stabilità mentale ed emotiva e sulla propria paura del cambiamento.

Hanno certamente sognato di essere sporchi, eufemisticamente, di terra, questo avrebbe dovuto indicare loro che non stavano e non stanno operando secondo principi morali. Essere ricoperti di “terra” durante una frana potrebbe significare povertà in tutti i suoi significati.

Rigirarsi nella sporcizia di una frana dovrebbe essere allertante per la popolazione che ci sono intrighi e complotti contro di essa. Se poi qualche residente dovesse trovarsi lo sporco della frana sulla propria persona, i significati potrebbero essere due: affari sicuri o situazione disastrosa. Se poi la popolazione avverte di essere bloccata nella sporcizia proveniente da una frana, questo dovrebbe suggerire che la salute e il benessere sociale potrebbe essere in pericolo.

Annegare nella sporcizia, viene lasciata alla libera interpretazione della stessa popolazione. Tornando alla realtà di questi giorni. Il potenziale del danno da frana ad un sistema viario, ad esempio, può essere valutato considerando l'esposizione delle strade a diversi livelli di pericolo di frana e la vulnerabilità delle strade, non solo, ai conseguenti danni.

Gigino A Pellegrini & G elTarik

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chiesa sanLa città è la rappresentazione fisica, nel tempo, della vita sociale: organismo vivente in continua evoluzione che riflette lo scenario della società presente sulle fondamenta di quella del passato. All’interno di questa rappresentazione il cambiamento dell’organismo urbano è l’elemento che interviene con continuità e si esplicita nella contrapposizione, sempre diversa, tra la staticità della forma e la dinamicità della funzione.

Un approfondimento sui contesti urbani e le sue evoluzioni non può prescindere dall’analizzare la relazione che esiste fra linguaggio formale ed i suoi contenuti. Eliminare i segni del passato significherebbe per le nuove generazioni crescere senza quella storia che gli appartiene, senza godere del patrimonio di esperienze che ha contribuito a forgiare il carattere della società della quale fanno parte. Questo è alla base dell’esigenza di tutelare e valorizzare il patrimonio storico ereditato dal passato che, a partire dal nucleo originario, ha strutturato la città moderna e contemporanea.

La sfida di Amantea e del Sud è la più difficile di tutta la nostra cosiddetta storia unitaria. Ma non è una causa persa. C’è una grande vitalità e capacità di innovazione, nelle forze sociali e imprenditoriali, nelle forme della cittadinanza attiva, in luoghi che rappresentano il cambiamento possibile, in realtà che sperimentano già quel modello di sviluppo sostenibile che i Meridionali sono impegnati a perseguire. In questo contesto la politica locale dovrà impegnarsi a fondo nel creare e diffondere condizioni di benessere, accelerare e supportare i processi onesti. La premessa è dare risposte alle emergenze e ai bisogni, dove necessario riconquistare territori e cittadini alla legalità.

Chi sarà chiamato ad amministrare Amantea dovrà innanzitutto ridurre i divari tra cittadini e territorio. Questa sarà la vera opportunità per riavviare uno sviluppo forte e durevole, per riprendere a investire attivando potenziali di crescita e innovazione inespressi, per creare opportunità di lavoro buono, in particolare per i giovani e le donne.

Tutto il Sud vive da troppi anni in condizioni di persistente emergenza sociale. Dopo aver subìto con maggiore intensità gli effetti della Grande recessione, oltre due anni di corona virus e per ultimo l’invasione della Ucraina da parte della Russia, non puòaver favorito una ripresa in linea con il resto del Paese ma ancor di più assai distante dalla media Ue e dell’Eurozona.

Il mancato investimento nel Sud ha determinato un indebolimento della macchina interna dello sviluppo, con conseguenze negative per tutto il Paese, che ha visto indietreggiare in Europa anche le regioni più sviluppate del Centro-Nord, non per il peso della “zavorra” meridionale ma per il mancato apporto dei reciproci effetti benefici dell’integrazione economica.

Serve un progetto, una capacità e volontà della prossima amministrazione pubblica di agire per compiti e conseguire risultati, che abbiano effetti immediati e offrano una prospettiva. I progetti di solito sibasano su una visione di trasformazione di medio termine, che a sua volta può svilupparsi solo incidendo da subito con determinazione sulle condizioni di contesto attuali.

Gigino A Pellegrini & G elTarik

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BucaMaltempo, allerta gialla in 19 Regioni italiane tra cui la nostra Calabria. Temperature in calo. Lo scontro tra l’aria polare e quella calda portata da Hannibal può portare piogge intense e grandine, cosa che preoccupa Coldiretti perché potrebbero certamente provocare gravissimi danni all’agricoltura. Molti automobilisti sono stati bloccati lungo le strade allegate e sotto i cavalcavia. Copiose grandinate si sono registrate nel Pavese e nella Bassa Bergamasca con gravi danni e disagi alle persone e alle cose. Ma anche nella nostra Regione Calabra e precisamente lungo la costa Calabra tra Belvedere Marittimo e Amantea ieri sera si è abbattuto un nubifragio di vaste proporzioni allagando strade, scantinati, garage, magazzini e locali commerciali. L’acqua piovana molto copiosa ha invaso le strade, sembravano dei fiumi in piena, provocando alcuni danni. I tombini non hanno retto, non ce l’hanno fatta ad assorbire tutta quell’acqua. La gente ha avuto tanta paura e molti non sono andati neppure a dormire. Ora la situazione è ritornata alla normalità, ma è rimasta davvero molta critica per alcune ore. Frane e smottamenti nel Comune di San Pietro in Amantea lungo la strada provinciale S. Pietro-Amantea in località sotto il cimitero, lungo la SS278 di Potame tra San Pietro e Terrati e lungo la strada interpoderale San Pietro-Sant’Elia in contrada Sciolle. A Belvedere Marittimo, in Amantea e a San Pietro in Amantea le vie e le strade sono state completamente ripulite dal fango, dalle pietre e dai tronchi di alberi, grazie ai Vigili del Fuoco e alle ruspe della Provincia di Cosenza. In Amantea oltre alle strade allagate la pioggia copiosa ha provocato una grossa buca in Via Lavagaenza, immediatamente fatta transennare, causando limitazione al traffico per il restringimento della strada. Su Facebook è apparso questo post:-Anche i rischi per la pubblica incolumità sono crescenti: le strade colabrodo costituiscono un serio pericolo per la collettività e le emissioni tossiche dell’asfalto mettono costantemente a repentaglio la salute dei cittadini-.

scimmie“La società va trattata tenendo conto che è composta di persone sensibili alla corruzione, al disprezzo, all'adulazione. Usando queste tre leve non dovrebbe essere difficile dominarla”.Ennio Flaiano

Sempre più di frequente, il tema della ‘grande’ e ‘piccola’ corruzione, appare su tutti i quotidiani: favori, doni (più o meno consapevolmente accettati) e mazzette sono la norma. Un tempo l’illegalità era concentrata nel settore edilizio, tra licenze, piani di lottizzazione e cambiamenti di destinazione.

Poi ha guadagnato terreno: sono comparsi il ‘pizzo per esistere’ (per ottenere certificati di residenza e permessi di soggiorno), il ‘pizzo sulla cittadinanza’ (basti pensare al voto di scambio), il ‘pizzo per un tetto’ (in vista dell’assegnazione di case popolari o dell’imminenza dello sfratto), il ‘pizzo per lavorare’ (assunzioni per concorso, autorizzazioni all’esercizio di attività commerciali e licenze per i liberi professionisti), il ‘pizzo per sopravvivere’ (pensioni e farmaci) e infine il ‘pizzo per riposare in pace’ (trovare un posto al camposanto è sempre più arduo). Una struttura sanitaria incompleta per poter pagare ad alcuni amici affitti per l’utilizzo di appartamenti privati.

Il rischio che si corre è che oggi la politica e il suo valore di servizio vengano intaccati dalle azioni disoneste di soggetti che ne traggono profitti personali con discredito di quanti operano con competenza ed onestà. Necessiterebbe, innanzitutto, cambiare la “Politica al suo interno”. C’è urgente bisogno di esempi positivi, di coerenza, di politici che abbiano voglia di “costruire”.
Alle prossime elezioni si dovrebbe ridare fiducia alle Istituzioni e creare le condizioni per poter lavorare bene. Se la classe politica continua a sbagliare e a non dare ibuoni esempi, è naturale che i cittadini si disinnamorino. Bisogna portare avanti diverse azioni affinché la legalità divenga parte integrante del vivere quotidiano.

“Quanta acqua può bere un pesce che nuota liberamente nell’acqua?” Così il bramino Kautilya nel IV secolo a.C., nel suo libro ‘Arthashastra’, affrontava il tema della difficoltà nel riuscire a provare la disonestà finanziaria di un pubblico ufficiale. Oggi tuttavia sento l’irrefrenabile impulso, quasi un dovere, da cittadino, di esprimere il mio personale malessere, il mio disappunto, il mio desiderio di aria pulita, di una politica meno corrotta, di dibattiti sugli ideali e non sugli interessi.

Ci sarebbe bisogno di tutte le energie sociali in una battaglia di recupero dei valori civili che stanno sul letto di morte. Tanta voglia di organizzare una nuova Resistenza. Torna alla mente e davanti agli occhi quella generazione di donne e di uomini che in nome di un ideale hanno combattuto a costo anche della loro vita. L’auspicio è il recupero del senso della “cosa pubblica”, dell’idea che si deve concorrere al suo mantenimento proprio perché appartiene a tutti.

Gigino A Pellegrini & G elTartik

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Incendio in AmanteaTanta paura ieri mattina, domenica 13 febbraio intorno alle ore 9. In un attico in Via Stromboli, adiacente alla superstrada SS18, per causa ancora da identificare è scoppiato un violento incendio che ha causato gravissimi danni e che avrebbe potuto provocare una strage se non fossero intervenuti prontamente i soccorsi. L’attico era abitato da marito e moglie e per mettersi in salvo e per non essere avvolti dalle fiamme e dal fumo che avevano invaso tutta l’abitazione, per fortuna, si sono rifugiati sul tetto delle abitazioni adiacenti. E meno male che i vicini di casa hanno prontamente avvisato i Carabinieri, i Vigili Urbani e i Vigili del Fuoco di Paola, i quali hanno messo in salvo gli occupanti infreddoliti ed impauriti e poi spento l’incendio che ha provocato notevoli danni all’abitazione. Ed è stata pure una fortuna perché il resto della palazzina non era occupata. E’ risultata completamente disabitata essendo gli appartamenti utilizzati soltanto durante i mesi estivi dai villeggianti occasionali. Panico tanto, paura molta. Tutto si è risolto nel migliore dei modi. Moglie e marito sono salvi, grazie a Dio. L’abitazione è inagibile, ha bisogno di ristrutturazione perché le fiamme hanno fatto ingenti danni. I Vigili del Fuoco stanno controllando. Gli sfortunati occupanti dell’attico lo hanno dovuto abbandonare. Per il momento sono stati alloggiati in una struttura alberghiera cittadina. Potranno tornare nella loro dimora? Ci vorrà senz’altro del tempo.

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amantea-panoramica-mare-calabria-contattoL'Associazione politico culturale “La Migliore Calabria sez. Di Amantea e Campora S. Giovanni", lancia un appello pubblico alla città di Amantea, nell'unico interesse di cogliere le reali convergenze ed intese che possano definitivamente far uscire dal baratro il paese, precipitato ormai in una depressione sociale senza precedenti.

A pochi mesi dalle elezioni amministrative comunali e dopo tanti incontri avuti con molti gruppi, ad oggi, non siamo riusciti ad arrivare ancora ad una sintesi. Nei vari incontri, nonostante la nostra “esigenza” sia stata quella di voler portare all’attenzione di tutti i cittadini la reale situazione del nostro comune tramite un’assemblea pubblica, poche e timide, sono state le adesioni, mentre altri, proponevano, come argomento, solo quello delle candidature. Registriamo positivamente, negli ultimi giorni, un riscontro verso una comune apertura al dialogo con la partecipazione di alcuni gruppi politici insieme a liberi cittadini, che credono fortemente in un radicale processo di discontinuità sia nella composizione delle liste che nella creazione di un programma condiviso.

Un percorso che liberi gli spazi, che crei le condizioni di una città futura, programmatica, inclusiva, che faccia spazio definitivamente alle competenze ed all'impegno concreto.

Teniamo a precisare, e lo vogliamo fare pubblicamente, che il nostro gruppo politico non ritiene assolutamente idonea, vista la situazione creatasi nel nostro comune, la partecipazione alla competizione elettorale con il solito “modus operandi” al quale abbiamo assistito in questi anni con i conseguenti pessimi risultati.

Non stiamo lì a chiedere o ad intentare una caccia alle streghe, ai colpevoli, a fare populismo contro questo o quello per racimolare qualche consenso.

Siamo qui per chiedere di uscire tutti alla luce del sole e di riflettere sugli errori del passato, in modo tale da evitarli e garantire una ripartenza vera a questa città.

Non possiamo far finta che nulla sia accaduto (vedi scioglimento per infiltrazione mafiosa, dissesto o dissesti finanziari) e non riusciamo a credere che una nuova amministrazione riesca da sola, per il solo fatto che vincerà le elezioni, a risolvere i problemi della città.

Noi crediamo che voltarsi dall’altra parte, il non partecipare, sia da considerarsi semplice innocenza, ma forse connivenza.

Quella connivenza che è stata evidenziata in più punti nella relazione che ha poi portato allo scioglimento del nostro comune.

Nessuno ha potuto appellarsi a quella relazione, a quello scioglimento. Nessuno ha potuto proporre ricorso per via delle dimissioni di consiglieri, e poi del sindaco, prima, che detto scioglimento, venisse notificato.

Resterà nella storia della nostra città. Siamo tutti colpevoli per quanto accaduto.

Adesso è arrivato il momento di voltare pagina, no all’indomani delle elezioni.

Vogliamo sapere e lo chiederemo a gran voce: perché nonostante l’intervento dello Stato ad Amantea la situazione sia peggiorata?

Chiederemo come è stato possibile, a seguito della relazione e del conseguente scioglimento per infiltrazioni mafiose, che interessa un periodo dal 1997 al 2017, che il piano triennale delle opere pubbliche non sia stato annullato, che il personale degli uffici comunali non sia stato distaccato con conseguente arrivo di personale veramente formato proveniente dal Ministero dell’Interno al fine anche di recuperare la situazione finanziaria.

Riteniamo che solo le associazioni, i partiti politici e/o i comitati di cittadini liberi, che si riconoscono nei valori fondamentali della Costituzione e del suo normale processo di miglioramento democratico, possano partecipare all’amministrazione della cosa pubblica.

Siamo convinti che i tantissimi cittadini di Amantea e Campora San Giovanni, che vivono di sacrifici, siano essi studenti, disoccupati, casalinghe, operai, commercianti, imprenditori, artigiani e professionisti, possano sperare di avere una proposta nuova, pragmatica, inclusiva per lo sviluppo del nostro comprensorio.

Faremo di tutto affinché il “modus operandi” cambi nella gestione della cosa pubblica sia appropriato ai nostri tempi nel solo ed unico interesse della Città.

Costi quel che costi ma questa volta non possiamo permetterci di essere sciocchi.

La Migliore Calabria c'é!

La Migliore Calabria

Sez. di Amantea-Campora San Giovanni

Official Fan Page:

https://www.facebook.com/LaMiglioreCalabriaSez.diAmanteaeCamporaSanGiovanni/

Pubblicato in Politica

la-rupe-di-amanteain questa breve nota vorrei sottoporre alla vostra attenzione, in forma schematica e succinta, una minima parte dei disastri che assillano Amantea, dal Vostro arrivo.

Domenica 30 Gennaio in vista della partita di calcio fra Amantea 1927 e Rossanese, avete deciso di rendere inagibile il campo sportivo. Questo vostro sconsiderato gesto non ha permesso a oltre mille tifosi Amanteani di vedere l’incontro e tifare per i propri beniamini. Voglio ricordarvi che la squadra locale non ha potuto usare il proprio stadio per tutto il girone di andata (16 partite), costretta a giocare in uno stadio diverso del proprio.

Avete avuto 4 mesi per trovare una soluzione ma, probabilmente eravate “impegnati” in vostre faccende di cui non è dato sapere, probabilmente non legate al vostro “impegno” di risanare il deficit amministrativo.

Circa tre anni orsono sono stati posti dei quesiti all’Amministrazione uscente e da Voi ereditati che puntualmente non hanno avuto nessuna risposta. Il mare di Ulisse inquinato, le facili autorizzazioni che hanno deturpato il centro storico, le perplessità sull’ufficio comunale del demanio e le assegnazioni dei lotti estivi, i cancelli che ostruiscono una strada demaniale che attraversa un villaggio turistico. Questa era l'imbarazzante coerenza di un sindaco che pretendeva di governare una città tramite slogans, frasi fatte e, cosa inaudita, seguendo gli umori “famigliari”.

E’ stato imbarazzante vedere un Comune comportarsi come una parrocchia, invitando i bambini a rivolgersi a Babbo Natale per ricevere qualche piccolo cadeau! E la sorridente Giunta cosa faceva? Niente, non sapeva cosa dire e cosa fare, balbettava articoli del regolamento, appellandosi alla facoltà di non rispondere.

Signori Commissari, poche righe ancora per ribadire quello che tutti i cittadini, e i malcapitati che passavano e passano da Amantea, pativano e continuano a patire ogni giorno e in ogni angolo della città. Strade dissestate, molte delle quali impercorribili, franose e piene di voragini, alcuni dei veri e propri “buchi neri”, molte prive di illuminazione. Il pericolo per le persone, automobilisti e pedoni, era e resta all’ordine del giorno, oltre i danni ai mezzi. A Catocastro come al Centro Storico, a Campora come ad Acquicella, nelle contrade tutte, la situazione era ed è la medesima: abbandono, degrado, incuria, ad iniziare proprio dalla viabilità oltre alla carenza di servizi primari per i cittadini. Un velo pietoso sul fac simile del cosiddetto porto sul quale si è lucrato alle spalle dei diportisti, costretti a pagare una retta annuale per un posto barca utilizzabile solo 5 mesi l'anno a causa della chiusura della bocca del porto che costringe alla fame decine di persone che dipendono dalla pesca con le loro barche prigioniere nel porto insabbiato. Quindi non avete, non solo provveduto alla manutenzione delle strade, con disagi e malcontento ormai diffuso nella popolazione, ma neppure si è pensato a fare di Amantea una città degna del Suo antico e glorioso passato.

Ovunque in città regnano degrado, abbandono ed emarginazione sociale. Una “strada” se così si può chiamare, che esprime pienamente questa triste situazione è stata asfaltata l’unica volta nel 1982. Da allora è stata dimenticata da tutti, anche dagli Dei. E’ un luogo che giace nell'incuria e che si presenta scarsamente accogliente e percorribile per i suoi abitanti, i loro familiari e gli stessi spericolati cittadini che si avventurano nel percorrerla. Si tratta di una via comunale che collega, Campora San Giovanni, alla contrada Marano. Il degrado e le oltre 500 buche, è ben visibile. Dalla sporcizia, dalla vegetazione ai bordi non curata, dal dissesto e dall’assenza totale di manutenzione. In aggiunta da circa due anni non è illuminata e le persone sono costrette a percorrerla servendosi di torce improvvisate.

L’ incuria in città era e rimane sotto gli occhi di tutti e sotto il naso di tutti. Basta recarsi sul lungomare e dare una sbirciatina a ciò che galleggia indisturbata sul mare di Ulisse. Solo un breve accenno ai “cerotti” che coprono il corpo del paese. Dall’ ex convento dei Gesuiti, al palazzo Florio in pieno centro. Senza dimenticare lo stato in cui versa il monumento ai caduti. E’ una storia infinita di ostacoli, negligenza ma anche di scelte che hanno portato questa Amministrazione a privilegiare altri interventi e a lasciare indietro la parte alta del centro storico i cumuli di immondizia, ratti e pericolosi scarafaggi rossi. L’area del cosiddetto Centro storico costituisce, per la rilevante presenza di elementi storico-architettonici, il fulcro dell’identità cittadina e al tempo stesso rappresenta una delle zone con maggiore capacità di condizionare la trasformazione della città.

Voi, cari Commissari, sarete liberi di non credere allo “scemo del villaggio”, additato dalla ex Amministrazione come “pazzo” e ricordandogli costantemente che la sua era “un’ingenua allucinazione”.

La logica di derisione del gregge, ancora oggi, si innesca facilmente alla vista del minimo segno di diversità. Il “Ciuoto” fonda la propria forza sulla presunta normalità (di cui è difficile dare una definizione) che lega un membro all’altro, imponendo l’emarginazione di tutto ciò che fuoriesce dai ranghi delle consuetudini e convinzioni che garantiscono esclusività e appartenenza. Il Paese (ovvero la maggioranza), prende “coscienza”, si fa per dire, solo di fronte al folle che ne giustifica l’esistenza.

Non a caso Amantea, unico paese al mondo, celebra i matti il 21 luglio di ogni anno. Per finire….. “La corruzione” nel nostro sistema di governo cittadino significava replicare e perfezionare in ogni centro di potere gli ingredienti base della corruzione sistemica. Per vedere tutta la virtù di Mosè, diceva Niccolò Machiavelli, è necessaria tutta la miseria di Israele. Più prosaicamente, si coglie in questo quadro la piena sintonia con quel grumo di interessi opachi che accomuna ampi e trasversali segmenti di certa classe dirigente verso un obiettivo condiviso: estendere il proprio invisibile dominio cleptocratico, rendendo più efficiente e sicura l’appropriazione congiunta della smisurata rendita della corruzione.

Se tutto questo è vero, i cittadini dovranno trarne, in modo concreto e preciso, le conseguenze politiche, e in primo luogo quella che i sociologi, i politologi, i futurologi sono il più delle volte sulla strada sbagliata quando cercano di dipingere l’avvenire di questa nostra amata cittadina bagnata dal Mare di Ulisse.

Gigino A Pellegrini & G el Tarik in collegamento dai meandri della città.

Pubblicato in Politica

ulivoSotto l'occhio ardente dello Stromboli e l'azzurro del Tirreno.“Con navi io giunsi e naviganti miei, fendendo le salate onde ver gente d’altro linguaggio, e a Temesa recando ferro brunito per temprato rame, ch’io ne trarrò”.

Basta solo guardarsi attorno, osservare le colline, fare magari una passeggiata all’aria aperta per scoprire la peculiarità del paesaggio, a volte selvaggio e incontaminato, colorato dall’argento dei propri ulivi, gli alberi sempreverdi e molto longevi di cui la Calabria ha fatto il suo punto di forza dell’economia regionale.

Oggi, infatti, è ai i primi posti tra i produttori di oli italiani. In Calabria, la produzione dell'olio è da sempre molto importante e curata. Questo perché, fino a qualche tempo fa, era l'unico sostentamento e poi perché quasi tutti hanno uno o più uliveti, mentre chi non ce l'ha spesso s'impegna a raccogliere quelle d'altri facendo a metà col raccolto.

È un lavoro molto impegnativo che dura, a volte, anche mesi. La presenza dell’ulivo è documentata almeno sin dal tempo dei Greci, tra l’VIII e il VII secolo a.C., quando la pianta arrivò nell’Italia meridionale importata dall’Asia Minore, ma si deve ai romani, con l’introduzione di importanti innovazioni e il perfezionamento delle tecniche olearie, l’enorme sviluppo e la diffusione di questa cultura antichissima.

Un ramoscello d’olivo, portato nel becco di una colomba, annunciò a Noè la fine del diluvio. Non è la sola leggenda che avvolge l'olivo e lo rende immortale. Zeus decise di dare in dono Atene e l'Attiva al Dio che avrebbe fornito a questa terra il dono più utile. A sfidarsi Atena e Poseidone. Poseidone fornirà il cavallo, Atena l'olivo. Zeus giudica vincitrice la dea sua figlia, sostenendo che il cavallo è per la guerra mentre l’olivo è per la pace.

Cielo azzurro /Campo giallo/ Monte azzurro/ Campo giallo/ Per la pianura deserta/ Sta camminando un olivo/ Un solo/ Olivo . Federico Garcia Lorca

Gigino A Pellegrini & G el Tarikin collegamento dalla Palestina

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sportlllLe associazioni sportive, dopo innumerevoli appelli, solleciti e infruttuose attese, sono costrette a far presente ancora una volta al Prefetto di Cosenza e al Presidente della Provincia di Cosenza la paradossale situazione in cui versa l’impiantistica sportiva di Amantea a causa dell’ingiustificata inerzia del Comune di Amantea che, di fatto, ha lasciato i giovani senza un luogo in cui praticare sport indoor (al chiuso).

In città nessuna palestra comunale è idonea alla pratica sportiva. L’unica soluzione sarebbe il Palazzetto dello sport, un’opera attesa da 30 anni dalla comunità e completata grazie alla Provincia di Cosenza che ha consegnato la struttura, agibile e collaudata, al Comune di Amantea ad aprile 2021. Da allora, nonostante ci sia una convenzione per regolare i rapporti tra gli Enti, il Comune di Amantea non ha mai provveduto alla manutenzione ordinaria interna ed esterna della struttura, nonché all’allaccio dell’energia elettrica lasciando il Palazzetto nell’incuria generale con sistemi di sicurezza non funzionanti.

Uno spiraglio si era materializzato quando ad agosto la Commissione Straordinaria, dopo gli ennesimi solleciti, ha autorizzato l’ASD Beach&Volley Amantea ad utilizzare il Palazzetto dello Sport per qualche mese con costi di gestione a carico di quest’ultima, prevedendo anche la possibilità di utilizzo per altre associazioni. Peccato che all’autorizzazione non sia seguita alcuna consegna formale. Ma ancor più grave è che, nonostante le segnalazioni, il Comune non abbia mai provveduto a chiedere l’installazione del contatore e il primo allaccio all’energia elettrica in modo da permettere alle associazioni di effettuare la voltura delle utenze. La struttura, inoltre, versa in condizioni igieniche disastrose per cui è necessario l’intervento di una ditta specializzata.

Di fatto Amantea è una città priva di un luogo in cui far praticare sport ai giovani, mentre una mega struttura completata e agibile non è utilizzabile perché l’Ente non provvede all’allaccio dell’energia elettrica e ad adempiere ai propri doveri! 

Una disattenzione verso la comunità che non trova alcuna giustificazione nemmeno nel dissesto economico finanziario o nell’organico ridotto dell’apparato burocratico. 

Per tali ragioni le associazioni hanno chiesto al Prefetto di sollecitare con urgenza, ove lo ritenga opportuno, il Comune di Amantea a porre in atto le azioni necessarie per rendere fruibile la struttura ed assicurare il diritto allo sport dei giovani; al Presidente della Provincia di Cosenza di vigilare sul rispetto, da parte del Comune di Amantea, della convenzione che regola i rapporti tra gli enti per la gestione del Palazzetto dello sport attivandosi, ove necessario, per tutelare l’integrità dell’immobile e la fruibilità dello stesso.

 

COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI SPORTIVE

ASD Beach&Volley Amantea, ASD Amantea Futsal, A.S.D. Real Amantea, A.S.D. Promosport, A.S.D. RG Academ, A.S.D. New Harmony Dance, A.S.D. Accademia Campora Karate, Circolo Tennis Amantea A. Monaco, A.S.D. Aurora Dance.

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