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Il fatto è accaduto nel tardo pomeriggio di oggi 30 luglio sul lungomare di Paola.

Secondo i primi accertamenti unragazzino di 11 anni, è stato centrato in pieno da un’auto condotta da una donna A.S.

 

Sembra che la signora si sia trovata il bimbo davanti all’auto, in una frazione di secondo e non sarebbe riuscita ad evitarlo in nessun modo.

La donna che ha investito il ragazzino infatti, sarebbe sotto shock.

Da una prima ricostruzione dei fatti, l’undicenne si trovava nell’area della pista ciclabile per recuperare un pallone.

Poco prima dell’impatto, raccontano alcuni testimoni, avrebbe scansato un motorino che transitava nell’area riservata alle biciclette e si sarebbe spostato improvvisamente sulla carreggiata dove, proprio in quel momento è sopraggiunta l’auto.

Il ragazzino è stato centrato in pieno e avrebbe battuto violentemente le testa al parabrezza dell’auto, una Smart.

Immediatamente sarebbe stato soccorso dai passanti, e dal padre che disperato ha allertato i soccorsi.

Sul posto, oltre all’elisoccorso, anche i vigili urbani e i carabinieri di Paola che stanno lavorando per ricostruire la dinamica.

Il bimbo è stato trasportato in gravissime condizioni in ospedale a Cosenza.

La famiglia del piccolo è originaria di Paola, ma vivrebbe in Svizzera.

Il traffico sul lungomare è rimasto bloccato per diverse ore.

Pubblicato in Paola

La magistratura paolana per la frana della collina dell’ospedale di Paola assolve tutti, quasi che la frana stessa non sia mai esistita.

Ovvia la soddisfazione dei proprietari del fabbricato che vennero indicati fra i presunti responsabili dello smottamento del terreno.

Parliamo di Annarita Sganga e Pasqualino Saragò difesi dagli avvocati Gino Perrotta e Pietro Sommella.

I legali scrivono: “Sebbene ogni completa valutazione della complessiva vicenda, occorsa ai propri assistiti, debba necessariamente essere posposta all’esito del deposito delle motivazioni della sentenza, sin da ora esprimono piena soddisfazione per l’esito favorevole del procedimento penale che ha visto coinvolti i patrocinati.

Il Tribunale di Paola, infatti, all’esito di una lunga e articolata istruttoria, connotata da ricostruzioni fattuali e tecniche, smentite dal collegio difensivo, anche con il prezioso apporto dei testimoni e consulenti, ha accolto le richieste difensive di assoluzione con formula di insussistenza del fatto, pertanto affermando l'estraneità della committenza dei lavori del fabbricato nella causazione della frana che ha interessato il “Colle dell’ospedale”, nonché escludendo qualsivoglia illegittimità nella emanazione dei provvedimenti autorizzativi dei lavori e di conseguenza l’assenza di accordi e collusioni con i tecnici comunali.

I coniugi Annarita Sganga e Pasqualino Saragò, ingiustamente accusati di gravi fattispecie delittuose ed iniquamente sottoposti ad una esposizione mediatica che, per anni, ha procurato evidenti ombre e ha rischiato di causare loro ingenti danni e patemi – concludono gli avvocati - hanno salutato con estremo appagamento la pronuncia assolutoria, essendo stata ristabilita la verità in relazione ai fatti ascritti”.

Prendiamo atto anche della assoluzione dei tecnici Eduardo Romano, Salvatore Romito e Silvestro Mannarino ma ci sarebbe piaciuto se i giudici del Tribunale di Paola, Alfredo Cosenza (Presidente), Antonella Paone e Vincenzo D’Arcobello ci avessero fatto sapere, comunque, da cosa , se non da chi, sia stata prodotta la frana.

Pubblicato in Paola

Un fatale un rigurgito ha soffocato nel sonno un neonato.

I soccorsi, allertati dai genitori, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

 

 

 

Una immane tragedia quella occorsa oggi nel Comune di Paola.

Nel primo pomeriggio di oggi un neonato di tre mesi e mezzo residente nel comune tirrenico con la sua famiglia, è morto in seguito al classico rigurgito che lo ha soffocato.

Il piccolo stava dormendo nella sua culletta quando i genitori si sono accorti che lo stesso emetteva degli strani gemiti.

La coppia ha allertato immediatamente il 118 che, una volta giunti presso l’abitazione del neonato, non ha potuto far altro che constatarne il decesso.

La vicenda di questo angelo volato in cielo ci porta alla mente quella del nostro “vigilino” delle strisce blu che, in servizio, ha salvato un bambino di tre anni

Ed insistiamo verso la “nostra” amministrazione perché IMMEDIATAMENTE in consiglio comunale riconosca il valore civile di “Chico”e gli assegni un giusto premio!

Pubblicato in Paola

La vicenda del mare giallo di Paola diventa sempre più incredibile.

Le abbiamo sentite tutte.

Una versione diceva che si trattava di una colorazione figlia di una fioritura algale.

Una ipotesi molto difficile da accettare.

 

 

Una seconda versione che si trattava dello sversamento in una zona localizzata del mare di Paola di pittura gialla.

Una ipotesi, questa, credibile sia per il fortissimo colore giallo che per la ridotta localizzazione.

Ora esce una terza versione.

Questo è quanto pubblicato dall’Arpacal:

"Chiazze giallastre sul litorale di Paola: e' polline di conifere.

L’esame microscopico eseguito sui campioni di acqua prelevata dalla Guardia Costiera sabato mattina a Paola, avvisata da numerose segnalazioni di cittadini presenti sul litorale,  hanno dato esito negativo per ciò che riguarda i due parametri microbiologici che si misurano in occasione del monitoraggio della balneabilità delle coste. (Enterococchi intestinali ed Escherichia coli).

Nei campioni, però, è stata riscontrata “un’elevata quantità di polline di Conifere, famiglia delle Pinacee”.

Lo dichiara a conclusione delle analisi il Dipartimento provinciale di Cosenza dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria) che proprio sabato mattina era stato allertato dalla Capitaneria di Porto per la presenza di una vasta chiazza di colore giallastro che galleggiava sul litorale di Paola”.

Le immagini del video non mostrano “chiazze giallastre”. Affatto. Semmai una sola macchia di un giallo intenso.

Ma il personale dell’agenzia non era presente a Paola donde la descrizione “confusa”

Una domanda ce la permetteranno, però!

Posto che il polline delle conifere sia davvero il responsabile della colorazione violentemente gialla del mare come c’era finito, e tutto insieme, questo polline in un unico posto del mare paolano?

Pubblicato in Alto Tirreno

I Carabinieri della Compagnia di Paola,Nucleo Operativo e Radiomobile e Stazione principale, coordinati dal capitano Giordano Tognoni, hanno tratto in arresto un 39enne ed un 37enne di Paola, noti alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. 

Troppa gente, senza orari, andava e veniva da alcune abitazioni poste al centro della città di San Francesco.

Un via vai che non è passato inosservato ai paolani, nè tanto meno ai carabinieri della compagnia di Paola, i militari del nucleo operativo e radiomobile e della stazione principale, diretta dal capitano Tognoni che hanno avviato una serie di indagini per capire cosa in realtà si celasse dietro questo flusso consistente di gente.

Le investigazioni hanno portato a scoprire lo spaccio di droga che con molta tranquillità due persone,  un 39enne ed un 37 enne noti alle forze dell’ordine, portavano avanti da tempo come una normale attività.

I due sono finiti in manette con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio.

Un risultato ottenuto grazie alle direttive del Comandante Provinciale dei Carabinieri, Tenente Colonnello Piero Sutera, sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Pierpaolo Bruni che hanno dato impulso alle attività di repressione allo spaccio di stupefacente

I militari hanno proceduto alla perquisizione di due appartamenti nella contemporanea disponibilità di un 39enne ed un 37enne di Paola, comprese le rispettive pertinenze.

Le operazioni di perquisizione condotte nelle due abitazioni hanno consentito di portare alla luce un cospicuo quantitativo di sostanze stupefacenti e da taglio: 150 grammi di marijuana, contenuti in una busta di plastica sottovuoto; un grammo di cocaina ed una trentina di grammi di lidocaina. Posti sotto sequestro anche 1.050,00 euro in banconote di piccolo e medio taglio; numerosi bilancini di precisione; un macchinario per il sottovuoto ed altro materiale destinato al confezionamento.

Le analisi condotte con celerità dal Laboratorio analisi sostanze stupefacenti dell’Arma dei Carabinieri hanno permesso di accertare che dal quantitativo di sostanza stupefacente sequestrata, sulla base del principio attivo contenuto nello stesso, avrebbero potuto essere ricavate circa 950 dosi da destinare alla vendita al dettaglio.

Gli arrestati, terminate le formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Paola, coordinata dal Procuratore Pierpaolo Bruni, sono stati tradotti in regime di arresti domiciliari presso le rispettive residenze, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Pubblicato in Paola

Le armi sono state rinvenute durante un servizio di controllo dei carabinieri di Paola. Tre le persone denunciate. Trovate anche 400 cartucce

Sette fucili sono stati sequestrati dai carabinieri della Compagnia di Paola nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio tra i comuni di San Lucido, Paola, Fuscaldo, Guardia Piemontese e Cetraro.

In particolare, per reati che vanno dall’omessa custodia all’abusiva detenzione di armi da fuoco, sono stati denunciati in stato di libertà un 61enne di Aiello Calabro e un 52enne e un 62enne entrambi di Fuscaldo.

Trovate anche più di 400 cartucce.

Nel corso del servizio sono state anche controllate oltre 200 persone e altrettanti veicoli.

Svolte numerose perquisizioni personali, veicolari e domiciliari.

Ndr Resta da capire come sia stato possibile denunciare “61enne di Aiello Calabro” se i controlli sono stati effettuati soltanto nei comuni di “San Lucido, Paola, Fuscaldo, Guardia Piemontese e Cetraro”.

Vi faremo sapere domani!

Pubblicato in Paola

Truffe, evasione fiscale, autoriciclaggio.

La Procura di Paola scopre il sistema messo in piedi da Agostino Iacovo per evitare sequestri e confische.

Imprese intestate a parenti, amici ed ex dipendenti.

Sequestri per 3 milioni e attività in supermercati, abbigliamento e pubblicità.

Il sistema Iacovo.

La imprese venivano avviate e gestite per uno o due anni

Durante questo periodo contraevano ingenti debiti nei confronti di fornitori e dell’Erario.

Poi venivano abbandonate, poste in liquidazione o dichiarate fallite.

A questo punto i complessi aziendali venivano ceduti a nuove ditte, sempre riconducibili, attraverso i prestanome, al titolare effettivo.

In questo modo si è generato un notevole flusso di denaro utile a finanziare la catena delle attività e condizionare il tessuto finanziario, economico e produttivo.

Tutto illecito, dice la Procura. 

L’effettivo titolare delle società, per evitare il sequestro dei beni acquisiti illecitamente, “scherma” l’investimento patrimoniale e ne attribuisce la titolarità a un prestanome.

È così che diventa socio occulto della società mentre imprenditori “fittizi” si intestano i beni per evitarne il sequestro e la confisca.

Non è tutto.

L’inchiesta ha infatti permesso di evidenziare presunte condotte di autoriciclaggio, commesse – secondo l’accusa da due delle persone arrestate, per importi superiori a 100mila euro.

Questa somma sarebbe stata autoriciclata, attraverso una serie di movimentazioni finanziarie confluite nei conti correnti di altre società, sempre intestate a prestanome ma in realtà di proprietà del solito Iacovo.

Era lui che attribuiva fittiziamente la titolarità di società e aziende per eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali, per evadere imposte, tasse e contributi e truffare soggetti terzi anche attraverso l’autoriciclaggio.

È seguendo questo flusso di denaro che sono state sequestrate, su disposizione del gip: le quote di due società (e i complessi aziendali, i beni mobili e immobili, autovetture e disponibilità finanziari) e i beni riconducibili alle persone indagate, il tutto per un valore complessivo di circa un milione di euro. 

Come detto tre arresti di cui due ai domiciliari

14 gli indagati

14 le società sequestrate

Apposti sigilli a beni e disponibilità finanziarie per 3 milioni di euro.

L’accusa è di associazione a delinquere al fine di commettere reati contro il patrimonio.

Sono queste le accuse contenute nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Rosamaria Mesiti su richiesta del PM Pierpaolo Bruni e della pm Teresa Valeria Grieco.

I nomi..L'arresto in carcere è stato disposto per Agostino Iacovo (40 anni, di Cetraro).

Arresti domiciliari per Salvatore Sciammarella (62 anni di Paola) e Adele Nutino (44 anni, di Cetraro).

Sono indagati Gigliola Iacovo (45 anni, di Cetraro), Salvatore Marasco (62 anni, di Limbadi), Angelina Sciammarella (33 anni, di Paola), Enzo Buono (47 anni, di Belvedere Marittimo), Alessandra Rogato (42 anni, di Belvedere Marittimo), Anna Gravina (39 anni, di Paola), Michele Russo (43 anni, di Belvedere Marittimo), Isabella Molinaro Novello (37 anni, di Paola), Francesca Gagliardi (30 anni, di Paola), Gina Andreoli (72 anni, di Cetraro), Gina Liguori (68 anni, di Carolei), Carmelina Carrozzino (43 anni, di Belvedere Marittimo).

Pubblicato in Cosenza

Domenico Lanzaro, ha dato esecuzione a 2 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Paola nei confronti di: Roberto Lenti di 59 anni e di suo fratello, Marcello Lenti, 56 anni per spaccio di sostanze stupefacenti.

Le determinazioni dell’Autorità giudiziaria scaturiscono dai fatti reato accertati dal personale della Polizia di Stato, appartenente al Commissariato di Paola, al Reparto prevenzione Crimine Calabria Settentrionale ed ad Unità Cinofila della Polizia di Stato di Vibo Valentia che nei giorni scorsi, in uno dei servizi predisposti in sede di tavolo tecnico dal Questore della Provincia di Cosenza, Conticchio, di contrasto alla criminalità con particolare riguardo ai dei reati predatori e dello spaccio di sostanze stupefacenti, ha scoperto dei depositi dove i due fratelli, più un terzo L.L. di 27 anni, denunciato a piede libero, avevano stipato occultandoli quasi 3 kg di sostanze stupefacenti del tipo marijuana.

E' stato, inoltre, accertato il furto aggravato di energia elettrica e di acqua.

L’acqua è stata sottratta da un vicino stabile di proprietà del Comune di Acquappesa abusivamente occupato.

Gli arrestati dopo le formalità di rito sono stati associati alla Casa Circondariale di Paola.

Pubblicato in Paola

chiesa madreCarissime cittadine e carissimi cittadini,

dal 17 al 25 febbraio si terrà ad Amantea la settimana delle Missioni Popolari 2018 in onore di San Francesco di Paola.

Si tratta di una settimana importante che inizierà sabato 17 febbraio alle ore 16.00 a Campora San Giovanni, dove la città accoglierà la Reliquia del Santo di Paola nel piazzale dell’Hotel “Al Torrione”. Li, ad attenderla, ci sarà anche la statua di San Francesco della Parrocchia di San Pietro Apostolo. Alle ore 17.00 si terrà la Celebrazione Eucaristica alla presenza del Vescovo Emerito Monsignor Salvatore Nunnari.

Il 22 febbraio alle ore 18.30 – nella sala consiliare - si terrà un Consiglio comunale aperto in sessione straordinaria proprio per l’accoglienza delle Reliquie di San Francesco di Paola.

La settimana delle Missioni Popolari si concluderà domenica 25 nella Parrocchia di San Biagio dove alle ore 18.00 si terrà la Celebrazione Solenne – durante la quale sarà annunciata ufficialmente la notizia del ritorno di Amantea a sede diocesale - presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Francescantonio Nolè, Arcivescovo della Diocesi di Cosenza-Bisignano, e l’affidamento da parte del Sindaco Mario Pizzino della Città al Santo con la consegna delle chiavi. Al termine si svolgerà la fiaccolata di saluto al Santo al Ponte di Catocastro con intitolazione dello stesso a San Francesco di Paola.

Invitiamo tutti i cittadini ad essere partecipi di questi momenti così significativi per la nostra comunità. E ringraziamo di cuore tutti i parroci e particolarmente l’Ordine dei Minimi per l’organizzazione della Missione Popolare in vista dell’offerta dell’olio per la lampada votiva al Santuario di Paola da parte della Città di Amantea.

Con i più cari saluti,

L’Amministrazione Comunale

Pubblicato in Primo Piano

Era già successo il 13 aprile 2017 quando sempre le Fiamme Gialle di Paola, nel cosentino, hanno trovato durante un controllo effettuato in un grosso esercizio commerciale della città, gli articoli vari tra cui anche numerosi articoli elettrici ed elettronici e giocattoli non a norma e senza marcatura di Conformità europea.

Questa la nota diramata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza

“Sequestrati dalla Guardia di Finanza di Paola oltre 246 mila prodotti privi di ogni etichetta, senza ogni avvertenza sulla pericolosità di alcuni materiali, con mancata precisazione della provenienza e delle indicazioni in lingua italiana, senza apposizione della marcatura CE o con marcatura non conforme.

Questo è quello che le Fiamme Gialle di Paola hanno trovato durante un controllo effettuato in un grosso esercizio commerciale della città, gestito da persone di origine cinese, finalizzato a prevenire la commercializzazione di prodotti nocivi o pericolosi per la salute.

Tra i prodotti sequestrati vi sono anche numerosi articoli di carnevale, elettrici ed elettronici non a norma, giocattoli privi di marcatura CE ovvero non conforme, senza istruzioni ed informazioni sulla sicurezza e correlate avvertenze in lingua italiana, sull’uso e sull’età minima degli utilizzatori, sulla eventuale nocività del prodotto e sui materiali utilizzati per il loro confezionamento, nonché articoli destinati all’uso scolastico e cosmetici privi delle normali informazioni sul contenuto e sulla sicurezza.

Il mancato rispetto degli obblighi imposti dalle leggi avrebbe potuto essere causa di effetti nocivi per i potenziali acquirenti, ignari delle informazioni minime che l’etichettatura di qualsiasi bene di consumo dovrebbe contenere.

In tutto i Finanzieri hanno proceduto al sequestro amministrativo di oltre 246.000 prodotti, in virtù del mancato rispetto delle norme contemplate dagli articoli 6, 7 e 9 del D.Lgs. n. 206/2005 (Codice del consumo), dal D.Lgs. n. 86/2016 e dalle Direttive comunitarie.

Il titolare del negozio in cui erano in vendita rischia ora una sanzione amministrativa fino a euro 60.000,00.
Continua l’azione delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Cosenza, a tutela della salute dei consumatori e contro coloro che commercializzano prodotti violando la legge ed in sleale concorrenza, spuntando così un prezzo ridotto, a scapito di chi invece rispetta le regole.

Pubblicato in Alto Tirreno
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