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Della serie # i ciucci si liticanu e li varrili si rumpunu”.

Sembra davvero opportuno richiamare l’antico adagio calabrese avendo letto l’Articolo di Massimo Clausi postato da Il Quotidiano del sud dal titolo “Sanità, la Calabria rompe col Governo. Il ministro: «Applichi le leggi». Oliverio: «Farfuglia argomenti inesistenti»”

Un articolo nel quale si legge che si rischia una crisi del Governo nazionale sulle vicende della sanità calabrese.

E che, comunque, visto che Oliverio aveva annunciato la sua determinazione di incatenarsi a Roma se il Governo non avesse revocato il commissario alla Sanità, Massimo Scura, ieri è arrivata la presa di posizione del ministro Lorenzin che dalle frequenze della tv LaC ha detto:

«Onestamente, l’incatenazione di Oliverio mi mancava. Faccio notare al presidente Oliverio che i presidenti della Regione devono fare una cosa molto semplice: attuare le leggi che noi abbiamo fatto, attraverso i loro direttori generali, i direttori amministrativi, i primari che, tra l’altro, si scelgono loro».

In sostanza la Lorenzin non sembra così ansiosa di un cambio all’ufficio del commissario del piano di rientro.

Poi in serata è arrivata la piccata replica dello stesso Oliverio.

«Le affermazioni della Lorenzin confermano la giustezza della mia protesta»

E continuato «La Ministra farfuglia argomenti inesistenti per sfuggire alle proprie responsabilità. Come ben sa, deve prima di tutto decidere sulla richiesta formulata dal Tavolo Interministeriale di sanzionare il Commissario che non ha adempiuto al mandato che il Governo gli ha conferito.

La Regione ha fatto in questi due anni e dieci mesi, sotto la mia guida, fino in fondo il proprio dovere per le competenze che esercita.

È lo Stato centrale che, per la responsabilità del Commissario governativo, si prende gioco dei calabresi.

I nostri cittadini, infatti, pagano le tasse più alte d'Italia per sanare il disavanzo finanziario del peggior servizio sanitario.

E tutto ciò a fronte di un aumento di almeno un terzo del debito, di un elevato incremento dei viaggi fuori dalla Calabria e della mancata realizzazione dei Livelli Essenziali di Assistenza in vaste aree della nostra regione».

Ed il Presidente della Regione ha concluso«La posizione della Lorenzin mi induce ad insistere: quali interessi e quali forze si frappongono all'atto, dovuto per legge, di sostituire l'attuale Commissario? La Lorenzin dovrebbe saperlo.

Allora, invece di rispondere “Dove vai? Porto pesci”, dicesse la verità che motiva queste resistenze sulla pelle dei calabresi».

Anche noi vorremmo conoscere queste verità e soprattutto di chi sono le responsabilità del disastro della sanità calabrese. Un disastro che viene da lontano. Un disastro al quale la politica non è certamente estranea

Ed in particolare di chi sono le responsabilità del disastro della sanità cosentina che crea una emigrazione sanitaria di oltre 86 milioni di euro annui.

Milioni che potrebbero creare lavoro, lavoro, lavoro per i calabresi, i cosentini, gli amanteani.

La verità è che noi siamo sempre più diffidenti e distanti dai politici calabresi così come siamo diffidenti e distanti dalla sanità calabrese.

E siamo anche consapevoli che nella sanità ci sono privilegi assurdi ed illegittimi, scelte assurde e vergognose, abusi e illeciti inaccettabili.

Venerdì nella sala consiliare del comune di Amantea ne abbiamo denunciato pubblicamente alcuni e qualcuno si è impaurito ed ha tentato di fermarci.

State sereni non ci fermeremo, ma certo ci piacerebbe che questo “popolo” amanteano ascoltasse, leggesse, capisse ed almeno parlasse per non rischiare di fare la fine di “ varrili”.

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Ne ha parlato Michele Presta su Il corriere della Calabria scrivendo “Che il comparto dei forestali sia quello più consistente della Regione Calabria lo si capisce subito entrando nel cinema San Nicola di Cosenza.

 

All’assemblea convocata per i lavoratori a “nord” i posti a sedere sono esauriti e in molti stanno in piedi sui lati e sul fondo. Numeri, in termini di presenze, che lo storico cinema cosentino non ha fatto neanche con l’ultimo film di Checco Zalone”.

Non siamo stati vedere il film di Checco Zalone ma la foto postata dal Corriere conferma le presenze del giornalista.

Una presenza che non è certamente derivata dal fatto che non si pagava per entrare come per il film di Zalone.

Ma sicuramente dal fatto che i 4000 forestali sono andati ad ascoltare il governatore mentre dichiarava:

Che per il pagamento dei loro salari «C’è un impegno con il governo centrale per il biennio 2018-2020 di 130 milioni di euro. A questi vanno aggiunti i 70 che verranno impiegati dalla regione».

Che, ben sapendo che molti ritengono Calabria verde un “carrozzone” alimentato da politici e assessori che negli anni hanno governato la Calabria, «La nostra bussola è il lavoro. Poniamo fine a chi tra intrallazzi e accordi vari ha fatto della forestale una mammella attraverso la quale succhiare risorse».

Che «L’eredità dell'Afor è così pesante che se avessi proceduto alla liquidazione la Calabria sarebbe fallita».

Gli fa eco il commissario straordinario di Calabria Verde, Aloisio Mariggiò dichiarando che «Con estrema chiarezza vi annuncio che procederemo alla riorganizzazione dell’ente e lo faremo senza raccomandazioni»

Ed ancora «Chi ha diritto riceverà, ma sui licenziamenti sono intransigente. Non possiamo accettare che persone che hanno lavorato pochi giorni negli ultimi dieci anni lavorino ancora per noi. Anche perché ci sono lavoratori onesti che dopo 30 anni sono ancora di seconda fascia. Inizieremo proprio da loro».

Pubblicato in Cosenza

Toglietemi tutto ma non il mio breil, diceva una vecchia pubblicità.

Oggi sembra sia tornata di moda il medesimo slogan, ma leggermente cambiato.

Sentiamo dire “ Toglieteci tutto ( al PD calabrese ) ma non la sanità!.

Se no ci incateniamo davanti a Palazzo Chigi.

Già!

Lo ha detto( per primo) Oliverio partecipando alla finta inaugurazione del vecchio-nuovo ospedale di Praia a Mare.

Oggi lo ripete lo dice il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno.

E si accodano anche i sindaci di Praia a Mare e Tortora i quali avrebbero dichiarato la solidarietà alla “ manifestazione dei cittadini locresi (che) è in sintonia con quanto affermato con forza dal presidente Oliverio, che sin dal suo insediamento ha lottato per dare ai cittadini calabresi ciò che veramente meritano, cioè una giusta sanità”.

Giusta non efficiente , badate! E giusta sta per “ un po’ per tutti”

Non state a chiedervi cosa ci sia dietro.

Noi sospettiamo che si tratti di ragioni diverse.

La prima , la pubblicità. Quasi diventeranno eroi, prodromici di una rivoluzione contro il governo centrale, che mortifica la Calabria come avvenuto quasi sempre dal tempo della finta unità d’Italia, quella che ha alimentato un nord vincente contro un sud perdente.

La seconda, le prossime elezioni politiche; ovviamente per chi è alla ricerca di posti garantiti per il senato o la camera.

La terza, la mortificazione subita da Oliverio ( non dalla Calabria) quale governatore visto che come dichiarato da Magorno “Ribadiamo l’urgenza che il governo affronti con risolutezza la vicenda, consegnando – così come avvenuto in Campania – la titolarità del settore a chi è stato eletto e scelto democraticamente dai calabresi”.

Insomma la Calabria è perfino a sud della Campania!

La quarta, è che il popolo calabrese ( ed ovviamente il personale della sanità) si sta incaxxando ed occorre cavalcare questa onda per averne i voti.

La quinta , è che nessuno deve sapere la verità. Quale verità? Ma quella di una sanità che non funziona per causa di una politica che la ha sempre usata come portafoglio di posti e di voti.

E così occorre dare a colpa agli altri. A chi?

Ma, ovvio, a Scura, Scura l’uomo nero, il cattivo, l’emissario del male … scusate del governo! Di un governo che non rispetta la politica calabrese

Di un governo che non garantisce la salute dei calabresi, tanto che Oliverio ricorda:

-Che la sanità in calabra è stata commissariata dal 2010( cioè molto prima che lui diventasse governatore) e proprio perchè la sanità calabrese non funzionava( chissà perché) e la evasione sanitaria era altissima;

- che la evasione sanitaria è aumentata e non diminuita( da 240 milioni a 300);

-che la qualità delle prestazioni si è indebolita;

-che le liste di attesa sono cresciute;

- che in Calabria mancano 4000 dipendenti nella sanità!

Magorno ed Oliverio, ma perché, allora, non attuate le Case della salute?

Pubblicato in Alto Tirreno

La Calabria non è solo l’ultima in Italia, forse c’è altro; ben altro

Parliamo di Sanità. Oggi la politica e la magistratura hanno imposto la riapertura dell’ospedale di Praia a Mare.

Un ospedale voluto dalla programmazione del PSI Manciniano insieme a Cetraro, Paola ed Amantea.

Tutti realizzati meno quello di Amantea( nessuno ne ha nemmeno parlato perché la lettera venne segretata)

Poi stante la grave situazione debitoria dell’Italia è arrivato Scura che ha disposto la chiusura dell’ospedale di Praia, oggi riaperto per la sentenza del Consiglio di Stato, e la sua sostituzione con una casa della Salute, un oggetto misterioso della sanità italiana

Ma Scura non è d’accordo e ricorda che “Il bacino di utenza dell'alto Tirreno è inferiore a 50.000 abitanti; l'attuale Pronto soccorso più vicino non è presso l'ospedale di Cetraro, bensì a Belvedere, presso la clinica Tricarico-Rosano che è inserita regolarmente nella rete di emergenza urgenza e in quella Sca (Sindrome coronarica acuta), disponendo di una cardiologia con Utic e con emodinamica; il Pronto soccorso accoglie circa 10-12.000 accessi l'anno; la stessa clinica Tricarico-Rosano dispone di 28 posti letto di chirurgia; la clinica Cascini, sempre di Belvedere. dispone di ulteriori 22 posti letto di chirurgia”

Ma se ogni 50 mila abitanti ci fosse un ospedale , in Italia, si 60 milioni di abitanti ci dovrebbero essere circa1200 ospedali.

Ora l’Ansa ( 2010) dice che sono complessivamente, 1.163.

Di questi, 542 sono istituti ospedalieri pubblici.

La quota restante, pari a 621 strutture, e' rappresentata da ospedali privati accreditati ' allargati': in tale numero sono cioe' compresi anche gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) privati, gli ospedali religiosi, le fondazioni private, i policlinici universitari privati e gli enti di ricerca privati.

Allora perché no?

Semplice perché in Italia l' incidenza della spesa sanitaria sul Pil e' del 7,2 in Italia, contro l' 8,7 della Francia, l' 8,6 della Germania e l' 8,3 degli Stati Uniti.

Insomma è solo questione di soldi!

Ma la domanda che ci si deve porre è questa: la salute la tutela l’ospedale con le emergenze o piuttosto una sanità del territorio, diffusa sul territorio, che fa medicina preventiva?

La risposta è semplice.

Gli ospedali assorbono il 54,5% della spesa pubblica sanitaria mentre l’extra ospedaliero è fermo al 45,5%.

E questo significa mancanza di specialisti e liste di attesa da paese africano!

La speranza non è certamente nella politica.

Due sono le speranze. La prima è la magistratura che porti a giudizio che ha creato questa situazione che pone come futuro non già la medicina territoriale ma gli ospedali, la seconda è che il popolo si arrabbi non solo per gli ospedali e soprattutto per la medicina di base.

Il male della Calabria non è solo la ‘ndrangheta ma anche certa politica e certa burocrazia, oggi soprattutto quella sanitaria!

Ma perché Scura non parla?

Se Praia è la dimostrazione del suo fallimento perché non se ne va?

O c’è altro che non sappiamo?

Una cosa è certa che oggi alla riapertura di Praia c’erano i Sindaci di Praia a Mare, Antonio Praticò, e di Tortora, Pasquale Lamboglia, il dott. Eugenio Sciabica, Dirigente del Ministero della Salute, investito dell’incarico di commissario ad acta per l’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato  che ha statuito in materia di riorganizzazione ospedaliera, dei Deputati Enza Bruno Bossio ed Ernesto Magorno, del Direttore generale Asp di Cosenza Raffaele Mauro, del presidente Oliverio, tutti benedetti dal vescovo di San Marco- Scalea Leonardo Bonanno.

Pubblicato in Alto Tirreno

Oliverio revoca l’ incarico di capo ufficio stampa ad Oldani Mesoraca.

«La revoca a Oldani Mesoraca dell'incarico di capo ufficio stampa della giunta regionale

 

consegue a un esposto del Movimento 5stelle alla magistratura penale e contabile, nonché a una nostra esplicita quanto documentata richiesta al governatore della Regione Calabria».

Lo afferma, in una nota, la deputata M5s Dalila Nesci, che aggiunge: «Per la prima volta Mario Oliverio ci ha ascoltato, rimediando a una nomina illegittima di cui avevamo fornito, come sempre, le carte e tutte le argomentazioni giuridiche.

A onor del vero, devo aggiungere che il caso è stato seguito con attenzione anche da una parte della stampa calabrese, che con obiettività e fermezza aveva raccontato i fatti».

«Ci auguriamo – prosegue la parlamentare – che adesso Oliverio faccia altrettanto per la nomina di Franco Pacenza quale suo consulente per le questioni sanitarie, in quanto la medesima è avvenuta in violazione di precise norme di legge, puntualmente segnalata all'autorità giudiziaria e allo stesso presidente della Regione».

«Adesso – conclude Nesci – l'ufficio stampa della Regione dovrà essere riorganizzato secondo le regole.

La nostra costante attività di controllo sta portando i suoi frutti.

Si veda la vicenda della nomina di Santo Gioffrè al vertice dell'Asp di Reggio Calabria, cancellata dall'Anticorruzione nazionale, e quella della modifica, nell'ambito di specifica procedura pubblica, dei punteggi massimi attribuibili ai candidati alla direzione della Cardiochirurgia dell'ospedale di Reggio Calabria».

Pubblicato in Cosenza

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota dell’ amministrazione comune dal titolo :”Il prossimo 2 maggio Amantea offrirà l’olio votivo al Santo Protettore, San Francesco di Paola”

Carissime cittadine e carissimi cittadini,

lo scorso 10 ottobre abbiamo espresso il desiderio di offrire l’olio votivo al Santo Protettore, San Francesco di Paola, il 2 maggio 2018 in occasione della ricorrenza dei festeggiamenti patronali.

L’esempio del Santo è per la nostra comunità motivo di ispirazione, è fonte preziosa per alimentare il nostro senso comunitario, per riscoprirci capaci di tenerci tutti per mano e non lasciare nessuno indietro, per andare verso il domani abbracciando i valori francescani e del cristianesimo.

Oggi, siamo felici di comunicarvi che la nostra richiesta ha ottenuto il parere favorevole da parte della comunità del santuario.

La nostra cittadina, dunque, offrirà l’olio votivo per la ricorrenza del 2 maggio 2018.

Con i più cari saluti

Il Sindaco Mario Pizzino

Il Portavoce dell’Amministrazione Enzo Giacco

Ndr. Nel mentre ringraziamo l'amministrazione per la offerta dell'olio a San Francesco ricordiamo che:

L’anno scorso, il 2016, ad offrire l’olio santo fu il comune di Paola. Poi le elezioni ….

Nel 2017 ad offrire l’olio sarà il comune di Amantea …….

Chi sarà invece il 2018 ad accendere la lampada? Difficile una previsione.

Non dimentichiamo che presumibilmente il mese di marzo ( tra il 4 e l’l1) ci saranno le politiche, quindi, a maggio avremo, stando a quanto si dice , Rosatellum permettendo, già avuto le elezioni e forse un nuovo governo.

Ricordiamo solo che nel 2016, ad accendere la lampada fu il governatore Mario Oliverio che lesse un mirabile discorso in cui dimentico che tanti calabresi sono alla fame disse che“la Calabria è terra di accoglienza e di inclusione. La nostra terra spalanca ogni giorno le braccia ai disperati che arrivano da paesi flagellati da guerra e fame”

E non solo mentre i migliori giovani calabresi emigrano ( non quelli vicini ai politici ed ai potenti che trovano sempre un posto di lavoro pubblico) Oliverio disse di essere onorato di essere alla guida della Calabria “in particolar modo in relazione alla nuova Programmazione, partita in maniera operativa, in equilibrio tra le risposte emergenziali e le prospettive necessarie allo sviluppo, per mettere in moto innovazione, talenti, capacità, competenze indispensabili alla crescita, per creare lavoro, lavoro soprattutto per i nostri giovani”.

E su quel “nostri” quanti dubbi!

Pubblicato in Primo Piano

Una delle cose belle del giornalismo è che ogni notizia contiene nel suo interno un’altra notizia

Come una matrioska (vezzeggiativo di matrëna, derivante dal latino mater/ madre), quella sorta di scatole cinesi ognuna delle quali ne contiene un’altra!

Avevamo la informazione degli anestesisti e ci accingevamo a trattarne in relazione alla radiologia di Amantea, ma ora che Troya ne ha parlato per il finto” ospedale di Praia, siamo obbligati a farlo!

Ecco la notizia, da cui il titolo “Sanità! Ma che cosa fanno Mauri, Scura ed Oliverio?”.

Da inorridire.

Ecco cosa scrive Troya :«L’ospedale che non esiste. Una vergogna. Una vergogna che non conosce confini. Il sapere di prendere in giro la gente e continuare a farlo. Indecente.

Quattro anestesisti inviati a Praia a Mare per 60,00 (dico sessanta) euro all’ora nel mentre tolgono gli infermieri a Gastroenterologia e a Dialisi.

Anestesisti che non faranno nulla perché manca la chirurgia.

E il Pronto soccorso, a chi servirà?

Si allungheranno i tempi di intervento e il paziente ne subirà le conseguenze.

Abbiate solo cura di stare bene. Questo è il mio augurio».

AVETE CAPITO?

A Praia manca il Radiologo e lo prendono a Paola. Paola resta senza un radiologo e lo prendono ad Amantea!.

Pensavate che mancando ad Amantea un radiologo lo prendessero da un’altra parte?

Dai non fateci ridere! Amantea da tempo viene spogliata e si lascia spogliare senza che nessuno si lamenti!

Ma ora che in mancanza di tali figure professionali si faccia una convenzione da 60 euro/ora con gli anestesisti per il finto spedale di Praia e la finta chirurgia di Praia lascia basiti.

ED ALLORA LA DOMANDA

Ma Amantea non vale niente e per nessuno?

E perché spogliano la radiologia di Amantea?

Non potevano fare una convenzione con il “nostro” radiologo?

Non so se sia possibile denunciare come abusi queste differenze e forse nemmeno ci importa

Ci importa però sapere cosa facciano Mauri, Scura ed Oliverio

E soprattutto ci importa sapere cosa faccia la politica e soprattutto gli inani amanteani, quelli che avrebbero resistito agli invasori Francesi ed oggi non sono capaci senza “briganti” a resistere agli invasori della Sanità!

Pubblicato in Primo Piano

Una conclusione amara, direte voi.

Si, ne siamo consapevoli, ma come cambiarla rispetto alla infelicissima posizione del governatore Mario Oliverio sulla tariffa dei rifiuti.

Non bastavano i soli comuni?

Ricordiamo che dalla relazione della Corte dei Conti per il 2015 mentre l’aumento medio nazionale è stato del +9,29%, in Calabria è stato del +18,29%.

Ma dobbiamo anche ricordare che ci sono regioni e regioni. Per esempio nel 2015 l’Umbria ha aumentato le tariffe del 45% ed il Trentino le ha ridotte del 40%!!

Dovunque resta in piedi il principio “Chi inquina paga” , quel principio che ha portato ad avere anche noi forme di raccolta differenziata finalizzata proprio alla riduzione della spazzatura ed alla sua qualificazione

Ora in Calabria questo principio viene compromesso proprio dalla giunta regionale.

La giunta , assente- guarda caso - l'Assessore alle Politiche dell'Ambiente Antonella Rizzo,con delibera n. 344 del 25 luglio scorso, ha disposto un radicale cambiamento che penalizza i comuni virtuosi e favorisce i comuni che non raggiungono risultati ottimali.

Una delibera che ci ha fatto chiedere, intanto, se Oliverio si legga le carte che firma e di capire quali siano i suoi obiettivi.

Vuole annullare i migliori comuni migliori, le migliori aziende, i migliori amministratori localied i cittadini più civili?

Ma è questo il modo di fare turismo?

Vuole forse una Calabria ancora più sporca?

E così dopo la levata di scudi di tanti sindaci e della stessa ANCI ecco il solito passo indietro di Oliverio.

La Giunta sospende la rimodulazione tariffa rifiuti.

Una sospensione a tempo. Valida cioè fino al 30 novembre"nelle more di valutare, previo interpello delle amministrazioni comunali, termini e modalità per una sua eventuale modifica"..

Come al solito alla regione la confusione regna imperterrita

Il Presidente Oliverio ha proposto l'istituzione di una commissione mista, composta da Anci e tecnici del Dipartimento Ambiente, i cui lavori dovranno concludersi entro il prossimo 10 novembre per trovare una soluzione condivisa in ordine alla problematica della nuova tariffa, tenendo nella dovuta considerazione la virtuosità raggiunta dai Comuni che fanno registrare elevati livelli di raccolta differenziata

Tra questi Amantea.

Continuiamo però a non capire chi la regione intenda favorire .

Sappiamo solo che vuole penalizzare i migliori comuni migliori, le migliori aziende, i migliori amministratori locali ed i cittadini più civili.

Ed è una vergogna!

Ndr . Ma una domanda la vogliamo fare ad Oliverio ed alla Rizzo: Come faranno i comuni a definire le tariffe per il 1018 in questa vergognosa incertezza?

Ed una anche a questa misteriosa Europa( che la brexit sia una opportunità anche per noi?):Perché non difende il principio WChi inquina paga”?

La foto è della serie#unvammazzatitantuvinciusempriu#

Sanità Calabria. «È l'ennesima nomina illegittima del governatore Mario Oliverio, detentore del record in materia, quella, contraria alla legge, di Franco Pacenza quale proprio consulente per la sanità.

 

Allo stato degli atti essa appare un favore a un esponente del Pd, già più volte consigliere regionale, che ora incassa 2.800 euro netti al mese più contributi previdenziali e rimborsi e che partecipa, peraltro, alla Conferenza Stato-Regioni».

 

Lo affermano, in una nota, i deputati M5s Dalila Nesci e Paolo Parentela, che hanno trasmesso uno specifico esposto alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei conti, chiedendo di avviare le indagini e investendo del caso anche l'Ispettorato per la Funzione pubblica, l'Anac, il Collegio dei revisori della Regione Calabria e la commissione speciale di Vigilanza del Consiglio regionale.

 

I parlamentari, che hanno formalmente invitato Oliverio all'immediata revoca dell'incarico in questione, hanno pure informato la Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nonché il commissario per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario regionale.

«Pacenza non poteva affatto essere nominato – commentano i due 5stelle – anche perché, come richiesto dalla legge, l'amministrazione regionale doveva avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno e perché la prestazione doveva essere di natura temporanea e altamente qualificata, mentre il ripetuto rinnovo dell’incarico in argomento contrasta con la sua natura temporanea e nel merito manca congrua motivazione sul punto dell’alta qualificazione».

«Da nuovo Pilato, Oliverio – concludono Nesci e Parentela – ha rinunciato al ruolo di rappresentanza politica dei calabresi in ambito sanitario, a vantaggio di un suo amico che non ha alcuna rilevanza politica e tecnica».

Pubblicato in Calabria

Si sa il popolo cerca sempre quello che non ha!

Abbiamo fatto il verso a Dante che nel Purgatorio le faceva dire da Virgilio a Catone Uticense (ricordato in Mn II V 15 quale severissimo difensore verae libertatis),seguite, poi, dal verso “(come sa chi per lei vita rifiuta, v. 72), e che sono invece riferite al suicidio di Catone a Utica, all'approssimarsi della dittatura cesariana.

 

 

Oggi sono le parole preoccupate di chi ha a cuore la sorte del PD in Calabria ( Minniti?) e che sembra abbia imposto la pace tra le fazioni di Oliverio, da un lato, e di Guccione, dall’altra.

Una pace che è presupposto indispensabile della unità del PD, Unità finta, ovviamente.

E la prima occasione, è la elezione della segreteria provinciale del PD stesso.

Insomma si vuole una segreteria provinciale dove la gestione dovrà essere condivisa

Guglielmelli sarà il segretario, e Mazzuca il vice.

Una sorta, insomma, di “ tutti insieme appassionatamente”

Ma davvero Mario Oliverio e Carlo Guccione stanno mettendo da parte l’ascia di guerra?

Loro che nell’immediatezza delle elezioni si sorridevano ed abbracciavano per poi arrivare ( si dice) a ben altri e silenziati tipi di abbracci.

E chi mai ci crederà?

D’altro canto la situazione è difficile in Calabria ed in provincia di Cosenza, in particolare, forse tragica e se, in qualche modo, si vuole recuperare credibilità politica, l’unica cosa è far finta di essere uniti.

Una soluzione che sta bene ad ambedue

Ad un Oliverio che è assediato dalla Magistratura e che vede sfilacciarsi se non franare il suo impero

Ad un Guccione che così diventa il vincitore morale ed il futuro del PD in Calabria.

E Magorno?

Zitto!

Pubblicato in Cosenza
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