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Riace alle amministrative, queste le 3 liste.

Sabato, 27 Aprile 2019 19:08 Pubblicato in Calabria

Anche Lucano si candida a consigliere comunale

Ecco le tre liste di Riace centro della Locride che conta poco più di 2.300 residenti, distribuiti tra il centro storico e la frazione marina.

 

 

 

 

 

Antonio Trifoli, vigile urbano, è a capo della lista civica "Riace rinasce, trasparenza e legalità".

Maurizio Cimino, è alla guida della lista "Riace 2.0", che si richiama alle posizioni di Forza Italia

Correrà con la lista "Il cielo sopra Riace", Maria Spanò, assessore uscente ai Lavori pubblici .

I candidati a consigliere della lista sono in tutto dieci a cui si aggiunge come consigliere comunale Mimmo Lucano.

Il generale libico Khalifa "Haftar sta facendo il massimo sforzo per mettere fine all'operazione prima dell'inizio del mese sacro di Ramadan. Certamente il suo obiettivo è conquistare Tripoli".

 

 

 

 

 

Lo dichiara ad Aki-Adnkronos International Mohamed Anwar El Sadat, nipote dell'ex presidente egiziano ed attuale presidente del partito di opposizione 'Riforma e Sviluppo'.

Secondo Sadat, nei prossimi giorni dobbiamo attenderci un'offensiva durissima dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna). Haftar, spiega, "sta facendo del suo meglio per raccogliere consensi e supporto perché durante il mese sacro di Ramadan - che dovrebbe iniziare la sera del 5 maggio - sarà difficile combattere". "Se non conquista Tripoli prima di Ramadan allora è un problema anche perché sembra che abbia calcolato male i tempi dell'operazione", dice Sadat, secondo il quale Haftar "ha approfittato degli incidenti in Algeria per iniziare la sua guerra, che tuttavia sta andando più avanti di quanto stimasse. Per questo "spingerà al massimo in questi giorni per conquistare più terreno possibile per poi negoziare una soluzione politica".

"HAFTAR NEGOZIERÀ MA SOLO DA POSIZIONE DI FORZA" - "Penso che possa esserci una soluzione politica ma solo dopo che Haftar avrà preso Tripoli. A quel punto sarà disposto a sedersi e discutere" afferma Mohamed Anwar El Sadat. "Penso che la posizione dell'Egitto sia chiara e ricalchi quella americana - prosegue - L'intenzione è di dare una possibilità a Haftar per eliminare tutte queste milizie militari e anche lo Stato islamico (Isis), ma poi il piano prevede di stabilire un tavolo per la soluzione politica. E credo che il generale abbia accettato ciò". L'Egitto ed altri Paesi europei hanno deciso di puntare su Haftar, aggiunge il nipote dell'ex presidente, "ma deve fare presto". Secondo il politico egiziano, l'uomo forte della Cirenaica "vuole ottenere una posizione forte per negoziare con Serraj e tutti quelli che supportano Serraj".

"POPOLO NON CREDE A NUOVA POSIZIONE DELL'ITALIA" - La maggior parte dei libici non crede a un cambio di linea nel governo italiano, sottolinea il nipote dell'ex presidente egiziano, commentando le recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Questa non è l'impressione che hanno le persone (in Libia, ndr), secondo le quali gli italiani sono schierati con Serraj e credono che ci sono molti esperti italiani dappertutto in Libia che provano a sostenere ed aiutare il governo Serraj". In merito al ruolo della Francia nella crisi libica, Sadat ritiene che Parigi "sta facendo con Haftar quello che l'Italia fa con Serraj".

(Afp) di Piero Spinucci

In Belgio "sono tornati" dalla Siria e dall'Iraq "molti" foreign fighters.

A Bruxelles e a Liegi ci sono ritorni dall'ex Stato Islamico "praticamente ogni settimana".

I reduci fanno proselitismo, cosa che è "molto pericolosa".

 

E sono "pronti" a colpire di nuovo, se riceveranno "l'ordine" di farlo.

A dirlo all'Adnkronos è Redouane Ahrouch, fondatore del Parti Islam, un piccolo partito islamico belga, con una presenza concentrata nelle municipalità a densa presenza musulmana di Bruxelles, come Molenbeek. "Ce ne sono molti che sono tornati - spiega Ahrouch, che è stato consigliere comunale ad Anderlecht e che conosce molto bene la sua comunità - certo che sono pericolosi. Possono colpire in tutta Europa: naturalmente il Belgio è la capitale dell'Europa e del mondo occidentale, dunque per loro colpire Bruxelles andrebbe bene".

Per Ahrouch, "sono persone che, invece di essere sorvegliate, vengono protette: queste sono persone che tornano dal Daesh, hanno lavorato per lo Stato Islamico".

I miliziani che tornano in Belgio "dall'Iraq e dalla Siria - continua Ahrouch - sono pericolosi: sanno maneggiare le armi e sono pronti a obbedire agli ordini. Il campo di applicazione non è il Medio Oriente, ma il mondo intero: se domani ricevono l'ordine di commettere un attentato o di assassinare qualcuno, sono pronti. Penso che almeno bisognerebbe sorvegliarli, non lasciarli liberi di frequentare le moschee e di corrompere i giovani". A Bruxelles e a Liegi, prosegue Ahrouch, "praticamente ogni settimana ci sono degli arrivi". "Non lo raccontano certo ai media: ci sono persone che riappaiono, dopo essere sparite per anni, e si sa dove sono state: se si dice che Mehdi è tornato, si sa da dove è tornato. La gente del quartiere sa benissimo che è tornato dalla Siria". Chi ritorna dalla Siria, secondo Ahrouch, "ha diritto a tutti i vantaggi: a un alloggio, a un allocazione di sopravvivenza, circa mille euro. Le persone che escono di prigione in genere non hanno nulla, ma purtroppo questi terroristi che tornano hanno tutto. Hanno carta bianca e hanno accesso a vantaggi ai quali noi non abbiamo accesso".

Ahrouch, che è belga, è molto critico nei confronti delle politiche Ue sulle migrazioni, che giudica troppo lassiste: "L'Europa - dice - dovrebbe cambiare e avere una politica di controllo sui richiedenti asilo". Per il fondatore del Parti Islam, "il fatto stesso" che i foreign fighters siano tornati dallo Stato Islamico "crea dell'euforia per i nuovi candidati. Quando ne vedono tornare uno, è come se fosse tornato dal Vietnam: è partito, ha fatto la guerra ed è tornato vivo. Sono partiti in missione", e ai giovani dei quartieri più poveri appaiono come "degli eroi".

Il fatto che i foreign fighters "tornino, che abbiano accesso a tutte le libertà e che parlino alle persone - secondo Ahrouch - è molto pericoloso". Perché, ragiona, "è un incoraggiamento: anche se magari non hanno fatto tutto quello che dicono, raccontano di aver ucciso 200 persone, 'ho fatto questo e quell'altro, ecco le foto delle esecuzioni, delle decapitazioni'....e allora i giovani: 'Uuh, tu sei un uomo, come hai fatto, anch'io ci voglio andare...'".

"Noi del Parti Islam - prosegue - siamo per la pace, per rispettare i cristiani. Io amo il mio Paese, che è il Belgio, e mi dispiace vedere che, invece di integrare i musulmani nella sua società, fa di tutto per non integrarli. Ogni anno arriva una nuova onda migratoria che perturba l'integrazione: ora è troppo, è esagerato. C'è troppa pressione dall'esterno, troppa gente che arriva da fuori: arrivano libanesi, iracheni...sta diventando molto destabilizzante, perché tutte le sette del mondo stanno venendo a Bruxelles. E questo crea una bomba Molotov incredibile".

Nella capitale belga, spiega Ahrouch, "ci sono sunniti, sciiti, drusi, dei pro Assad, degli anti Assad, dei pro iraniani e degli anti iraniani....portano i loro problemi qui da noi, che siamo qui da trent'anni. Avevamo un Islam belga, sano: prima c'erano solo moschee turche e marocchine. Ora ci sono moschee afghane, irachene, iraniane: ogni moschea predica la sua religione. Abbiamo molti Islam differenti: dopo - prevede infine - faranno la guerra civile, come in Libano. A Bruxelles, che è il cuore del Belgio".

di Tommaso Gallavotti

Ndr in Italia nessuna paura ci pensa la Cassazione!!!!!!!!!

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