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Alcuni titolari di lidi balneari hanno avuto un incontro con l’ amministrazione comunale per una valutazione sulla possibilità automatica di attuare le solite dune artificiali a tutela delle loro opere evitando i gravissimi danni che talvolta le forti mareggiate vi apportano con il rischio della loro mancata attivazione nell’anno successivo e quindi una risposta insufficiente alle esigenze dei turisti ed un aumento delle tariffe

Amantea come tanti altri paesi turistici ha diversi lidi balneari annuali al fine di ridurre le tariffe do servizio che sono aumentate dai costi di smantellamento e riproposizione annuali.

Anche in tante altre parti d’Italia la prima e più semplice risposta è la realizzazione di dune artificiali atte a spezzare l’effetto dei marosi ribaltando l’onda e così ripetendo il positivo effetto che realizza il nostro lungomare che infatti si mantiene da tempo mentre altri( vedi Campora San Giovanni) sono stati interamente distrutti.

Per esempio la intera spiaggia di Santa Maria del cedro interessata dalle dune artificiali che tutelano sia i lidi che terreni ed opere, pubbliche e private.

Per non parlare di tante spiagge dell’Adriatico

Ora proprio a conferma della ricerca europea che afferma come la Calabria sia l’ultima regione italiana e la terzultima europea per risposta burocratica alle esigenze della comunità i titolari dei lidi hanno evidenziato la mancanza di certezza comportamentale.

In ragione di questa grave condizione di inefficienza e di incertezza è emersa la possibilità ed opportunità di integrare il piano spiaggia con un micro codicillo che permetta automaticamente la realizzazione di dune artificiali di tutela dei lidi usando la sabbia presente nella stessa area della concessione demaniale che a fine periodo invernale sarà ridistribuita sulla spiaggia.

Un codicillo da sottoporre ad apposita conferenza di servizio.

Un codicillo che permetterà allo stesso comune di realizzare sue dune a tutela del lungomare e della pista ciclabile che molto spesso vengono invasi dalle onde e riempite dalla sabbia da esse trasportata.

Basta evidenziare che si tratta di interventi storicizzati che hanno garantito una efficace risposta ai marosi e senza alcuna negativa incidenza ambientale.

Basterà quindi una semplice comunicazione all’ente comune in fase di realizzazione della duna ed una in fase di eliminazione con dichiarazione se sarà usata soltanto la sabbia presente nella concessione o se essa dovrà essere integrata da apparto esterno; in tal caso sarà necessario una preventiva valutazione della compatibilità della nuova sabbia.

La comunicazione permetterà al comune di esercitare i controlli che esso riterrà opportuni.

E’ un necessario processo di semplificazione amministrativa e che permette la riduzione di danni e di inutili costi.

Ora spetta al comune di operare per dare risposta ai titolari di lidi ed alle proprie necessità forse nemmeno interamente percepite.

Ma domani ci saranno novità……………….( vi faremo sapere)

Pubblicato in Primo Piano

Sequestrati 45 tonni rossi sottomisura

Nell’ambito della costante attività di vigilanza sulla filiera della pesca, personale della Capitaneria di porto di Vibo Valentia Marina, ha accertato ieri mattina, presso un esercizio commerciale

 

cittadino, la presenza di 45 esemplari di tonno rosso (Thunnus Thynnus) allo stato giovanile e privi della documentazione idonea a garantirne la rintracciabilità e la legittimità della cattura.

Vietare la pesca di esemplari di misura inferiore alle taglie minime individuate per le diverse specie è particolarmente importante per la tutela delle risorse biologiche, in quanto significa consentire loro di raggiungere lo stadio di crescita nel quale possono riprodursi ed incrementare così la loro diffusione nei mari, a beneficio dell’ecosistema, ma anche dei pescatori e dei consumatori.

La normativa vigente regolamenta in maniera particolarmente rigida la pesca del tonno rosso, non permettendone, tra l’altro, la cattura al di sotto di una specifica taglia minima (fissata in 115 centimetri o, alternativamente, in 30 chilogrammi di peso).

Questa specie di tonnide è infatti da tempo minacciata dall’eccessivo sfruttamento degli stock presenti nel Mediterraneo e negli Oceani, ed è, pertanto, particolarmente tutelata dall’Ordinamento internazionale tramite l’lCCAT (International Commission for Conservation of Atlantic Tuna), un’organizzazione internazionale di cui è parte anche l’Unione Europea.

Il tonno rosso, a differenza delle altre specie simili più comuni nel mediterraneo (alalunga, alletterato, palamita, tombarello) se lasciato crescere, può arrivare a superare i quattrocento chili di peso ed i tre metri di lunghezza.

Al trasgressore vibonese è stato elevato un verbale amministrativo per l’irrogazione della sanzione amministrativa di 24.000 euro, la chiusura al pubblico per otto giorni lavorativi ed il sequestro dei tonni.

Dopo gli accertamenti di rito da parte del personale sanitario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, che ne ha attestato l’idoneità al consumo umano, il prodotto ittico è stato devoluto in favore di un ente benefico che opera sul territorio.

La Capitaneria di porto di Vibo Valentia Marina coglie l’occasione per ribadire che l’attività di controllo mirata a contrastare la pesca abusiva del tonno rosso e di altre specie proseguirà in maniera costante sia in mare, sia tramite le verifiche condotte a terra, a partire dallo sbarco, lungo tutta la filiera della pesca.

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa:

Anche quest’anno è in pieno svolgimento l’operazione nazionale Mare Sicuro organizzata dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera e coordinata, a livello regionale, dalla Direzione Marittima di Reggio Calabria.

L’operazione ha avuto inizio lo scorso 16 giugno, e nel Compartimento Marittimo di Vibo Valentia, comandato dal Capitano di Fregata (CP) Rocco PEPE, che si estende per oltre 220 chilometri da Maratea a Nicotera, vede impegnati giornalmente n. 7 mezzi navali e 10 pattuglie terrestri con un dispositivo “terra/mare” che consente una copertura del territorio ogni 10/12 miglia nautiche, quindi in media ogni 20 km di costa.

L’obiettivo fondamentale dell’impegno degli uomini e donne della Guardia Costiera è quello di garantire una stagione tranquilla ai bagnanti e diportisti.

Tracciando un primo bilancio delle attività svolte si riportano alcuni dei numeri di maggior rilievo, che meglio traducono l’impegno profuso nel Compartimento Marittimo di Vibo Valentia Marina – 60 missioni di pattugliamento – 15 missioni di soccorso nelle quali è stata prestata assistenza a 15 persone – 05 unità navali soccorse e assistite – 1650 i controlli in materia di Sicurezza della Navigazione, diporto, ambiente, pesca e demanio, con particolare riferimento al rispetto dell’ordinanza balneare, che disciplina le attività svolte in mare con la fascia di rispetto destinata ai bagnanti – 35 i verbali amministrativi elevati, per un ammontare di oltre quindicimila euro – 8 notizie di reato inoltrate alle Autorità Giudiziarie competenti per territorio.

Inoltre, anche quest’anno è in corso l’iniziativa del “Bollino Blu” rilasciato dalle forze di polizia operanti in mare alle unità da diporto al fine di evitare il ripetersi di controlli già eseguiti, così da garantire al diportista un’estate più tranquilla.

Si richiamano di seguito alcuni significativi profili d’interesse

Sicurezza della balneazione

-       le zone di mare riservate alla balneazione, dalle ore 08.00 alle ore 20.00, sono:

  • quelle sino alla distanza di 150 metri dalla battigia, in presenza di spiagge, ovvero 100 metri dalla scogliera, in presenza di coste alte o a picco;

-       le zone vietate alla balneazione sono:

  • situate presso: le imboccature dei porti e gli ambiti portuali, in prossimità di pontili o passerelle di attracco, all’interno dei corridoi di atterraggio delle unità navali, all’interno degli specchi acquei destinati all’ancoraggio, alle foci dei fiumi, dei canali e dei collettori di scarico, nonché quelle stabilite in ordinanze emanate dalle autorità competenti.

Inoltre, il bagnante deve, in relazione al proprio stato fisico e alle capacità natatorie, valutare le condizioni meteorologiche e del mare presenti nella zona, in particolare le correnti, temperatura e profondità delle acque, prestando attenzione alle eventuali indicazioni ricevute dai bagnini.

Sicurezza della navigazione da diporto

il conduttore di un’unità da diporto prima di iniziare la navigazione deve accertare tutte le condizioni generali di sicurezza, e tra queste che:

-       le condimeteo siano assicurate in relazione alle caratteristiche dell’unità navale e per la navigazione che si intende effettuare;

-       i mezzi di salvataggio, le dotazioni e i segnali di soccorso siano idonei ed efficienti, verificando lo stato di conservazione e la data di scadenza;

-       la quantità di carburante, per le unità a motore, sia sufficiente per la navigazione che si intende effettuare, l’assenza di acqua in sentina, considerando una riserva per eventuali imprevisti;

-       siano prontamente disponibili i numeri telefonici di emergenza e di soccorso in mare.

Prima della partenza, si consiglia di dedicare particolare attenzione alle condizioni meteorologiche, tramite emittenti radio-televisive, radio VHF/Fm canale 68, oppure rivolgendosi alla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina al numero telefonico 0963/5739400 o via radio VHF/Fm canale 16.

Inoltre, si consiglia di informare le persone che rimangono a terra (concessionari di pontili, servizi tecnico-nautici, circoli, ecc.) circa la navigazione che si intende effettuare, il giorno e l’orario di ritorno o di arrivo ad altra destinazione.

Per la navigazione da diporto, comprese le tavole a vela, si ricordano le distanze minime dalla costa:

-       200 metri dalle spiagge;

-       150 metri dalle scogliere a picco;

-       500 metri dalla costa per lo sci nautico, paracadutismo ascensionale, di piccoli gommoni trainati da unità a motore (BANANA BOAT ecc.);

-       500 metri per le moto d’acqua, che non possono navigare oltre un 1 miglio dalla costa, con l’obbligo per il conduttore di essere munito di: patente nautica, una cintura di salvataggio e un casco protettivo di tipo acquatico.

Attività subacquea

Il subacqueo prima di intraprendere l’attività deve tener conto del proprio stato fisico e delle capacità natatorie. Successivamente deve accertare le condizioni meteorologiche e del mare presenti nella zona, in particolare le correnti, temperatura e profondità delle acque. Inoltre è consigliabile informare qualcuno che rimane a terra circa l’attività subacquea che si intende effettuare, specificando la zona di mare interessata e l’ora di previsto rientro. Il subacqueo deve segnalare la posizione in superficie a mezzo di un galleggiante sormontato da bandierina rossa con striscia trasversale bianca. Il subacqueo che utilizza apparecchi ausiliari di respirazione deve essere in possesso di idoneo brevetto e deve operare entro i limiti previsti.

L’attività subacquea non può essere esercitata:

-       ad una distanza superiore a 50 metri dalla verticale dell’unità navale di appoggio o dal segnalamento o della barca appoggio;

-       ad una distanza inferiore a 1000 metri dalle imboccature dei porti e dalle navi militari;

-       500 metri dalle unità navali, dagli impianti di maricoltura e dalle reti da posta;

-       negli ambiti portuali, nelle zone di mare interdette alla balneazione, ovvero in quelle interessate dalla presenza di residuati bellici, beni archeologici sommersi o da relitti di navi.

Tutela della pesca sportiva

La pesca sportiva può essere praticata al di fuori delle zone destinate alla balneazione.

Attrezzi e i limiti di pescato:

-       5 chilogrammi al giorno di pesci, molluschi e crostacei, salvo il caso di pesce singolo di peso superiore;

-       un esemplare al giorno di cernia, tonno rosso e pesce spada;

-       50 esemplari al giorno di ricci di mare, con divieto di raccolta in maggio e giugno.

Inoltre, sono vietate le seguenti catture:

-       coralli, molluschi e crostacei, da parte di pescatori sportivi subacquei;

-       esemplari sottomisura ovvero appartenenti a specie marine protette.

La commercializzazione dei prodotti della pesca sportiva è sempre vietata.

Per la pesca ricreativa/sportiva di tonno rosso, si ricorda che è consentita solo previa acquisizione di apposito nulla-osta, nel limite di un solo esemplare al giorno per barca e con l’onere per il pescatore di comunicare all’autorità marittima l’eventuale cattura. Si precisa inoltre che per tutte le specie altamente migratorie quali pesce spada e tonno rosso è vietato l’uso del palangaro derivante.

Per qualsiasi emergenza in mare chiamate il Numero blu 1530, gratuito da cellulare e da telefono fisso.

Pubblicato in Paola

Come sito abbiamo chiesto informazioni all’Arpacal sull’accesso effettuato insieme alla Guardia costiera nel porto di Amantea e di cui ha parlato un quotidiano locale con un articolo dl titolo” Lavori al Porto. L’Arpacal blocca tutto”.

Nell’articolo si legge che “da parte del sindaco Pizzino non è stato inviato alcun chiarimento” e di seguito che “Lo stesso provvederà sicuramente in queste ore”.

Poi la conclusione che “ Sarebbe un atto dovuto nei confronti di tutti coloro che hanno già pagato il canone per tenere i natanti all’interno del porto e per i pescatori che sono rimasti fermi causa del continuo insabbiamento dell’imbocco del porto”

Purtroppo la Guardia Costiera non ha emanato alcun comunicato.

Purtroppo l’Arpacal non ha emanato alcun comunicato .

Purtroppo il sindaco, l’assessore al porto, il comune non hanno emanato alcun comunicato.

E nessuna altra voce si è alzata dal porto e dai suoi utilizzatori.

Alcuni pescatori ci hanno detto che l’ insabbiamento rende il porto inagibile alle imbarcazioni più grandi.

Altri ci hanno riferito che sarebbe stata fermata una ditta che senza autorizzazione stava togliendo sabbia dall’imboccatura del porto per permetterne il pieno utilizzo.

Ma che come riporta il quotidiano “ senza il possesso di alcune autorizzazioni”.

Un silenzio inaccettabile.

Un mistero perfino pericoloso per la democrazia e la verità!.

Pubblicato in Campora San Giovanni

Un’avaria avrebbe causato il naufragio dell’ imbarcazione.

Sul posto sono intervenuti gli uomini della guardia costiera e i vigili del fuoco.

Un motopeschereccio è stato soccorso in località Capo Suvero.

 

 

L’imbarcazione, "Santa Lucia" di circa 14 metri, per cause in corso di accertamento ha iniziato ad imbarcare acqua mentre si trovava ad oltre 200 metri dalla riva con mare molto mosso.

Sul posto sono intervenuti gli uomini della guardia costiera e in assistenza anche una squadra dei vigili del fuoco di Catanzaro.

In particolare questi ultimi stanno provvedendo a mettere in sicurezza l'imbarcazione sulla battigia e, con l'ausilio di motopompe, a prosciugare l'acqua all'interno dello scafo per evitare l'affondamento del peschereccio.

Nessun membro dell’equipaggio risulta ferito.

Pubblicato in Lamezia Terme

Ieri 1 ottobre il comandante Antonello Ragadale ha lasciato il Comando del Pattugliatore d’Altura della Guardia Costiera CP 904 “Michele FIORILLO”.

Ora promosso altri importanti compiti attendono l’amanteano Antonello Ragadale.

 

Ecco foto e comunicato della Direzione-

Alla presenza del Contrammiraglio CP Nunzio MARTELLO, Direttore Marittimo della Sicilia Orientale, si è svolta sulla banchina della 6ª Squadriglia della Guardia Costiera di Messina la Cerimonia del Passaggio di Comando del Pattugliatore d’Altura della Guardia Costiera CP 904 “Michele FIORILLO”, tra il Comandante cedente C.C. (CP) Antonello RAGADALE ed il Comandante accettante T.V. (CP) Luca TESONE.

 

 

Dal 26 ottobre del 2015 al 30 settembre del 2017, sotto il Comando del Capitano di Corvetta Antonello RAGADALE, il Pattugliatore CP 904 “Michele FIORILLO”, ha percorso 28.904 miglia nautiche solcando quasi tutti i bacini del Mar Mediterraneo, in attività sorveglianza marittima volta al controllo di flussi migratori provenienti dal Nord Africa, in attività di controllo pesca ed ambientale, sotto la Dipendenza Operativa del Terzo Reparto del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, portando a termine ben 73 missioni di soccorso che hanno consentito di prestare assistenza a 8.900 migranti tra cui moltissimi bambini e donne in stato di gravidanza e, una volta giunti in porto, a seguito delle attività investigative svolte durante le fasi del soccorso, a trarre in arresto, in collaborazione con le altre forze di polizia, numerosi scafisti.

Durante il discorso di saluto il Comandante Ragadale ha espresso il suo ringraziamento all’Equipaggio di Nave FIORILLO, il cui carico maggiore è stato sopportato dalle famiglie e dai figli dei militari, che spesso si sono privati della loro presenza per l’impiego prolungato della nave in mare.

Sacrifici, ha evidenziato il Comandante cedente, che vengono ripagati con lo sguardo di ringraziamento delle migliaia di persone salvate in alto mare.

Il C.C. (CP) Antonello Ragadale, recentemente promosso ad Ufficiale Superiore, viene trasferito sull’Ammiraglia del Corpo, “Luigi DATTILO” CP 940, attualmente di stanza nel Porto di Catania, ove andrà a ricoprire l’incarico di Comandante in Seconda.

 

L’Ammiraglio MARTELLO, al termine della Cerimonia ha ringraziando l’Equipaggio di Nave Michele Fiorillo, per quanto finora fatto a salvaguardia della vita umana in mare e per quanto faranno durante gli impieghi operativi dell’Unità nel Canale di Sicilia, dando il Buon vento al Comandante RAGADALE per il nuovo incarico a bordo dell’Unità maggiore delle Capitanerie di Porto e al Tenente di Vascello TESONE per l’assunzione del Comando di Nave FIORILLO.

 

Alla Cerimonia oltre a numerosi ospiti Civili, Religiosi e Militari, all’Equipaggio intero della Nave schierato in alta uniforme, era presente la Sig.ra Marina FIORILLO, madrina della Nave e figlia della Medaglia d’Oro al Valor di Marina Michele FIORILLO cui è intitolata la Nave, giunta da La Spezia per l’occasione e che al termine del passaggio di Comando ha preso la parola ringraziando ed augurando il buon vento ai due Ufficiali che si sono avvicendati al Comando, al C.V. (CP) Antonino ZANGHI’, Comandante della Sesta Squadriglia della Guardia Costiera di Messina, cui la Nave è assegnata e all’Ammiraglio (CP) Nunzio MARTELLO, per l’ospitalità ricevuta.

 

Al Pattugliatore CP 904, in linea dal marzo del 2003, una delle sei Navi della Guardia Costiera Italiana, della lunghezza di 53 metri, larghezza 7 metri e con 38 militari di equipaggio, in forza alla Sesta Squadriglia della Guardia Costiera di Messina, dipendente gerarchicamente dalla Direzione Marittima di Catania, è stato assegnato il nome del Capitano di Porto (CP) Michele FIORILLO, Medaglia d’Oro al Valor di Marina alla Memoria, che il 6 luglio 1966, Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Marina di Carrara, durante una burrasca che colpì la costa toscana, intervenne con un battello per prestare soccorso ad un bagnante in pericolo di annegamento. Purtroppo, il piccolo battello durante le operazioni di soccorso si ribaltò e il Capitano FIORILLO con profondo altruismo si prodigò per portare in salvo i suoi uomini per poi perdere la propria vita sulla scogliera di Massa.

La cerimonia

tonnoNell’ambito della costante attività di pattugliamento delle coste, la M/V CP 2096, appartenente alla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina guidata dal Capitano di Fregata (CP) Rocco Pepe, ha sorpreso ieri mattina, nello specchio acqueo antistante il Comune di Parghelia (VV), un pescatore sportivo che deteneva, occultati a bordo del proprio natante, vari esemplari di tonno rosso (Thunnus Thinnus) allo stato giovanile.

La normativa vigente regolamenta in maniera particolarmente rigida la pesca del tonno rosso, non permettendo, tra l’altro, così come per tante altre specie, la cattura dello stesso al di sotto di una taglia minima (fissata in 115 centimetri o, alternativamente, in 30 chilogrammi di peso).

Al trasgressore, che aveva pescato esemplari di tonno rosso per un peso totale di 4.8 kg, è stato elevato un verbale amministrativo per l’irrogazione della sanzione amministrativa di 2.000 euro, oltre che sequestrato quanto era stato pescato.

Il tonno sequestrato, a seguito degli accertamenti di rito da parte del personale sanitario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, che ne ha attestato l’idoneità al consumo umano, è stato successivamente devoluto in favore di un ente benefico che opera sul territorio.

La Capitaneria di porto di Vibo Valentia Marina coglie l’occasione per ribadire che l’attività di controllo mirata a contrastare la pesca abusiva del tonno rosso e di altre specie proseguirà in maniera costante sia via mare, sia tramite le verifiche che i militari della Guardia Costiera conducono lungo tutta la filiera della pesca.

Pubblicato in Calabria

guardia costaDalle prime luci del giorno, è partita a Tropea l’operazione di soccorso di due turisti di nazionalità estera i quali, rimasti bloccati all’interno di una grotta sita in località Madonna dell’Isola a causa dell’improvviso innalzamento del livello del mare provocato dal peggioramento delle condizioni meteomarine, hanno allertato la Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina.

Sul posto sono immediatamente intervenuti mezzi navali (motovedetta SAR CP 808 e battello G.C. 163) e uomini della Guardia Costiera di Vibo Valentia, nonché personale dei Vigili del Fuoco dei Comandi Provinciali di Vibo Valentia e Reggio Calabria, giunti sul luogo con una squadra di specialisti in manovre di derivazione fluviale ed alpinistica.

Le attività di soccorso sono state coordinate dapprima dalla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia e successivamente dalla Direzione Marittima di Reggio Calabria, che ha altresì disposto l’intervento in zona dell’elicottero NEMO 11-09, appartenente al 2° Nucleo Aereo della Guardia Costiera di Catania, dotato di personale aerosoccoritore pronto ad intervenire in caso di necessità.

Constatata l’impossibilità di portare soccorso dal mare, viste le proibitive condizioni in atto nello specchio acqueo antistante la grotta, l’operazione è stata portata a termine da una squadra di Vigili del Fuoco specializzati in tecniche SAF (Speleo Alpino Fluviale) che dopo aver assicurato con imbracature i due turisti li hanno accompagnati e recuperati mediante una manovra di soccorso in corda per oltre 40 metri fino in cima della rupe di Tropea.

Pubblicato in Calabria

Nella tarda serata di ieri un giovane ventenne ha tentato il suicidio gettandosi in mare

Si tratta di un giovane lettone ventenne domiciliato a Cetraro, nel cosentino.

 

Qualcuno ha segnalato la presenza del giovane sulla spiaggia ed il suo tentativo di suicidio al 118 ed alla Polizia di Stato

Il 118 allertava anche la Guardia Costiera.

Il personale della Guardia Costiera è intervenuto immediatamente inviando precauzionalmente via mare la Motovedetta S.A.R. CP 851 e una pattuglia da terra condotta dal Tenente di Vascello Gabriele Cimoli, Comandante del porto di Cetraro, con al seguito due volontari di truppa.

La sala Operativa del Commissariato di Paola ricevuta la segnalazione allertava le volanti in servizio che intervenivano sulla spiaggia di Cetraro, ed il cui personale, dopo un accurato controllo del tratto di spiaggia segnalato, individuava in mare, immerso fino alle spalle, un giovane.

Il giovane che, vedendo gli agenti ha inveito immergendosi ancora di più nell'acqua.

Per farlo desistere dal gesto suicida, i poliziotti si sono lanciati in mare e, coadiuvati da personale della Capitaneria di Porto di Cetraro, lo hanno afferrato.

Il giovane si divincolava, ma gli agenti sono riusciti a tirarlo fuori dall'acqua mettendolo in salvo sulla spiaggia, dove si accasciava e si lasciava andare ad u pianto liberatorio.

Sul posto sono arrivati intanto gli operatori del 118 che hanno trasportato il giovane presso l’Ospedale di Cetraro.

Sono in corso accertamenti allo scopo di stabilire le ragioni del gesto.

Pubblicato in Cetraro

Operazione “Coast defense”, così è stata chiamata l’attività di vigilanza esercitata lungo la Costa degli Dei.

 

Questo il comunicato che ci è stato inviato:

“Prosegue incessante l’attività di controllo a tutela del demanio marittimo e dell’ambiente marino costiero, effettuata congiuntamente da parte dei militari della Guardia Costiera di Vibo Valentia della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia.

 

Nell’ambito dell’attività di vigilanza esperita lungo la Costa degli Dei, la pattuglia interforze ha accertato che, in località Grotticelle del Comune di Ricadi (VV) su un’area di proprietà privata di mq 1500 circa era in corso d’opera la realizzazione di un manufatto con struttura portante in laterizi, esternamente rivestito con perline in legno ed internamente con pannelli in cartongesso, lo stesso ancorato su una platea in cemento di circa mq. 27,00.

 

Nella predetta area confinante con il demanio marittimo, è stata altresì riscontrata la presenza di ulteriori manufatti prefabbricati adibiti a deposito, gazebo in legno, verricello per alaggio natanti, pedalò, canoe e lettini, presumibilmente utilizzati durante la stagione estiva.

L'area in questione, situata nella zona sottostante il noto faro di Capo Vaticano, risulta essere sottoposta a vincolo Paesaggistico Ambientale, S.I.C. (Sito di Interesse Comunitario) e rientrante nel P.A.I. (Piano di Assetto Idrogeologico) come area ad elevata pericolosità.

Al momento del controllo, effettuato dai militari della Guardia di Finanza e Guardia Costiera, erano evidenti i segni di deturpamento e alterazione delle bellezze naturali dei luoghi soggetti a vincoli mediante la realizzazione di terrazzamenti e sbancamenti del terreno.

Al fine di evitare che il reato venisse portato ad ulteriori conseguenze i militari, in coordinamento con la Procura della Repubblica di Vibo Valentia, hanno eseguito il sequestro preventivo dell’area di mq. 1500 circa e dei beni ivi presenti, rilevando la commissione dei reati di cui agli Artt. 55 del Codice della Navigazione - Artt. 31, 44, 94 e 95 del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico sull’Edilizia) - Artt. 142, 146 e 181 del Decreto Legislativo n° 42/2004 (Sito di interesse paesaggistico in quanto territorio costiero compreso nella fascia di profondità di 300 metri dalla linea di battigia) - Art. 734 del Codice Penale (Deturpamento di bellezze naturali),

 

I beni posti sotto sequestro sono stati affidati al proprietario del terreno, che dai primi accertamenti risulterebbe estraneo ai fatti.

Continueranno, spiegano i Comandanti della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia e della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, le attività di verifica sul demanio marittimo da parte dei militari lungo il compartimento marittimo per prevenire/reprimere eventuali illeciti in danno all’erario e all’ambiente marino costiero.

Pubblicato in Vibo Valentia
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