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Ecco cosa scrive il gruppo Sabatino:

“Ciò che è avvenuto venerdì pomeriggio all’interno del Comune di Amantea è un fatto gravissimo che segnerà il futuro della nostra città. Entreremo nel dettaglio dei numeri quando saranno pubblicate la delibera e la relazione, ma è necessario fare chiarezza sulla storia di questo dissesto, perché di storia si tratta.

 

Nessuna persona intellettualmente onesta può attribuire esclusivamente all’ultimo esecutivo in carica la responsabilità del dissesto, anzi, come dimostreremo siamo stata l’amministrazione più consapevole dell’enorme difficoltà di riscossione dell’Ente tanto da prendere provvedimenti seri e concreti per tamponare il problema.

 

Un tempo il comune di Amantea, come tutti i comuni d’Italia, godeva di consistenti somme di contributi statali che consentivano alle amministrazioni di assicurare una soddisfacente qualità dei servizi e, a tanti, di fare politica con lo “strappo” delle bollette dei tributi comunali, gli stessi oggi rimpianti da molti.

 

Con il federalismo fiscale la musica è cambiata e i trasferimenti statali si sono ridotti a lumicino.
In altre parole lo Stato ha imposto ai comuni di sopravvivere con le proprie entrate.

Questo approccio in comuni che non avevano tralasciato l’efficienza del proprio ufficio tributi non ha creato grossi problemi, ad Amantea invece, dove l’ufficio tributi era completamente allo sbando, ha provocato un enorme danno.

 

Alla cronica difficoltà di riscossione dei tributi si è aggiunto un ulteriore dramma.

All’epoca della Commissione Straordinaria dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, i commissari attuarono l’articolo 145 bis del TUEL 267/2000 che ha consentito all’Ente il trasferimento di una grossa somma di denaro pari a circa 8 milioni di euro, che il comune avrebbe compensato di anno in anno attraverso un minore trasferimento delle somme che lo Stato annualmente dava ai comuni.

 

Essendo subentrato, intanto, il federalismo fiscale ed essendo venute meno tali somme il Ministero dell’Interno, attraverso l’Agenzia dell’Entrate, ha trattenuto i soldi anticipati dal gettito IMU del comune di Amantea.

Come abbiamo avuto modo di affermare in Consiglio Comunale, in tempi non sospetti, l’amministrazione d’allora, della quale faceva parte il nostro sindaco in qualità di Presidente del Consiglio, avrebbe dovuto impegnarsi con fermezza nella riorganizzazione e nel potenziamento dell’Ufficio Tributi, ma così non avvenne.

 

Questo è un assunto dal quale non si può prescindere se si vuole effettivamente comprendere.

Nella campagna elettorale del 2014 abbiamo preso l’impegno con i cittadini che avremmo riorganizzato il settore tributi del Comune di Amantea e così abbiamo fatto, tenendo fede al nostro impegno.

Oltre ad una riorganizzazione logistica che ha messo fine a quelle mortificanti code lungo le scale, abbiamo messo le migliori risorse dell’Ente a lavorarci. Hanno fatto un lavoro certosino di ricostruzione di una banca dati, inesistente, hanno lavorato tantissimo per cercare di mappare il territorio, le famiglie , le imprese e le attività commerciali in modo da poter finalmente effettuare una riscossione tributaria efficace ed efficiente.

Tutto questo lavoro ha richiesto del tempo, ma nonostante tutto siamo riusciti a far partire una serie di controlli da settembre 2016 sul sistema idrico che ha portato a raccapriccianti scoperte sulle abitudini discutibili di molti concittadini.

Infine, per maggiore chiarezza, bisogna sottolineare che il 2016 è stato amministrato con grandissima difficoltà perché il Ministero dell’Interno attraverso l’Agenzia dell’Entrate ha trattenuto ,a saldo degli 8 milioni di euro anticipati nel 2008, la parte restante pari a 3 milioni e mezzo di euro dal tributo comunale pagato con più regolarità dai cittadini: l’IMU.

Perché, cari concittadini, il problema è proprio questo: se gran parte dei cittadini non paga le tasse il comune non può pagare regolarmente i servizi e gli stipendi .

La strada del dissesto, a nostro parere, non risolve il problema ma al contrario mortifica ulteriormente i cittadini perbene che pagano le bollette tempestivamente.

Saranno loro a pagare il danno provocato da tutti quei cittadini che hanno sempre trattato i tributi comunali con superficialità, avallati magari dal politico di turno o dal funzionario compiacente.

Da questi cittadini escludiamo, naturalmente coloro i quali non sono riusciti ad onorare i tributi per oggettiva difficoltà economica, ma possiamo affermare che proporzionalmente sono una parte minimale.

La strada del risanamento doveva prevedere una maggiore e capillare lotta all’evasione, soprattutto verso quei saccenti che scrivono su facebook o sui blog e hanno tanti scheletri negli armadi, tanto che noi avevamo previsto un progetto obiettivo all’interno dell’ente che avrebbe ripreso, una volta per tutte, la disastrosa condizione nel quale versavano le casse comunali.

Naturalmente torneremo quando avremo i numeri ma, dal parere del nuovo revisore presente sul sito del comune, in pratica hanno tagliato dal bilancio comunale più di 24 milioni di residui attivi destinandoli ad un fondo di dubbia esigibilità: in pratica hanno preso più di 24 milioni che i cittadini di Amantea non hanno versato al comune nell’ultimo decennio circa e hanno certificato che questi soldi il comune probabilmente non li avrà mai.

Gli stessi soldi che noi, con tutta una serie di provvedimenti, stavamo cercando di recuperare, anche se con difficoltà, per fare quella giustizia sociale alla base del nostro programma elettorale nel 2014.

Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di concludere ciò che avevamo iniziato, sicuramente il dissesto sarebbe stata la più remota delle ipotesi da percorrere. Qualcuno ce l’ha impedito.

Monica Sabatino

Giovanni Battista Morelli

Antonio Rubino

Gianluca Cannata

Emma Pati

Caterina Ciccia

Ermelinda Morelli

Adelmo Mannarino

David Viola

Pubblicato in Primo Piano

Scrive la ex consigliera Giusi Osso che oscilla tra la posizione di traditrice o quella di eroina:

 

“Mi sorprendo ancora una volta del modus operandi di questa ormai ex amministrazione nel volersi nascondere dietro un dito.

Voglio ribadire a chiare lettere che nell’ultimo anno, durante le riunioni di maggioranza più volte ho esternato il mio malessere per le molteplici tegolate che piombavano e che si ritorcevano quindi negativamente sul nostro operato, principalmente con Monica Sabatino e poi con tutti i miei colleghi e della considerazione che i nostri concittadini avevano nei nostri confronti.

 

L’ex assessore Rubino invece di riportare sciocchi pettegolezzi sulla stampa( solo di questo si può parlare) che tra l’altro neanche mi appartengono, perché non dice la verità delle cose?.

 

Perché non conferma le reali volontà dell’ ex sindaco per il conferimento della delega al servizio manutentivo alla sottoscritta?

E pure lui era presente e abbastanza compiaciuto quando lo stesso sindaco mi comunicava la scelta meditata.

 

Non ho alcun ripensamento per la decisione che ho preso e vorrei sottolineare che è figlia di molti ragionamenti e riflessioni sulle conseguenze che scelte di governo avevano sulla mia città

Mi assumerò ogni sorta di responsabilità perché il sol pensiero di essere stata leale ed onesta intellettualmente verso i miei concittadini mi da serenità e forza di guardare avanti e a testa alta

Giusi Osso.

NdR. Giusi Osso conferma le vere ragioni della firma delle dimissioni contestuali alla minoranza che hanno dato luogo allo scioglimento del consiglio comunale di Amantea, individuate nella mancata assegnazione della delega al servizio manutentivo.

In sostanza smentisce il suo interesse per la carica di assessore e per quanto ad essa carica connesso( parliamo della indennità assessorile) e conferma la necessità per lei di arrivare alle prossime elezioni con una immagine forte di amministratore efficiente e positivo.

In questa ultima dichiarazione la Osso si riferisce evidentemente alla dichiarazione di Antonio Rubino, apparsa oggi su un quotidiano locale, nella quale dichiara “ E che dire di Giusi Osso? Il suo comportamento è stato incomprensibile. Solo alcuni giorni fa aveva attaccato duramente la Arone, definendola………”

E poi concludeva:”Non riesco proprio a trovare una spiegazione logica a questo cambiamento repentino. Nulla di più facile che si sia lasciata trascinare da qualche venditore di fumo.”

Chi sia questo venditore di fumo non è dato sapere.

Certo che la affermazione può avere offeso la consigliera Osso e da qui la reazione.

Ora aspettiamo anche la reazione di Elena Arone.

Pubblicato in Cronaca

Domani 16 gennaio 2017 arriverà il commissario prefettizio per la provvisoria amministrazione del Comune, in attesa del decreto di scioglimento del Consiglio da parte del Presidente della Repubblica.

 

Il commissario prefettizio sostituirà il sindaco, la giunta ed il consiglio.

Sarà sicuramente nominato anche un sub commissario prefettizio.

Stante la gravità della situazione del comune di Amantea, sia sotto il profilo finanziario, che quello amministrativo, che quello giudiziario il Prefetto dr Tomao dovrà nominare i migliori dirigenti della Prefettura ai quali spetta un intenso ed impegnativo lavoro.

 

Da far tremare i polsi.

Proprio per queste ragioni è auspicabile che il prefetto si serva del suo vicario dottoressa Emanuela Saveria GRECO, o del Capo di gabinetto Dott.ssa Eufemia TARSIA che ha già operato nel nostro comune, se non del vice Capo di gabinetto Dott. Vito TURCO.

Anche la Dott.ssa Francesca PEZONE dirigente dell’area II, Enti locali è stata commissaria ad Amantea.

 

Stante poi la grave situazione finanziaria si impone la presenza di un esperto degli uffici di ragioneria della Prefettura.

Non si esclude che possa addirittura essere nominato il Dirigente del Servizio Contabilità e Gestione Finanziaria Dr. Domenico Giordano.

La comunità amanteana si aspetta che venga fatta chiarezza sul tenuto stato di dissesto finanziario stante le denunce fatte in consiglio e quelle proposte alla procura della Corte dei Conti.

Comunque sia la comunità amanteana è convinta che la presenza dei rappresentanti dello Stato porrà fine agli abusi ed alle irregolarità finora visti nel nostro comune

 

Amantea ha bisogno di correttezza amministrativa , di efficienza e di giustizia.

Certo è anche il fatto che i consiglieri tutti di minoranza incontreranno i commissari ai quali esporranno tutto quanto hanno denunciato alla ricerca di un cambiamento di direzione e della invocata salvezza i una città che sta letteralmente morendo

Giuseppe Marchese

Pubblicato in Primo Piano

lRiceviamo e comunichiamo: Inutile nasconderlo, la caduta della Giunta Sabatino, per opera, dobbiamo dirlo, di persone che sono tornate a ragionare, hanno fatto valere il proprio senso civico e la propria autonomia di pensiero, è un evento che squarcia e nubi nere e fitte che stavano minando il futuro di questa città da oltre due anni.

 

Amantea respira e noi con lei ritroviamo la speranza e la voglia di farle risalire la china; noi che, sin dalla prima ora e per l’intero periodo di potere “Sabatino”, non ci siamo mai stancati di denunciare, porre in discussione, mostrare concretamente le deficienze e le incompetenze di Sindaco e cortigiani di varia natura ed estrazione.

 

E lo abbiamo fatto sciorinando numeri, ordinanze sindacali, progetti incompiuti, beghe affaristico/familiari, esempi di cattiva gestione degli spazi urbani, di cattiva gestione delle entrate, di cattiva ed insensata gestione dei servizi.

 

Abbiamo seguito passo dopo passo, giorno dopo giorno, le vicende della Città ed abbiamo tenuta alta la tensione, per dovere civico e morale nei confronti di questa nostra comunità che meritava e merita, per Storia e Civiltà, un futuro migliore.

 

Ora, finalmente, il dado è tratto e adesso, con l’aiuto delle forze migliori di questa città, abbiamo davanti il compito, più difficile, di disegnare un processo di cambiamento politico in grado di capitalizzare le grandi energie mentali e pratiche di tanti concittadini e metterle al servizio di un programma di crescita serio e sostenibile.

Adesso che, nonostante lo scempio amministrativo degli ultimi due anni, ancora il nome di Amantea resiste e viene additato come un luogo da “visitare” e da “conoscere” da un quotidiano nazionale, proprio adesso, Amantea grida a tutti i venti che la sua storia è forte e che dobbiamo metterci al lavoro per scrivere nero su bianco la nostra idea di città in termini di sviluppo economico sostenibile, di turismo, di sostegno e solidarietà sociale, di sviluppo culturale.

Abbiamo contribuito non poco alla fine di questa esperienza oscurantista, nata sul potere della clientela politica e della gestione personalistica della cosa pubblica, sugli interessi intrecciati di funzioni pubbliche e politicanti.

Contribuiremo ancora di più, alla creazione di un futuro migliore per la nostra città, CON LA NOSTRA FORZA, LE NOSTRE IDEE, LA NOSTRA ABNEGAZIONE, LA VOGLIA DI­ FARE….. la Nottata è passata, Amantea è libera!! ­

Amantea 14.1.2017 Vincenzo Lazzaroli

Pubblicato in Primo Piano

Lo dice Salvatore Alessandro il consigliere eletto con la lista di Monica Sabatino e che prima degli altri l’ha abbandonata nel giugno 2015.

Lo stesso denuncia: “la grande delusione dei camporesi che non si sentivano rappresentati, come territorio e come bisogni”, contestando” il comportamento poco corretto dell’ Assessore Gianluca Cannata, che ha barattato il posto di Assessore a discapito di un’intera frazione, il nostro territorio è completamente abbandonato a se stesso”; contestando “ il pensionato comunale che lavora con le cooperative”; contestando” il Dirigente dell’ufficio tecnico manutentivo che, non solo è esterno ma, soprattutto, con un rinvio a giudizio in essere”; osservando che “l’etica e la moralità tanto propagandate non si addice alla giunta Sabatino” e che “Niente del programma politico è stato rispettato” ed infine che “l’operato dell’Amministrazione è, a dir poco, DISASTROSO” con scelte “SCELLERATE fatte a discapito di tutta la città di Amantea”.

 

Ora dopo la conclusione della giunta Sabatino che dal 2105 ha continuato a fare danni alla città e grazie alla visione comune di tutta la minoranza ed alla onestà ed al coraggio della consigliera giusi Osso, Salvatore Alessandro aggiunge:” Intanto ringrazio vivamente Giusi Osso che ha avuto la forza di lasciare una giunta che non ha rispettato nè la citta' nè gli stessi consiglieri di maggioranza, ed ho avuto soprattutto apprezzamento per il grande coraggio dimostrato, a differenza di altre che ancora volevano solo continuare ad alzare la mano in consiglio senza sapere nemmeno quello che stavano facendo.

 

Poi continua: Grazie a lei la giunta sabatino ha finito con il suo strapotere, ha cessato di fare il male della citta', di lasciarla alla deriva, senza timone e senza timoniere.

Era il tempo di dire basta e lo abbiamo fatto

Ora nasce la speranza di una amministrazione piu' giusta, piu' equa, piu' onesta; una amministrazione che dia a tutti quanto giusto, che pretenda da tutti quanto dovuto.

 

Basta con chi e' trattato con i guanti bianchi e chi è trattato con indifferenza, se non a pesci in faccia ed e' perfino malvisto.

L'ormai  ex sindaco Sabatino mi ha voluto in lista solo perche' sapeva di essere eletto ma il giorno dopo le elezioni mi ha messo e fatto mettere da parte da tutti i colleghi.

Sapete perche? Perche' ero amico di Tommaso Signorelli e quindi non dovevo sapere tutto, addirittura si riunivano a mia insaputa.

Ebbene io sono amico di Tommaso Signorelli e me  'ne vanto, a differenza vostra che non sapete nemmeno cosa sia l'amicizia ed il rispetto, ma pensate solo al vostro interesse personale.

 

Cara Monica pensavi di avere tutti dalla tua parte?

Pensavi che Giusi Osso era una burattina come le altre che hai avuto fino a ieri in maggioranza?

Ti sei sbagliata di grosso, dal 18 giugno 2015 giorno del mio passaggio in minoranza il mio obiettivo era quello che vi e'successo venerdi' mattina.

Caro Cannata il tuo predominio e' finito, hai tradito un'intera comunita' ti sei andato a prenotare il posto di assessore di nascosto pensando che i tuoi colleghi di Campora eravamo buoni a nulla.

Anche tu ti sei sbagliato, la politica e' un altra cosa, non si addice proprio al comportamento che hai usato nei confronti dei nostri cittadini e soprattutto dei tuoi ex colleghi di maggioranza.

Ti faccio i miei migliori auguri di trovarti un bell'hobby perche' la politica e' lontana anni luce dalla tua persona.

 

Quella doccia fredda che vi e' arrivata venerdi mattina in comune e' anche merito del  comportamento che hai usato nei confronti dei camporesi; abbandonare una comunita' per uno stipendio!.

Complimenti Cannata!!!

Ad oggi cari cittadini mi ritengo soddisfatto di essermi tolto un sassolino dalle scarpe. Con questo concludo facendo i migliori auguri alla mia amata comunita' sperando presto di avere un'amministrazione capace di risollevare i tanti disastri di questa uscente consiliatura.

 

Ad oggi vi dico:

-Viva Amantea!!!

-Viva Campora San Giovanni!!!

 

Alessandro Salvatore.

Pubblicato in Campora San Giovanni

Riceviamo e comunichiamo:

“Dopo due anni e sette mesi di partecipazione attiva alla esperienza politico – amministrativa della giunta Sabatino ho deciso di porre fine a questo mio percorso al quale avevo dato tutta me stessa, con dedizione entusiasmo e positività.

 

Non è stata una decisione presa a cuor leggero ma molto sofferta.

 

Ho conosciuto Monica Sabatino qualche mese prima della presentazione della lista,si è presentata come una persona sensibile, affabile ed affettuosa, cogliendo le mie fragilità emotive ed i miei punti deboli, per via del mio passato.

 

Col passare del tempo, il nostro rapporto, grazie alla mia disponibilità e massima vicinanza si è consolidato tanto da essere considerata non un semplice consigliere comunale bensì una persona di fiducia.

 

La sua considerazione nei miei confronti era solo a parole, nei fatti, quotidianamente registravo che nulla si concretizzava.

Tutto inizia con le deleghe conferitemi in fase di composizione della giunta municipale e deleghe ai consiglieri, per me ( Pari opportunità – Educazione alla Legalità – Comunicazioni esterne ) che io ho accettato ed espletato con il massimo impegno, naturalmente negli spazi che queste deleghe consentivano.

Successivamente, dopo aver dimostrato a lei ed ai colleghi di maggioranza la mia serietà, fedeltà incondizionata, a differenza di altri consiglieri che pubblicamente dichiaravano gli accordi preelettorali di rotazione delle deleghe assessorili pena l’abbandono della maggioranza, chiedevo di poter avere maggiori possibilità di esprimere la mia voglia di contribuire alla crescita della nostra amministrazione e conseguentemente della mia Città.

Reiteratamente, ho evidenziato il disagio che si avvertiva nella cittadina in seno alla giunta ed alla maggioranza, ma nessuno è stato cosi sensibile da porre in essere iniziative, ed accorgimenti da attenuare il distacco che si creava fra noi ed i nostri concittadini.

Nulla di tutto questo, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’originaria volontà del Sindaco di conferirmi la delega al servizio manutentivo nel capoluogo, mai perfezionata, per capricci di qualche poppante assessore dedita ai piagnistei.

 

Infine, per ultimo la tragicomica vicenda relativa della delega alla Cooperazione Sociale, spacciata quale posto di rilievo per la gestione delle cooperative.

Non appena mi sono messa all’opera per capire questo settore importantissimo della vita dell’ente municipale e far finalmente chiarezza nella gestione del personale, immediatamente sono stata ostacolata della serie “falla parlare, tanto alla fine comando io “.

A questo punto ho preso consapevolezza della mancanza di volontà politica a cambiare rotta e modi di governare e nel contempo ho compreso che nei miei confronti non c’era alcuna stima e considerazione per la voglia che avevo di contribuire alla crescita della mia Città.

Mia cara Monica, hai ragione quando dici che ti ho impartito una lezione di vita, dimettendomi e contribuendo in maniera determinante allo scioglimento del Consiglio Comunale, nella vita non bisogna approfittare della bontà e della disponibilità di chi te le ha sempre dimostrate, nel mentre tu le scambiavi per sciocco servilismo, e pensavi che tutti possono essere un numero attraverso il quale mantenere in piedi una amministrazione che oramai era giunta al capolinea e non più in grado di dare nulla ai cittadini.

Assecondare le tue scelte politiche significava per me mancare di rispetto ai miei elettori ed alla Città intera.    

 

Giusi Osso

Pubblicato in Cronaca

menichinoLa gestione Sabatino ha perduto il potere politico ad Amantea.

 

“Siamo stati gli ultimi a firmare ufficialmente le dimissioni davanti al segretario comunale – afferma la consigliera M5s Francesca Menichino – e lo abbiamo fatto non a cuor leggero, ma con responsabilità e nel rispetto di tutti i cittadini che da tempo auspicavano la fine di questa giunta che ha portato al decadimento materiale, morale e politico la città di Amantea.

 

Tutto il percorso amministrativo che abbiamo puntualmente controllato e denunciato fino ad oggi, certifica l'inadeguatezza di Monica Sabatino quale sindaco e il fallimento di un sistema politico che ha provocato soltanto danni al bene comune".

 

Francesca Menichino (M5s), si è dimessa da consigliere comunale di Amantea, insieme alla maggioranza dei consiglieri, tra cui quelli che ad uno ad uno hanno lasciato la compagine di governo.

 

"Adesso e nel prossimo futuro - aggiunge Menichino – continueremo ad interpretare il nostro ruolo dando ascolto a tutte quelle coscienze libere e isolate che credono nel riscatto di questo territorio, martoriato dal degrado politico, dagli interessi criminali e da un clientelismo che ha prodotto fame ed emigrazione.

 

Il crollo politico dei Sabatino è la giusta conclusione dell’attività incessante del M5s per la legalità e la trasparenza, delle nostre denunce sul familismo politico dei Sabatino e del continuo riferimento che abbiamo cercato di essere per i cittadini tutti, per le attività produttive, il sociale, la sicurezza e la legalità.

 

Continueremo con le nostre battaglie civili, nella certezza che il popolo di Amantea cominci ad acquisire la maturità di cittadini liberi e consapevoli.

Questo è quello che conta!”

Amantea - panorama A nome di tutti i cittadini che amano il proprio paese, nel sogno mi sono rivolto ai “sindaci” di Amantea chiedendo loro, rispettosamente, di porre fine, rassegnando le dimissioni, a questo ciclo amministrativo inconcludente e disastroso per le sorti già avvilite della città.

 

Come loro ben sanno, i cittadini di Amantea stanno pagando sulla propria pelle la ormai farsesca vicenda di un’amministrazione che, perdendo i propri pezzi strada facendo, non è riuscita a fare nulla di buono e di utile.

 

Basti dire che mentre le imposte sono al massimo, il sistema di servizi funziona a livelli inferiori allo zero.

Di più e peggio.

Il fallimento di una giunta comunale, la cui maggioranza è, dal giorno dell’insediamento dell’attuale Consiglio, rissosa al massimo o introvabile.

Credo sia giunto il momento di porre fine a questo strazio per la città di Amantea, che peraltro si trova anche alle prese con il drammatico problema del risanamento.

Quel che è certo è che nessuna amministrazione potrà fare peggio dell’attuale. 

Questa Amministrazione lascia macerie, inadeguatezze e la prospettiva di un dissesto finanziario e di un probabile commissariamento lunghissimo.

Altro che “rivoluzione silenziosa” è stato un massacro. Non approfondiremo troppo su tutte le malefatte, gli errori e gli atti antidemocratici di questa amministrazione.

Pensiamo, infatti, che chi vive ad Amantea non ha bisogno di tante spiegazioni perché si accorge benissimo da solo della situazione disastrosa in cui ci troviamo, quindi preferiamo indagare quelli che sono gli aspetti politici della questione.

Detto questo, però, non si può evitare un piccolo passaggio su quello che è stato capace di combinare o per meglio dire non combinare il sindaco in questi due anni di governo.

Abbiamo visto la città invasa dai rifiuti, le periferie completamente abbandonate a se stesse, il dissesto stradale, la merda galleggiare sul mare di Ulisse, cerotti in ogni angolo, cittadini inascoltati, l’emergenza abitativa completamente ignorata, continue forzature in consiglio comunale, imbrogli e lottizzazioni, personaggi squallidi e neofascisti elevati al ruolo di amministratori e/o consiglieri di fiducia, la mancanza di manutenzione per le strutture scolastiche e sportive, spazi pubblici ( basta dare un’occhiata al Monumento ai Caduti) abbandonati al degrado, lavoratori presi costantemente in giro, soldi pubblici buttati in eventi vetrina; per non parlare, poi, dei problemi storici che Amantea si porta dietro da anni e su cui questa amministrazione non ha fatto nulla, come se il fatto non riguardasse chi amministra la città.

A tutto questo si è aggiunta l’assoluta mancanza di spessore politico del sindaco ufficiale che ha avuto bisogno della badante, che non si è mai preso una sola responsabilità politica, riducendo sempre tutto a questioni di ordine meramente tecnico, e per i cittadini questo è totalmente inaccettabile.

Riteniamo, infatti, che se si amministra un comune di 15mila abitanti si debba avere il coraggio di scelte difficili e se non si è capaci di farlo, allora basta non candidarsi.

Insomma in questi anni l’immobilismo di una maggioranza più propensa a pensare agli interessi di pochi e alle poltrone che a quelli che sono i problemi della collettività e una deriva autoritaria ci consegna una città completamente in ginocchio.Nei mesi che verranno bisognerà costruire le basi su cui poggerà il futuro governo della città, bisogna sviluppare meccanismi di controllo popolare, parlare con chi vive i problemi sulla propria pelle, lanciare comitati e assemblee di popolo e insieme costruire non solo un programma ma una vera e propria alternativa.

Non è facile, questo processo è ancora allo stato embrionale, ma non c’è altra scelta. Possiamo accettare la sfida oppure chiuderci nei nostri orticelli e allora avremmo perso un’altra occasione indipendentemente da chi sarà il prossimo sindaco di Amantea.

 

Bisogna osare e combattere, osare vincere! La frase è di Mao ma, fuor di retorica, si addice alla situazione italiana, in particolare a quella Amanteana!

Gigino A Pellegrini & G el Tarik

Pubblicato in Cronaca

Qualche domanda al segretario del PD di Amantea Enzo Giacco.

 

1)La sindaca ha detto che i rapporti a livello locale col Partito non vanno bene, cosa diversa a livello regionale e nazionale.

R)Guardi, qui si rischia di prendere fischi per fiaschi. Il vero problema non sono i rapporti con il Circolo cittadino, ma piuttosto le cose e i fatti relativi al governo della città che non vanno bene per nulla. In passato abbiamo elaborato varie proposte, discusso, umilmente offerto spunti nel tentativo di far cambiare la rotta e dare un pò di respiro ad una città dolente, che soffre. Le dico di più: la scelta di questo atteggiamento c’è costato le critiche di tanti che avrebbero preferito un “tono più deciso”, per usare un eufemismo. Ma, come ben noto, i nostri suggerimenti non sono mai stati colti.

Se il problema, invece, è rappresentato dal fatto che il PD non è silente rispetto alle cose che non vanno, non posso che rispondere che tra gli obiettivi di un Partito non c’è l’essere ossequioso verso un’amministrazione, al contrario far emergere le contraddizioni e le cose che non vanno. Questo noi cerchiamo di fare, senza pregiudizi, ma allo stesso tempo senza sconti per nessuno.

2)Tuttavia, la sindaca si ritrova candidata al Consiglio provinciale. A suo detto perché voluta dal partito regionale.

R)Occorre fare una premessa: per la Provincia si possono candidare ed hanno diritto di voto solo consiglieri e sindaci. Sono elezioni di secondo livello, non di certo di competenza dei Circoli. Detto questo, non mi meraviglia il fatto che la sindaca di una città di “seconda fascia”, seppur con una maggioranza ormai risicata, venga candidata.

Resta il fatto che è dall’Assemblea di Camigliatello, svoltasi nello scorso mese di luglio, che con forza andiamo predicando di “riportare la politica sui territori”. Non si tratta semplicemente di candidature, bensì di rendere i territori luoghi della decisione. In questo senso siamo ancora alla mera enunciazione: è nella giornata di domenica scorsa, a ventiquattr’ore dalla presentazione delle liste, che ho ricevuto la telefonata da ambienti della Federazione provinciale con cui mi veniva comunicata una disponibilità della sindaca a candidarsi. Tuttavia, da lei non ho avuto sollecitazioni.

E’ chiaro che così le cose non vanno. Per fortuna ad Amantea il gruppo dirigente del Partito sta coltivando un’impostazione diversa.

3)A cosa si riferisce?

R)Mi riferisco al fatto che abbiamo costruito, non senza fatica, un percorso partecipativo che si alimenta con la militanza intesa alla vecchia maniera: donne ed uomini che si sentono parte di una collettività, condividono idee e progetti, discutono, e si impegnano per rappresentare le istanze che provengono dal basso nel tentativo di trovare soluzioni reali ai problemi della città e dei cittadini.

Il nostro metodo è questo e pensiamo che questa sia la prospettiva in cui bisogna continuare a investire e credere, per alzare il livello del dibattito e offrire una proposta partecipata ed alternativa a questo paese sofferente.

4) Una ultima domanda. E’ noto che se la giunta amanteana dovesse per qualsiasi ragione venire meno, verrebbe meno anche la eventuale elezione a consigliere provinciale di Monica Sabatino. In questa ottica sembra che la sua autocandidatura o la sua candidatura da parte del partito provinciale o regionale siano comunque figlie della sua consapevolezza che la sua Giunta durerà nel tempo. Se non fosse così a chi ascrivere la responsabilità di una scelta a rischio?

R)Le dinamiche relative alla disponibilità ed alla composizione della lista meritano di essere approfondite. Ribadisco però che il Circolo di Amantea ha appreso solo 24 ore prima questa disponibilità della sindaca. Di conseguenza non abbiamo potuto che prenderne atto.

monica«Le dimissioni di Sergio Tempo prima ed il passaggio di Elena Arone tra le fila della minoranza dopo hanno consentito di sfrondare i rami secchi dell’esecutivo. Siamo certamente più coesi, siamo attenti e concentrati nel risolvere i problemi della città, nella consapevolezza che la rinascita passa attraverso il pagamento dei tributi che, in questo momento, rappresenta una scelta impopolare ma necessaria, per fare in modo che il futuro possa essere affrontato in maniera diversa. L’obiettivo è risanare l’ente comunale, partendo dal concetto di giustizia sociale e facendo in modo che le cartelle esattoriali non facciano la fine di questi ultimi anni. Pur allontanando ogni forma di polemica non si può non rimarcare l’atteggiamento dell’ex assessore al bilancio che, dai banchi dell’opposizione, accusa la giunta di adottare provvedimenti non idonei, parlando di dolo e falso in bilancio. Sergio Tempo ha diretto la parte economica dell’ente negli ultimi anni praticamente da solo e se dovesse ammettere ciò che pian piano emerge alla luce del sole dovrebbe certificare il proprio fallimento politico e gestionale. È un assessore al bilancio, anzi un ex amministratore, che non conosce neanche il rapporto che intercorre tra i metri cubi che la Sorical fattura al comune e quelli che a sua volta l’ente locale chiede in pagamento alla comunità. La Sorical imputa al Municipio la quota di 3 milioni 347 mila metri cubi di acqua, alla quale vanno sommati i quantitativi provenienti dalle sorgenti di proprietà comunale che fanno lievitare il totale ad oltre 4 milioni. Il dato è del 2015. Nello stesso periodo la gestione “firmata” Sergio Tempo ha inviato richieste di pagamento ai cittadini per una cifra prossima a circa 800 mila metri cubi: circa il 20 percento del dovuto. Una circostanza che fotografa una non conoscenza della macchina ammnistrativa e scoperchia un vaso di pandora che lo stesso Tempo ha cercato in questi lunghi otto anni di tenere nascosto. Altro appunto riguarda il riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Anche in questo caso Tempo, che evidentemente sente il terreno sbriciolarsi sotto i piedi, non vuole ricordare che tale procedura doveva essere portata a compimento nello scorso mese di luglio quando era lui in carica e non procedere a tale richiesta nel consiglio del 30 dicembre. Questa è la realtà con la quale l’esecutivo ha dovuto confrontarsi fino a questo momento».

«Anche la trasmigrazione di Elena Arone non può passare inosservata. Un (ex) delegato che fino a questo momento non ha prodotto alcun atto per la comunità. Non un’iniziativa, non un progetto, non un idea. Le pochissime cose fatte hanno riguardato solo i propri interessi personali, tanto che non si può escludere che la stessa Arone abbia considerato il suo ruolo al pari di un posto fisso e di uno stipendio a fine mese con cui crescere la sua famiglia».

«A breve inoltre testeremo il nuovo piano viario: dal prossimo 15 gennaio verrà effettuato un test per valutare l’inversione di alcuni sensi di marcia, favorendo così la creazione di isole pedonali capaci di incentivare il commercio ed il passeggio. Il governo di una città come Amantea non è cosa semplice: è una scelta impopolare quella di far pagare le tasse e i tributi, ma è la decisione che prenderebbe un padre e una madre responsabile per consentire ai propri figli di crescere. Questo è ciò che con forza e coraggio facciamo».

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