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La regione vuole i soldi dei rifiuti.

Deve pagare le ditte che gestiscono gli impianti di smaltimento.

Aveva annunciato il pugno duro e così è stato.

Un atto fortemente voluto dal presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio che, nel cuore dell’estate, aveva assunto 18 importanti provvedimenti per il “commissariamento” da parte dell’ente di altrettanti comuni calabresi insolventi.

La decisione del governatore Oliverio era dettata dalla necessità di riscuotere con puntualità le tariffe per far fronte alle spese necessarie per il pagamento dei concessionari/gestori dei diversi servizi afferenti la gestione del sistema dei rifiuti

Un aumento dei debiti, come specificato all’interno del provvedimento del presidente, avrebbe provocato inevitabili criticità e disservizi

Nell’elenco figuravano due cittadine del Vibonese, Briatico e San Gregorio d’Ippona.

Ora a Briatico arriva il commissario ad acta.

S’insedia l’avvocato Giuseppina Falcone. Sarà lei ad occuparsi della riscossione delle tariffe dovute alla Regione

L’avvocato Giuseppina Falcone, in sintesi, si occuperà delle inadempienze da parte dei residenti con riferimento agli anni 2013, 2014, 2015 e 2016.

Pubblicato in Calabria

Sul web la gioia del PD che annuncia la bella notizia che ormai sono 200 i sindaci che hanno firmato a favore della ricandidatura di Mario Oliverio.

Sindaci di destra e di sinistra.

Ancora altri 5 e si arriverà alla metà più uno dei sindaci calabresi.

 

Ed Oliverio avrà una vittoria certa ovviamente se gli elettori saranno i soli sindaci.

Ma ecco il secondo elenco :

Acquaformosa (Capparelli Gennaro), Acquappesa (Maritati Giorgio), Acri (Capalbo Pino), Aiello Calabro (Iacucci Franco), Albi (Piccoli Giovanni), Albidona (Di Palma Filomena), Altilia (De Rose Pasqualino), Amaroni (Ruggero Luigi), Amato (Ruga Saverio), Aprigliano (Le Pera Pietro Giorgio), Arena (Schinella Antonino), Argusto (Matozzo Valter), Badolato (Mannello Gerardo), Bagaladi (Monorchio Santo), Bagnara (Frosina Gregorio), Belmonte Calabro (Bruno Francesco), Belsito (Basile Antonio), Belvedere Spinello (Macrì Rosario), Benestare (Rocca Rosario), Bianchi (Paola Tommaso), Bianco (Canturi Aldo), Bisignano (Lo Giudice Francesco), Bivongi (Marzano Daniele), Borgia (Sacco Elisabeth), Buonvicino (Biondi Ciriaco), Calopezzati (Mangone Franco), Caloveto (Mazza Umberto), Camini (Alfarano Giuseppe), Campo calabro (Repaci Alessandro), Canna (Stigliano Paolo), Cardinale (Staglianò Danilo), Careri (Giugno Giuseppe), Carfizzi (Maio Carmine), Carlopoli (Talarico Mario), Carpanzano (Vigliaturo Giuseppe), Casali del Manco (Martire Nuccio), Castelsilano (Drante Francesco), Caulonia (Belcastro Caterina), Celico (Falcone Antonio), Cellara (Conte Vincenzo), Cerenzia (Frontera Giovanni), Cerzeto (Rizzo Giuseppe), Cessaniti (Mazzeo Francesco), Cleto (Longo Giuseppe), Colosimi (Talarico Manolo), Cotronei (Belcastro Nicola), Cropalati (Lettieri Luigi), Dipignano (Nicoletti Giuseppe), Figline Vegliaturo (Adamo Fedele), Firmo (Russo Gennarino), Fiumara (Pensabene Vincenzo), Fossato Serralta (Raffaele Domenico), Fuscaldo (Ramundo Gianfranco), Guardavalle (Ussia Giuseppe), Lago (Scanga Fiorenzo), Laino Castello (Cosenza Giovanni), Lungro (Santoianni Giuseppe), Luzzi (Federico Umberto), Magisano (Tozzo Fiore), Maida (Paone Salvatore), Maierà (De Marco Giacomo), Malvito (Amatuzzo Pietro), Mandatoriccio (Cornicelli Dario), Mangone (Berardi Orazio), Marcellinara (Scerbo Vittorio), Marzi (Aiello Rodolfo), Montebello Jonico (Surace Ugo), Montegiodano (Fiordalisi Francesco), Montepaone (Migliarese Mario), Mormanno (Regina Giuseppe), Mottafollone (Basile Romeo), Oriolo (Bonamassa Giorgio), Palermiti (Giorla Roberto), Panettieri (Parrotta Salvatore), Pazzano (Taverniti Santino), Pentone (Merante Michele), Piane Crati (Ambroggio Michele), Pianopoli (Cuda Gianluca), Pietrafitta (Muto Antonio), Pietrapaola (Nigro Pietro), Placanica (Condemi Tonino), Plataci (Tursi Francesco), Ricadi (Russo Giulia), Rocca di Neto (Blandino Tommaso), Roccabernarda (Bilotta Nicola), Roccaforte del Greco (Penna Domenico), Roggiano Gravina (Iacone Ignazio), Rose (Bria Mario), Roseto Capo Spulico (Mazzei Rosanna), Samo (Bruzzaniti Giovanbattista), San Basile (Tamburi Vincenzo), San Cosmo Albanese (Baffa Domenico), San Fili (Argentino Antonio), San Giorgio Albanese (Gabriele Gianni), San Giorgio Morgeto (Valerioti Salvatore), San Giovanni di Gerace (Vumbaca Giuseppe), San Giovanni in Fiore (Belcastro Giuseppe), San Lorenzo (Russo Bennardo), San Lorenzo Bellizzi (Cersosimo Antonio), San Mango d’Aquino (Marrelli Luca), San Martino di Finita (Calabrese Paolo), San Nicola dell’Alto (Scarpelli Francesco), San Pietro a Maida (Putame Pietro), San Pietro Di Caridà (Rosano Sergio), San Sostene (Aloisio Luigi), San Sosti (De Marco Vincenzo), Sant’Agata del Bianco (Ranieri Domenico), Sant’Andrea Apostolo (Ramogida Nicola), Santa Caterina (Albanese La Valle Roberto), Santa Caterina dello Ionio (Severino Francesco), Santa Maria del Cedro (Vetere Ugo), Santa Severina (Giordano Salvatore), Santo Stefano di Rogliano (Nicoletti Lucia), Santo Stefano in Aspromonte (Malafra Francesco), Saracena (Russo Renzo), Savelli (Frontera Domenico), Scala Coeli (Matalone Giovanni), Scandale (Barberio Antonio), Scigliano (Pane Raffaele), Sellia (Zicchinella Davide), Serrata (De Angelis Angelo), Settingiano (Iozzo Rodolfo), Sinopoli (Danaro Annunziato), Spezzano della Sila (Monaco Salvatore), Staiti (Pellicanò Giovanna), Stalettì (Mercurio Alfonso), Tarsia (Ameruso Roberto), Taverna (Tarantino Sebastiano), Terravecchia (Santoro Mauro), Umbriatico (Abenante Pasquale), Vaccarizzo Albanese (Pomillo Antonio), Vallefiorita (Megna Salvatore), Vallelonga (Servello Abdon), Verbicaro (Silvestri Francesco), Zumpano (Lucente Maria).

Pubblicato in Calabria

Ecco i 69 sindaci che hanno firmato il documento a favore della RI candidatura di Mario Oliverio al governo della Calabria

E’evidente che si tratta di politici che in tal modo esprimono apprezzamento per quanto fatto dalla Giunta di Oliverio per la nostra terra calabra.

Di politici, cioè,che sono contenti di come le cose vanno nella nostra regione.

Incomprese ed anche incomprensibili le ragioni della loro contentezza.

Aspettiamo i comizi elettorali durante i quali tenteranno di spiegarci queste ragioni.

Sempre che siano ancora al loro posto!

Giuseppe Barilaro (Acquaro),

Mario Pizzino (Amantea),

Maurizio Pace (Belcastro), Santo Casile (Bova), Vincenzo Maesano (Bovalino), Mariangela Caligiuri (Caccuri), Lio Dora (Castiglione Cosentino), Giovanni Greco (Castrolibero), Domenico Lo Polito (Castrovillari), Angelo Aita (Cetraro), Alessandro Falvo (Cicala), Francesco Paletta (Cirò), Vincenzo Cosentino (Cittanova), Alessandro Tocci (Civita), Ugo Pugliese (Crotone), Domenico Vulcano (Crucoli), Salvatore Di Vuono (Cutro), Raffaele Scaturchio (Dasà), Francesco Rossi (Delianuova), Francesco Fazio (Fabrizia), Giulio Tarsitano (Fagnano Castello), Giovanni Costanzo (Falerna), Giuseppe Pizzonia (Francavilla Angitola), Giovanni Manfrida (Francica), Antonio Cutrì (Giffone), Massimo Chiarella (Gimigliano), Pietrantonio Cristoforo (Girifalco), Carmelo Mazza (Joppolo), Giovanni Pirillo (Longobucco), Gino Murgi (Melissa), Antonio Palermo (Mendicino), Pietro Hiram Guzzi (Miglierina), Cesare De Leo (Monasterace), Bruno Ioffrida (Mongiana), Pietro Caracciolo (Montalto Uffugo), Amedeo Colacino (Motta Santa Lucia), Nicola Malta (Olivadi), Roberto Perrotta (Paola), Donatella Deposito (Parenti), Antonio Landro (Parghelia), Lucia Papaianni (Paterno Calabro), Amedeo Nicolazzi (Petilia Policastro), Tiziana De Nardo (Pizzoni), Antonio Praticò (Praia a Mare), Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), Marcello Manna (Rende), Giuseppe Ranù (Rocca Imperiale), Giuseppe Certomà (Roccella Ionica), Giovanni Altomare (Rogliano), Giuseppe Navarra (Rombiolo), Nicola Derito (San Costantino Calabro), Andrea Tripodi (San Ferdinando), Virginia Mariotti (San Marco Argentano), Barbara Mele (San Nicola Arcella), Franco Cozza (San Pietro in Guarano), Gregorio Iannotta (San Vincenzo La Costa), Onofrio Moragò (Sant’Onofrio), Luca Branda (Sant’Agata D’Esaro), Domenico Creazzo (Sant’Eufemia d’Aspromonte), Gennaro Licursi (Scalea), Francesco Mauro (Sellia Marina), Francesco Paolo Barone (Soriano Calabro), Ernesto Alecci (Soverato), Ferdinando Nociti (Spezzano ALbanese), Giancarlo Miriello (Stilo), Fabio Scionti (Taurianova), Francesco Mundo (Trebisacce), Pasquale Caparra (Zaccanopoli), Domenico Gallelli (Zagarise).

Pubblicato in Primo Piano

La senatrice M5s ha presentato un esposto alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei conti sulla presenza del governatore alla manifestazione: «Bruciati 100mila euro»

La senatrice Granato mette alla prova la magistratura penale e contabile.

 

Finisce sulla scrivania della Procura della Repubblica di Catanzaro e della Corte dei Conti la vicenda della partecipazione della Regione al Festival di Spoleto.

Ad annunciarlo, in una nota, la senatrice M5s Bianca Laura Granato che ha comunicato di aver presentato un esposto alla Procura catanzarese e contabile sul caso.

In particolare la parlamentare pentastellata rivolgendosi ai magistrati penali e contabili ha chiesto «l’accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità penali e contabili», nonché «di valutare l’opportunità di allargare le indagini al complesso delle spese per la comunicazione istituzionale sostenute dalla Regione Calabria guidata da Mario Oliverio».

Secondo la parlamentare 5 Stelle, circa la presenza di Oliverio al Festival di Spoleto «non è chiaro, anche sulla base della relativa nota di annuncio da parte della Regione, come e perché la stessa abbia sostenuto una spesa di oltre 100mila euro, quale sia la legittimità di tale esborso e quali ne siano le finalità e utilità, di là dall’esibizione mediatica del governatore in carica, a quanto pare intenzionato a ricandidarsi alle prossime elezioni regionali».

La senatrice 5 Stelle chiede alla magistratura penale e contabile che «faccia piena luce sull’episodio e ne valuti i profili di rispettiva competenza, visto che nell’ambito della discrezionalità amministrativa, comunque dubbia, la vecchia politica nostrana non sa porre limiti morali agli sprechi di denaro pubblico».

«Attesto – conclude Granato – che tocca ai magistrati stabilire se vi siano reati e danni all’erario circa la trasferta umbra di Oliverio con intervista e delizia di palati, rammento al governatore che con i 100mila euro bruciati si potevano assumere almeno tre operatori della sanità pubblica.

Oramai la sfacciataggine all’ultimo piano della Cittadella non conosce vergogna».

Ndr Qualcuno ci ha detto che non sarà solo Oliverio ad essere indagato.

Vedremo.

Pubblicato in Calabria

San Giovanni in Fiore Si è dimesso il sindaco Belcastro, indicato dal governatore Oliverio ed eletto con il 90% dei voti.

Non c’è pace tra gli ulivi

Si è vero che biblicamente l’ulivo è sinonimo di pace tanto che la Domenica delle Palme,

i fedeli si presentano in chiesa con in mano un ramoscello di ulivo per farlo benedire in segno di pace.

Ed è Anche vero che Gesù scelse il Monte degli Ulivi, per intrattenere la sua conversazione intima con Dio, ma sul su viso trasparivano i segni del tormento e della oppressione.

E tormento ed oppressioni potrebbero apparire anche sul viso dei nostri “eroi” sangiovannesi dopo la palese una spaccatura, tutta interna al Pd locale, ma già evidente da tempo.

E così che il sindaco di San Giovanni Fiore, Giuseppe Belcastro, ha presentato le dimissioni dopo che una larga parte della sua maggioranza non si è presentata al consiglio comunale convocato martedì mattina per l’approvazione del Documento unico di programmazione.

Eletto nel giugno del 2015 con una percentuale bulgara (ha sfiorato il 90%), Belcastro è politicamente legato al presidente della Regione Mario Oliverio – che com’è noto viene dalla “capitale” della Sila – ed era stato indicato direttamente dal governatore quale candidato del Pd alla guida dell’amministrazione comunale.

Belcastro, avendo registrato l’assenza della sua parte politica – erano presenti in aula solo 3 consiglieri di maggioranza e 3 di opposizione –, non si è proprio presentato in Consiglio e ha protocollato le sue dimissioni al presidente del civico consesso e al segretario comunale.

La spaccatura nel Pd locale nasce dalla sconfitta delle elezioni politiche del 4 marzo: nel feudo del governatore l’M5S ha preso più del doppio dei voti del Pd.

Le successive dimissioni di un assessore hanno dunque aperto la crisi nella giunta Belcastro, e il nome scelto dal sindaco per sostituire il dimissionario non è stato condiviso da un pezzo di maggioranza consiliare.

Nella lunga fase di contrapposizione interna al Pd locale non è servito neanche l’intervento del segretario provinciale Luigi Guglielmelli e le rivendicazioni dei “dissidenti” non hanno evidentemente trovato nessuna sponda in Belcastro.

Che oggi si è ritrovato senza maggioranza e ha deciso di dimettersi: i prossimi 20 giorni, durante i quali il sindaco avrà la possibilità di ripensarci, diranno se ci siano margini per trattare e sanare le divisioni interne o se la spaccatura tra Belcastro e buona parte del suo partito sia irreversibile.

Pubblicato in Cosenza

Scrive Quicosenza.it Reggio Calabria “ Un caso che ha creato molto scalpore, che ha generato anche malumori intorno allo stesso governatore e che è stato al centro dei lavori ieri, dell’assemblea regionale nel corso della quale il presidente della Regione, Oliverio, ha reso noto il contenuto di un’informativa scritta e a lui inviata dal direttore generale dell’azienda ospedaliera di Reggio Calabria, Frank Benedetto.

Da questa si evince che “un paziente di sesso maschile era arrivato al Pronto soccorso del presidio Riuniti gia’ immobilizzato con il cartone sul luogo dell’incidente”, mentre per una paziente di sesso femminile “sono in corso ulteriori approfondimenti”.

Eppure sui social, tra i commenti, ci sono calabresi che giurano di aver visto con i loro occhi “ingessature” di quel genere e che raccontano di pratiche simili anche in altri ospedali.

Ma ieri dopo la bufera scatenata da quelle immagini Oliverio si è detto “preoccupato, leggendo gli organi di informazione” e ha chiesto subito un’informativa scritta al dg dell’azienda ospedaliera di Reggio, Frank Benedetto, che ha disposta un’indagine “interna”.

“Di questa informativa mi premeva informare, perche’ mi sembra giusto, il consiglio regionale e l’opinione pubblica per evitare che una rappresentazione, possibile non solo a Reggio ma in qualsiasi parte del nostro il Paese, e grave se fosse stata rispondente a verita’, possa alterare l’immagine di una struttura nella quale non si e’ verificato quanto si e’ illustrato nei giornali, o quantomeno – ha aggiunto Oliverio – non si e’ verificato, per come ci e’ stato detto nell’informativa, per responsabilita’ di quella struttura sanitaria”.

Prima dell’intervento del presidente della Regione, sulla vicenda si erano registrati alcuni passaggi da parte di alcuni consiglieri regionali come Fausto Orsomarso, Alessandro Nicolo’ e Carlo Guccione. In particolare, Guccione ha osservato: “Non penso che ce la possiamo prendere con il commissario Scura, ma piuttosto la responsabilita’ sta in capo al presidente della Regione del presidente della Regione e a chi il presidente della Regione ha nominato a dirigere quell’azienda.

Sulla sanita’ siamo a zero, anzi qualcuno rimpiange persino Scopelliti, perche’ – ha concluso Guccione – un presidente della Regione che non e’ in grado di farsi ascoltare da un governo amico sulla sanita’ resta un problema di cui questa maggioranza paghera’ un prezzo salatissimo”.

Strano che addirittura il ministro della Salute, Giulia Grillo sia caduta nella ‘trappola mediatica’ se di questo si tratta.

Eppure c’e’ un secondo caso “sospetto” su cui la direzione generale dell’ospedale di Reggio Calabria, nel cui pronto soccorso sarebbero state praticate fasciature ortopediche di fortuna, intende fare luce”.

A comunicarlo sempre il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Benedetto, nell’informativa redatta per il presidente Oliverio:

“Sono in corso ulteriori approfondimenti – scrive – relativi ad un’altra paziente O.G. pervenuta in Pronto Soccorso il 30 luglio 2018 alle 7:11”. La donna e’ stata soccorsa sul luogo dell’incidente dal 118, dove, precisa il manager, le e’ stato applicato “un tutore con anima di metallo (non radiotrasparente)”.

Giunta al Pronto Soccorso alle 7,11, la donna e’ stata visitata alle 7,16 in codice verde. “Considerata la necessita’ di sottoporre ad indagini radiografiche la paziente, si inviava la stessa in radiologia – scrive Benedetto – con immobilizzazione provvisoria di cartone e radiotrasparente. Successivamente alle radiografie effettuava consulenza ortopedica nell’ambito della quale veniva rimosso l’immobilizzazione provvisoria di cartone e veniva applicata valva gessata di posizione e quindi rinviata al Pronto Soccorso da dove veniva ricoverata alle 9,42 ed e’ tutt’ora degente”.

Poi Benedetto, finito nella bufera vuole puntualizzare che l’unita’ di ortopedia “è operativa H24 con 30 posti letto di ricovero, con l’aggiunta di 2 unita’ reperibili per le urgenze nelle ore notturne. Si fa inoltre presente – scrive – che le risorse umane utilizzate debbono far fronte a tutte le necessita’ ortopediche afferenti a tutta la provincia di Reggio Calabria Le precisazioni – aggiunge – sono relative al fatto che mentre la notizia fa clamore, com’e’ giusto, mesi di lavoro, molto spesso silenzioso, hanno determinato un cambiamento strutturale all’interno dell’ospedale. Questo lascia parecchia amarezza sul momento, ma non riduce, anzi aumenta – assicura – la determinazione a proseguire il lavoro intrapreso. Il miglioramento degli ultimi tre anni e’ sotto gli occhi di tutti, degenti ed operatori. I numeri, che sono piu’ testardi delle opinioni e degli scoop di un giorno – scrive ancora – certificano la situazione e quanto fatto da questa direzione negli ultimi tre anni”.

Pubblicato in Calabria

Ho assistito ed assisto ( ahimè) a balletti circolari di lodi , quelli, cioè, dove il primo loda il secondo ingiustificatamente e solo per compiacerlo , il secondo, appena lodato, fa la stessa cosa con il terzo , e solo per evitare che gli vengano mosse contestazioni.

E poi di seguito, così che alla fine vanno via tutti felici e contenti.

La solfa è di fatto la conferma del detto francese "Tutto va ben, madama la marchesa", la frase, ironica, che vuole canzonare coloro che lodano tutto, non vedendo o fingendo di non vedere, il lato brutto delle cose.

Una solfa che trae le sue origini dal racconto con cui il servitore riferisce alla marchesa, di ritorno da un viaggio, che tutte le cose vanno bene “al di fuori di un piccolo incidente”.

L’incidente in realtà era la morte di una gazza.

La gazza era morta per aver mangiato la carne del cavallo morto

Ed il cavallo era morto per la fatica di aver portato tanti secchi d’acqua

Acqua che era servita per spegnere l’incendio della sua casa

Casa che si era incendiata dopo il suicidio del marito.

Del resto, a parte la morta della gazza, tutto andava bene.

Da allora è vietato dire la verità, anzi le verità.

Sembra non averlo capito Carlo Tansi, che ha bollato come “anime nere” figure interne negative, nello specifico mai nominate.

«È assurdo che la Regione Calabria abbia ammonito il capo della Protezione civile”

Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Paolo Parentela, che aggiunge: «È la riprova che l'amministrazione regionale guidata da Mario Oliverio usa due pesi e due misure e fa soltanto retorica su legalità e moralità.

Chi, come Tansi, lavora, denuncia, migliora le strutture pubbliche e vigila sull'operato degli uffici viene sanzionato, mentre chi sfora o non presenta i bilanci viene premiato.

È il caso, rispettivamente, del capo della Protezione civile calabrese, cui sono solidale, e dei direttori generali delle aziende sanitarie che hanno prodotto milioni di passivo ma incassato un lauto bonus di risultato».

«Oliverio – prosegue il deputato – continui pure a fare lo gnorri a oltranza, resti in silenzio e finché dura si goda l'imponente vista dall'ultimo piano della Cittadella.

Dopo potrà cullarsi con i vitalizi da deputato e consigliere regionale, integrati dalla pensione quale collaboratore di segreteria scolastica, che a regola ha visto molto poco, dati i suoi bei lustri a palazzo».

«Intanto il governatore – conclude Parentela – lasci ancora nel caos la burocrazia regionale, consenta pure la copertura con omissis di delibere d'incarico, ignori a vita che all'Asp di Vibo Valentia i concorsi per dirigenti sono, volendo essere eufemistici, una barzelletta e prepari bene il dopo Tansi, cui a breve scadrà il mandato, magari facendosi consigliare dal suo capo di gabinetto».

Pubblicato in Calabria

Potete anche non crederci, ma è così!

Almeno a giudicare dai toni trionfalistici degli operatori a tempo indeterminato e determinato dei Centri per l’Impiego della Calabria che nella odierna nota stampa hanno espresso la loro soddisfazione ed il loro plauso al Presidente Oliverio ed a tutti gli assessori della Giunta regionale, in particolare all’assessore al lavoro Angela Robbe, per essere diventati, dal primo luglio, istituzioni della Regione.

“Sono stati lunghi i tre anni – scrivono in una nota - in cui il personale dei Centri per l’Impiego è stato posto in un limbo  a causa del  regime transitorio e del vuoto normativo in cui si è dovuto subire, attraverso una procedura di avvalimento, non solo mancanza di direttive certe ma anche, in alcuni Centri, a causa della situazione finanziaria delle province di appartenenza, la mancanza  delle retribuzioni spettanti e la carenza di adeguata attrezzatura strumentale idonea allo svolgimento delle attività funzionali.

Ciò nonostante, i Centri per l’Impiego hanno garantito, sempre al meglio, lo svolgimento delle attività, con estremi sacrifici, senza far gravare tale situazione di disagio sull’utenza che si presentava, quotidianamente, negli uffici”.

“Finalmente – aggiungono - tale annosa vicenda si è conclusa, in prima battuta, quando durante la Giunta Regionale della Calabria, presieduta dal Presidente Mario Oliverio, è stato disposto il trasferimento nei ruoli della Regione del personale dei Centri per l’Impiego, con decorrenza dal 1 Luglio 2018 ed in seconda battuta, con la pubblicazione dei Decreti Dirigenziali per l''immissione giuridica nei ruoli regionale, sempre, dal 1 Luglio 2018”.

“Un grazie al Presidente Oliverio – concludono - ed a tutti gli Assessori della Giunta regionale.

Un plauso particolare al nostro Assessore al lavoro Angela Robbe che, dal suo insediamento in Giunta, si è dimostrata aperta al dialogo e disponibile a intraprendere con i cpi, che sono gli unici soggetti deputati a garantire, imparzialmente, i soggetti svantaggiati calabresi, un proficuo e sinergico lavoro.

Dal 1 luglio i Centri per l’Impiego sono effettivamente istituzioni della Regione sul territorio ed assieme al Presidente Oliverio ed all'Assessore Robbe si dovrà lavorare affinché gli stessi diventino Uffici efficaci nel complessivo sistema del mercato del lavoro e dell'inclusione sociale. Assieme a lei, Presidente, a lei Assessore ed al Dipartimento Lavoro riusciremo a lavorare assiduamente in un’ottica collaborativa affinché le Azioni e le Politiche attive poste in essere dalla regione siano finalizzate a soddisfare le esigenze dei tanti disoccupati della nostra martoriata Calabria”

Ora non avremo più giovani che emigrano per trovare lavoro.

Ora non avremo più precari assunti senza legittimità negli enti pubblici

Ora non avremo più finte cooperative che in buona sostanza sono prestatori di manodopera.

A goderne, in particolare, Amantea che vanta un C.p.I.

Evviva Mario Oliverio ed evviva Angela Robbe che hanno risolto il problema della disoccupazione in Calabria! O no?

Parentela “licenzia” Scura. E Oliverio si propone al governo della sanità

Nel corso del consiglio comunale aperto a Catanzaro Paolo Parentela dice: «Verrà scelto un nuovo commissario alla sanità».

 

Nemmeno il tempo di finire che il governatore si appella ai parlamentari e nel linguaggio politichese dice : «La Calabria sia messa sulla stessa linea delle altre Regioni»

Tradotto vuol dire : “Io devo essere nominato al posto di Scura come avvenuto nelle altre regioni!”

Tante le sorprese in questa vicenda:

La prima è che Parentela dice : «Prima della nomina del commissario c’era un disavanzo molto grave, oggi dobbiamo registrare che è addirittura quintuplicato» ????????

La seconda è che oggi Scura diventa il capro espiatorio sollevando da tutte le responsabilità il resto della politica, quasi che appena se ne andrà lui tutta la sanità calabrese diventerà come quella veneta, lombarda,emiliana. SIC!

La terza è la illusione che praticamente tutti i direttori delle ASP diventeranno bravissimi, che tutti i medici e gli infermieri ed il personale lavoreranno indefessamente, che e liste di attesa spariranno, che i posti letto ospedalieri cresceranno, che ad Amantea aprirà la Casa della Salute, che arriverà l’apparecchio per le mammografie, che le MOC saranno fatte nel Poliambulatorio , ed inizieranno a lavorare tutti gli specialisti che sono andati in pensione anche anni fa e che da allora mancano.

Onorevole Parentela, spero si renderà conto che la sanità non è il “problema” della Calabria, è un problema, anche se gravissimo, ma il reale problema nella nostra regione è la arroganza ed insipienza della politica, la prepotenza dei poteri forti, quelli da cui dipendono quasi tutte le “finte” scelte politiche e la grave situazione in cui versa la nostra sanità.

Stia attento, per cortesia. Non sbagliate!

Moltissimi calabresi hanno puntato sul “nuovo” e se il “nuovo” dovesse fare le stesse fesserie del “vecchio” diventerebbe subito anche esso vecchio

Non voglio certamente difendere Scura , non ne ho titoli e forse non ne ho la capacità

Ma mi atterrisce che la sanità calabrese possa finire nelle mani non solo di Mario Oliverio ma anche di Franco Pacenza il suo tecnico senza titoli.

Grazie

Giuseppe Marchese

Pubblicato in Calabria

#andateviasubito#

Ma se ci hai nominato tu?

E che c’entra?

Sembra un dialogo tra sordi quello che simuliamo tra Brancati ed Oliverio

Leggiamo che il governatore ha inviato una missiva al direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria, manager Giacomo Brancati., che tra l’altro aspira alla guida del dipartimento Salute, segnalando «inadeguatezze e disfunzioni» nei servizi e difficoltà nei rapporti con Prefettura e sindaci. «Un clima di diffusa sfiducia»

«Egregio Direttore , è da più tempo che, quotidianamente, si manifestano tensioni e conflitti con diversi attori che operano con il Servizio sanitario provinciale.

Anzitutto vanno richiamate le sofferenze che testimoniano gli utenti per diffuse inadeguatezze e disfunzioni nei servizi che, pur se trovano radici antiche, non mostrano segnali concreti di inversione di tendenza».

Ma poi Oliverio richiama poi i rapporti evidentemente tutt’altro che idilliaci con le «istituzioni provinciali», a partire dalla Prefettura, per proseguire con «la quasi totalità dei sindaci della provincia e le forze sociali», che «segnalano difficoltà nell’interlocuzione con l’Azienda e persino soluzioni concordate che nei fatti rimangono senza alcuna attuazione».

Quasi come se Oliverio dovesse andare ricandidarsi alle elezioni ed abbia timore di essere sconfessato dai sindaci “proprio” per la inadeguatezza del direttore dell’ASP.!

Strano invece che-come sembra- si preoccupi dei servizi sanitari!

Infatti aggiunge : «Le stesse attività ordinarie, faticosamente definite (procedure di reclutamento, attuazione dell’atto aziendale, etc.) segnano il passo, o non risultano ancora attivate.

Tale situazione, sommata alle gravi conseguenze determinate sul sistema sanitario regionale dalla gestione commissariale del Piano di rientro, ha determinato nella realtà territoriale di riferimento l’indebolimento dei servizi sanitari erogati, l’isolamento dell’Azienda e un clima di diffusa sfiducia. Alla luce di quanto sopra, ritengo necessaria, come ho avuto modo di esprimerTi più volte nelle settimane scorse, la presa d’atto di tale grave situazione, con le conseguenti Tue determinazioni in ordine alla cessazione dell’incarico di direzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria».

Pubblicato in Calabria
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