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Riceviamo e pubblichiamo:

“Le dichiarazioni di Chilelli apparse oggi sulla stampa affermano, chiaramente e indiscutibilmente, la presenza e la guida “esterna” della lista Azzurra da parte di Franco La Rupa.

Ricordiamo tutti che il candidato sindaco delle 5 del mattino, Mario Pizzino, aveva ringraziato dai palchi elettorali l’onorevole La Rupa, il diciassettesimo uomo della Lista Azzurra, ma subito dopo le elezioni e a maggior ragione dopo l’arresto di Socievole e La Rupa, aveva negato l’evidenza e la realtà.

Oggi Chilelli dice “la lista Azzurra l’ho voluta fortemente io, insieme all’amico Franco La Rupa”.

Più chiaro di così si muore, o si potrebbe finire in galera!

Cosa potrà dire adesso Mario Pizzino?

Anche a qualche giorno di distanza della chiusura delle indagini a carico di La Rupa e Socievole accusati di voto di scambio e tentata estorsione?

In realtà la verità la conosciamo tutti e Fulvio Chilelli la ribadisce senza vergogna.

Dichiara Chilelli, di avere sostenuto e di sostenere questa amministrazione da cui ha ottenuto l’incarico di responsabile dell’ufficio di piano destinato a gestire milioni di euro.

Senza vergogna si parla di accordi, cordate, verosimilmente di “apparato che rema contro e di funzionari che si guardano e dicono no, io questa cosa non la faccio”, di spartizione delle deleghe tra consiglieri in base al numero dei voti presi e non alla competenza, insomma la decadenza della politica in tutti i suoi aspetti.

Quello che non sapevamo era che Pizzino era stato allontanato, cioè non era Pizzino che in un impeto di legalità non voleva La Rupa, ma era La Rupa che non voleva Pizzino!

Certo di amore contrastato si sarà trattato, mentre i due livelli di ciò che è lecito e di ciò che non lo è si intersecano, ai danni di una comunità che da un lato appare rassegnata, ma dall’altro ha scelto in massa alle ultime elezioni politiche il cambiamento e il M5s che però accordi, scambi, minacce e quant’altro hanno visto fermarsi al 22% delle comunali.

Era il 26 giugno quando il M5s in Consiglio ha votato contro la convalida di tali eletti che non meritano affatto di guidare la città di Amantea, e oggi dopo quasi un anno questo lo possiamo ribadire non solo per le “compagnie ed i comportamenti” elettorali ma anche per un’amministrazione quasi invisibile e dannosa, i cui risultati tra manutenzione, decoro, servizi, bilancio, tutela del lavoro e delle fasce deboli, sono sotto gli occhi rassegnati dei cittadini.

Basterebbero due cose su tutto: la scuola media su cui l’amministrazione è immobile e l’assessorato che non c’è, quello al bilancio in un comune in dissesto.

Tra l’altro proprio in questi giorni abbiamo scoperto che il Ministero dell’Interno ha inviato otto pagine di osservazioni, dando due mesi di tempo al Comune e su questo vi aggiorneremo nei prossimi giorni, mentre il sindaco tace.

Per non dire di altre indagini che dopo quelle sul voto di scambio, dopo quelle di Giusta, riguardano un assessore della giunta Pizzino e diversi funzionari del Comune.

Abbiamo chiesto chiarimenti e notizie anche attraverso il tavolo anticorruzione, ma non abbiamo ancora ottenuto nessuna risposta.

Tant’è.

Buona Pasqua a tutti.

Gruppo consiliare M5s Amantea

Francesca Menichino

Francesca Sicoli

«In Sicilia sono finiti i candidati per Palazzo Madama e probabilmente il Senato avrà un seggio in meno perché abbiamo più seggi che candidati».

Luigi Di Maio dal palco della sua Pomigliano d’Arco si sbilancia, affermando che l’ondata a cinque stelle in Sicilia è stata così inaspettata da aver portato alla luce dei problemi nel nuovo sistema elettorale.

Conquistato tutti e 28 i collegi uninominali dell’isola, oltre al 49% dei consensi, la Sicilia porta in dote al M5S un nutrito numero di parlamentari: 57 eletti, con 28 parlamentari nella quota uninominale.

Alcuni dei vincitori al proporzionale sono già eletti nei collegi uninominali e, in caso di doppia elezione, prevale quella nell’uninominale.

Succede quindi che al proporzionale il successo è così grande che non ci sono abbastanza nomi in lista per occupare tutte le poltrone: per occupare quelle 57 poltrone ci sono solo 53 teste, quattro di meno.

E all’appello mancano tre persone per la Camera e una per il Senato.

Un effetto collaterale non nuovo alla politica, che nelle ultime ore ha acceso il dibattito, così come le polemiche.

Chi occuperà quelle poltrone?

Come verranno suddivisi i seggi?

In base al decreto del Presidente della Repubblica numero 361 del 1957, «qualora una lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati in una circoscrizione e non sia quindi possibile attribuire tutti i seggi ad essa spettanti in quella medesima circoscrizione, l’Ufficio centrale nazionale assegna i seggi alla lista nelle altre circoscrizioni in cui la stessa lista abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente.

Qualora al termine di detta operazione residuino ancora seggi da assegnare alla lista, questi le sono attribuiti nelle altre circoscrizioni in cui la stessa lista abbia la maggiore parte decimale del quoziente già utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente».

Secondo il leader del Movimento in Sicilia, Giancarlo Cancelleri, «abbiamo ottenuto una valanga di voti che ha mandato in tilt persino il sistema elettorale, facendo emergere tutte le criticità di una legge, il Rosatellum, scritta ad arte per fermare il M5s».

Secondo lui, il decreto del 1957 non sarebbe sufficiente: «Se per la Camera la situazione è chiara, per il Senato la norma ha un buco. I seggi a Palazzo Madama sono attribuiti su base regionale: chiederemo un chiarimento ufficiale».

Anche secondo Emanuele Rossi, costituzionalista della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, «nel caso del Senato il Rosatellum presenta un vero e proprio `buco´ che deve essere colmato» perché «se una lista ottiene più seggi dei candidati, alcuni seggi non possono essere assegnati».

La legge andrebbe inoltre corretta per «assicurare la possibilità di proporre un numero di candidati per ciascuna lista pari al numero dei seggi disponibili».

Se ora non si troverà una quadra, si potrebbe ripetere quanto già accaduto nel 2001 con la cosiddetta «legge Mattarella» , quando alla Camera ci fu un numero di deputati inferiore a 630.

Allora la «causa» non fu la valanga di voti ottenuta dalla coalizione della Casa delle libertà, bensì la presenza di numerose «liste civetta», create appositamente per non essere votate.

A mancare all’appello allora furono 12 eletti di Forza Italia: la Commissione elettorale della Cassazione diede un suo parere, ma alla fine la scelta fu politica e Montecitorio arrivò nel luglio 2002 a decidere di non assegnare i seggi.

Ma il «caso siciliano» non dovrebbe essere così grave: il dubbio ora è chi saranno i quattro parlamentari mancanti a rappresentare i siciliani nella prossima legislatura.

Palazzo Madama infatti non potrà eleggere la propria guida finché la Giunta provvisoria per la verifica dei poteri del Senato non dirimerà la questione del seggio conquistato in Sicilia dal Movimento 5 Stelle e non attribuito, per insufficienza dei candidati in lista.

Non un errore dei pentastellati, ma un vero e proprio bug del Rosatellum.

La composizione della Giunta in prima riunione è formata dai componenti rieletti che già ne hanno fatto parte nella scorsa legislatura. La situazione attuale non vede una maggioranza chiara.

Sui nove componenti, tre sono del Pd (Dario Stefano, Ada Ginetti e Giuseppe Cucca), tre del Movimento 5 Stelle (Vito Crimi, Mario Giarrusso e l'espulso Maurizio Buccarella), tre del centrodestra (due di Forza Italia, Giacomo Caliendo e Lucio Malan, e uno della Lega, Erika Stefani).

Va da sé che, in una situazione al 22 marzo ancora di confusione o di mancato accordo, se due o più forze politiche volessero ritardare l'elezione del presidente del Senato, attendendo lo sblocco dell'impasse e cercando di equiparare i tempi ai colleghi di Montecitorio, potrebbero avere uno strumento per farlo.

Si configurerebbe una situazione senza precedenti di caos istituzionale, e forse non si arriverà mai a un punto tale di involuzione della situazione politica.

Ma è un elemento di cui tener conto.

Sarà il forzista Caliendo, in qualità di consigliere anziano, ad assumere la presidenza pro tempore. Da lui e dai suoi colleghi potrebbe passare una fetta del destino della prossima legislatura.

Ma a pressioni tali ci sono abituati.

Sono loro infatti che decisero la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore.

Con tutto quel che ne è conseguito.

Pubblicato in Italia

Riceviamo e pubblichiamo:

“Nel 2014 nasce ad Amantea un nuovo corso socio-politico ispirato al MoVimento 5 Stelle che a queste ultime Politiche 2018 ha raggiunto, nella nostra cittadina come in tutta Italia, un risultato ed un successo eccellente, frutto del grande lavoro realizzato negli anni.

Quel mese di febbraio di 4 anni fa una telefonata mi cambiò la vita.

Fui contattata per aderire al progetto politico di una nuova lista M5s alle amministrative 2014 per il comune di Amantea.

Quella telefonata mi fu fatta da Francesca Menichino.

Io ero già da un anno iscritta al meetup di Paola perché mi ero riconosciuta nel grande e ambizioso ed onesto progetto politico del movimento.

Da quel giorno, dopo averle detto si, ho lavorato politicamente e attivamente cercando di praticare le parole guerriere di Beppe Grillo e alacremente stare al fianco della nostra guerriera amanteana e insieme fare un piccolo esercito di guerrieri che si sono riconosciuti ed hanno cercato, giorno dopo giorno, di dare vita al cambiamento con parole e azioni rivoluzionarie.

Una rivoluzione democratica, lenta, non violenta che sradica i poteri, rovescia le piramidi e che da cittadini prigionieri e vittime di un sistema obsoleto e corrotto e soprattutto clientelare, ci ha portato verso la luce in fondo al tunnel per farci riconoscere e ricongiungere in parole come comunità, onestà, partecipazione, solidarietà, sostenibilità.

Il 4 marzo 2018 è una data storica oramai, e che ha visto nascere la terza repubblica: la repubblica dei cittadini!

Tutto ciò grazie al Movimento 5 stelle che è diventata prima forza politica in Italia.

Sono orgogliosa di far parte di questo movimento come attivista rappresentativa ed iscritta da più di 5 anni, e in tutte le competizioni politiche dal 2013 ad oggi ho partecipato e lavorato per un paese più giusto e per rifiutare il sistema di potere marcio e colluso riconosciuto da più di 20 anni a tutti i livelli.

Anche nella mia Amantea è stato fatto un lavoro immane, che ci ha fatto scontrare con coloro che di Amantea ne facevano e ne fanno un feudo politicamente clientelare dove il diritto non solo è stato calpestato, ma quasi sempre è stato riconosciuto come mezzo di favore al cittadino affinché garantisse voti per le loro poltrone.

In questi anni di battaglia politica locale amanteana, Francesca Menichino e noi tutti, abbiamo avuto al nostro fianco i portavoce del movimento in parlamento: Dalila Nesci, Paolo Parentela, Laura Ferrara, Federica Dieni, Nicola Morra.

Ed è proprio Dalila Nesci Dalila Nesci che con la sua presenza sui territori e anche nella nostra città ha fatto sentire forte il senso di comunità e di onestà.

Anche gli altri parlamentari sono stati attivamente al fianco di Francesca Menichino ed a tutto il gruppo, anche in momenti delicati e complicati che la stessa ha dovuto subire ed affrontare con tanto di abusi e di denunce che hanno coinvolto lei, gli attivisti di Amantea e i parlamentari stessi.

Insomma, sono stati anni di dura lotta che oggi sono culminati nel grande risultato di fiducia dei cittadini che hanno saputo discernere e soprattutto scegliere in libertà la via tracciata, possibile e giusta.

In questa campagna elettorale ho ritenuto anche sostenere e appoggiare alcuni meetup di amici attivisti calabresi, i nostri parlamentari uscenti e le nuove elette di questa tornata elettorale che nei nomi di Dalila Nesci, Elisabetta Barbuto, Margherita Corrado, Anna Laura Orrico, Silvia Vono, Bianca Laura Granato, Federica Dieni, Elisa Scutellà, Rosa Silvana Abate, solo per citare le nostre guerriere, hanno prodigiosamente portato avanti una campagna sul territorio in modo capillare e con un ottimo lavoro certosino e concreto.

Ho seguito con attenzione, con presenza fisica e anche con contributi personali, la nostra Dalila Nesci che ha organizzato una campagna elettorale strutturalmente esemplare e vincente che si è riverberata in incontri culturali, sociali e politici trasversali e ispirati ai principi del movimento e alla propagazione del nostro programma.

Voglio ringraziarla pubblicamente del grande lavoro fatto e che farà per l’Italia tutta e per la nostra Calabria, da sempre usurpata e martoriata nei settori primari della vita dei cittadini tra cui la sanità.

A tal proposito si deve ricordare che Dalila Nesci, dopo avere denunciato in seguito a visite ispettive come deputato parlamentare il degrado, la mancanza dei requisiti di sicurezza e anche di controllo i presidi ospedalieri calabresi e anche i punti nascita, ha depositato alla regione Calabria una proposta di legge di iniziativa regionale (raccolta di 5000 firme in tutti i comuni calabresi tra cui anche Amantea ha partecipato) sul riassetto della sanità calabrese.

Voglio, dunque, ringraziare lei e anche Margherita Corrado ed Elisabetta Barbuto che ho avuto l’onore di conoscere e di affiancare in questa campagna.

Altre due grandi donne guerriere che arricchiscono il nostro patrimonio politico pentastellato per la loro vita sociale e professionale di alto livello. Grazie a tutte e a tutti. A riveder le stelle! In alto i cuori!

Teresa Sicoli attivista Movimento 5 stelle Amantea

Pubblicato in Cronaca

 

proiezioneAmici carissimi, il Movimento 5 Stelle durante la campagna elettorale aveva promesso che se avesse vinto le elezioni e se fosse andato al Governo avrebbe introdotto anche in Italia il reddito di cittadinanza. Voi lo sapete, vero, cosa è questo reddito? Dare ai cittadini bisognosi, a quelli con basso reddito, ai cittadini senza un lavoro un sussidio mensile in attesa che trovino un posto di lavoro. Parla alla pancia dei disoccupati e dei poveri e di chi ha perso il posto di lavoro, degli esodati, ma non è realistico, almeno per ora in Italia. Secondo i suoi sostenitori è un argine contro la povertà. Per gli avversari è un sussidio a pioggia che non risolverà il tema della scarsa occupazione. Però questa promessa è stata senza alcun dubbio la carta vincente del Movimento 5 Stelle. E dove ha preso più voti il 4 marzo scorso? Nell’Italia meridionale dove la disoccupazione è maggiore rispetto a quella del Nord dove i cittadini hanno votato la Lega di Salvini. Abbiamo, dunque, un’Italia divisa a metà. Ora vi voglio raccontare cosa è successo in una cittadina delle Puglie lunedì mattina quando ancora tutte le schede elettorali non erano state scrutinate. Molti giovani si sono rivolti agli impiegati comunali e ai Caf e hanno chiesto i moduli e informazioni per iscriversi alle liste. Ma ancora non c’è un Governo 5 Stelle e Di Maio Presidente del Consiglio, e non c’è neppure una legge approvata dal Parlamento e dal Consiglio dei Ministri. Il reddito di cittadinanza è solo un annuncio, è solo una promessa fatta in campagna elettorale. E tutti noi sappiamo perché lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, dove vanno a finire le promesse elettorali. Nella spazzatura. Ma andiamo con ordine. Giovinazzo è un paese delle Puglie dove il Movimento 5 Stelle ha ottenuto un successo enorme. E’ stato votato principalmente dai giovani specialmente da quelli in cerca di lavoro che ancora vivono in casa coi genitori e che ricevono settimanalmente la paghetta da parte dei nonni. E ora, dopo il voto, aspettano di ottenere il reddito promesso. Tutto questo rispecchia, evidentemente, l’onda emotiva che ha travolto questa tornata elettorale con risultati strabilianti per i pentastellati soprattutto al Sud. Quella promessa elettorale ha fatto presa sull’elettorato giovanile. All’inizio ho scritto che questo reddito di cittadinanza non è realistico. Sapete perché? Non ci sono i fondi necessari e le relative coperture economiche. Dove andranno a prendere i 15 miliari di euro all’anno? Aumentando le tasse e introducendo nuovi iniqui balzelli. I Sindaci delle città e dei paesi dell’Italia meridionale sarebbero contentissimi se venisse introdotto subito il reddito di cittadinanza. E anche il Sindaco di Amantea e del mio paese, San Pietro in Amantea, dove il Movimento 5 Stelle è stato votato, sarebbero contentissimi e felicissimi. Non ci sarebbero più disoccupati, nulla facenti. Il problema della disoccupazione sarebbe risolto e per quelli che non hanno un lavoro sarebbe davvero una pacchia e ogni mese potrebbero recarsi presso gli Uffici Postali e ritirare il reddito di cittadinanza che Di Maio aveva promesso durante la campagna elettorale. Alla fine, però, ci saranno amare sorprese. E molti malediranno il Movimento 5 Stelle e quella croce che hanno apposto sulla scheda il 4 marzo ultimo scorso.

Pubblicato in Italia

Ci sono volute quasi le 11.00 per avere i dati di tutte le sezioni.

I dati di una di esse, infatti, sono giunti con estrema lentezza.

Almeno rispetto alle altre sezioni cittadine.

Ma sono dati che confermano la grande “incazzatura” degli amanteani.

Simili, questa volta, gli amanteani agli altri meridionali .

Una incazzatura che fa diventare primo partito ad Amantea il M5s.

Il M5s, infatti, alla Camera ottiene 3484 voti su 7398 voti utili( al netto delle schede bianche e nulle).

Sempre il M5s, al Senato, ottiene 3184 voti su 6710 voti utili( al netto delle schede bianche e nulle).

Subito dopo il Centro destra che alla camera ottiene 2472 su 7398 voti utili( al netto delle schede bianche e nulle).

Al senato , invece, il Centro destra ottiene 2175 voti su 6710 voti utili( al netto delle schede bianche e nulle).

Al terzo posto il Centro sinistra che alla camera prende 1.086 voti su 7398 voti utili( al netto delle schede bianche e nulle).

Al senato, invece, il Centro sinistra ottiene 1026 voti su 6710 voti utili( al netto delle schede bianche e nulle).

Ed è da questi primi dati che emerge la prima considerazione politica.

Il M5s ed il centro destra alla camera prendono circa 300 voti in più che al senato ( 3484-3184 il M5s ) e (2474-2175 il Centro destra).

Al contrario il centro sinistra prende solo 60 voti in più (1086 – 1026).

Sembra cioè evidente che il voto giovanile si sia orientato verso il M5s ed il centro destra.

M andiamo avanti.

Forza Italia alla camera ha preso 1626 voti mentre al senato ha preso 1357 voti.

Il PD invece alla Camera ha preso 916 voti ed al Senato 896 voti.

Anche questi dati confermano la staticità del PD che non è riuscito ad intercettare il voto giovanile.

La principale sorpresa comunque è stata sicuramente quella che il voto del PD è stato nettamente inferiore alle attese.

Qualcuno, infatti, si aspettava altissimi risultati considerato che i soli portatori di voti dell’amministrazione comunale ascritti come vicini al PD avevano ottenuto risultati elettorali individuali tali da far pensare almeno ad un risultato triplo rispetto a quello realmente ottenuto.

Quasi come se o non siamo stati richiesti i voti o la incazzatura espressa comprenda anche l’amministrazione comunale.

Non ci azzardiamo, ovviamente, sul campo minato della ascrizione dei politici locali ai gruppi politici che si sono presentati.

Nella foto Morra ( a destra) il primo eletto ad Amantea

Pubblicato in Politica

Alle Parlamentarie del MoVimento 5 Stelle per la definizione dei collegi plurinominali della Camera hanno votato 39.991 iscritti certificati che hanno espresso un totale di 92.870 voti.

Per quelli del Senato 38.878 iscritti che hanno espresso 86.175 voti.

In Calabria il senatore Nicola Morra è stato il calabrese più votato alle Parlamentarie del Movimento 5 Stelle.

Al prof cosentino, che in virtù di questo risultato è stato ricandidato come capolista nel listone unico per Palazzo Madama, sono andate 564 preferenze.

Una cifra che lo fa entrare nel novero degli esponenti 5 stelle più apprezzati a livello nazionale in termini di clic assoluti. Morra ha preso più voti di big come Danilo Toninelli (502), Laura Castelli (433) e Manlio Di Stefano (492).

Ottime le performance di altre due deputate uscenti (e ricandidate): Dalila Nesci e Federica Dieni, entrambe candidate nel collegio camerale 2 (Sud).

La prima è stata votata da 272 iscritti, la seconda da 240.

Terzo Paolo Parentela (232), che però si trova al secondo posto nel listino proporzionale ufficiale presentato in Corte d’Appello per via dell’alternanza di genere prevista dal Rosatellum.

In questo collegio il numero totale è stato di 1.917 voti.

In quello per il Senato le preferenze complessive sono state 3.246.

Ad Amantea.

Salvo errori ed omissioni gli unici votati di Amantea sono stati

Alla Camera nessuno

Al Senato

Sicoli Teresa voti 41

Provenzano Francesco voti 11

Di seguito l’elenco di tutti i votati .

Se trovate qualche altro amanteano fatecelo sapere. Grazie

Questi i voti in Calabria

Camera Calabria 01

Forciniti Francesco 195

Scutellà Elisa 130

Leone Luigia 125

Melicchio Alessandro99

De Rose Deborah79

Giorno Giuseppe 76

Lopetrone Alessandra 75

Russo Domenico 68

Lagamba Erica 62

Covelli Giuliano 55

Bruno Gaetano 54

Iaquinta Mirko 50

Bria Giuseppe 49

Vuono Marialuisa 47

Sangineto Gabriele 46

Lerose Maria Antonietta 44

Mezzatesta Paolo 32

Iannone Andrea 28

Bisignano Emilio 28

Delle Cave Luca 26

Micieli Maddalena 25

De Luca Domenico 24

Sangiovanni Pierino 23

Napolitano Vincenzo Dario 22

Amoruso Giuseppe 20

Aiello Raffaele 18

Guidi Diego 17

Carnovale Daniele 17

Talerico Emanuele 16

Frega Gianluca 16

Ottolenghi Andrea 15

Alberti Maxmilian 15

Colonnese Francesco 15

Trebisonda Marco 14

Grosso Ciponte Robert 14

Caruso Andrea 13

Monaco Sergio 13

Fuscaldo Pasquale 12

Cosenza Davide 12

Boccia Gaetano 11

Alfano Pasquale 11

Fiore Giuseppe 11

Lavorato Cosimo 10

Lauria Giuseppe 10

Fazio Armandino 9

Piro Pierfrancesco 8

Serravalle Attilio 8

Gentile Carmine 8

Vasta Salvatore 8

Verardi Giuseppe 7

Benemerito Pierluigi 5

Lauria Vincenzo 5

Luberto Marco 5

D'amico Aleandro 4

Infelise Tommaso 4

Basile Pierluigi 4

Russo Carmen 4

Cipolla Salvatore Matteo 3

Agnoni Francesco 3

Sposato Vincenzo 3

Gaudio Eliana 3

Aprile Antonio 3

Tallarico Francesco 2

Canino Fabio 2

Totale voti collegio 1853

Camera Calabria 02

Nesci Dalila 272

Dieni Federica 240

Parentela Paolo 232

Tucci Riccardo 117

Gugliotta Barbara 89

Diodato Alberto 82

Germano' Giuseppe Antonio 57

Tedesco Maurizio 56

Varano Serena 53

Marino Maria Cristina 42

Bruzzese Carmelino 40

D'Africa Vincenzo 36

Gaetano Ferdinando 36

Pizzinga Marco 32

Scappatura Antonino 30

Milella Magda 28

Audino Dino 27

Ielo Giovanna 22

Iaria Francesco 22

Mantoan Davide 20

Roda' Pasquale 18

Labonia Francesca 16

Pugliese Girolamo16

Colosimo Roberta15

Caruso Francesco14

Molinaro Angelino14

Catanzariti Umberto12

Conte Giuseppe12

Mamone Luciana12

Dodaro Giuseppe11

Voti al senato Calabria -01

totale voti collegio 1653

Morra Nicola 564

Auddino Giuseppe 122

Sapia Francesco 86

Ciappetta Francesco 79

Gambino Fabio 77

Granato Bianca Laura 64

Abate Rosa Silvana 62

Cerra Rosella 59

Catrambone Antonella 59

Genovese Benedetta 55

Bevilacqua Rosa 50

Eboli Francesco 49

Caminiti Vincenzo 46

Cutrupi Gabriella 45

Capalbo Cataldo 44

Malara Maurizio 43

Raffaele Antonio 42

Sicoli Teresa 41

Pancaro Cinzia41

Mallamaci Paolo36

Ritrovato Lorella35

Mazzarella Gaetano31

Scarpino Domenico30

Malgeri Gianni29

Bellanza Salvatore28

Gigliotti Fulvio27

Coscarello Anna Maria26

Coratto Stefano25

Panetta Giuseppe25

D'Urzo Gerardo23

Barresi Vito23

Reda Vincenzo22

Cappelli Vittorio22

Amoroso Giovanni20

Morace Paola20

Perrotta Romolo19

Gambardella Nicola19

Rinaldi Nicholas16

Militerno Maria Gabriella16

Cosco Francesco16

Provenzano Cosimo15

Scarmato Antonio14

Mauro Patrizia Raffaella14

De Maio Ettore13

Marchese Irene Anna13

Versi Vincenzo12

Corigliano Esposito Aurelia12

Tassone Luana12

Cutellè Salvatore12

Arnone Aurelio12

Cassano Andrea11

Seminara Giacomina11

Provenzano Francesco 11

Scordo Cristoforo10

Carere Patrizia10

Barile Vittorio10

Godinoo Tiziana Immacolata10

Molinaro Roberto10

Gioghà Francesco10

Pucciano Nino9

Mastratisi Marco Antonio9

Scarlato Mario8

Iapicca Michele8

Seguono altri 141

Totale voti collegio 3246

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Ecco cosa scrive il M5s:

“E' finito il Consiglio comunale, subito dopo che era stato sospeso.

In realtà solo i consiglieri di maggioranza sono usciti a rinfrescarsi le idee, mentre noi (ed anche il sindaco) siamo rimasti seduti ad aspettare le signorie loro.

Mancavano Giusta e Aloisio.

Ma mentre Giusta pare fosse stato convocato, Aloisio non è stato nemmeno convocato.
Ovviamente questo rende nullo il Consiglio perchè per essere valido occorre che tutti i consiglieri vengano regolarmente convocati, ma questo Mario Pizzino, il burocrate, dovrebbe saperlo, e lo sa (almeno credo), ma se n'è infischiato, arrampicandosi sugli specchi e facendo votare il consiglio per andare avanti lo stesso.

Ad un certo punto a dire il vero c'è stato un rigurgito di legalità da parte di Giacco, che ha detto "se ci sono fatti dettagliati e circostanziati di notizie di non avvenuta notifica lo mettete a verbale ne prendiamo atto ed eventualmente l'adunanza si rinvia".

Ed io, immediatamente, Robert Aloisio, nome e cognome.

In realtà lo sapevano benissimo pure loro, ma facevano finta di non saperlo, con un'ipocrisia di cui sono professori attempati.

Ma il Consiglio doveva andare in porto...e la delibera la dovevano approvare...e così il pentimento di Giacco è durato un attimo, fino a quando il sindaco ha detto: "votiamo!", e hanno votato per proseguire il consiglio in realtà nullo.

Evidentemente la cosa era importante e non gli serviva il voto del dissidente Aloisio.
E allora la domanda vera è: "cosa c'è dietro la delibera di oggi sul regolamento della Conferenza dei Sindaci dell'Ambito socio-sanitario di Amantea che comprende Aiello, Cleto, Serra d'Aiello, Belmonte, Longobardi, Fiumefreddo e Lago?"

E' questo che bisogna capire!

Quello che c'è dietro non è poca roba: è tutta la gestione dei servizi sociali, significa milioni di euro che ora, da quando le funzioni sono passate dalla Regione ai Comuni, dovranno essere gestite proprio da questo organismo che fa capo alla Conferenza dei Sindaci, così come a livello locale andranno gestite le autorizzazioni alle strutture socio-sanitarie presenti.
Vi rendete conto di cosa c'è dietro?

Bene oggi abbiamo anche appreso che ad essere nominato responsabile di questo ufficio, che si chiama ufficio del piano, è Fulvio Chilelli.

Non senza imbarazzo devo dire che il sindaco ha pronunciato il nome di una persona che è stata in prima linea in tutta il periodo di formazione della lista e della campagna elettorale, avendo anche in modo chiaro inserito in lista una candidata che oggi è, sarà un caso, assessore ai servizi sociali, Francesca Policicchio, alla quale ho chiesto cosa abbia fatto per il disagio sociale presente in città, ma non ho avuto risposta.

Sia noi che l'altro gruppo di minoranza oggi non abbiamo partecipato alla votazione dopo due ore di un Consiglio Comunale che offende questa città.

Peccato davvero che non ci siano le riprese (solo proclamate da Giacco) a mostrare ai cittadini chi guida la città di Amantea e approva queste delibere dichiarando che sono rivolte al "miglioramento della qualità della vita dei cittadini".

VERGOGNA
Francesca Menichino

Francesca Sicoli

Pubblicato in Cronaca

Riceviamo e pubblichiamo:

“Ci risiamo.

Notizie gravi precise e concordanti lasciano pensare ad una fine vicina della consiliatura Pizzino.

Ancora una volta, a distanza di un anno da quando finiva l’esperienza Sabatino.

Non è mai bello vedere la fine di un’amministrazione, anche quando la città merita di liberarsene, perché per chi fa politica come noi, in modo disinteressato ed anzi rimettendoci in salute e risorse, non c’è niente da rallegrarsi a vedere un ulteriore fallimento di una comunità che ancora una volta ha scelto gente immeritevole di rappresentarla ed incapace di gestirla.

Un anno fa, non a cuor leggero, firmavamo per lo scioglimento anticipato della giunta Sabatino, mentre erano già presenti gli sciacalli gongolanti che si sono puntualmente candidati, pensando di poter vincere un’elezione poi “governata”  dal pifferaio magico che ha messo in fila i topolini da eleggere e gli elettori per votarli.

Ma adesso i topi scalpitano e lui, il pifferaio, ha deciso di disperderli così come li aveva riuniti.

Una domanda semplice e banale: qualcuno di loro ha mai pensato per davvero cosa significhi governare seriamente e in modo integerrimo una città?

In questi giorni comunicati stampa e post ovunque, fiumi di parole, anzi fiumi di ipocrisia e falsità, ma risalta nella lettura di questi scritti elaborati sicuramente da luminari e dotti della politica,  non trovare  parole importantissime e chiave come etica, morale, onestà, eguaglianza sociale, meritocrazia… niente, niente di tutto questo!

E come è stato sette mesi fa, chissà se anche stavolta accadrà di notte come la notte prima della presentazione delle liste in cui un Pizzino qualsiasi è stato destinato ad essere il sindaco di questa città.

Certo, indipendentemente dal pifferaio magico a tutti noto, Pizzino merita prepotentemente di andarsene a casa: ha saputo sconvolgere il già precario equilibrio della macchina comunale, ha caricato ai diversi capisettore un carico di lavoro insostenibile, perdendo finanziamenti per circa un milione di euro pacchi di Natale compresi, ha depotenziato l’ufficio tributi piuttosto che potenziarlo, ha affidato al ragioniere di nuova nomina e già oberato  anche il personale e l’economato, non è riuscito a riorganizzare i servizi facendo continue ed illegittime proroghe per non parlare del problema della scuola media , del porto, del Catocastro, e del disagio sociale.

Terribile poi la situazione dell’ultimo consiglio comunale (surreale e da non credere se non lo avessimo visto con i nostri occhi!) con il quale è riuscito ad inimicarsi l’associazione commercianti, creando un’ insanabile frattura tra questa e il suo presidente, ha illuso i vigili precari perdendo la possibilità di stabilizzarli e ha mostrato di essere da un punto di vista amministrativo e gestionale lo zero assoluto, spaccando anche la maggioranza che ha mostrato con chiarezza di non essersi evoluta dalla sua realtà di impalcatura elettorale mai diventata squadra di governo.

Una lista infinita di incapacità, irregolarità e leggerezze che continuano ad affossare la già agonizzante città.

Di tutto questo Pizzino presentatosi come il risanatore, deve assumersi responsabilità e deve farlo nelle sedi istituzionali: ecco perché abbiamo già pronta una richiesta per incontrarci nella conferenza dei capigruppo, perché la fine di questa amministrazione non sia lasciata al pifferaio magico, ma avvenga nelle sedi opportune come deve essere e davanti alla città.

Non sappiamo dirvi cosa accadrà dopo: potrà esserci chi dall’opposizione prima inciucia e poi insoddisfatto chiede le dimissioni, oppure la vergognosa precedente amministrazione che  invece di temere il giudizio della Corte dei Conti parla del dissesto senza rendersi conto che il dissesto non si fa ma si dichiara e si dichiara solo e soltanto se esiste nei numeri della contabilità di un comune.

Per cui dire “noi non l’avremmo fatto” significa dire che avrebbero continuato ad occultare la verità nella carte contabili dei bilanci come è stato fatto per lo meno negli ultimi 25 anni nel Comune di Amantea, grazie ad accordi scellerati tra la parte politica e la parte amministrativa che poi si sono sovrapposte ed "unificate" nell'ultima amministrazione prima dell'inevitabile dissesto.

L’unica speranza rimane solo nella capacità dei cittadini, i più capaci e meritevoli, che devono trovare la forza e il coraggio di mettersi a disposizione di un cambiamento reale per il futuro che può esserci non certo se si crede alle bugie di chi è lì a distruggere politica e città da trent’anni.

Gruppo consiliare M5s

Francesca Menichino

Francesca Sicoli

Pubblicato in Cronaca

Buongiorno!
Non riuscivo più a dormire stamattina e mi sono alzata molto presto.

Tante le cose da fare, la famiglia, il lavoro, i problemi..

Ma la prima che mi sono messa a fare, mannaggia a me, è venire

davanti al computer per scrivere il comunicato stampa con il quale informare i cittadini di quello che sta accadendo ad Amantea, politicamente parlando.

E quello che sta accadendo non è bello: certo ci sarà anche questa volta come è successo un anno fa, esattamente il 13 gennaio, qualcuno che gongola pensando "adesso tocca a me", quasi come se la città di Amantea fosse una palla da gioco attorno alla quale quelle due o tre persone giocano avidamente e voracemente facendo a gara, con ogni mezzo, per accaparrarsela.

E paradossalmente sono sempre gli stessi anche la maggior parte dei cittadini che non si rendono conto che di gioco al massacro trattasi e stanno a guardare aspettando di vedere chi sia il prossimo ladro di palla e di galline.

Che nel caso di Amantea erano galline dalle penne d'oro per tutto quello che poteva essere e non è stato, ripeto erano perchè adesso nemmeno le penne ci sono rimaste.

E dico questo con riferimento non solo ai soldi di cui il Comune di Amantea poteva essere ricco se non fosse iniziata circa trenta anni fa la stagione della "esenzione fiscale" agli amici soprattutto quelli più possidenti, mentre i poveretti pagavano, e dell'amministrazione scellerata modello "mucca da mungere" finchè è possibile.

Lo dico con riferimento all'ambiente che è stato massacrato e con l'ambiente inevitabilmente la salute, lo dico con riferimento al lavoro e alla sua dignità ( e solo il 30 dicembre si è persa, spero non per sempre, la possibilità di stabilizzare 6 vigili precari per non parlare della mancata dignità degli autisti degli scuolabus e degli operai delle cooperative), lo dico con riferimento alle occasioni di sviluppo (qualche giorno vorrei contare quanti milioni di euro di finanziamenti si sono persi, solo Pizzino in pochi mesi sarà arrivato a circa un milione tra strade interpoderali, isola ecologica e persino i pacchi alimentari di Natale promessi ai disagiati!), lo dico e lasciatemelo dire con riferimento alla cultura, perchè se i modelli sono stati questi amministratori e queste squallide amministrazioni che si sono intercambiate che cosa abbiamo potuto trasmettere alle generazioni che si andavano formando?

E lasciatemi pure dire e finisco che questa ultima forse è la cosa più importante perchè solo un cambiamento radicale nel modo di pensare ci può dare la capacità di cambiare nel tempo le sorti di questa città e dell'intero Paese.

Buon anno 2018 a tutti.

Pubblicato in Primo Piano

Il Comune di Roma chiede ai romani di ospitare i richiedenti asilo a casa propria.

In una intervista l’assessore ai Servizi sociali Laura Baldassarre ha annunciato che "le famiglie romane, che potranno ospitare i migranti, avranno mille euro al mese".

Chi li pagherà il comune di Roma che è pieno di debiti o lo Stato?.

E se paga lo Stato, Lei , il M5s , la raggi ed il comune di Roma che ci azzeccano?

Pare ch l'assessore Laura Baldassarre abbia mutuato il modello dai Paesi del Nord Europa.

"Lì funziona...", assicura.

E così chi deciderà di accogliere un immigrato, otterrà mille euro al mese.

È l'equivalente dei 35 euro al giorno versati alle associazioni che assistono gli stranieri.

"Puntiamo su un' accoglienza diffusa e di qualità, con associazioni e università, per arrivare all'inclusione", spiega al Messaggero.

Addirittura le Universita?

E che c’entrano?

Tutto mi sembra una vergogna, una vera ingiustizia.

Perché solo loro?

Perché non anche gli italiani che non hanno una casa?.

Perché non anche gli italiani che dormono nella stazione Termini, sotto i ponti, nei sottopassaggi?

Perché i migranti sono speciali rispetto a loro?

E perché non anche i rumeni e gli altri che provengono dai paesi dell’est europeo e che non hanno una casa?.

Maledetta politica.

Aspetto risposta.

Pubblicato in Italia
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