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Redazione TirrenoNews

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Amantea ricorda la strada di Capaci. Le foto.

Venerdì, 25 Maggio 2018 15:13 Pubblicato in Cronaca

Falcone e Borsellino: Amantea come Palermo.

Si è svolta in una atmosfera rarefatta la manifestazione organizzata dall’ amministrazione comunale per ricordare la strage di Capaci e l’esplosione nella quale persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro.

Arriva ai pochi astanti la vigilessa (vedi foto)che porta i fiori che saranno posti sotto la targa a memoria dal sindaco Pizzino.

Si può cominciare.

Nella mattinata anche la piazzola era stata ripulita e abbellita con piante e fiori (vedi fiori).

I presenti osservano un minuto di silenzio( vedi foto), occasione per ricordare un eroe che taluni vogliono sia dimenticato forse per non dover ricordare la mafia che lo ha ucciso, trincerandosi dietro , aberranti ed insulse giustificazioni.

Segue un appassionato intervento del sindaco Pizzino che ricorda Falcone, Borsellino, Chinnici e diversi altri che hanno con coraggio proseguito nel loro lavoro di magistrati, di Forze dell’ordine di giornalisti, eccetera.

Anche il successivo intervento di Enzo Giacco segue la linea del sindaco Pizzino.

Ambedue gli interventi sono chiusi da applausi degli astanti.

Intanto su via Dogana passano decine e decine di auto, ma nessuna si ferma.

La breve ma sentita cerimonia si chiude con la posa del mazzo di fiori alla memoria di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro.

Impossibile non segnalare ai nostri lettori la incredibile assenza di amanteani.

Una cerimonia ,quella di quest’anno, ben diversa da quella del 2017 e non solo in termini di partecipazione.

Erano presenti sono 8 agenti della FF.OO.( 3 finanzieri, 3 marinai d’Italia, 2 vigili), 3 politici, diventati 5 dopo la conclusione della cerimonia ( il sindaco Pizzino, Enzo Giacco, Emma Pati), 6 cittadini tra cui la presidente della Fidapa ( poi diventati 8).

Troppo pochi per non porsi la domanda: perché?.

Amici carissimi, sappiamo tutti come si può perdere da un momento all’altro il posto di lavoro: per fallimento della ditta, per mancanze di commesse, per crollo dei capannoni

causa terremoto, per malattie prolungate, per assenteismo, etc., ma mai avrei pensato che un dipendente di una ditta in cui lavorava da oltre trenta anni venisse licenziato senza neppure un preavviso e il suo posto venisse preso da un robot.

Avete letto bene, amici, un robot, una macchina che svolge esattamente il lavoro che aveva svolto fino ad ieri un operaio.

L’operaio non serve più, le sue braccia non servono più, se ne può stare tranquillamente a casa.

Al suo posto una macchina che non parla, che non si lamenta, che non prende stipendio, che non va in ferie o in malattia, che non rischia infortuni , che non ha famiglia da mantenere e così la ditta risparmia perché non paga stipendio e contributi.

E’ una notizia vera, non è una fake news.

L’uomo è un operaio di 61 anni ancora giovane per percepire la pensione, vecchio per trovare un altro posto di lavoro, anche perché è un invalido.

E’ privo della mano destra che ha perso trenta anni fa sotto una pressa mentre lavorava nella stessa ditta.

L’azienda dalla quale ora viene licenziato si trova a Melzo ed è la Grief Italia s.r.l. e produce taniche e contenitori.

L’operaio era addetto all’attività di posa di tappi sui recipienti, una mansione semplicissima adatta soprattutto alle sue condizioni fisiche.

Ma ora l’azienda, per risparmiare, non ci ha pensato due volte, lo ha mandato a casa.

Lo ha sostituito con un robot di ultima generazione.

E’ giusto tutto questo?

L’operaio si è rivolto ai Sindacati e agli avvocati.

Attende risposta dall’azienda.

Non chiede molto:che gli siano pagati almeno quello che è giusto: i contributi per arrivare alla pensione.

Amantea è una città civile?

Giovedì, 24 Maggio 2018 12:34 Pubblicato in Politica

Parlo di civiltà , non di cultura!

Sulla cultura ho grande dubbi( e del perché se ne può parlare).

Però Amantea è una città dalla grande storia.

Basterebbe questo per poterla definire una città necessariamente civile.

Ma ci sono mille prove del contrario.

Quelle prove che derivano dai comportamenti incivili di pochi, comportamenti di cui si possono osservare gli effetti che inducono una risposta negativa alla domanda iniziale.

Vorremmo parlare dell’amore per i cani che indurrebbe a credere che siamo un popolo civile che ama gli animali.

Ma non possiamo dimenticare che ci sono ad Amantea persone che lasciano le feci dei LORO cani sui marciapiedi di tutti .

Ipocritamente qualcuno di loro dice che non le raccoglie perché non ci sono i cestini appositi.

Vorremmo parlare delle migliaia di persone che per amore della propria città e dell’ambiente fanno giornalmente la raccolta differenziata permettendo di raggiungere alti livelli di RD.

Ma non possiamo dimenticare quelli che abbandonano rifiuti speciali in giro per il paese.

Le due foto sono emblematiche.

Una lastra di cristallo poggiata sul marciapiede della SS18 e poi caduta per terra e che oggi costituisce un pericolo per chi lo usa ( si può scivolare e se ci si cade sopra ci si può tagliare).

Una intera batteria del bagno abbandonata sulla strada sottoferrovia tra l’erba alta e che fa bella mostra di sé.

Vi starete chiedendo se sia giusto fare di tutta l’erba un fascio.

Sicuramente no!.

Ma l’unico modo di evitare questi comportamenti è intanto una forte educazione al rispetto delle leggi ma soprattutto una ottimale attenzione sanzionatoria che tolga soldi dalle tasche degli incivili.

E non basta .

Questi incivili occorre siano messi alla berlina.

I loro nomi e le loro foto devono essere posti sul sito del comune di Amantea

Tanto nessuno di ESSI( loro sarebbe troppo) farà causa al comune perché amplificherebbe il disdoro verso essi ed i comportamenti posti in essere.

Auguri Amantea!

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