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ASSESTIAMO LA CITTA' - Questo il nome della conferenza stampa organizzata dal Movimento 5 Stelle, che lancia ufficialmente la campagna elettorale per il Comune di Amantea.

 

“Assestiamo la città” è il titolo della conferenza stampa con cui la candidata sindaco di Amantea (Cs) del Movimento 5 stelle, Francesca Menichino, presenta la lista, gli obiettivi e le prospettive di governo.

 

L'appuntamento con i giornalisti si terrà sabato 20 maggio, alle ore 18 nella centrale piazza Calavecchia.

Menichino annuncia di indicare da subito il nome del futuro assessore al Bilancio e poi l'intera giunta prima del termine della campagna elettorale,«come atto dovuto alla comunità e come prova di una futura gestione credibile, affidabile e nemica degli “accorduni” degli altri candidati».

 

«Il dissesto – aggiunge Menichino – di 48milioni, che probabilmente saranno di più, si deve a responsabilità politiche di Franco La Rupa, Tommaso Signorelli, Monica Sabatino e tutti i soliti nomi ancora presenti nelle liste, appartenenti a un unico sistema politico e ora intenzionati, direttamente o per vie traverse, a restare a galla per completare l'opera di affossamento del municipio.

 

Costoro ci hanno consegnato un'eredità pesantissima, un avvenire difficile e faticoso».

«Per questo – conclude Menichino – è fondamentale tagliare ogni ponte con politici e personaggi che hanno dissanguato Amantea.

Dobbiamo fermare l'emigrazione, soprattutto dei più giovani.

Per colpa dei vecchi noti ci attendono tempi durissimi, che potremo affrontare con una sana compartecipazione dei cittadini al governo, ma soltanto garantendo indipendenza e trasparenza».

portoIl TAR Calabria, con sentenza n.763/2017 depositata oggi, ha annullato l’avviso di pagamento emesso dall’Agenzia del Demanio, con cui era stato richiesto il pagamento della somma di ben 4.058.302,37 € al Comune di Amantea, per occupazione di suolo demaniale marittimo, relativamente al porto turistico di Campora San Giovanni già oggetto di sequestro penale ad istanza della Procura della Repubblica di Paola, e di successivo provvedimento di dissequestro disposto dal Tribunale della Libertà di Cosenza e poi confermato anche dalla Suprema Corte di Cassazione. 

 

In particolare, il TAR Calabria, accogliendo le tesi dell’avvocato Nicola Carratelli, lo stesso legale che, su incarico dell'allora sindaco Monica Sabatino, aveva difeso il Comune di Amantea per ottenere il dissequestro dell’area portuale, ha annullato l’avviso di pagamento sul presupposto che l’occupazione della predetta area non poteva ritenersi abusiva, per come erroneamente ritenuto dall’Agenzia del Demanio, che aveva sostenuto  che l’occupazione dell’area demaniale nell’ambito della zona portuale, avvenisse dal 1998, senza valido titolo.

 

Nel corso del giudizio dinanzi TAR l’avvocato Nicola Carratelli ha evidenziato come il Comune di Amantea ebbe ad adottare valide e legittime concessioni demaniali per l’uso della struttura portuale, con previsione ed indicazione dei relativi canoni, in conformità alla normativa in materia, sicché non poteva trattarsi di occupazione abusiva, e tale tesi è stata pienamente recepita dai giudici amministrativi.

La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria evita, dunque, al Comune di Amantea di subire un gravissimo nocumento patrimoniale che avrebbe ulteriormente pregiudicato la già precaria situazione finanziaria dell’Ente.

Pubblicato in Politica

Ecco cosa scrive il gruppo Sabatino:

“Ciò che è avvenuto venerdì pomeriggio all’interno del Comune di Amantea è un fatto gravissimo che segnerà il futuro della nostra città. Entreremo nel dettaglio dei numeri quando saranno pubblicate la delibera e la relazione, ma è necessario fare chiarezza sulla storia di questo dissesto, perché di storia si tratta.

 

Nessuna persona intellettualmente onesta può attribuire esclusivamente all’ultimo esecutivo in carica la responsabilità del dissesto, anzi, come dimostreremo siamo stata l’amministrazione più consapevole dell’enorme difficoltà di riscossione dell’Ente tanto da prendere provvedimenti seri e concreti per tamponare il problema.

 

Un tempo il comune di Amantea, come tutti i comuni d’Italia, godeva di consistenti somme di contributi statali che consentivano alle amministrazioni di assicurare una soddisfacente qualità dei servizi e, a tanti, di fare politica con lo “strappo” delle bollette dei tributi comunali, gli stessi oggi rimpianti da molti.

 

Con il federalismo fiscale la musica è cambiata e i trasferimenti statali si sono ridotti a lumicino.
In altre parole lo Stato ha imposto ai comuni di sopravvivere con le proprie entrate.

Questo approccio in comuni che non avevano tralasciato l’efficienza del proprio ufficio tributi non ha creato grossi problemi, ad Amantea invece, dove l’ufficio tributi era completamente allo sbando, ha provocato un enorme danno.

 

Alla cronica difficoltà di riscossione dei tributi si è aggiunto un ulteriore dramma.

All’epoca della Commissione Straordinaria dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, i commissari attuarono l’articolo 145 bis del TUEL 267/2000 che ha consentito all’Ente il trasferimento di una grossa somma di denaro pari a circa 8 milioni di euro, che il comune avrebbe compensato di anno in anno attraverso un minore trasferimento delle somme che lo Stato annualmente dava ai comuni.

 

Essendo subentrato, intanto, il federalismo fiscale ed essendo venute meno tali somme il Ministero dell’Interno, attraverso l’Agenzia dell’Entrate, ha trattenuto i soldi anticipati dal gettito IMU del comune di Amantea.

Come abbiamo avuto modo di affermare in Consiglio Comunale, in tempi non sospetti, l’amministrazione d’allora, della quale faceva parte il nostro sindaco in qualità di Presidente del Consiglio, avrebbe dovuto impegnarsi con fermezza nella riorganizzazione e nel potenziamento dell’Ufficio Tributi, ma così non avvenne.

 

Questo è un assunto dal quale non si può prescindere se si vuole effettivamente comprendere.

Nella campagna elettorale del 2014 abbiamo preso l’impegno con i cittadini che avremmo riorganizzato il settore tributi del Comune di Amantea e così abbiamo fatto, tenendo fede al nostro impegno.

Oltre ad una riorganizzazione logistica che ha messo fine a quelle mortificanti code lungo le scale, abbiamo messo le migliori risorse dell’Ente a lavorarci. Hanno fatto un lavoro certosino di ricostruzione di una banca dati, inesistente, hanno lavorato tantissimo per cercare di mappare il territorio, le famiglie , le imprese e le attività commerciali in modo da poter finalmente effettuare una riscossione tributaria efficace ed efficiente.

Tutto questo lavoro ha richiesto del tempo, ma nonostante tutto siamo riusciti a far partire una serie di controlli da settembre 2016 sul sistema idrico che ha portato a raccapriccianti scoperte sulle abitudini discutibili di molti concittadini.

Infine, per maggiore chiarezza, bisogna sottolineare che il 2016 è stato amministrato con grandissima difficoltà perché il Ministero dell’Interno attraverso l’Agenzia dell’Entrate ha trattenuto ,a saldo degli 8 milioni di euro anticipati nel 2008, la parte restante pari a 3 milioni e mezzo di euro dal tributo comunale pagato con più regolarità dai cittadini: l’IMU.

Perché, cari concittadini, il problema è proprio questo: se gran parte dei cittadini non paga le tasse il comune non può pagare regolarmente i servizi e gli stipendi .

La strada del dissesto, a nostro parere, non risolve il problema ma al contrario mortifica ulteriormente i cittadini perbene che pagano le bollette tempestivamente.

Saranno loro a pagare il danno provocato da tutti quei cittadini che hanno sempre trattato i tributi comunali con superficialità, avallati magari dal politico di turno o dal funzionario compiacente.

Da questi cittadini escludiamo, naturalmente coloro i quali non sono riusciti ad onorare i tributi per oggettiva difficoltà economica, ma possiamo affermare che proporzionalmente sono una parte minimale.

La strada del risanamento doveva prevedere una maggiore e capillare lotta all’evasione, soprattutto verso quei saccenti che scrivono su facebook o sui blog e hanno tanti scheletri negli armadi, tanto che noi avevamo previsto un progetto obiettivo all’interno dell’ente che avrebbe ripreso, una volta per tutte, la disastrosa condizione nel quale versavano le casse comunali.

Naturalmente torneremo quando avremo i numeri ma, dal parere del nuovo revisore presente sul sito del comune, in pratica hanno tagliato dal bilancio comunale più di 24 milioni di residui attivi destinandoli ad un fondo di dubbia esigibilità: in pratica hanno preso più di 24 milioni che i cittadini di Amantea non hanno versato al comune nell’ultimo decennio circa e hanno certificato che questi soldi il comune probabilmente non li avrà mai.

Gli stessi soldi che noi, con tutta una serie di provvedimenti, stavamo cercando di recuperare, anche se con difficoltà, per fare quella giustizia sociale alla base del nostro programma elettorale nel 2014.

Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di concludere ciò che avevamo iniziato, sicuramente il dissesto sarebbe stata la più remota delle ipotesi da percorrere. Qualcuno ce l’ha impedito.

Monica Sabatino

Giovanni Battista Morelli

Antonio Rubino

Gianluca Cannata

Emma Pati

Caterina Ciccia

Ermelinda Morelli

Adelmo Mannarino

David Viola

Pubblicato in Primo Piano

Era sabato pomeriggio, ieri 4 marzo, quando abbiamo incontrato un ex consigliere comunale della ex giunta Sabatino che aveva iniziato la propria campagna elettorale.

 

Stava visitando un “cugino”.

Che c’è di male, direte voi?

Niente. Assolutamente niente.

Beh, una riflessione si impone, però!

 

Ma allora questo significa che le voci raccolte sulla prima lista delle prossime elezioni sono vere, assolutamente vere, totalmente vere, ed, a questo punto, addirittura provate.

 

Ma chi sarà il candidato sindaco.

Di nuovo Monica Sabatino?

O ci sarà il passaggio del testimone ed il candidato a sindaco sarà Giovanni Battista Morelli?

Chi altri? Nessuno!

E nella lista ci saranno certamente oltre a Monica Sabatino e Giovanni Battista Morelli, anche Pati Emma, Morelli Ermelinda, Ciccia Caterina, Antonio Rubino, Gianluca Cannata, Mannarino Adelmo.

 

Non ci saranno evidentemente Tempo Sergio, Alessandro Salvatore, Arone Elena, Giusi Osso, tutti ex della ex giunta.

E’ anche evidente, a questo punto, che sembra sfumare la possibilità che il PD faccia una lista ( esclusiva od in associazione), e che anche se la tentasse nessuno dei futuri consiglieri iscritti al PD (Monica Sabatino, Giovanni Battista Morelli, Antonio Rubino, Gianluca Cannata, eccetera) parteciperà a tale possibile lista.

Peccato!.

Sembrava che ad Amantea potessero tornare i partiti, dopo oltre 30 anni di liste civiche.

Mah! Ancora, forse, è troppo presto per capire ed addirittura per tentare di capire.

Intanto Amantea continua a morire e gli amanteani ad illudersi.

Il vero problema è che anche se tanti cambiano marciapiedi si continua a fare lo stesso mestiere!

Scrive Francesca Menichino :

“Dopo 40 giorni di silenzio interviene per difendersi la ex sindaca che abbiamo mandato a casa il 13 gennaio. E interviene solo dopo, guarda caso, il cambio di commissario al Comune di Amantea.

 

Leggetelo questo comunicato con attenzione, cercando di capirlo.

Non sarà facile ma c'è una linea interpretativa che può aiutare: è carnevale e questo è uno scherzo!

 

E a Carnevale ogni scherzo vale, anche se questo non fa esattamente ridere, visto che si è consumato alle spalle dei cittadini, ed è costato e costerà lacrime e sangue.

Ma c'è un'immagine che fa davvero ridere ed è l'assessore Cannata che in soli due mesi, dopo le dimissioni Tempo, risolve tutti i problemi finanziari del nostro comune.

 

In Consiglio a dire il vero era in grande difficoltà, ma oggi facciamoci una risata perchè dopo TempoKid abbiamo trovato SuperCannata.

Godetevi il carnevale per oggi.”

 

Questa la dichiarazione di Monica Sabatino tratta da Cosenzainforma:

Amantea: L’ex sindaco interviene per difendere l’operato della sua Amministrazione”

“Prima di parlare di futuro, bisogna chiarire alcuni punti del passato”. L’ex sindaco di Amantea, Monica Sabatino, la cui consiliatura, si è conclusa anticipatamente lo scorso 13 gennaio, a seguito alle dimissioni di nove consiglieri comunali sui diciassette eletti, ha affidato a una significativa nota (condivisa dai compagni di viaggio che, da sempre, le sono stati vicini) un suo intervento, finalizzato a difendere l’operato della sua Amministrazione. “La situazione finanziaria che abbiamo trovato in Comune era difficilissima - ha, infatti, messo subito in evidenza Monica Sabatino - e c’era un Ufficio Tributi, unico vero motore di sopravvivenza dell’Ente, in balia di sè stesso.

Siamo, pertanto, intervenuti con una riorganizzazione logistica e strutturale e, dopo varie difficoltà affrontate (tra cui la prematura perdita del compianto Franco Bosso), siamo riusciti a riorganizzare un servizio efficace ed efficiente”.

Secondo l’ex sindaco di Amantea e i suoi sostenitori, in particolare, “Lo spartiacque decisivo tra il passato e il nuovo approccio del Settore Tributi è stato il cambio di assessore. Infatti, con Gianluca Cannata ai Tributi siamo riusciti a instaurare un circolo virtuoso, che ha visto pagare cittadini amanteani che non avevano mai versato un euro nelle casse comunali, pur potendoselo permettere”.

A tal proposito, subito dopo, nella nota si ribadisce: “Perché è vero che i cittadini devono sapere! Ma devono sapere, innanzitutto, che se vogliono servizi efficienti dal Comune devono contribuire ognuno per la propria parte. Chi vi prometterà qualcosa di diverso o è bugiardo o non ha la minima cognizione di cosa significhi amministrare oggi”.

Ricordando poi, nel merito, le principali finalità alla base della sua esperienza amministrativa, l’ex sindaco di Amantea ha sottolineato che “Il nostro obiettivo era risanare l’Ente e fare giustizia sociale facendo pagare tutti. Probabilmente, il nostro operato ha ato fastidio, perché lontano dal consenso elettorale, che era, invece, l’unico obiettivo di qualcuno, e perché ha toccato troppi interessi.

Ma sono sicura che i frutti del nostro lavoro arriveranno e consentiranno, in un futuro prossimo, una minore pressione tributaria per le famiglie e le imprese amanteane. Il dissesto che alcuni invocano come soluzione, e che quasi auspicano, non può esserci per la situazione che abbiamo lasciato e lo stesso sarebbe una ingiustizia per i cittadini di Amantea che pagano le tasse puntualmente”.

 

Domenica 26 Febbraio 2017 - 9:10               Clelia Rovale

Riceviamo e comunichiamo:

“Dopo due anni e sette mesi di partecipazione attiva alla esperienza politico – amministrativa della giunta Sabatino ho deciso di porre fine a questo mio percorso al quale avevo dato tutta me stessa, con dedizione entusiasmo e positività.

 

Non è stata una decisione presa a cuor leggero ma molto sofferta.

 

Ho conosciuto Monica Sabatino qualche mese prima della presentazione della lista,si è presentata come una persona sensibile, affabile ed affettuosa, cogliendo le mie fragilità emotive ed i miei punti deboli, per via del mio passato.

 

Col passare del tempo, il nostro rapporto, grazie alla mia disponibilità e massima vicinanza si è consolidato tanto da essere considerata non un semplice consigliere comunale bensì una persona di fiducia.

 

La sua considerazione nei miei confronti era solo a parole, nei fatti, quotidianamente registravo che nulla si concretizzava.

Tutto inizia con le deleghe conferitemi in fase di composizione della giunta municipale e deleghe ai consiglieri, per me ( Pari opportunità – Educazione alla Legalità – Comunicazioni esterne ) che io ho accettato ed espletato con il massimo impegno, naturalmente negli spazi che queste deleghe consentivano.

Successivamente, dopo aver dimostrato a lei ed ai colleghi di maggioranza la mia serietà, fedeltà incondizionata, a differenza di altri consiglieri che pubblicamente dichiaravano gli accordi preelettorali di rotazione delle deleghe assessorili pena l’abbandono della maggioranza, chiedevo di poter avere maggiori possibilità di esprimere la mia voglia di contribuire alla crescita della nostra amministrazione e conseguentemente della mia Città.

Reiteratamente, ho evidenziato il disagio che si avvertiva nella cittadina in seno alla giunta ed alla maggioranza, ma nessuno è stato cosi sensibile da porre in essere iniziative, ed accorgimenti da attenuare il distacco che si creava fra noi ed i nostri concittadini.

Nulla di tutto questo, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’originaria volontà del Sindaco di conferirmi la delega al servizio manutentivo nel capoluogo, mai perfezionata, per capricci di qualche poppante assessore dedita ai piagnistei.

 

Infine, per ultimo la tragicomica vicenda relativa della delega alla Cooperazione Sociale, spacciata quale posto di rilievo per la gestione delle cooperative.

Non appena mi sono messa all’opera per capire questo settore importantissimo della vita dell’ente municipale e far finalmente chiarezza nella gestione del personale, immediatamente sono stata ostacolata della serie “falla parlare, tanto alla fine comando io “.

A questo punto ho preso consapevolezza della mancanza di volontà politica a cambiare rotta e modi di governare e nel contempo ho compreso che nei miei confronti non c’era alcuna stima e considerazione per la voglia che avevo di contribuire alla crescita della mia Città.

Mia cara Monica, hai ragione quando dici che ti ho impartito una lezione di vita, dimettendomi e contribuendo in maniera determinante allo scioglimento del Consiglio Comunale, nella vita non bisogna approfittare della bontà e della disponibilità di chi te le ha sempre dimostrate, nel mentre tu le scambiavi per sciocco servilismo, e pensavi che tutti possono essere un numero attraverso il quale mantenere in piedi una amministrazione che oramai era giunta al capolinea e non più in grado di dare nulla ai cittadini.

Assecondare le tue scelte politiche significava per me mancare di rispetto ai miei elettori ed alla Città intera.    

 

Giusi Osso

Pubblicato in Cronaca

Qualche domanda al segretario del PD di Amantea Enzo Giacco.

 

1)La sindaca ha detto che i rapporti a livello locale col Partito non vanno bene, cosa diversa a livello regionale e nazionale.

R)Guardi, qui si rischia di prendere fischi per fiaschi. Il vero problema non sono i rapporti con il Circolo cittadino, ma piuttosto le cose e i fatti relativi al governo della città che non vanno bene per nulla. In passato abbiamo elaborato varie proposte, discusso, umilmente offerto spunti nel tentativo di far cambiare la rotta e dare un pò di respiro ad una città dolente, che soffre. Le dico di più: la scelta di questo atteggiamento c’è costato le critiche di tanti che avrebbero preferito un “tono più deciso”, per usare un eufemismo. Ma, come ben noto, i nostri suggerimenti non sono mai stati colti.

Se il problema, invece, è rappresentato dal fatto che il PD non è silente rispetto alle cose che non vanno, non posso che rispondere che tra gli obiettivi di un Partito non c’è l’essere ossequioso verso un’amministrazione, al contrario far emergere le contraddizioni e le cose che non vanno. Questo noi cerchiamo di fare, senza pregiudizi, ma allo stesso tempo senza sconti per nessuno.

2)Tuttavia, la sindaca si ritrova candidata al Consiglio provinciale. A suo detto perché voluta dal partito regionale.

R)Occorre fare una premessa: per la Provincia si possono candidare ed hanno diritto di voto solo consiglieri e sindaci. Sono elezioni di secondo livello, non di certo di competenza dei Circoli. Detto questo, non mi meraviglia il fatto che la sindaca di una città di “seconda fascia”, seppur con una maggioranza ormai risicata, venga candidata.

Resta il fatto che è dall’Assemblea di Camigliatello, svoltasi nello scorso mese di luglio, che con forza andiamo predicando di “riportare la politica sui territori”. Non si tratta semplicemente di candidature, bensì di rendere i territori luoghi della decisione. In questo senso siamo ancora alla mera enunciazione: è nella giornata di domenica scorsa, a ventiquattr’ore dalla presentazione delle liste, che ho ricevuto la telefonata da ambienti della Federazione provinciale con cui mi veniva comunicata una disponibilità della sindaca a candidarsi. Tuttavia, da lei non ho avuto sollecitazioni.

E’ chiaro che così le cose non vanno. Per fortuna ad Amantea il gruppo dirigente del Partito sta coltivando un’impostazione diversa.

3)A cosa si riferisce?

R)Mi riferisco al fatto che abbiamo costruito, non senza fatica, un percorso partecipativo che si alimenta con la militanza intesa alla vecchia maniera: donne ed uomini che si sentono parte di una collettività, condividono idee e progetti, discutono, e si impegnano per rappresentare le istanze che provengono dal basso nel tentativo di trovare soluzioni reali ai problemi della città e dei cittadini.

Il nostro metodo è questo e pensiamo che questa sia la prospettiva in cui bisogna continuare a investire e credere, per alzare il livello del dibattito e offrire una proposta partecipata ed alternativa a questo paese sofferente.

4) Una ultima domanda. E’ noto che se la giunta amanteana dovesse per qualsiasi ragione venire meno, verrebbe meno anche la eventuale elezione a consigliere provinciale di Monica Sabatino. In questa ottica sembra che la sua autocandidatura o la sua candidatura da parte del partito provinciale o regionale siano comunque figlie della sua consapevolezza che la sua Giunta durerà nel tempo. Se non fosse così a chi ascrivere la responsabilità di una scelta a rischio?

R)Le dinamiche relative alla disponibilità ed alla composizione della lista meritano di essere approfondite. Ribadisco però che il Circolo di Amantea ha appreso solo 24 ore prima questa disponibilità della sindaca. Di conseguenza non abbiamo potuto che prenderne atto.

La consigliera Concetta Veltri prende una decisa posizione a tutela dei lavoratori dell’ArcaServizi srl ed ora scrive su quanto fatto.

 

Non possiamo non evidenziare quanto da Lei affermato.

-circa la sincerità e la sensibilità personale del sindaco Monica Sabatino ed il suo fermo orientamento nobile e disinteressato per la tutela del personale perdente posto;

 

Né possiamo omettere di cogliere la fragilità della posizione del sindaco che ha visto non percepito questo suo indirizzo politico.

Una fragilità determinata da diversi e distinti “ altri orientamenti e forse interessi”.

“Altri orientamenti e forse interessi” che sono tutti da scoprire e da valutare e che probabilmente saranno valutati non dalla politica.

 

Ecco però il forte comunicato:

“E’ noto che il comune ha sciolto il contratto con l’Arcaservizi che era concessionario della Tosap, della tassa di Affissioni e Pubblicità.

La conseguenza pratica è stata la sospensione dei servizi resi dal personale dell’Arcaservizi e cioè di Daniele Perricone, di Francesco Mangione e di Franco De Carlo.

Non sono i primi e forse non saranno gli ultimi a perdere il lavoro e così a trovarsi nei guai insieme alle loro famiglie, guai che qui in Calabria assumono la connotazione della assoluta gravità.

 

Era già successo molti anni fa con la Foderaro che gestiva alcuni servizi per conto del comune.

Anche in quel caso il personale si trovò a perdere il lavoro. Parliamo di Carmelo Zucco, di Anna Bonanno, di Maria Posa e di Francesco cd “il letturista”.

Ma l’amministrazione del tempo non volle perdere le conoscenze acquisite dal personale licenziato dalla Foderaro e lo riassunse per intero.

Questo personale costituì l’ufficio tributi del tempo.

Ci pare di ricordare anche che, più recentemente, c’è stato un tempo in cui l’amministrazione comunale ebbe ad affidare la gestione della pulizia e dei servizi del porto alla Lamezia Multiservizi.

Poi la stessa amministrazione comunale decise di affidare i medesimi servizi ad una diversa società , nel caso ad una cooperativa sociale di tipo B denominata “Gente di mare”.

Bene. In quella occasione il comune dispose che il soggetto subentrante nel servizio assumesse le unità che avevano prestato attività con la precedente azienda.

Una scelta politica non contestabile, di alto profilo e lignaggio, di fatto un riconoscimento della responsabilità del comune verso chi era stato impegnato in precedenza in un servizio dell’ente ed anche la dichiarazione della volontà di utilizzare le professionalità acquisite dai dipendenti della Multiservizi.

Mi sono impegnata, anche in seguito all'attenzione che il Partito Democratico ha riservato alla vicenda, per sensibilizzare personalmente il sindaco Monica Sabatino a confermare tale orientamento ricevendone un impegno personale nobile e disinteressato.

Purtroppo dobbiamo rilevare che l’orientamento del sindaco, almeno in questa fase, non è riuscito a prevalere su altri orientamenti e forse interessi.

Ed infatti la segretaria comunale nella qualità di responsabile dell’ufficio tributi ha adottato una determina con la quale affida alla cooperativa Quadrifoglio una serie di compiti già dell’Arcaservizi srl

Difficile non ricordare che Carmelo Zucco nella qualità di responsabile dell’ufficio tributi adottò una delibera con la quale nelle more affidò l’ incarico di affissore dei manifesti a Franco De Carlo.

Del tipo paese che vai usanza che trovi, amministrazione imperante soluzione che trovi.

Il comune, è ben noto, è il più importante datore di lavoro di Amantea. E questo è un bene.

Ma è necessario che i suoi comportamenti siano improntati al rispetto del lavoratore.

Ci sembra di ricordare che però non sempre questa indicazione sia stata rispettata come l’etica e la legge morale impongono.

A fronte dei casi della Foderaro e della Lamezia Multiservizi ben altri sono stati i comportamenti in altri casi come quello che interessò i vigilini per i quali non vennero usate, purtroppo, la stessa attenzione e la stessa sensibilità.

Il comune ha creato un balletto di persone che vengono assunte, licenziate, di nuovo assunte, di nuovo definitivamente licenziate.

Se tutto questo avviene perché il lavoratore si inginocchi dinanzi al potere è vergognoso.

Se tutto questi avviene per dare un lavoro ad uno nuovo, togliendolo a chi lo ha già fatto è vergognoso.

Non ci appare giusto e tantomeno onesto, creare un disoccupato per assumere una persona verso la quale si ha un interesse personale o politico.

Non vorrei che anche questa vicenda finisca nelle aule dei tribunali.

Amantea non ne ha bisogno.

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato di Sergio Tempo. Avvertiamo il lettore che si tratta di una nota che intende dare inizio alla pubblicazione di tante “pesanti” verità dalle quali potranno emergere elementi induttivi della fine anticipata di questa consiliatura .

 

“La dichiarazione congiunta dell’Esecutivo e della “loro” Sindaca, rilasciata all’indomani di un Consiglio comunale che ha registrato, ancora una volta, la disfatta dell’Amministrazione vigente, umiliata non tanto dalla migrazione di Assessori e Consiglieri verso i banchi dell’opposizione, quanto dalla pochezza dei contenuti del loro operato e dall’assoluta inesistenza di competenze specifiche nel settore della Pubblica Amministrazione, ha segnato un solco profondo tra il civile confronto politico e le barzellette puerili da Corriere dei Piccoli.

 

Le colorate metafore utilizzate nel comunicato: “sfrondare i rami secchi”, riferendosi anche al sottoscritto, denotano una distorta visione della realtà da parte della Sig.ra Sabatino che probabilmente confonde “i rami” con le “ radici”.

Nessun seme avrebbe prodotto folta vegetazione nel 2014 nel Comune di Amantea senza Sergio Tempo; al contrario, venendo meno le “fondamenta” del castello incantato in cui la Sig.ra Sabatino soggiorna, cimentandosi spesso in acuti da soprano, molte sono le foglie che stanno ingiallendo e i rami che stanno cadendo, e a breve, anche l’albero produrrà solo legna per i camini.

 

Il taglio dato al comunicato evidenzia , tra l’altro, la sovversione delle regole basi della politica che consegna alla minoranza l’azione di attacco.

Pare, quindi, del tutto evidente che, i residui dell’Amministrazione Sabatino, nel loro intimo, abbiano già percepito che non esiste più una maggioranza effettiva, ma solo un “club per pochi intimi” e che la loro permanenza all’interno della gestione pubblica del Comune di Amantea sottrae braccia preziose alla green economy.

La Sig.ra Sabatino confonde ancora, o forse da sempre, il ruolo politico, ovvero di indirizzo, che compete agli Assessori, e quello di Funzionario, che consiste nel dirigere l’attività gestionale dell’Ente.

E’ OPPORTUNO RICORDARE che negli ultimi decenni tale funzione è stata svolta legittimamente dal Dott. Sabatino e da oltre due anni, impropriamente ed abusivamente, dal “paterno volontario civico” .

Di fatto il vero DOMINUS del Comune di Amantea.

La presenza del sottoscritto all’interno dell’Amministrazione, nel difficile ruolo di Assessore al Bilancio, considerata la convivenza con tale responsabile dell’ufficio di Ragioneria, ha contribuito NON “…a tenere nascosto un vaso di pandora”, ma a sostenere un equilibrio vitale, bloccando sul nascere i tentativi di “oscurare” i conti dell’Ente.

Certamente MAI, l’Assessore Tempo avrebbe avallato l’idea malsana di portare in Consiglio variazioni di bilancio supportate da entrate palesemente non veritiere.

A tal proposito, rispetto a quanto penosamente dichiarato nel comunicato congiunto, è necessario evidenziare che la Sig.ra Sabatino ed il neo Assessore al Bilancio, purtroppo disconoscono anche le più minime nozioni della normativa sugli Enti locali.

Nello specifico il T.U. art 193 c.2, in merito alla salvaguardia degli equilibrio di bilancio recita: “ e comunque almeno una volta entro il 31 luglio di ogni anno…”, che nella lingua nazionale significa NON SOLO entro il 31 luglio, ma ogni volta che si dovesse presentare una situazione tale da creare squilibrio.

Nel Consiglio comunale del 30.11.2016 ho elencato una serie di debiti fuori bilancio, capaci di creare una situazione di squilibrio nei conti, risultanti da vari protocolli dell’Ente, datati 13 ottobre 2016 e trasmessi all’Assessore al bilancio pro-tempore, Dott. Sergio Tempo e al Responsabile di Ragioneria ovvero “il paterno volontario civico”.

Tra i diversi debiti fuori bilancio, certamente eclatante, quello nei confronti di una società ( circa 200.000,00 euro ) per la cui riscossione è stata nominata commissario ad acta, la Segretaria comunale, a conferma del fatto che sia il Consiglio, che l’Esecutivo non potevano NON RICORDARE la presenza di tali debiti, poi misteriosamente non più presenti al 30 Dicembre 2016, e quindi sono TUTTI consapevoli, in estrema sintesi,che il bilancio è falso.

Le dichiarazioni ultime della Sig.ra Sabatino e del neo Assessore al Bilancio sulla possibilità di maggiori entrate che “per un caso fortuito” sono emerse, hanno solo peggiorato la posizione dell’Amministrazione, soprattutto perché le entrate fortuite sarebbero collegate a ruoli Tari e servizio idrico.

In tali dichiarazioni hanno dato sfogo alla loro incompetenza profonda, visto che evidentemente ignorano che, se tali maggiori entrate dovessero essere vere, dovrebbero essere abbattute dal costo del servizio, andando quindi a beneficio dei cittadini, in caso contrario si potrebbe ricadere in “abuso di ufficio”.

Laddove invece tali maggiori entrate fortuite non dovessero essere vere, il loro inserimento ricadrebbe nel “reato di falso in bilancio”.

Ma la gravità dell’argomento sembra non sfiorare i pensieri dell’Esecutivo impegnato invece a screditare l’operato del sottoscritto, dimenticando che tutti i risultati positivi in termini di entrate, provenienti finalmente dall’Ufficio Tributi, sono il risultato della mia personale azione incisiva nel rivendicare maggiori risorse umane e maggiore dignità ad un settore nevralgico per l’economia dell’Ente.

La figlia del volontario civico, dovrebbe ricordare, che nel corso di un Consiglio Comunale, a sostegno di quanto richiesto per l’Ufficio Tributi, minacciai le dimissioni.

Ma l’ingratitudine è figlia di madre prolifera e l’umiltà non soggiorna nell’animo della Sig.ra Sabatino che costantemente “dimentica” l’operato della “precedente Amministrazione”, cioè quella in cui il Dott. Sabatino era il responsabile di Ragioneria, e anche il Vice Segretario, e la sig.ra Sabatino era la Presidente del Consiglio Comunale percependo illegittimamente lo stesso compenso degli Assessori.

Pubblicato in Primo Piano

Un forte applauso accoglie Elena Arone che passa con la opposizione.

I consiglieri sono appena entrati nella sala consiliare.

L’ultima ad entrare è la consigliera Elena Arone che siede nel banco della maggioranza.

Prima ancora che inizi la trattazione dei punti all’ordine del giorno la consigliera chiede di leggere un documento.

Lo fa con voce serena e con tono deciso.

Ecco che cosa ha letto:

“Sindaco, colleghi consiglieri, buongiorno

Oggi sento la necessità di intervenire nuovamente per ribadire che sono fortemente convinta che l'attività amministrativa fin'ora svolta non ha raggiunto i risultati promessi ai nostri elettori per come era stato programmato.

Dal momento che sono stata eletta ero guidata da una grande passione e, soprattutto, da una grande voglia di lavorare per il bene comune, stando a contatto con la gente.

Ricordo che ci siamo presentati agli elettori con un programma che lasciava intendere chiaramente un impegno, da parte di tutti noi, di responsabilità e anche di efficienza, di qualità, di solidarietà verso il nostro popolo ma soprattutto di competenza.

A tutt'oggi questo mi sembra non sia stato rispettato anzi mi sento che stiamo deludendo la gente che credeva in noi.

Sono consapevole che molti problemi che affliggono questa amministrazione, e di conseguenza di cittadini, sono stati causati dalla gestione delle precedenti amministrazioni, ma avevamo promesso, in modo solenne, che ci sarebbe stata una svolta che comportava scelte coraggiose che non sono state adottate e mi riferisco in particolare:

- Ad una gestione trasparente capace di abbattere la politica spicciola e clientelare.

- Il risultato finora ottenuto in termini di efficacia, efficienza ed economicità è 

mediocre.

- Nessuna attenzione è stata posta alla politica del lavoro, facendo aumentare ancora di più il problema disoccupazione, quando occorreva una politica di investimenti diretta alla valorizzazione del nostro territorio, della nostra tradizione marinara e della storia del nostro paese.

- nessuna attenzione è stata rivolta per rivitalizzare la nostra tradizione agricola al fine di dare supporto agli imprenditori agricoli.

- come ultimo punto vorrei dire un mio pensiero sul turismo, una grande fonte di ricchezza economica e culturale per il nostro territorio, ma che purtroppo viene ancora considerato come una semplice organizzazione di feste, sagre e manifestazioni concentrate in un unico periodo. Il vero Turismo dovrebbe essere per noi il nostro documento di riconoscimento, la nostra cartolina da spedire in tutto il mondo, il nostro libro da far leggere a tutti, in poche parole, la vera immagine di Amantea e Campora, la vera storia, i veri valori e le sue bellezze che ahimè anche noi abbiamo dimenticato. Bisogna dare importanza non alla festa che si ripete una volta all'anno ma quello che ci circonda ogni giorno, alle nostre meraviglie che ci fanno brillare gli occhi ogni volta che rivolgiamo ad esse il nostro sguardo. Al nostro mare, al nostro centro storico, al nostro clima, alla nostra cucina tipica, alla nostra accoglienza e soprattutto alla nostra arte attraverso i nostri monumenti storici ma anche attraverso i nostri pittori che grazie alle loro opere fanno innamorare tutti.

Oggi, purtroppo, dopo questa analisi devo dire che in tanti punti abbiamo fallito forse perché ancora non abbiamo capito come risolvere questi problemi, o ancor più grave, non siamo stati ancora in grado di individuarli.

Pertanto mi attiverò, anzi, ci attiveremo, perché da questo momento dichiaro di uscire dal gruppo di maggioranza per fare parte del costituendo gruppo di cui ne fanno parte il consigliere Sergio Tempo ed consigliere Alessandro Salvatore, a presentare un documento che riporta la voce dei cittadini stanchi di sopportare questa situazione di stallo. Grazie per avermi ascoltata Elena Arone”

La sorpresa nell’aula consiliare è evidente e palpabile.

Si, è vero, che dopo l’intervento svolto nell’ultimo consiglio il suo passaggio alla opposizione ci stava, ma nessuno poteva escludere che le sue sollecitazioni non avessero sortito una reazione positiva da parte della maggioranza

Ed invece, non è stato così. Evidentemente.

Elena aveva ed ha due obiettivi politici e sociali, il primo relativo al centro storico, ai suoi valori, alle sue potenzialità ancora inespresse per la intera città ed il turismo, il secondo relativo allo sviluppo della frazione Campora San Giovanni verso la quale questa maggioranza non ha avuto la necessaria attenzione.

E così ha deciso di dare uno scossone a chi appare, a suo giudizio, distratto e disattento.

Ora si vedrà se questo passaggio sveglierà la maggioranza.

Con questo riposizionamento la situazione diventa precaria, 9 nella maggioranza ed 8 nella minoranza, e tutto diventa possibile…...

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