
Redazione TirrenoNews
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I barconi sono finiti non appena l’Italia ha chiuso i porti alle navi delle ONG.
Ora si arriva con le barche a vela e le piccole barche.
Arrivi in silenzio, senza clamore, senza trombe.
Oggi l’ultimo sbarco in Calabria.
82 migranti sulla costa Ionica.
Un gruppo di iracheni per ora ospitati a Roccella.
Nuovo sbarco sulle coste calabrese, ottantadue migranti di nazionalità irachena, tra i quali anche alcuni gruppi familiari, sono giunti all’alba nei pressi di Guardavalle.
I migranti, tutti in buone condizioni di salute, erano a bordo di una barca a vela di una quindicina di metri battente bandiera iraniana, che si è incagliata nei pressi di Guardavalle (Catanzaro).
Alcuni erano già scesi dall’imbarcazione quando sono giunti i militari della Capitaneria di porto di Soverato e le forze dell’ordine.
I migranti sono stati poi caricati su motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza per essere trasferiti nel porto di Roccella Ionica.
Nella cittadina del reggino saranno ospitati temporaneamente in una struttura messa a disposizione del Comune in attesa che sia decisa la loro destinazione.
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“Io costretto a fare matrimoni fasulli per colpa di Minniti”. Lo sfogo del sindaco di Riace
Mercoledì, 10 Ottobre 2018 16:52 Pubblicato in CalabriaL'altra faccia della verità:
[Le intercettazioni] “È una brutta persona. Ha fatto un decreto... Se non vi sposate vi cacciano”. Il sindaco ora agli arresti spiega a una donna straniera il motivo per cui è necessario procedere alla truffa del matrimonio
Il Gip di Locri non ha concesso la misura cautelare nei confronti del sindaco di Riace, Domenico Lucano, per gran parte dei capi di imputazione contestati dalla Procura: accuse generiche prive di riscontri, i rilievi mossi con maggiore frequenza all’impalcatura messa in piedi dagli inquirenti. Laddove, invece, ha avvalorato l’impianto accusatorio, però, il Gip non risparmia pesanti valutazioni sulle condotte messe in atto dal sindaco dell’accoglienza, finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione “Xenia” per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: “L’indagato vive oltre le regole, che ritiene d’altronde di poter impunemente violare nell’ottica del ‘fine giustifica i mezzi’; dimentica però che quando i ‘mezzi” sono persone il ‘fine’ raggiunto tradisce quegli stessi scopi umanitari che hanno sorretto le proprie azioni”.
Tra le accuse nei confronti di Lucano, quella di essere l’organizzatore di matrimoni “di comodo” tra gli abitanti del suo comune e donne straniere, al fine di favorire illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano. “Dimestichezza e spregiudicatezza” da parte del sindaco che, nonostante sapesse di essere indagato, nelle conversazioni intercettate non avrebbe fatto mistero di trasgredire norme civili e amministrative per mantenere in piedi il “Modello Riace”, divenuto famoso nel mondo. Scrive il Gip: “Per il perseguimento dei suoi scopi, l’uomo non risparmiava il ricorso a condotte non solo penalmente, ma anche moralmente riprovevoli per quanto, dal suo punto di vista, finalizzate a garantire a soggetti svantaggiati la possibilità di permanere in Italia o di raggiungere il Paese per godere di un migliore regime di vita”.
Il riferimento è appunto, ai matrimoni fittizi. Tre i casi che gli inquirenti sono convinti di aver verificato. In uno di questi, peraltro, lo stesso Lucano si sarebbe recato in Etiopia al fine di garantire l’esecuzione delle procedure sul suolo africano: “Dei tre matrimoni fittizi organizzati, due vedevano protagonisti suoi concittadini facilmente malleabili ai suoi fini o perché non avvezzi a intrattenere relazioni amorose (“lui è piccolino così, mai avuto donne” si dice in una conversazione intercettata) o perché affetti da deficit mentale (“quello stupido” viene definito nelle conversazioni il ‘prescelto’); l’ultimo era invece ‘interpretato’ da fratello e sorella, il primo dei quali, una volta sposatosi, avrebbe lasciato temporaneamente in Etiopia la sua vera moglie e tre figli”.
La polemica con l’attuale ministro degli Interni, Matteo Salvini, è nota. Dalle intercettazioni emerge però cosa il sindaco dell’accoglienza pensasse del predecessore del leader leghista, al Viminale, Marco Minniti, esponente di quel Partito Democratico che ha sostenuto pubblicamente Lucano nel suo modello di accoglienza. Proprio con riferimento all’organizzazione del matrimonio di una cittadina straniera cui era già stato negato - per ben tre volte - il permesso di soggiorno, in cui Lucano affermava: "... se ne deve andare, se ha avuto per tre volte il diniego ... ecco perché non lo rinnovano più. Ti spiego dal punto di vista dei documenti lei non può stare ... mica dipende da ... questo purtroppo, dico purtroppo perché io non sono d'accordo con questo decreto, come documenti lei non ha diritto di stare in Italia, se la vedono i carabinieri la rinchiudono ... perché non ha i documenti, non ha niente”.
Per spiegare il perché di tutto questo, Lucano alla giovane donna, Joy, spiega così il perché del presunto artifizio: “Adesso con il nuovo Governo c’è uno che si chiama Minniti, una brutta persona, vi mandano via, vi cacciano”. Il raggiro, però risolverebbe le cose: “Lei va alla Questura di Siderno e richiede il permesso di soggiorno per motivi familiari, in barba a Minniti!”. Frasi che potrebbero imbarazzare il Pd, soprattutto ora che Minniti viene inserito tra i papabili candidati alla segreteria del partito, in alternativa a Nicola Zingaretti.
di Claudio Cordova, giornalista d’inchiesta 3 ottobre 2018 https://notizie.tiscali.it/
Amantea.Trovate grosse perdite di rete nell’acquedotto del centro storico
Mercoledì, 10 Ottobre 2018 08:10 Pubblicato in CronacaPer anni qualcuno ha gridato “Al lupo, al Lupo” tanto da non essere più creduto.
Ma il lupo c’era, solo che non si trovava.
Ma nei giorni scorsi un abitante del centro storico ha fatto vedere con i propri occhi a tecnici e politici il magazzino di sopportino piazza pieno d’acqua.
Acqua, evidentemente, che scende da Corso Umberto primo.
E così l’amministrazione comunale ha deciso di far controllare tutti i pozzetti esistenti sulla detta via.
E, sorpresa, a Piazza Santa Croce è stata trovata una grossa perdita nella rete dell’acquedotto cittadino
Per alcune ore il personale comunale ha espurgato queste acque e poi si è deciso di fare scavi per eliminare la vecchia rete idrica che si sospetta possa essere corresponsabile di quanto sta succedendo.
Abbiamo così saputo che in alcune zona del centro storico esiste ancora la vecchia rete idrica risalente all’incirca a metà del secolo scorso
Una rete che con ogni probabilità risente della età e che è facile possa perdere.
Diversamente come giustificare le acque abbondanti trovate nei magazzini di via Sopportico Piazza?
Perdite alle quali probabilmente può ascriversi il grave fenomeno di instabilità della stecca di fabbricati lato ovest di Corso Umberto primo.
Un fenomeno che dura da decenni e decenni
Bene allora.
“Finalmente una amministrazione che sembra attenta ai problemi dei cittadini. Ora speriamo che si continui così e che si realizzi il canale visionabile dei servizi che venne suggerito dalla commissione che indagò sul fenomeno della instabilità delle case di corso Umberto. Un canale che non venne mai realizzato, purtroppo”
Questo è il pensiero di chi vive in questa area e che ha sempre sollecitato controlli.
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