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Dopo le dure critiche pervenutegli ecco che il governatore fa un ennesimo passo indietro.

Palese dimostrazione della sua improvvisazione e della sua mancanza di democrazia.

Ora, in sostanza, dichiara di non essere un evangelista per cui le sue delibere non sono intoccabili come la Bibbia!

Ma ecco che il governatore si dichiara disposto ad apportare correttivi all'atto di giunta che rimodula le tariffe per il conferimento e dice che: «Nei prossimi giorni convocherò un'assemblea dei sindaci, che sarà la sede dell'autodeterminazione».

Che incredibile faccia tosta!

Solo ora scopre la democrazia e dichiara che saranno i sindaci a determinare le tariffe!

Ecco che scatta la trappola!

Poi, fa eco a quanto dichiarato dall’assessore all’ambiente Antonella Rizzo ed insiste sollecitando « fin da ora i Comuni a definire gli Ambiti territoriali ottimali, che sono gli organi che devono operare queste scelte».

Infine ci sembra menta spudoratamente sostenendo che « C'è un ritardo nella creazione degli Ato ed è per questo che la Regione supplisce a questa assenza»- e che- «la nostra impostazione agevola la raccolta differenziata, non la mortifica. In pochi anni siamo passati dal 12,5 a oltre il 30%!».

Ma come può farci credere che la delibera contestata muova nella direzione dell’aumento della raccolta differenziata se invece di premiare i comuni che hanno ottenuto i migliori risultati nella raccolta differenziata li penalizza?

La verità è che ora comunque Oliverio e Rizzo passano la patata bollente ai sindaci.

Sapranno i sindaci, i nostri eroi, tutelare gli interessi dell’ambiente e dei loro stessi amministrati, contenendo le tariffe e non aumentandole?

Hanno i sindaci compreso che, come ci sembra, la delibera intendeva favorire proprio la costituzione degli Ambiti territoriali ottimali che unificheranno la tariffe dei comuni migliori con quelle dei comuni peggiori?

E lo hanno compreso i partiti che fanno finta di difendere i calabresi?

A noi sembra di no!

Sergio Pelaia del Corriere della Calabria, e purtroppo solo lui, scrive un articolo dal titolo “Rifiuti, stangata per i comuni virtuosi”, segnalando che la Regione ha rimodulato le tariffe per il conferimento in discariche ed in impianti di smaltimento.

In sostanza chi come Amantea riusciva a superare il 65% di differenziata invece di pagare 107 euro a tonnellata, da gennaio 2018 dovrà sborsarne 165. Ben 58 euro in più. Un aumento del 50%!!!!

Per farsi un'idea, quest'ultima è una cifra molto vicina ai 169 euro/tonnellata che doveva pagare prima chi non era arrivato nemmeno al 25%.

Un vero e proprio invito a non fare più la raccolta differenziata.

Alla faccia del motto “ I rifiuti sono una risorsa”

Sembra evidente, a tal punto, che i comuni dovendo pagare di più aumenteranno le tariffe.

Il rischio è poi quello che per risparmiare si ritorni ai cassonetti!

Un bel passo indietro. Incomprensibile.

E tutti i comuni dovranno rifare i propri piani economici.

Questo è l’articolo:

Non ha sbagliato chi ha detto che il vero oro calabrese sono i rifiuti.

E hai voglia a ripetere che fare la raccolta differenziata fa bene anche al portafogli, oltre che all'ambiente.

Nonostante la Calabria sia uscita già da un pezzo dal commissariamento del settore, con risultati assai poco esaltanti dopo 15 anni e oltre un miliardo di euro speso, pare che l'emergenza rifiuti a queste latitudini non debba, nei fatti, finire mai.

E che a dispetto degli slogan a base di “discariche zero” sbandierati dalla giunta regionale targata Pd, a guadagnarci siano, sempre di più, solo i privati.

Mentre i cittadini, anche quelli bravi che fanno la differenziata con diligenza e senso civico, sono gli unici che continuano a pagare.

Si sa, è quasi una regola, che le cose peggiori la politica le fa mentre tutti sono in spiaggia sotto l'ombrellone. Se debba rientrare in tale categoria anche la delibera di giunta regionale 344 del 25 luglio scorso saranno i lettori a stabilirlo, di certo c'è che leggendola a più di un sindaco la granita sarà andata di traverso.

In particolare ci saranno rimasti male (o ci rimarranno, appena rientrati dalle ferie) quei sindaci che negli anni scorsi hanno spinto al massimo per raggiungere alte percentuali di raccolta differenziata. Quelli più virtuosi, insomma, che sono riusciti a raggiungere la fatidica soglia del 65%, da gennaio 2018 verranno “premiati” dalla giunta regionale con un considerevole aumento, rispetto all'anno precedente, dei costi per il conferimento dei rifiuti in impianto o in discarica.

Con la delibera 344, infatti, sono state rimodulate le tariffe e, giusto per andare al sodo, basti pensare che finora (dal 2015) chi superava il 65% di differenziata doveva pagare per il conferimento (importo unitario) 107 euro a tonnellata, mentre nel 2018 chi è sopra la stessa soglia dovrà sborsare 165 euro.

Per farsi un'idea, quest'ultima è una cifra molto vicina ai 169 euro/tonnellata che doveva pagare prima chi non era arrivato nemmeno al 25%.

«L'importante incremento del livello della raccolta differenziata registratosi nell'ultimo biennio – spiega la delibera in questione – ha determinato da una parte la riduzione del quantitativo di rifiuto indifferenziato residuale, dal quale proviene la maggior parte della spesa complessiva di gestione, dall'altra l'applicazione dello scaglione più basso per la tariffa sopracitata. Il variato scenario dei conferimenti comporta la necessità di procedere alla rimodulazione del corrispettivo di gestione (“tariffa di conferimento”) che i comuni devono versare per lo svolgimento del servizio di trattamento/smaltimento e ciò indipendentemente da chi sarà il soggetto giuridico che nel corso del 2018 dovrà provvedere a governare il sistema impiantistico di trattamento/smaltimento (Comunità d'ambito di cui alla L.R. 14/2014 ovvero Regione)».

La nuova tariffa, spiega ancora la Regione, deve «assicurare l'equilibrio tra entrate e costi del servizio per tutto il 2018», e comunque «il costo complessivo del sistema regionale per il trattamento e lo smaltimento dei quantitativi di rifiuti previsti per l'anno 2018 è stimato in 96,5 milioni di euro e risulta inferiore rispetto a quello previsto per l'anno 2017».

Detto ciò, però, è la stessa delibera a parlare di «aumento tariffario», un incremento che secondo i dirigenti della Cittadella «non comporta maggiorazione di spesa per i comuni che, nel corso del 2018, passeranno da un valore di raccolta differenziata inferiore al 25% ad uno superiore al 65%, potendo risolversi in una diminuzione dei costi», sempre che esista un Comune che riesca a fare un tale balzo in avanti in un solo anno. Di contro, però, «produrrà un aumento di costi contenuto per i comuni che faranno registrare un aumento del livello di raccolta differenziata, dovendo applicarsi su un quantitativo di rifiuti indifferenziati inferiore rispetto al dato dell'anno precedente».

Ad ogni modo, si prevede comunque di premiare i Comuni che avranno alte percentuali introducendo, «in occasione della pubblicazione di bandi per l'accessione a finanziamenti e/o contributi di varia natura, da parte dei dipartimenti regionali, nei disciplinari di selezione, criteri di valutazione delle proposte che tengano conto della virtuosità raggiunta in materia di raccolta differenziata».

Insomma: vi promettiamo che sarete premiati, ma intanto pagate, anche se siete tra i più bravi”

La delibera è la 344 del 25 luglio 2017 pubblicata sul BURC n 83 del 23 agosto

 

Pubblicato in Cronaca

emergenzaSbloccare la situazione e tornare a mettere i bisogni dei cittadini al centro della sanità. Un obiettivo che in questo momento diventa preminente, data la realtà sanitaria calabrese che da anni verte in condizioni di precarietà.
Solo per fare il punto delle ultime settimane, nel giro di pochi giorni si è assistito alla lettera scritta dal Presidente della Regione Mario Oliverio al Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni ed al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, nella quale viene espressa grande preoccupazione per la grave situazione delle strutture ospedaliere calabresi a seguito della impossibilità di procedere alle assunzioni del personale medico e sanitario; alla presa di posizione piuttosto forte da parte della Cisl Fp Calabria, che ha richiesto interventi urgenti per la sanità locale con l’obiettivo di risanarla; all’intervento di Matteo Renzi, che si è voluto esprimere proprio sulla sanità calabrese, auspicando per quest’ultima un modello simile a quello di De Luca in Campania, quindi con un presidente della regione anche commissario.

Perchè tutto parte proprio da questo, ovvero dal commissariamento della sanità regionale deciso per il rientro dal debito. Una realtà che va avanti da anni e che ha portato ad una serie di tagli nei servizi per il cittadino.
La sanità calabrese oggi più che vivere tende a sopravvivere, tra enormi problematiche e disservizi per i pazienti; un’offerta “inefficiente, inefficace e costosa con un progetto di riorganizzazione della rete sanitaria mai andato a regime e che non riesce a garantire neanche i Livelli Essenziali di Assistenza” per dirla con le parole utilizzate in queste ore della Cisl Funzione Pubblica Calabria sopra citata.
Un contesto caratterizzato da carenza di personale e servizi insufficienti per i cittadini; come nel caso della possibilità di cura con la cannabis terapeutica, che in Calabria non viene garantita al 100%. Mentre in molte altre regioni d’Italia il meccanismo è partito fornendo il farmaco a carico del Servizio Sanitario Nazionale e iniziando a parlare addirittura di progetti pilota alternativi, come quello che vedrebbe l’autoproduzione per chi soffre di determinate patologie e la coltivazione in proprio di semi di cannabis autofiorenti o di altre qualità, in Calabria i pazienti che avrebbero diritto a curarsi assumendo il farmaco a carico della sanità pubblica sono costretti, spesso e volentieri, a pagarlo di tasca propria.

Così come di tasca propria devono affrontare le spese di viaggio visto che, con sempre maggiore frequenza, i cittadini calabresi tendono a recarsi in altre regioni per farsi curare, in quanto si tende a non dare fiducia alla sanità locale.
Un primo segnale di uscita da questo stallo si è avuto proprio in queste ore, con la firma da parte del commissario alla sanità Scura del decreto che sblocca l’assunzione di oltre mille unità da impiegare in ambito sanitario per dare supporto ad una forza lavoro che aveva da tempo bisogno dell’ingresso di altri operatori.

Un segnale da prendere come primo passo di un lungo percorso da affrontare per riportare la sanità locale su livelli accettabili.

Pubblicato in Calabria

Parliamo di Diego Armando Maradona che si definisce “chavista fino alla morte” e si schiera apertamente a favore del presidente del Venezuela, Nicolàs Maduro dichiarando “Quando Maduro lo ordinerà, mi vestirò da soldato“

L’ex numero 10 del Napoli interviene così nel dibattito su quanto sta accadendo nel Paese sudamericano, dove dopo le violente proteste della popolazione e l’insediamento della nuova Costituente, sono stati arrestati i leader dell’opposizione e lunedì sono stati uccisi due soldati nel soffocare un tentativo di golpe.

Diego Armando Maradona anzi si dice pronto a diventare un soldato “per un Venezuela libero, per battermi contro l’imperialismo e contro chi vuole appropriarsi delle nostre bandiere, che sono quanto di più sacro abbiamo”.

Poi conclude la sua parada scrivendo: “Viva Chavez. Viva Maduro. Viva la rivoluzione. Viva i Venezuelani di razza”.

Che cosa consuma oggi?

Ma parliamo anche di Cristiano Malgioglio, la persona dal ciuffo Bianco, per la quale l’ importante “ E’ finire”, che incontra ed abbraccia Mario Oliverio che dopo trent’anni dalla morte ricorda la cantante Dalida ed offre il finanziamento di un auditorium da realizzarsi a Serrastretta, a beneficio di tutto il comprensorio del Reventino, che porterà il nome di Dalida, con l’obiettivo di rafforzare i servizi alla cultura in una delle aree interne importanti della nostra regione.

Pubblicato in Mondo

Ecco cosa scrive Wanda Ferro consigliere regionale del Gruppo Misto.

“La decisione del presidente Oliverio di nominare un nuovo Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica ex Valle Lao di Scalea ha suscitato diverse perplessità e, a partire da quelle dei sindaci di sei comuni: Orsomarso, Belvedere Marittimo, Santa Maria del Cedro, Grisolia, San Nicola Arcella e Cetraro.

Perplessità legate soprattutto alla scelta di sostituire la guida dell’ente consortile dopo l’intenso lavoro di concertazione con le organizzazioni sindacali Cisl e Uil messo in campo dal commissario Macrì, che in una dettagliata relazione ha portato alla luce la gravissima situazione finanziaria del Consorzio, che non può che ripercuotersi sui diritti dei lavoratori.

Nella relazione del Commissario, di cui immagino sia al corrente il governatore, si parla di una ”progressiva ingravescenza dei conti” di cui non è mai stata data “corretta informazione agli Uffici Regionali né mai particolari forme di controllo sono state esercitate sull’Ente.

Sicchè come conseguenza automatica e scontata si è determinato il blocco degli stipendi per mancanza di cassa”.

Secondo il commissario “le cause del complesso stato contabile sono da ricercare in molteplici fattori.

Tra questi occorre fare necessario riferimento per importanza e quantità allo stato elefantiaco del contenzioso, di cui neppure gli uffici hanno fornito un’esatta determinazione.

Attraverso condotte amministrative censurabili e continue cause si è determinato un quadro di inesigibilità dei diritti sindacali dei lavoratori”.

Più avanti nella relazione il commissario descrive “uno stato deficitario delle finanze che ha portato alla lenta ma progressiva erosione di ogni risorsa per l’insopprimibile esigenza di pagamento degli stipendi” ed evidenza “la completa erosione delle risorse accantonate come TFR dei dipendenti e delle somme derivanti dalla forestazione.

Ciò depone per un quadro reale di bilancio particolarmente allarmante unito alla sostanziale incapacità di determinare i debiti fuori bilancio”.

Mentre qualche sindaco parla addirittura dell’ipotesi di portare in tribunale i libri contabili del Consorzio, i lavoratori chiedono chiarezza sul loro futuro e sul destino di un ente che ha un ruolo importantissimo nella salvaguardia del territorio e nel sostegno all’economia agricola.

Non entrando nel merito delle polemiche e delle posizioni delle diverse sigle sindacali, ritengo necessario che il presidente Oliverio faccia chiarezza, come chiedono i sindaci del comprensorio, sullo stato finanziario ed economico del Consorzio di bonifica, chiaramente ereditato dalle precedenti gestioni, e chiarisca le ragioni che lo hanno spinto a decidere per un nuovo commissariamento”.

Pubblicato in Alto Tirreno

«A Catanzaro sconfitto il peggior presidente nella storia della Calabria»

 

Il presidente nazionale del Cdu Tassone esulta per la vittoria di Abramo e punzecchia Oliverio e i transfughi del centrodestra.

Dice Mario Tassone«A Sergio Abramo vanno gli auguri di buon lavoro e i complimenti per la grande affermazione.

È stato un successo strepitoso non solo per il consenso ottenuto ma anche per il significato politico che indica le prospettive per la nuova amministrazione.

Agli amici di Federazione popolare per Catanzaro vanno i sentimenti di gratitudine per l'impegno profuso e agli eletti gli auguri sinceri di buon lavoro.

 

Sono state sconfitte le Opa, le disinvolte operazioni dell'ultima ora con qualche personaggio privo di morale e di dignità.

È stato sconfitto, infine, un presidente della Regione che passerà alla storia come il peggiore in assoluto della Calabria».


È questa la conclusione non di poco conto dell'on Mario Tassone, segretario nazionale del Nuovo CDU.

Pubblicato in Catanzaro

Questo il comunicato stampa:

«Il governatore della Calabria, Mario Oliverio, chiarisca, come gli ho chiesto in via formale, se esistono atti specifici sul trasferimento delle pratiche del Demanio dalla Provincia di Cosenza, avvenuto oggi e pare senza disposizioni scritte».

Lo afferma, in una nota, la deputata M5s Dalila Nesci, che aggiunge:

«La vicenda riguarda il remoto passaggio di legge del Demanio alla Regione, inspiegabilmente non accompagnato da quello dei dipendenti provinciali che ci lavoravano.

A riguardo ci furono precise obiezioni sindacali sul trasferimento di altro personale dalla Provincia di Cosenza alla Regione Calabria.

I fascicoli del Demanio giacevano da anni presso la Provincia di Cosenza, come ho denunciato alla magistratura ordinaria e contabile, fornendo le prove.

Inoltre, mancando il personale addetto si sono cumulati ritardi enormi e la Regione non ha incassato almeno un milione di euro di canoni del Demanio».

«Oliverio – prosegue la parlamentare 5stelle – dica se prima del trasferimento di quelle pratiche è stato redatto un inventario, spieghi come la Regione intenda recuperare i canoni arretrati e riferisca perché gli addetti della Provincia cosentina non sono stati collocati negli uffici regionali del Demanio».

«La questione – conclude Nesci – merita risposte pubbliche, per un fatto di trasparenza e perché, piaccia o meno al governatore, c'è da recuperare una cifra significativa, da agricoltori e da gestori di servizi di pubblica utilità.

Purtroppo Oliverio è rimasto ancora in silenzio, il che non lo aiuta, specie in un momento in cui sono al centro delle cronache i suoi metodi di gestione e parte dei dirigenti che ha scelto».

Pubblicato in Cosenza

La Calabria ha tutti parametri ed indicatori negativi-

A parte il mare che seppur non sempre eccezionale ( come i dati dell’Arpacal che lo vede pulito mentre non lo vediamo talvolta sporco) è lì.

A parte il sole che è sempre pendulo nel cielo, spesso azzurro, a dispetto di una politica che non può comprometterlo più di tanto.

A parte il clima che da sempre ( salvo qualche periodo glaciale ed interglaciale) è temperato e aiuta la nostra sopravvivenza e la meravigliosa produzione agricola da cui trae origine la famosa dieta mediterranea.

Tutto il resto va male

Un paese ed un popolo che non hanno anima, abituati come sono, da sempre, ad essere schiavi degli occupatori o dominatori di turno, ieri popoli del Mediterraneo oggi politici ed imprese .

L’ultimo è il primato europeo di disoccupazione.

Questo il comunicato stampa del m5s

«La necessità di garantire un lavoro stabile e dignitoso ai giovani calabresi resta la priorità politica». Lo affermano in una nota i deputati Dalila Nesci e Paolo Parentela, nel commentare gli ultimi dati Eurostat sui livelli di disoccupazione nelle regioni europee. Secondo Eurostat, la Calabria è in cima alla classifica, con una disoccupazione giovanile al 58,7% e una disoccupazione generale al 23,2%. «Sono cifre impressionanti – osservano i due parlamentari 5stelle – che confermano l'inutilità delle politiche occupazionali attuate trasversalmente dal vecchio regime, il quale agendo secondo logiche clientelari non ha mai preso in considerazione le possibilità di lavoro nell'ambito delle fonti energetiche alternative e del riciclo dei rifiuti».

«In Calabria l'esperienza di governo di Oliverio – incalzano i parlamentari 5stelle – è stata la fotocopia della precedente, benché propagandata come discontinua.

Di più, sotto la gestione Oliverio si sono moltiplicate pratiche familistiche rovinose, favorite da un accentramento di potere evidente quanto sbagliato. Lo dimostra, per esempio, la gravissima vicenda dei fondi per il teatro».

«Ancora, la sepoltura di ogni sviluppo turistico e culturale – proseguono i parlamentari – si deve alla miopia di Oliverio, il cui singolare apparato burocratico è tra le cause prime della paralisi della Regione».

«A farne le spese – concludono Nesci e Parentela – sono soprattutto i giovani, tenuti sotto scacco da promesse illusorie e da logiche politiche che, mortificando intelligenze e risorse umane, determinano crescente emigrazione di non ritorno».

Pubblicato in Calabria

Questo il comunicato stampa del M5s

«Il teatrante Oliverio faccia pace con le regole e poi parli.

Su Sorical provveda subito a rideterminare le tariffe che la Corte costituzionale ha giudicato abusive».

L'hanno affermato a Pizzo Calabro i deputati Paolo Parentela e Dalila Nesci, durante la seconda tappa di “AcquaRaggia”, l'iniziativa con cui il Movimento 5stelle sta denunciando ovunque l'applicazione di tariffe illegittime da parte del gestore del servizio idrico Sorical, che, dicono i 5stelle, «è tra i peggiori carrozzoni della vecchia politica».

All'appuntamento di Pizzo Calabro, tenuto nel pomeriggio di venerdì 21 aprile presso il museo della Tonnara, hanno partecipato il sindaco di Simbario (Vv), Ovidio Romano, il legale Salvatore Gullì, Angelo Scalzone del Wwf e Giovanni Di Leo, attivista dei movimenti per l'acqua pubblica. «L'incompatibile Luigi Incarnato, ex assessore regionale ai Lavori pubblici, è sempre commissario di Sorical – attaccano i parlamentari – e Oliverio non pensa affatto a rimuoverlo.

La francese Veolia lascerebbe il gestore gratis e il nuovo proprietario, cioè la comunità calabrese, dovrà mettere i soldi necessari a riportare gli acquedotti come erano?

Sui calabresi graverà il mutuo di Sorical con Depfa Bank?».

I 5 stelle hanno presentato alla Camera una nuova interrogazione sul futuro del servizio idrico calabrese e trasmesso una segnalazione specifica all'Aeegsi.

«La Regione – hanno ricordato i parlamentari – ha già anticipato a Sorical circa 25 milioni di euro per investimenti, che dovevano essere restituiti».

Pubblicato in Calabria

S’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo, verrebbe da dire. Ma non è così! Perché Oliverio spara con il fucile ed il Corriere della Calabria risponde a cannonate. Cannonate che aprono grossi varchi nel muro di bugie. Ma vedete un po’ voi!

Scrive Gerardo Mario Oliverio, presidente della Regione Calabria:

«Leggo in un articolo a firma del direttore Pollichieni, edito sul Corriere della Calabria del 14 aprile 2017, che, in relazione all'indagine della Procura di Lamezia Terme sulla Sacal, vi sarebbe una intercettazione, che vede tra gli interlocutori l'ex Presidente Colosimo, nella quale si parla di 10 posti di lavoro da me sollecitati. Niente di più falso e lontano dal vero».

«Non so, perché non ho contezza degli atti di indagine, se vi sia tale intercettazione e sia di questo tenore.

Se fosse vera, immediatamente proporrò querela per diffamazione nei confronti di chi abbia proferito quelle parole.

Se tale intercettazione non vi sia, sarò costretto a sporgere querela nei confronti di chi divulga notizie pur esse diffamatorie.

Il mio operato, non solo da quando occupo la carica di Presidente della Giunta Regionale, ma da quando ne sono stato molti anni or sono Assessore, passando per le Legislature al Parlamento nazionale, sino alla Presidenza della Provincia di Cosenza, è stato sempre improntato a rettitudine ed a lontananza siderale dai metodi della c.d. raccomandazione, giustamente vituperati».

«Il merito del lavoro, la priorità ai disoccupati, la lontananza dalle clientele, hanno sempre improntato il mio agire politico.

Non consentirò a nessuno di tentare di infangare con notizie giornalistiche prive di fondamento veruno il lavoro che ho sempre portato avanti».

Risponde Pollichieni:

“Stia sereno, ma solo nel senso renziano del termine, il Governatore delle Calabrie: qui, a differenza che dalle parti della Cittadella, nessuno si inventa niente e nessuno falsifica alcunché, men che meno un atto d'indagine della magistratura inquirente.

Si prepari a querelare gli intercettati della Sacal e molti suoi sodali politici, magari ci rifletta prima e si consigli con qualche avvocato.

Comunque, affar suo.

Quello che non gli è consentito, invece, è di insinuare che chi dirige questo giornale possa aver inventato, per poi divulgarle, "notizie false e diffamatorie".

Oliverio è in perfetta, assoluta e ridicola malafede (perché non documentarsi prima di scrivere e vedere se le intercettazioni che lo riguardano esistono o no, invece di, vilmente, lasciar intendere che potrebbero essere frutto di invenzione del giornalista?) quando accenna anche solo l'ipotesi che chi dirige il Corriere della Calabria abbia potuto ricorrere a tale criminoso espediente per diffamarlo.

Oltretutto, sarebbe anche atto di grande stupidità posto che, quotidianamente, Oliverio, i suoi sodali, la ciurma di clandestini e di inquisiti che stanno a presidio del decimo piano della Cittadella, ne combinano tali e tante da rendere superfluo inventarsi alcunché, laddove la realtà quotidiana supera anche la più criminale delle fantasie.

E ci risparmi il solito sermoncino sul suo impegno per i giovani, i disoccupati e la legalità.

Tenga piuttosto presente quanto scrivono i magistrati sul metodo clientelare e criminoso di gestire "Garanzia Giovani": a infangare questa stagione politica non sono i giornalisti che li raccontano ma i fatti che la malapolitica produce giornalmente”.

Pubblicato in Calabria
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