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Fra 40 anni l’acqua non basterà per tutti

Lunedì, 27 Maggio 2013 09:23 Pubblicato in Cronaca

Dice Giovanni D’Agata dello “Sportello dei Diritti” che secondo i ricercatori tra due generazioni l’acqua non sarà sufficiente per tutti.

“L’acqua è un bene comune prezioso che dev’essere risparmiato e tutelato da leggi pubbliche dello Stato e da convenzioni della comunità internazionale perché non è inesauribile e se continuiamo a sfruttarla nei modi che oggi continuiamo a perpetrare arriveremo ad una crisi senza precedenti nella storia.

Non solo i forum dell’acqua che in questi anni si stanno battendo per la difesa dell’acqua pubblica, ma in questi giorni oltre 500 ricercatori di tutto il mondo riuniti a Bonn in una conferenza, hanno lanciato un appello per un uso più razionale dell'acqua, nella convinzione che sia possibile evitare la crisi.

Una crisi che assomiglia ad uno scenario apocalittico: dirottiamo o arginiamo i fiumi che arrivano in mare quasi vuoti, inquiniamo le falde, usiamo grandi quantità di acqua dolce per sfruttare l'energia fossile: se continueremo su questa strada, nell'arco di due generazioni l'acqua non sarà più sufficiente per la maggior parte dei 9 miliardi di persone che popoleranno la Terra.

Nell'appello, chiamato 'Dichiarazione di Bonn', i ricercatori hanno rilevato che "la crisi dell'acqua è del tutto evitabile" in quanto è dovuta "solo ad una cattiva gestione di questa risorsa essenziale e insostituibile".

È ovvio ed è sotto gli occhi di tutti, quindi, che l'attività umana giochi un ruolo centrale nel sistema idrico globale. Innumerevoli azioni errate individuali si sommano e si riflettono su cambiamenti globali. In questo modo, gesto dopo gesto, l'uomo ha cambiato drasticamente la portata dei fiumi, delle riserve sotterranee d'acqua, alterato la qualità dell'acqua e danneggiato gli ecosistemi acquatici.

Con le attuali conoscenze, hanno sottolineato i ricercatori, non è possibile prevedere esattamente quando il limite planetario sarà superato. Se si arriverà a quel punto, secondo gli esperti, "si potrebbero innescare cambiamenti irreversibili con potenziali, catastrofiche conseguenze".

Ma tutto ciò può essere ancora evitato, si legge nella dichiarazione, se si applicano le seguenti 6 raccomandazioni: potenziare la ricerca sul sistema idrico globale; elaborare una sintesi delle attuali conoscenze sul sistema acqua per migliorarne la protezione; formare la prossima generazione di ricercatori specializzati nel settore idrico; intensificare il monitoraggio dell'acqua; preferire soluzioni basate sulla salvaguardia degli ecosistemi a costosi interventi strutturali; stimolare l'innovazione nella gestione dell'acqua.

L'aumento dell'approvvigionamento idrico e dei servizi igienico-sanitari hanno dato indubbi benefici per le persone di tutto il mondo, ma ora c'è un altro bisogno pressante: arrivare a una gestione dell'acqua basata sul rispetto degli ecosistemi.

NdR. Se questo articolo vuole suggerire ad ognuno di noi di economizzare , non possiamo certo esimerci dal ricordare lo spreco di acqua della fontanella di piazza Cappuccini. Forza “un rubinetto costa poco”

Fabiana Luzzi, vittima di un delitto efferato, è volata in cielo. L’avremmo voluta qui con noi a ridere, gioire, amare, ma un destino amaro le ha spezzato i sogni di giovane quindicenne.

Davide Morrone, 17 anni, il suo assassino, è in un Centro di prima accoglienza di Catanzaro.

Davide ha raccontato tutto di questo cruento omicidio, senza tradire emozione,senza piangere.

Ha raccontato di aver ferito fabiana con sei o sette coltellate ai fianchi, al culmine dell’ennesima lite per motivi di gelosia, mentre lei gridava la sua paura, il suo dolore e lo implorava.

Ha raccontato di essere andato via lasciandola viva, seppur ferita.

Ha raccontato di essere tornato dopo qualche tempo portando con sé la benzina appena comprata.

Ha raccontato di aver cosparso Fabiana di benzina con lei ancora viva che lo supplicava e di averle dato fuoco.

Poi era andato via tentando di dimenticare

E forse avrebbe anche dimenticato, ma le fiamme avevano bruciato anche il suo volto per cui il ricorso al pronto soccorso del locale nosocomio raccontando una versione che non ha convinto nessuno. Poi il ricorso all’ospedale di Brindisi ed il ritorno a Corigliano

Ed è qui che Davide è crollato raccontando la verità. Senza emozioni, senza piangere.

E di fronte a questa vicenda tutta la società deve interrogarsi. In particolare le famiglie e la scuola, domandandosi se sia possibile che nessuno abbia colto il malessere di questo ragazzo. Condizione necessaria per poterlo aiutare, curare.

Una società tutta che deve chiedersi quanti altri potenziali Davide ci siano intorno a noi, pronti ad uccidere per gelosia od altro, e quanto ognuno di no potrebbe fare, dovrebbe fare per salvare le tante Fabiana e lasciarle tra noi a volare come farfalle di fiore in fiore.

Perdonare Davide può essere possibile, forse necessario, ma che questo perdono non nasconda il perdono che la società invoca per se stessa.

Sei mesi per una fettina di carne, un pezzo di formaggio ed una bottiglia di olio. Un dramma. Ora il capofamiglia, in carcere, avrà un pasto; ma la moglie ed il figlioletto come mangeranno? Cosa mangeranno?

Certo il furto non è mai giustificato. Mai

Nemmeno quello di una affettatrice che veniva usata per fare i panini nella scuola elementare di Santa Maria.

E tantomeno il furto del companatico che riempiva i panini : prosciutto, mortadella, formaggi vari

Eppure sembra un furto di chi ha fame. Forse.

Anche se una affettatrice professionale costa oltre 3000 euro e quindi può essere rivenduta ad un prezzo accettabile.

Vale la pena di rischiare il carcere per così poco?

Certo che i ladri sapevano che sarebbe stato difficile per non dire impossibile essere “pizzicati” ed arrestati.

Amantea è grande e le Forze di Polizia che dovrebbero controllarla 24 ore al giorno sono troppo poche. Forse di notte dovrebbero esserci più pattuglie in giro per la città .E così forse c’è la certezza di farla franca, tanto più in un immobile che di notte resta vuoto, indifeso e senza nemmeno un allarme.

Né, salvo rari casi, ( photored a parte) le videocamere pubbliche o private sembrano servire a qualcosa.

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