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campora

Giovedi sera, verso le 16,00, a Campora San Giovanni si è sfiorata la tragedia.

 

 

Una donna è caduta dal balcone della sua casa, un appartamento al terzo piano, in una traversa del centralissimo Corso Italia.

 

Rimasta a terra dolorante, la donna ha attirato con i suoi lamenti l'attenzione dei vicini di casa, che hanno immediatamente dato l'allarme e prestato i primi soccorsi.

 

 

Sul posto sono tempestivamente intervenuti i sanitari del 118 che, dopo aver allertato l’elisoccorso, putroppo indisponibile, hanno trasportato d'urgenza la donna all'ospedale di Cosenza, dove, la stessa, è tuttora ricoverata in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita.

 

Non è chiara la dinamica dell'incidente, si ipotizza che all'ora della caduta la donna fosse sola in casa, e che, per pulire il sottotetto del suo balcone da un nido di uccelli, probabilmente, salita su una cassetta di legno, o si è sporta troppo, oppure, la cassetta di legno sotto il peso della signora si sia rotta.

 

Sta di fatto che la donna ha perso l'equilibrio ed è stata ritrovata sull’asfalto con la cassetta di legno ancora attaccata al piede.

 

I soccorritori del 118, che hanno trasportato la donna all’Annunziata di Cosenza, ci hanno riferito che i medici del Pronto Soccorso hanno immediatamente riscontrato alla donna diverse fratture, anche costali, ed un importante trauma toracico, comunque la stessa al momento è sedata ed in terapia intensiva.

 

Sul posto sono intervenute anche le pattuglie della polizia locale.

Pubblicato in Campora San Giovanni

 

cani randagi campora
Abbiamo ricevuto negli scorsi giorni un accorato appello da parte di una cittadina di Amantea, che facciamo nostro, su un attacco subito dal suo cane da un branco di randagi la scorsa settimana.

 

La stessa ha denunciato l’accaduto alla Procura della Repubblica di Paola, atteso che le responsabilità oltre a quelle da ascrivere alla pubblica amministrazione sono comunque da ricercare nella mancanza di senso di responsabilità e senso civico di ognuno di noi.

Quotidianamente ormai si rileva sul territorio urbano una presenza davvero rilevante di branchi di cani randagi, che rappresentano un costante pericolo per l’incolumità e la salute pubblica dei cittadini;

 

Le segnalazioni di pericolo e paura da parte di alcuni residenti ad uscire delle proprie abitazioni soprattutto nelle prime ore del mattino e nelle ore notturne continuano ad aumentare, basti pensare che la signora, che ci ha segnalato l’accaduto, ha proibito addirittura al figlio di portare a spasso il cane di sera per paura che potesse accadere qualcosa;

In una società civile come la nostra sono ingiustificabili episodi di questo tipo, se si pensa al numero sempre maggiore di famiglie con un animale domestico ed alle politiche di tutela e benessere degli animali condotte dal Ministero dell’Ambiente.

 

In Italia ogni anno vengono abbandonati migliaia di cani sulle strade, sulle autostrade, sulle tangenziali e, non fa eccezione la nostra città con gli abbandoni, soprattutto estivi.

Tale è il fenomeno di una illegalità che, dopo alcuni anni che avevano lasciato ben sperare, è tornato a dilagare.

Nell’arco degli ultimi anni sono pervenute segnalazioni di randagi da aiutare, poiché vaganti su strade a scorrimento veloce, come sulla nostra strada statale 18, e per le quali i cittadini avevano cercato invano di allertare istituzioni e vigili urbani.

Randagismo è un fenomeno che non conosce “crisi”, l’osservatorio nazionale ha documentato, da fonti regionali che sono circa 4 mila i cani randagi in Calabria, di cui oltre 2 mila nella sola provincia di Cosenza.

 

 

Dall’ultima rendicontazione annuale (riferita all’anno 2016) inviata dalle regioni e dalle province autonome al Ministero della Salute, risultano 6.000.000 cani di proprietà e 590.000 cani randagi di cui solo un terzo ospitati nei canili rifugio.

Una popolazione di cani che, se non sottoposta a controllo demografico attraverso la sterilizzazione, rappresenterà ogni giorno di più un pericolo per la collettività.


Infatti, quando, soprattutto nelle zone ad alta densità di randagismo, i cani si radunano in branchi, questi possono diventare ferali.

Ed è quanto avviene spesso nelle nostre campagne nel sud Italia.

E’ un abominio, non un fenomeno naturale, creato dall’abbandono e dall’ignoranza.

E a farne le spese sono tutti: uomini ed animali.


E’ inutile dire che il controllo dei branchi, rispetto alla presenza del cane solitario e randagio che vive abitualmente in un quartiere, è più problematico.

La loro presenza nelle aree verdi e cittadine, con le frequenti incursioni su strade anche a veloce scorrimento, può rappresentare un grosso pericolo, in particolar modo per gli incidenti stradali causati proprio dall’attraversamento stradale dei randagi.

Infatti ogni anno perdono la vita sulle strade italiane 22.00 cani, di cui più di 4.500 solo nei mesi di Luglio e Agosto e questi dati ci fanno comprendere la grandezza del fenomeno e l’incidenza del fattore di rischio anche per gli utenti della strada.

A seguito della segnalazione pervenuta nella nostra redazione alcuni giorni fa da parte di una cittadina Amanteana, proprietaria di un cane, e delle continue e crescenti lamentele sulla diffusione del fenomeno del randagismo nella nostra città, vorremmo porre al Comune di Amantea una serie di domande che lunedi provvederemo a protocollare, indirizzandole alla nostra Commissione Straordinaria:

  1. Quante denunce per morsi di cani randagi sul territorio sono state segnalate presso gli Uffici Comunali e presso il Comando dei Vigili Urbani, e quante denunce sono state presentate alla Magistratura?
  2. Ci sono state, e se si, quante si riferiscono a morsi su persone adulte e quante a morsi su bambini?
  3. Quali sono gli organi competenti che dovrebbero gestire e far fronte alle denunce dei cittadini in merito?
  4. Su chi ricade la responsabilità o meglio l’irresponsabilità in caso di non intervento a seguito di segnalazioni?
  5. Esiste o quando verrà redatto ed approvato il “REGOLAMENTO COMUNALE SUI DIRITTI DEGLI ANIMALI”, proposto dall’Assessorato all’Ambiente Regionale?
  6. Quali interventi farà il Comune per fronteggiare l’emergenza randagismo?
  7. È propenso ad avviare, in collaborazione con l’Asp, un’intensa campagna di sterilizzazione e a collocare nei vari quartieri cittadini dei referenti comunali che sorveglino la presenza o meno di randagi?

Vigileremo e vi terremo aggiornati in caso ci fossero novità.

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lungomare campora san giovanni
Riceviamo e pubblichiamo

 

Con la presente intendiamo portare a conoscenza dell’intera comunità, al fine di sostenerne l’attività, la costituzione di un comitato civico per la tutela e la valorizzazione del lungomare tirreno di Campora San Giovanni, promosso da un gruppo di abitanti dello stesso ed aperto all’adesione di chiunque voglia sostenerne gli scopi.

 

Il Comitato si propone la tutela e la valorizzazione del lungomare di Campora S.G. - Amantea, da anni in stato di abbandono ed incuria, sensibilizzando l’amministrazione locale e tutte le istituzioni competenti, ed in particolare di realizzare i seguenti scopi:

 

1) Collocazione di un divieto di parcheggio su un lato del lungomare, posto che nei mesi estivi, a causa del parcheggio su entrambi i lati, il passaggio delle macchine è ostacolato;

2) Sollecitare il ritiro della differenziata porta a porta, come avviene nel paese, con divieto di posizionamento dei secchi sul lungomare;

3) Richiesta ai vigili urbani e a tutti gli agenti di polizia di intervenire per multare coloro che abbandonano i rifiuti sul lungomare con istallazione di fototrappole comunali;

4) Individuazione dei proprietari dei terreni fronte lungomare e sollecitazione del Comune a tenerli puliti e a curare lo sfalcio delle canne;

5) Incentivare la trasformazione dei terreni fronte lungomare in attività di servizi;

6) Progettazione e realizzazione di uno spazio per consentire l’inversione di marcia lato nord; Messa in sicurezza e ripristino curva lato sud lungomare;

7) Ripristino di via Torrione (unico accesso al mare senza necessità di un pericoloso attraversamento della statale). Curare illuminazione, asfalto, richiedere allargamento del sottopasso per rendere fruibile ed effettivo il collegamento di Campora S.G. al mare;

8) Realizzazione di una pista ciclabile che si raccordi a quella di Amantea (così com’era nel progetto originario);

9) Risoluzione dei problemi dell’insopportabile cattivo odore proveniente dalla pompa di sollevamento fognaria sul lungomare;

10) Coinvolgimento di artisti per la realizzazione di opere abbellimento lungomare.

 

Al fine di realizzare i precitati scopi ed in conformità alle norme statutarie, il Comitato ha già provveduto, inoltre, a formulare presso le competenti autorità locali apposite istante al fine di richiedere l’apposizione di apposita segnaletica di divieto di sosta su un lato della strada del Lungomare Tirreno di Campora S.G., in quanto il parcheggio su ambo i lati crea grave impedimento alla viabilità e l’istallazione di fototrappole comunali, considerato che la bellezza del Lungomare Tirreno di Campora S.G. è costantemente deturpata dall’abbandono selvaggio di rifiuti.

 

Pubblicato in Primo Piano

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I Carabinieri della Stazione di Amantea, capitanata dal Maresciallo Munafò, nel corso di un servizio di controllo e pattugliamento del territorio cittadino, in particolare nella frazione di Campora San Giovanni, salita nell’ultimo periodo alla cronaca provinciale per ritrovamenti e sequestri di armi e droga, hanno tratto in arresto un giovane di Campora San Giovanni per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio.

 

I militari, impegnati a perlustrare la statale tirrenica inferiore, hanno intimato e subito fermato una macchina di grossa cilindrata ed a velocità sostenuta su cui viaggiava il giovane vent’ottenne Amanteano.

 

Sin da subito, raccontano i militari, pare che il ragazzo abbia dato evidenti motivi di sospetti per una alta insofferenza e nervosismo, pertanto, i Carabinieri hanno approfondito il fermo con un attento controllo della vettura.

Di fatti sul sedile posteriore, ben nascosto tra alcuni indumenti, sono stati trovati due panette contenenti quasi 1 chilogrammo di cocaina.

 

Le analisi condotte dal Laboratorio dell'Arma dei Carabinieri di Cosenza hanno permesso di accertare che dal quantitativo di sostanza stupefacente sequestrata - 963 grammi lordi - sulla base del principio attivo contenuto nello stesso, avrebbero potuto essere ricavate più di 3.500 dosi.

Il valore dello stupefacente sequestrato si attesterebbe intorno ai 200.000,00 mila euro.

 

A conclusione delle attività condotte, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Paola, il ragazzo è stato condotto presso la locale casa circondariale di Paola.

Dopo la convalida dell’arresto, il 28enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio immediato.

 

In città comunque si percepisce una preoccupazione più che ovvia per il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, come dichiarato in conferenza stampa dagli inquirenti in città la domanda di stupefacenti è elevata e di conseguenza l’offerta si adegua e si organizza per eludere i controlli e le attività di contrasto.

Dal canto nostro, continuano gli inquirenti, dando risposta a un impegno assunto con la cittadinanza, stiamo battendo in modo sistematico le zone in città in sinergia con tutte le forze dell’ordine presenti ad Amantea, e qualche risultato l’abbiamo ottenuto.

Posso assicurare che la situazione è costantemente monitorata e continueremo a dare alle organizzazioni filo da torcere.


Ciò potendo contare anche su nuovi agenti, anche in borghese, per il controllo del territorio, da poco entrati in servizio ad irrobustirne le articolazioni, in particolare nella prevenzione e contrasto dei reati sul territorio e nell’investigativa, una crescita di organico che speriamo proseguirà gradualmente nel tempo.

Pubblicato in Campora San Giovanni

campora scuola
Vi sottoponiamo un comunicato stampa, inviatoci con preghiera di pubblicazione, da parte di alcuni genitori di scorali su Campora San Giovanni.

Gli stessi, unitisi a comitato, chiedono, relativamente alla situazione contagi nelle scuole di Campora San Giovanni, attenzione da parte della Commissione Straordinaria.

 

Comunicato stampa

 

"La componente dei genitori del Consiglio d’Istituto, dell’I.C. di Campora San Giovanni, hanno sottoscritto un documento inviato tramite pec a diversi enti, tra cui, soprattutto, la Commissione Straordinaria del Comune di Amantea richiamandola al fatto di essere “…sempre più assente nel territorio…” con la richiesta di porre immediati provvedimenti, di concerto con l’Asp locale l’Istituto Scolastico.

 

Nello specifico, chiedono a gran voce una maggiore attenzione data la sempre più precaria situazione sanitaria.

Nella giornata di oggi molti studenti non sono entrati in classe e tutto ciò è dovuto alla non-informazione ed incertezza e conseguente preoccupazione delle famiglie, non dovuto a alle decisioni della scuola, sempre attenta ad anticipare le mancate mosse di un ente sempre più disastrato.

 

 

Le richieste degli interventi da porre in atto nell’immediato, individuati nella missiva, dai rappresentanti, hanno il fine di porre un focus sul mondo scuola, nello specifico:

-azioni di sanificazione periodica e necessaria di tutti i locali dell’Istituto per la salvaguardia di tutti gli alunni rimasti in presenza, del corpo docente, e tutto il personale che vi opera quotidianamente;

-la messa a disposizione dei plessi della scuola di presìdi sanitari dedicati, da attivarsi al bisogno ed in forma gratuita, per tutti gli alunni, docenti e personale ATA, con esiti immediati in modo da non lasciare l’intera comunità scolastica nel limbo ;

- tracciamento dei contagi, con numeri certi dei casi presenti sul territorio a disposizione di tutta la comunità al fine di prendere atto dell’evoluzione della curva di contagio e non lasciare le famiglie nell’incertezza.

 

I firmatari della lettera sperano in azioni immediate e chirurgiche laddove l’Asp, rimasta sempre più sola, come oramai noto a tutti, non riesca più a tenere un tracciamento reale e costante.

 

Si vuole ribadire, con questo comunicato, la priorità della scuola e la necessità che la stessa non rimanga sola e si ringraziano tutti i genitori, purtroppo esasperati, nonché la Dirigente Scolastica Prof.ssa Caterina Policicchio sempre attenta ad ascoltare e cercare di risolvere, tutte le problematiche, nonchè tutto il personale docente e non che quotidianamente è impegnato per far si che la scuola sia sempre un luogo sicuro.

 

Esprimono, inoltre, tutto il loro sconcerto e disappunto per quella che, agli occhi dei più, è sembrata una “fuga per la salvezza” ovvero la chiusura di tutti gli uffici comunali in quanto, l’apertura degli stessi, avrebbe consentito una migliore collaborazione ed un immediato confronto, utili e necessari, per affrontare la delicata situazione".

 

 

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Campora San Giovanni.

E fu la luce, almeno quella elettrica di pubblica utilità.

La storia che vi raccontiamo è accaduta in questi giorni in via Basilicata a Campora San Giovanni dove, da poco più di due mesi, è rimasta al buio, poiché la lampadina dell’illuminazione pubblica si è di colpo fulminata.

 

E nonostante il nostro concittadino abbia più volte contattato il municipio per segnalare l’inconveniente la situazione non è cambiata.

Così Pierino, il nome è di fantasia per conservare l’anonimato, che ama la luce e detesta il buio, ha dovuto, a proprie spese, sostituirsi all’ente Comune per acquistare e far sostituire una lampadina dell’illuminazione pubblica che si era bruciata.

 

La giurisprudenza impone che ci siano condizioni di sicurezza nelle vie e nelle strade, la sicurezza, quella a 360 gradi di una zona urbana non passa soltanto dalla presenza più o meno costante delle forze dell’ordine, ma anche, della corretta illuminazione nelle ore notturne.

Appare abbastanza ovvio che un luogo buio si presta maggiormente alla delinquenza o anche a qualche incidente stradale rispetto a quello in cui non manca la luce.

Almeno in teoria.

Quello che dovrebbe essere altrettanto ovvio è che quando un lampione non funziona viene immediatamente riparato da chi di dovere. Sigh!!

In questo caso, appunto, dal Comune di Amantea, ciò per evitare fenomeni di delinquenza cittadina o di incidenti stradali.

 

La gestione del servizio di illuminazione pubblica in Italia risulta piuttosto frammentata.

Si può dire che, in linea, il proprietario di una strada è il soggetto che deve occuparsi e preoccuparsi del funzionamento dei lampioni.

Vale la pena segnalare che nel 2016 sono state introdotte nuove normative sull’illuminazione pubblica, in particolare sulla classificazione delle strade e sull’intensità ed il tipo di luce che ciascuna zona deve avere nelle ore notturne per garantire la sicurezza di chi vi transita.

 

Lasciare a lungo dei lampioni spenti e non mantenere la quantità di luce necessaria e stabilita dalla legge, dunque, può rappresentare un serio problema in primis per i cittadini ma anche per chi si deve occupare della gestione degli impianti.

Il servizio di illuminazione pubblica viene gestito in diversi modi.

Può essere a carico dello stesso Comune, soprattutto nei Comuni più piccoli, come il nostro.

Il corretto funzionamento dell’illuminazione pubblica, e quindi il fare il possibile per evitare che ci siano dei lampioni spenti, è a carico degli enti proprietari o dei gestori delle strade.

Sono loro che devono garantire che nelle vie urbane o extraurbane, a seconda della propria competenza, ci siano le condizioni di sicurezza per pedoni e automobilisti.

 

Il Codice della strada, infatti, stabilisce che questi soggetti «devono provvedere alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, on ché delle attrezzature, impianti e servizi e al controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze».

Significa che un Comune non deve occuparsi solo di sistemare le buche stradali o i marciapiedi rovinati, ma anche i lampioni spenti.

Non a caso, è sempre il Codice della strada a sancire definire come pertinenze «le parti della strada destinate in modo permanente al servizio o all’arredo funzionale di essa».

 

Tra gli elementi di arredo funzionale si trovano anche i lampioni dell’illuminazione pubblica.

Di chi è, dunque, la responsabilità se, a causa di un lampione spento, un automobilista fa un incidente o un pedone viene investito?

Secondo il Codice civile, «ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito».

In altre parole, il Comune di Amantea, che ha in gestione l’illuminazione pubblica, in un determinato punto stradale, è responsabile di un eventuale danno, a meno che non riesca a dimostrare che l’incidente o l’investimento sono stati causati da altri fattori.

 

Questa storia ci raccolta nuovamente delle criticità all’interno dell’organizzazione operativa nel nostro Comune, speriamo non si debba ripetere, anche perché il rischio che qualcosa poteva andare storto è altissimo.

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Scene da terzo mondo definiamo la situazione che si è creata per alcuni abitanti di Campora San Giovanni dove si sono rotte delle tubazioni dell’acqua potabile e dove la stessa fuoriesce da giorni lungo tutta la strada pubblica, senza che nessuno intervenga nella riparazione e messa in sicurezza.

Gli abitanti della zona ci hanno contattato perché sono costretti a vedere da giorni, se non da settimane, questa vergognosa immagine di fuoriuscita di acqua potabile dal manto stradale.

Sembrano scene da terzo mondo invece sono cose che si ripetono continuamente in una città come Amantea. 

E’ una realtà che non è più possibile accettare.

Sono anni che la città non ha una mappatura delle tubazioni presenti nel sottosuolo oppure sono anni che la città non ha un crono-programma degli investimenti fatti e di quelli previsti per mettere in sicurezza le tubature di acqua pubblica cittadina, soprattutto su Campora San Giovanni, dove, l’urbanizzazione selvaggia degli ultimi decenni ha messo in difficoltà l’impiantistica cittadina.

Secondo noi crediamo che sia doveroso verso i cittadini di Campora San Giovanni e di Amantea richiedere alla Commissione Straordinaria, che attualmente regge le sorti della città, una serie di investimenti concreti sul nostro territorio.

Un piano di investimenti per sostituire i 40 chilometri di tubature presenti sotto la città, tubature vecchie e pericolose anche in cemento-amianto.

Riteniamo anche che sia anche doveroso un cambiamento profondo sulla gestione degli impianti, riportando le stesse sotto il solo controllo dell’ente.

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A Campora si festeggia una bellissima notizia sportiva: il karateka Kevin Bruno è stato convocato al raduno della nazionale Juniores specialità Kumite (combattimento).

Il raduno si svolgerà giorno 3 e 4 ottobre in Campania presso il Palasport di Giuliano.


Kevin, che gareggia nella categoria -75kg, aveva già ottenuto ottimi piazzamenti nelle gare Open di Campania, Sicilia e Calabria, ma è stato il 3° posto conquistato agli Open di Toscana, dello scorso febbraio, che gli ha permesso di mettersi in luce agli occhi degli osservatori della nazionale e avere il punteggio sufficiente nel ranking per poter essere convocato.


“In questo momento così delicato causa pandemia- dice il prof. Veltri Francesco - mi sento di condividere questa soddisfazione con il presidente dell'AKL Antonio Notarianni, il presidente dell'Accademia Karate Campora Sabrina Caicco e tutti i ragazzi.

 

Allenarsi durante questo periodo non è stato semplice, ma non abbiamo mai mollato, ci siamo organizzati con allenamenti via web nella fase del lock-down e poi abbiamo proseguito con gli allenamenti all’aperto.


In passato abbiamo avuto altri convocati per i raduni nazionali (Antonella e Alessia Martino, Manuel Ombres) e siamo felice e orgogliosi che un altro nostro karateka abbia possibilità future di vestire l'azzurro."

Complimenti da parte della nostra redazione

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Dell'Arch. Myriam Argentino

 

L’Amanteano MARCO DIGNITOSO classe 1977, manager nella vita e velista per passione giorno 10 settembre 2020 si è aggiudicato col team di Suoer Atax il prestigioso trofeo velico de “La Cinquecento” organizzato dal Circolo Nautico Porto Santa Margherita di Coarle (VE).

 

Per capire il valore di questa regata, nel mondo della vela, c’è da sapere che questa viene definita la “regina delle regate d’altura” e vi partecipano i più famosi navigatori oceanici e gli appassionati che decidono di mettersi alla prova lungo le cinquecento miglia del percorso, da compiere a vela senza scalo: da Caorle alle Isole Tremiti, passando per Sansego (Croazia). La 500 è una regata internazionale inserita nel calendario World Sailing che concorre all’assegnazione del titolo di “Campione Italiano Offshore”. Durante questo percorso di 500 miglia che attraversa l’Adriatico, gli equipaggi, che quest’anno erano venti (20), giocano soprattutto di strategia per la diversità di condizioni meteo e di correnti che si possono incontrare lungo il tragitto. Vincere questa regata quindi equivale ad un vero e proprio valore sportivo.

 

Da alcuni anni il nome di Marco Dignitoso si sente spesso nominare nei porti italiani che ospitano le regate più importanti, lui è conosciuto come il Kalabro o ‘Nduja, chiaro richiamo dell’ttaccamento alle sue origini Calabresi. Dignitoso, infatti grazie alla sua caparbietà e all’amore smisurato per il mare e la vela, si è fatto conoscere nel mondo della vela che conta entrando a far parte, di alcuni team velici di tutto rispetto. In questi anni, ha partecipato alle regate più importanti che si disputano nel Mediterraneo Campionato del Mondo, Campionati Europei, Vari campionati Invernali, ecc. riuscendo a vincere “La Copa del Rey” a Palma de Mallorca nel 2017, in classe Corinthian (non professionisti) con il Team QQ7e il Campionato Italiano di Vela d’altura a Crotone nel 2019 in classe 0-2 Crociera col team di “Milù III”.

 

Questo 2020, che in futuro sicuramente verrà ricordato per la pandemia e il lockdown, che ha visto tutte le attività sportive fermarsi compresa la Vela, il nostro velista, dopo un campionato italiano, Svoltosi a Gaeta,sotto tono, si è subito rifatto tagliando per primo il traguardo de “La 500” Miglia dell’Adriatico insieme all’equipaggio di Super Atax, un vecchio IOR completamente refittato e aggiornato dall’armatore Marco Bertozzi. Il team composto dai prodieri Gianfranco Gallo e Marco Dignitoso, Andrea Berlese drizze e cucina, Giuseppe Camarotto alle scotte, Manuel Polo navigatore, Matteo Bonin tattico, dopo 5 giorni e 4 notti di estenuanti lotte con le condizione meteo-marine e stima delle zone di mare con vento più favorevole, è riuscito a stravincere ottenendo la Line of Honour (i primi ASSOLUTI a tagliare il traguardo), primi in ORC ed IRC ASSOLUTI e di categoria/gruppo. Chissà se dopo il campionato Italiano di Crotone disputato l’anno scorso, la vittoria del giovane Cortese nella Vela under 15 nell’Italia d’argento al mondiale a squadre, le vittorie nella vela d’altura di Dignitoso anche in Calabria si avvicinerà di più al mondo della Vela, uno sport così bello e interessante!

 

 

corso italia campora san Giovanni

 

E' quanto denuncia l'azienda che gestisce il servizio di nettezza urbana, la Lamezia Multiservizi SpA.

 

L'episodio si è verificato sabato mattina nel pieno centro urbano a Campora San Giovanni, alla presenza di molti testimoni.

 

Uno degli addetti è stato minacciato di venire ucciso con tanto di pistola in bella vista, da parte di un anziano sul corso Italia.

 

Minacce verbali, debitamente denunciate presso la locale caserma dei Carabinieri, e presa in carico dal Maresciallo Munafò, Comandante della locale Stazione.

 

La motivazione della minaccia è semplice, il ragazzo, giovane padre di famiglia, con un contratto estivo in scadenza a fine settembre, si è rifiutato, giustamente, di recuperare due sacchetti di immondizia immischiata in un giorno dedito alla raccolta della frazione organica.

 

La posizione del Comune su questa vicenda è di completo silenzio, chiediamo alla Prefettura, come voce critica della città, di voler intensificare i controlli sul territorio da parte delle forze di polizia presenti, poiché la città, da anni, desta in totale anarchia territoriale.

 

La vicenda è sintomatica di un mancato controllo della città, dove un cittadino si vede autorizzato a pretendere la raccolta della spazzatura senza seguire le regole disposte dalle autorità comunali.

 

Sono anni che chiediamo alle Forze di Polizia una repressione in tal senso, controllo che è stato negli anni sempre disatteso o comunque non efficace.

 

Le conseguenze, al di fuori del gesto assolutamente da perseguire nelle sedi opportune, sono di fronte gli occhi di tutti.

 

Solidarietà da parte della redazione al ragazzo che ha subito questa grave minaccia ed alla sua intera famiglia, ci auguriamo che almeno il contratto di lavoro del giovane ragazzo possa essere rinnovato, non solo a lui, ma magari a tutti gli altri ragazzi che hanno prestato la loro attività lavorativa durante l’estate nepetina, per una tranquillità almeno economica.

 

 

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