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Nella tarda serata di ieri un giovane ventenne ha tentato il suicidio gettandosi in mare

Si tratta di un giovane lettone ventenne domiciliato a Cetraro, nel cosentino.

 

Qualcuno ha segnalato la presenza del giovane sulla spiaggia ed il suo tentativo di suicidio al 118 ed alla Polizia di Stato

Il 118 allertava anche la Guardia Costiera.

Il personale della Guardia Costiera è intervenuto immediatamente inviando precauzionalmente via mare la Motovedetta S.A.R. CP 851 e una pattuglia da terra condotta dal Tenente di Vascello Gabriele Cimoli, Comandante del porto di Cetraro, con al seguito due volontari di truppa.

La sala Operativa del Commissariato di Paola ricevuta la segnalazione allertava le volanti in servizio che intervenivano sulla spiaggia di Cetraro, ed il cui personale, dopo un accurato controllo del tratto di spiaggia segnalato, individuava in mare, immerso fino alle spalle, un giovane.

Il giovane che, vedendo gli agenti ha inveito immergendosi ancora di più nell'acqua.

Per farlo desistere dal gesto suicida, i poliziotti si sono lanciati in mare e, coadiuvati da personale della Capitaneria di Porto di Cetraro, lo hanno afferrato.

Il giovane si divincolava, ma gli agenti sono riusciti a tirarlo fuori dall'acqua mettendolo in salvo sulla spiaggia, dove si accasciava e si lasciava andare ad u pianto liberatorio.

Sul posto sono arrivati intanto gli operatori del 118 che hanno trasportato il giovane presso l’Ospedale di Cetraro.

Sono in corso accertamenti allo scopo di stabilire le ragioni del gesto.

Pubblicato in Cetraro

Operazione “Coast defense”, così è stata chiamata l’attività di vigilanza esercitata lungo la Costa degli Dei.

 

Questo il comunicato che ci è stato inviato:

“Prosegue incessante l’attività di controllo a tutela del demanio marittimo e dell’ambiente marino costiero, effettuata congiuntamente da parte dei militari della Guardia Costiera di Vibo Valentia della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia.

 

Nell’ambito dell’attività di vigilanza esperita lungo la Costa degli Dei, la pattuglia interforze ha accertato che, in località Grotticelle del Comune di Ricadi (VV) su un’area di proprietà privata di mq 1500 circa era in corso d’opera la realizzazione di un manufatto con struttura portante in laterizi, esternamente rivestito con perline in legno ed internamente con pannelli in cartongesso, lo stesso ancorato su una platea in cemento di circa mq. 27,00.

 

Nella predetta area confinante con il demanio marittimo, è stata altresì riscontrata la presenza di ulteriori manufatti prefabbricati adibiti a deposito, gazebo in legno, verricello per alaggio natanti, pedalò, canoe e lettini, presumibilmente utilizzati durante la stagione estiva.

L'area in questione, situata nella zona sottostante il noto faro di Capo Vaticano, risulta essere sottoposta a vincolo Paesaggistico Ambientale, S.I.C. (Sito di Interesse Comunitario) e rientrante nel P.A.I. (Piano di Assetto Idrogeologico) come area ad elevata pericolosità.

Al momento del controllo, effettuato dai militari della Guardia di Finanza e Guardia Costiera, erano evidenti i segni di deturpamento e alterazione delle bellezze naturali dei luoghi soggetti a vincoli mediante la realizzazione di terrazzamenti e sbancamenti del terreno.

Al fine di evitare che il reato venisse portato ad ulteriori conseguenze i militari, in coordinamento con la Procura della Repubblica di Vibo Valentia, hanno eseguito il sequestro preventivo dell’area di mq. 1500 circa e dei beni ivi presenti, rilevando la commissione dei reati di cui agli Artt. 55 del Codice della Navigazione - Artt. 31, 44, 94 e 95 del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico sull’Edilizia) - Artt. 142, 146 e 181 del Decreto Legislativo n° 42/2004 (Sito di interesse paesaggistico in quanto territorio costiero compreso nella fascia di profondità di 300 metri dalla linea di battigia) - Art. 734 del Codice Penale (Deturpamento di bellezze naturali),

 

I beni posti sotto sequestro sono stati affidati al proprietario del terreno, che dai primi accertamenti risulterebbe estraneo ai fatti.

Continueranno, spiegano i Comandanti della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia e della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, le attività di verifica sul demanio marittimo da parte dei militari lungo il compartimento marittimo per prevenire/reprimere eventuali illeciti in danno all’erario e all’ambiente marino costiero.

Pubblicato in Vibo Valentia

Riceviamo e pubblichiamo:

 

“Si è conclusa nel mese di febbraio l’operazione complessa regionale denominata “Sardina Pilchardus” per il controllo della filiera della pesca a tutela degli stock ittici e del consumatore finale. L’operazione ha visto coinvolti tutti gli uffici periferici della Direzione Marittima di Reggio Calabria.

 

Tra la Calabria e la Basilicata tirrenica sono stati impiegati 94 militari, appartenenti alle Capitanerie di Porto di Reggio Calabria, Crotone, Vibo Valentia, Gioia Tauro e Corigliano Calabro, coordinati dal Reparto Operativo - 5° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Reggio Calabria, secondo le direttive impartite dal Direttore Marittimo della Calabria e della Lucania, Capitano di Vascello (CP) Giancarlo RUSSO.

I controlli svolti durante i mesi di gennaio e febbraio del corrente anno, hanno riguardato l’intera filiera della pesca, al fine di assicurare il rispetto della normativa di settore che impone il divieto di catture di specie ittiche vietate e/o sottomisura, nonché, il rispetto delle normative igienico sanitarie a tutela del consumatore finale.

L’attività di polizia marittima eseguita sul territorio di competenza del Compartimento Marittimo di Reggio Calabria ha portato al:

-sequestro penale di 282 kg di prodotto ittico vario, rinvenuto in cattivo stato di conservazione, a carico di venditori ambulanti non autorizzati;

-elevazione di nr. 16 verbali amministrativi per un ammontare di oltre 35.000 euro e sequestro di oltre 773 kg di prodotto ittico, a carico di:

-esercenti commerciali per la non corretta etichettatura dei prodotti ittici messi in vendita nei locali delle rispettive pescherie;

-pescatori professionali per aver imbarcato sul proprio peschereccio marittimi e non aver provveduto all’annotazione degli stessi sui documenti bordo;

-pescatori professionali per la detenzione e l’utilizzo di attrezzi da pesca non consentiti con conseguente sequestro amministrativo dei relativi attrezzi;

-diportisti per la detenzione di reti da pesca non consentite per la pesca sportiva/ricreativa.    

Complessivamente sull’intero territorio regionale sono stati redatti:

-nr. 38 verbali di illeciti amministrativi, per un importo complessivo di oltre € 116.000 e circa 1254 kg di prodotti ittici sequestrati in quanto privi di documenti obbligatori per la tracciabilità e sotto la taglia minima consentita;

-nr. 14 denunce penali di cui nr. 12 per cattivo stato di conservazione dei prodotti alimentari;

-nr. 12 sequestri penali per un totale di oltre 285 kg. di prodotto ittico di varie specie;

-nr. 13 sequestri di vari attrezzi da pesca utilizzati illegalmente in violazione alle norme di sicurezza della navigazione ed in materia di pesca sportiva.

L’attività di controllo sulla filiera della pesca nei confronti di chi effettua attività illegali, in particolare verso coloro che vendono prodotti alterati dal punto di vista igienico-sanitario o non idonei al consumo umano, è una delle principali linee d’indirizzo dell’attività istituzionale del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera.

La Guardia Costiera invita la collettività a prestare la massima attenzione nell'acquisto dei prodotti ittici, privilegiando quelli che rispettano le procedure di garanzia e salubrità alimentare in materia di etichettatura e tracciabilità, evitando di comprare quelli venduti illecitamente e senza garanzie per strada, privi di ghiaccio e protezione dagli agenti atmosferici da parte ambulanti non autorizzati.

Pubblicato in Reggio Calabria

Continua su più fronti l’attività congiunta svolta dalla Guardia Costiera di Pizzo congiuntamente al personale della Capitaneria di Porto di Vibo, che sta eseguendo un’intensa attività di controllo del territorio demaniale marittimo della Provincia di Vibo.

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In particolare nella giornata di ieri, due pattuglie, una del Servizio Operativo della Guardia Costiera di Vibo e una dell’Ufficio Locale Marittimo di Pizzo, impegnate in attività di controllo sull’abusivismo edilizio e demaniale, giunte in località Marina del comune di Pizzo, procedevano ad esperire apposito controllo presso un esercizio commerciale della zona.

Dall’esito di approfondimenti investigativi, gli uomini della Guardia Costiera accertavano che l’immobile ricadeva interamente su suolo demaniale marittimo senza che il proprietario, avesse ottenuto la prevista concessione demaniale nonché le autorizzazioni previste in materia urbanistica .

Veniva, pertanto, contestato il reato di occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo e sequestrata l’intera area per un totale di circa 420 mq, all’interno della quale ricadevano il manufatto in cemento ed una veranda in legno lamellare.

Il responsabile, veniva, quindi, denunciato a piede libero alla competente Procura della Repubblica di Vibo Valentia per la violazione degli Artt. 54 ed 1161 del Codice della Navigazione.

I controlli della Guardia Costiera a tutela del bene pubblico proseguono incessanti per evitare che cittadini possano essere danneggiati da comportamenti illegali che agevolano economicamente chi decide arbitrariamente di violare le regole.

Pubblicato in Calabria

Comunicato stampa della operazione Drain

Continuano i controlli dei militari della Guardia Costiera di Vibo Valentia e della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, a tutela dell’ambiente e del territorio vibonese.

Nel un autospurgao corso della settimana appena trascorsa, nell’ambito di una programmata attività di polizia ambientale esperita nel territorio della Provincia di Vibo Valentia, una pattuglia di vigilanza ambientale, in attività nel Comune di Ricadi, ha accertato la presenza di alcuni soggetti intenti a compiere operazioni di aspirazione e sversamento di rifiuti liquidi nel terreno sottostante una vasca “imhoff” comunale, insistente nella frazione Barbalaconi del Comune di Ricadi (VV)

Nell’immediatezza dei fatti, i componenti del team interforze, si adoperavano al fine di porre fine alla condotta illecita dei soggetti individuati con l’interruzione della attività illecita.

Successivamente i militari, su disposizione della competente Procura della Repubblica, procedevano al sequestro preventivo dell’autospurgatore utilizzato per lo sversamento e della vasca “imhoff”, al fine di impedire l’ulteriore protrarsi del reato e di accertare la qualità dei reflui abbandonati in maniera indiscriminata sul suolo.

Su richiesta della P.G. operante, immediato anche l’intervento del personale A.R.P.A.CAL. Dipartimento di Vibo Valentia, che ha proceduto ad effettuare i campionamenti dei liquami sversati nonché dei sedimenti, al fine di effettuare una caratterizzazione e valutazione concreta del tipo di rifiuto sversato.

Il titolare della ditta proprietaria del mezzo, unitamente agli operai, è stato deferito per i reati di Abbandono di rifiuti, Gestione di rifiuti non autorizzata e per il reato di Inquinamento ambientale.

L’attività di monitoraggio ambientale e verifica del territorio, condotta dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza, continuerà senza sosta al fine di individuare e scongiurare eventuali fonti di possibile inquinamento per l’ambiente.

Comunicato stampa del 6.2.2017

Pubblicato in Vibo Valentia

Riceviamo la nota stampa del commissario Emanuela Greco:

 

«È indubbio – evidenzia la dottoressa Greco – che le mareggiate che hanno avuto luogo nello scorso mese di gennaio hanno provocato non pochi danni e conseguenze per il territorio.

 

In data 1 febbraio, inoltre, è pervenuta una relazione della Delegazione di spiaggia della Guardia Costiera di Amantea dalla quale risulta che i marosi che si sono abbattuti sul litorale nepetino hanno generato un ulteriore innalzamento del livello di insabbiamento del fondale marino situato all’imboccatura del porto turistico: una circostanza che tuttora non consente l’ingresso e l’uscita delle unità navali presenti al suo interno.

 

Una questione che va affrontata in maniera rapida, considerando che molti pescatori non hanno forme reddituali alternative. In questa fase di restrizione economica non possiamo permettere che vengano meno le condizioni per poter lavorare in sicurezza e tranquillità.

 

Un ragionamento che assume ancor maggiore rilevanza se si considerano le preoccupazioni di coloro che hanno affrontato mutui e finanziamenti per mettere in acqua una barca e favorire così la crescita ed il benessere della propria famiglia.

Partendo da questo scenario e valutando tutte le possibili alternative abbiamo ritenuto doveroso tutelare le attività economiche e gli imprenditori che possono sopravvivere solo in presenza di un porto aperto e funzionante.

Di concerto con i sub commissari Ugo Dattis e Marco Ghionna, ho dato mandato al responsabile dell’Ufficio tecnico comunale affinché intervenga, in via di somma urgenza, per rimuovere il banco di sabbia posto all’ingresso dell’attracco, selezionando una ditta da individuare tra quelle inserite nella “White list” della Prefettura, fermo restando il rispetto degli obblighi di trasparenza e rotazione.

Al contempo abbiamo richiesto alla Regione Calabria di inserire il comune di Amantea tra quelli che hanno subito danni a seguito delle condizioni meteorologiche del 22, 23 e 24 gennaio scorso e di coprire le spese sostenute dall’ente per gli interventi legati a quell’emergenza.

A tal proposito mi sento di porgere un giusto ringraziamento al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, alla commissione bilancio dello stesso ente presieduta da Giuseppe Aieta ed al capo dipartimento della Protezione civile Carlo Tansi per l’attenzione che hanno inteso riservare al comune di Amantea così come a tutti gli altri centri interessati dalle recenti avversità.

Ma non è tutto.

È nostra ferma intenzione risolvere definitivamente la vicenda dell’insabbiamento: cercheremo di non lasciarci sfuggire l’occasione di utilizzare i fondi resi disponibili dai bandi regionali per l’adeguamento dei siti portuali.

Non bisogna dimenticare che molte altre infrastrutture di questo genere hanno brillantemente superato questo problema.

Cercheremo di compiere lo stesso percorso virtuoso».

Riceviamo e pubblichiamo:

Si sta concludendo in queste ore l’operazione complessa della Guardia Costiera “COUNTDOWN” che – da inizio dicembre – ha visto impegnati tutti i Comandi territoriali

del Corpo nei controlli lungo l’intera filiera ittica, dal mare ai principali mercati ittici della penisola, fino alla tavola dei consumatori, per evitare che nei cenoni degli italiani possano trovarsi prodotti ittici pescati e commercializzati illegalmente, a seguito della crescente richiesta che si registra in corrispondenza delle festività.

L’operazione “COUNTDOWN” ha visto così il personale del Corpo operare al fine di tutelare gli “anelli più deboli” della filiera ittica, ovvero le specie ittiche sottoposte a particolare protezione, il consumatore finale – per evitare possibili frodi ed assicurare un prodotto sempre tracciabile e sicuro – fino agli onesti professionisti del settore, che con sacrificio adempiono agli obblighi di legge proponendo prodotti certificati e di qualità.

La catena operativa disposta a livello nazionale dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, interfaccia periferica, operativa e amministrativa, del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, grazie all’attività di coordinamento svolta a livello locale dai Centri di Controllo Area Pesca distribuiti capillarmente nei 15 Comandi Regionali Marittimi, ha permesso nel solo mese di dicembre di effettuare circa 10.000 controlli lungo l’intera filiera commerciale, con impiego di mezzi aerei, navali e nuclei subacquei della Guardia Costiera, coinvolgendo circa 5.500 tra uomini e donne del Corpo. Ciò ha portato a circa 400 provvedimenti di sequestro attraverso i quali è stato impedito che oltre 40 tonnellate di prodotto ittico, non idoneo al consumo umano e dal valore commerciale stimato in circa 600.000 €, giungessero sulle tavole del consumatore, che si aspetta invece un prodotto sicuro e di qualità garantita. Nell’ambito dell’attività anzidetta sono state anche elevate 600 sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore ad 1 milione di euro e redatte circa 100 notizie di reato.

"L'operazione Countdown – afferma il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio MARTINA – dimostra ancora una volta l'efficacia del nostro sistema di controlli. Il lavoro degli uomini e donne della Guardia Costiera garantisce verifiche capillari a tutti i livelli della filiera in ogni periodo dell'anno. Questo non è solo sinonimo di qualità e sicurezza per i consumatori ma anche di tutela e conservazione di un grande patrimonio come l'ecosistema marino. Bene dunque il lavoro portato avanti fin qui. Andiamo avanti senza abbassare la guardia e salvaguardando un settore fondamentale per l'economia del nostro Paese."

I dati sopra citati rientrano nella significativa attività condotta durante tutto il 2016 dal Corpo, nella vigilanza e controllo del settore pesca (nelle schede allegate sono riportati sia i dati dell’operazione “COUNTDOWN” sia i dati complessivi dei controlli della Guardia Costiera sulla filiera della pesca riferiti al 2016).

Tra le operazioni più rilevanti, quella messa a segno pochi giorni prima dell’inizio delle festività natalizie dal Comando Regionale della Liguria, che ha comportato il sequestro di oltre 7 tonnellate di tonno a pinne gialle, specie oceanica, ingannevolmente etichettato come “tonno mediterraneo”. Inoltre, in diverse località del nord Italia, lo stesso Comando ha scoperto depositi e ristoranti che commerciavano prodotti privi di etichettatura o con etichettatura contraffatta, per un totale di oltre 2 tonnellate di prodotti ittici sequestrati.

Il Comando regionale di Venezia, inoltre, ha sequestrato oltre 1200 kg di prodotto ittico non tracciato ed in condizioni igieniche tali da non consentirne il consumo umano in un ristorante etnico della provincia di Bergamo. Nel deposito annesso al ristorante sono stati rinvenuti, oltre a generi alimentari scaduti, anche alcuni scatoloni di fuochi d’artificio, stoccati insieme ai prodotti alimentari.

In Calabria, nell’ambito delle attività di verifica in mare, il personale di quel Comando Regionale, invece, ha rinvenuto un palangaro abusivo, sprovvisto dei distintivi identificativi previsti dalla normativa nazionale ed europea, con alcuni esemplari di pesce spada sotto la taglia minima, che sono stati prontamente liberati. La cattura di esemplari in età giovanile rappresenta una delle violazioni più impattanti sugli stock ittici soprattutto per tonno e pesce spada, che raggiungono l’età riproduttiva dopo alcuni anni dalla nascita.

A Napoli e a Pozzuoli, grazie all’attività di polizia condotta lungo la filiera della pesca ed il monitoraggio del territorio, è stata accertata la presenza di un impianto abusivo – completo di circuito idrico di riciclo dell’acqua –, ove è stato rinvenuto un ingente quantitativo di molluschi (tra cui datteri di mare, specie la cui cattura è assolutamente vietata) e astici illecitamente detenuti e pronti per essere immessi nel circuito commerciale natalizio.

A Bari, ancora, sono stati sequestrati 860 kg di molluschi, rinvenuti a bordo di un furgone, privi di qualsiasi informazione di tracciabilità e bolli sanitari e, pertanto, potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori. Vista l’impossibilità di stabilirne la provenienza, il prodotto è stato avviato alla distruzione.

A Castellammare di Stabia, infine, a conclusione di un’attività di intelligence condotta dal personale della Capitaneria di porto, sono state identificate e denunciate 13 persone, delle quali una tratta in arresto per attività di prelievo del dattero di mare nella zona della costiera sorrentina. L’anzidetta attività vietata di prelievo del pregiato molluschi porta i subacquei ad utilizzare martelli che spaccano la roccia, producendo danni irreversibili all’ecosistema marino.

Per quanto concerne il Compartimento marittimo di Vibo Valentia Marina, durante l’intera operazione sono stati compiuti n° 241 controlli. L’attività ha permesso di elevare n° 13 sanzioni amministrative per un totale di € 32.474,00, sono stati sequestrati n° 4 attrezzi da pesca (n° 3 reti da posta tipo “tremaglio” e n° 1 tipo “palangaro” per un totale di 4.300 mt), mentre il pescato sequestrato è pari a Kg 160,72.

Vibo Valentia Marina, 01 gennaio 2017

 

Pubblicato in Calabria

abbandono rifiuti-a844Controllo congiunto di CFS e Guardia Costiera

 

COSENZA 16 dicembre 2016 –Operazione congiunta del personale del Corpo Forestale dello Stato di Paola e della Guardia Costiera di Paola dipendente dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Cetraro volta alla repressione del fenomeno dell'abbandono di rifiuti.

Nei giorni scorsi il personale operante durante una attività di controllo ha rinvenuto lungo l'arenile di Paola nella zona Nord,in località “Pagnotta”, diversi cumuli di rifiuti abbandonati sul margine che divide la strada dall'arenile.

 

Questi erano costituiti da rifiuti urbani non pericolosi,come rifiuti organici (scarti di cibo), esiti di potature di alberi, plastica (giocattoli,bottiglie,flaconi di detersivo) scarpe ed indumenti in disuso,ed altro ancora.

Probabilmente questi abbandoni di rifiuti sono perpetrati da cittadini che non si sono adeguati ai criteri della raccolta differenziata adottata da qualche tempo dal Comune di Paola. Dagli accertamenti effettuati sono stati identificati diversi responsabili di tali abbandoni ,verso i quali sono state irrogate sanzioni amministrative per migliaia di euro.

In questa zona il fenomeno dell’abbandono è frequente, in particolare lungo i corsi d’acqua. Durante i fenomeni di piena il materiale abbandonato viene trasportato a valle fino ad arrivare sul litorale costiero. Gli accertamenti per individuare ulteriori responsabili sono ancora in corso.

Pubblicato in Paola

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Blitz degli uomini della capitaneria di porto di Vibo Valentia marina congiuntamente al personale dell’ufficio locale marittimo di pizzo contro lo smaltimento illecito dei rifiuti e contro l’inquinamento ambientale che deturpa le bellezze naturali del territorio calabro.

 

“Rubbish” il nome che i militari della guardia costiera, al comando del c.f. (cp) Rocco Pepe, hanno dato all’operazione ambientale condotta nel comune di pizzo.
Durante i controlli, i militari hanno scoperto nella periferia del comune di pizzo, in località ponte di ferro, un vero e proprio cimitero di rifiuti speciali pericolosi, su un’area privata, tra l’altro ricadente in zona sottoposta a severi vincoli paesaggistici e ambientali.


Il personale della guardia costiera ha rinvenuto innumerevoli quantità di pneumatici, rifiuti speciali anche di tipo pericoloso e combusti, consistenti in parti di eternit di diverse dimensioni, materiali di risulta del tipo inerti provenienti da attività di demolizione di fabbricati, batterie per veicoli di varia tipologia, fusti di vernici e oli esausti, elettrodomestici in disuso, rottami ferrosi e altri materiali inquinanti pericolosamente abbandonati senza alcun criterio.

 

Tutta l’area, di circa 1200 mq. di proprietà privata, è stata posta sotto sequestro penale, per i reati di getto pericoloso di cose, discarica non autorizzata di rifiuti pericolosi e inquinamento ambientale;

Successivamente la medesima area, su disposizione della autorità giudiziaria, è stata affidata in custodia giudiziale al comune di pizzo, per la bonifica.

I militari della guardia costiera proseguiranno le attività di indagine al fine di poter individuare i responsabili della situazione rinvenuta.

Pubblicato in Calabria

Quando si dicono verità scomode per i potenti e i gerarchi di turno, la reazione è quella di screditarti, dicendo che stai mentendo o che rovini l’immagine della città, la stessa città che loro, i potenti stanno distruggendo.

 

E’ normale.

E’ la strada giusta.

Questa locandina è bene che la vedano tutti e che la tengano a mente i cittadini di Amantea, è uscita oggi, nel giorno della richiesta di rinvio a giudizio per un sindaco, quello di Paola, per l’inquinamento del mare.

 

Ma è necessario che sappiano che stamattina ci è stato consegnato un documento che ci informa, come già annunciato, che la Guardia Costiera di Amantea “a seguito delle risultanze analitiche dell’ A.R.P.A. Cal di Cosenza ha provveduto a redigere processo verbale di contestazione n° 27/2016 del 4/10/2016 a carico del Sig. PILEGGI Domenico, in qualità di responsabile del settore manutentivo del comune di Amantea ed al Sindaco Pro tempore in qualità di obbligato in solido.”

 

Si tratta dello sversamento avvenuto il 24 agosto scorso, quando su segnalazione di cittadini intervennero carabinieri e guardia costiera che fece dei prelievi.

Solo l’altro ieri il vicesindaco parlava a questo proposito di acque piovane, per poi modificare la versione ieri e dire che si può trattare di “acque marce” o “stagnanti”.

E invece viene smentito dalle autorità competenti che hanno già provveduto a sanzionare in solido l’ing. Pileggi e il sindaco Monica Sabatino.

Che il vicesindaco G.B. Morelli continui a negare la realtà, facendosi scudo della Lista Rosa Arcobaleno, questo sì davvero infanga il presente ma soprattutto il futuro di Amantea.

Il turismo ad Amantea non è “La grotta dei desideri” o qualche altra scenetta estiva, ma il sogno di una città accogliente, pulita decorosa, un paese normale, senza buche, senza topi e blatte, con la fornitura regolare di acqua potabile,e le cui fogne non scarichino a mare né da sole (lungomare lato nord) né in compagnia delle acque piovane (lungomare lato sud).

Se il sogno non diventa realtà non esisterà turismo ad Amantea!

E nessun cittadino può meritare amministratori che continuano a negare qualcosa che non solo è evidente, ma oggi è anche dimostrato da risultanze di analisi fatte questa volta davvero dall’A.R.P.A.Cal, e non da laboratori privati spacciati per A.R.P.A.Cal, come già è accaduto sull’altro sversamento di questa estate, quello gravissimo del 31 luglio.

In sostanza in Comune esistono documenti chiari e inequivocabili che attestano la presenza di reflui nello sversamento del 24 agosto.

Pileggi ce li ha negati, la segretaria ha preso tempo.

 

Si provveda a pubblicarli immediatamente per darne conto non solo al M5s ma a tutti i cittadini che hanno diritto di sapere quale sia la verità, chi mente e chi fa solo il proprio dovere mettendo in luce i problemi e cercando le soluzioni.

Questa lista attualmente al governo della città (ma saranno poi tutti?) potrà continuare a negarlo, potrà rendersi ridicola parlando di “acque marce” o “stagnanti”, potrà definire scellerato il M5s e quant’altro, ma non potrà fermare un processo di consapevolezza e di vigilanza dei cittadini che non sono stupidi come chi governa ritiene, e che anche oggi ci hanno segnalato nuovi sversamenti fetidi e maleodoranti, verificatisi sempre sul lungomare lato sud intorno alle 15 pur non avendo affatto piovuto, e vi mostriamo le foto che due cittadini ci hanno inviato.

Potrete buttarla in caciara o sul politico, potrete insultare il M5s quanto volete, ma noi andremo avanti con l’unico obiettivo di cercare di risolvere i problemi che sono stati creati e che vengono omertosamente nascosti da una politica che per decenni ha pensato e tuttora pensa solo a coltivare “orticelli” e interessi di parte, senza pensare al bene della città, e alla tutela della salute e dell’ambiente.

Sabato continueremo i nostri sopralluoghi, appuntamento alle 9 in Municipio.

E a breve interrogheremo il sindaco sui tanti soldi che comunque si spendono con i pessimi risultati di questa “indimenticabile” estate 2016: deve dirci il sindaco come sono stati spesi i 130.000 euro del finanziamento regionale che fanno parte degli 8 milioni di euro destinati dall’Europa ad efficientare la depurazione in Calabria, oltre a tutti i soldi della gestione ordinaria.

 

Attendiamo intanto le analisi, datecele subito o mostratele subito ai cittadini se non c’è nulla da nascondere!                M5s Francesca Menichino

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