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Un lungo consiglio comunale quello svoltosi oggi 27 settembre 2017

Presenti quasi tutti

Se non sbagliamo mancava solo Giuseppe Maria Vairo, una assenza giustificata perchè il consigliere era fuori Amantea

Scarso come tante altre volte il pubblico presente.

Circa 20 persone di cui almeno la metà del M5s.

Tutti in attesa del quinto punto all’ordine del giorno: Contestazione causa di incompatibilità art 69 TUEL. Delibera cc n 8 dell’8.9.2017. Presa atto osservazioni e determinazioni.

Il punto di Francesca Sicoli.

Non c’erano come l’ultima volta i vecchi amministratori.

Questa assenza ci ha fatto intuire che ci sarebbero state novità nel giudizio finale.

Ed infatti!

La parola a Francesca Menichino che ha letto ed allegato agli atti del consiglio una lunga nota in difesa della consigliera Francesca Sicoli.

Una nota ascoltata con molta attenzione da tutto il consiglio che invero aveva già assunto una decisione a sorpresa, come scopriremo a breve.

Ma la nota più intensa è stata quella letta proprio da Francesca Sicoli che ha ribadito di non aver fatto nulla e che anzi ha plasticamente evidenziato di non volersi rassegnare e di non volersi celare mai, anzi di non volersi nascondere facendo finta di niente.

Da cittadina, prima ancora che da politica.

Ma al di là di piccole scaramucce verbali forse provocate da alcune affermazioni politicamente aggressive ed infelici , l’ intervento di Enzo Giacco ha segnato il punto di guado tra il passato ed il presente, tra una ipotesi meramente formale e la valutazione serena ed attenta della sostanza che lo ha portato , insieme al suo gruppo, a pronunciarsi per la inesistenza della supposta incompatibilità.

Un intervento che ha colpito e sorpreso.

Così come ha sorpreso la uniforme pronuncia di Concetta Veltri, anche a nome del suo gruppo, ed ancora più della consigliera Mastroianni che aveva sollevato il punto oggi discusso.

Né è stato diverso l’ intervento del sindaco Pizzino che ha richiamato la delibera 113/2015 dalla quale non si rileva nessun addebito della vecchia giunta alla attuale Consigliera Francesca Sicoli, che nella delibera non è nemmeno citata, così che pertanto si colloca in una condizione giudizialmente irrilevante

Alla fine il voto

Ed il consiglio alla unanimità ha deliberato per la non decadenza di Francesca Sicoli

Un applauso corale ha chiuso il consiglio tra sospiri e sorrisi.

Una scelta politicamente serena e che apre un solco tra la attuale e la vecchia amministrazione

Un solco profondo.

Né si esclude che la attuale decisione potrà influire sul processo attivato dalla giunta Sabatino e di cui la prima udienza è stata fissata nel lontano 2019.

“Oggi 8 settembre 2017 tutti i cittadini di Amantea dobbiamo fare i complimenti all'amministrazione Pizzino ( La Rupa) ed in particolare alla presidente del Consiglio Ciccia.

Dopo tre mesi di amministrazione in cui il presidente Ciccia ha convocato il consiglio solo per deliberare la sostituzione di un consigliere arrestato per voto di scambio, incredibilmente oggi viene convocato il Consiglio Comunale.

E' stato un parto difficile, senza dubbio, perchè è sbagliata la notifica indirizzata per tutti solo al consigliere Vairo, chissà perchè, forse perchè ha il merito di essersi dichiaratamente ispirato a La Rupa...

E' stato un parto difficile perchè il presidente Ciccia che ha il dovere di illustrare gli argomenti prima del consiglio non è riuscita nemmeno a farci avere gli atti se non 24 ore prima e non è stata convocata come dovuto la conferenza dei capigruppo.

Difficile si, e se non bastasse anche convocato in via di urgenza seppure per adempimenti ordinari che potevano essere organizzati con tutta la necessaria programmazione in tre mesi di tempo.

Ma in tutto questo qual'è l'argomento più urgente, il primo dell'ordine del giorno dopo l'approvazione dei verbali?

Eccolo quello più urgente sul quale pare abbiano studiato tutta l'estate è lei: Francesca Sicoli, descritta come elemento che può "compromettere la piena legittimità dell'ente, ove il voto del consigliere incompatibile sia determinante nell'esito della votazione".

Potevamo pensare che vi sareste occupati con urgenza di assegnare le deleghe al bilancio, o le deleghe rimaste scoperte dopo le dimissioni del consigliere arrestato per voto di scambio, potevamo pensare che sarebbe stato urgente gestire i problemi del bilancio, i tagli alla spesa che ci ha condotto al dissesto, o la gestione delle entrate, o gli altri tanti problemi della nostra comunità.

E invece il vostro problema urgente è .....la Sicoli!

Bene. Ne vedremo delle belle!

L'invito alla partecipazione è rivolta come sempre a tutti i cittadini e il Consiglio è previsto per le ore 11, a meno che in un eccesso di legalità il presidente Ciccia non si renda conto che è illegittima la convocazione e lo aggiorni nel rispetto della legge e dei regolamenti, organizzando anche la diretta streaming.

Se così non sarà e per tutto il resto rivolgiamo i complimenti a voi, carissimi Pizzini e carissime Pizzine, ed in particolar modo alla Pizzina Ciccia.

A voi tutti, vivissimi complimenti. Francesca Menichino

Pubblicato in Campora San Giovanni

La riunione è fissata per giorno 8 settembre, alle ore 11.00, in prima convocazione e per il giorno successivo, alle ore 12.00, in seconda convocazione.

Sei i punti all’ordine del giorno:

 

Il primo punto è, ovviamente, quello relativo alla “Approvazione dei verbali della seduta precedente”.

Il secondo punto di rilevante natura politica avendo ad oggetto “ Incompatibilità ed ineleggibilità consigliere comunale. Determinazioni”.

Non è dato di sapere ufficialmente quale / quali sarà / saranno la / le posizione / posizioni soggetta /soggette a verifica di incompatibilità ed ineleggibilità.

Possiamo sospettarlo soltanto.

Il terzo punto è estremamente importante per il servizio RSU.

Sarà approvato il “Nuovo regolamento comunale per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti soldi urbani ed assimilati e per il compostaggio domestico”.

Il compostaggio potrebbe essere la soluzione utilizzabile sia in periferia, sia in città per ridurre i conferimenti dell’umido e la contrazione delle tariffe della TARI.

Il quarto punto è anche esso di natura politica perché relativo alla “Istituzione delle commissioni consiliari permanenti ed alla individuazione dei componenti le stesse”.

Dalla nomina dei componenti delle commissioni consiliari potrebbe derivare un forte impulso alla compartecipazione della minoranza al governo del paese ed ai contributi dei consiglieri comunali che non hanno carche assessorili.

Il quinto punto è relativo alla “Nomina della commissione prevista per la formazione degli elenchi dei giudici popolari nelle corti di assise e nelle corti di assise di appello”.

Sesto e ultimo punto è “Il piano straordinario di revisione delle partecipate. Determinazioni”.

Un punto rilevante alla luce della corrente normativa di cui parleremo a breve e che presenta elementi di vivissimo interesse tutti da valutare..

Gli atti relativi ai punti all’ordine del giorno saranno depositati presso la segreteria o giorno 7 dalle ore 11.00.

Pubblicato in Primo Piano

“Il tempo è un galantuomo, rimette a posto tutte le cose”. Così scriveva Voltaire.

Talvolta è così, ma non ci sembra davvero che sia sempre così!

Ieri pomeriggio alle 16.30 circa il consigliere Giuseppe Maria Vairo, primo dei non eletti nel consiglio comunale di Amantea della Lista Pizzino, dopo la pronuncia del consesso, chiamato dalla Presidente Ciccia Caterina, entra tra i banchi e prende posizione negli scranni della maggioranza.

Un sentito applauso lo accoglie.

Giuseppe è subentrato a Marcello Socievole che si era dimesso il giorno prima dopo il suo arresto per voto di scambio ed altro.

Una vicenda questa che ha creato viva preoccupazione nella giunta Pizzino alla quale è venuto meno anche l’assessore Rocco Giusto, dimessosi per un avviso di garanzia relativo alla vicenda di Maurizio Vadacchino.

Giuseppe Maria Vairo prendeva parola e contestava quanti avevano approfittato della vicenda del suo subentro per spargere fango su di lui con inaccettabile violenza politica.

Rivendicava la sua professionalità, la sua correttezza etica ed appunto ricordava che il tempo gli darà ragione.

A tanti, non solo a lui.

E così è sicuramente sarà.

Nemmeno pochi minuti dopo, infatti, giungeva la notizia che il Tribunale della Libertà aveva annullato l’ordinanza del GIP di Paola e che Marcello Socievole stava arrivando ad Amantea, a casa.

E similmente Franco La Rupa.

Ci stiamo chiedendo come sarebbe stato il coniglio comunale di ieri 3 agosto se la notizia della libertà di Socievole e La Rupa fosse giunta prima del consesso?.

E non solo!

Pubblicato in Cronaca

Richiesta consiglio urgenteAd Amantea stiamo vivendo un momento difficilissimo.

Proprio quando, dopo un’elezione, si doveva guardare ad un nuovo corso e ad una nuova speranza per una comunità che paga anni e decenni di malgoverno e cattiva gestione tutti presenti lì, nel dissesto.

Cosa accadrà? Ce lo chiedono in tanti, ce lo domandiamo tutti.

Gli arresti di Socievole e di La Rupa hanno squarciato il velo di ipocrisia che pendeva non solo su queste elezioni 2017, ma sul metodo elettorale che caratterizza Amantea, la Calabria e oltre.

Lo denunciamo da sempre dai palchi e nelle sedi giudiziarie.

Ma il sistema è così radicato e forte che si è riproposto ancora una volta con gli stessi schemi. Ovviamente la ben nota registrazione è solo la punta dell’iceberg, quella che si vede, possiamo tutti immaginare cosa vi sia sotto che non è emerso in Procura.

Il sindaco tace, fa finta di non sapere, nega la collaborazione con La Rupa salutato con stima dai palchi elettorali, referente dichiarato della lista azzurra.

Poi abbiamo l’assessore al Bilancio Rocco Giusta (ormai ex) indagato per truffa sui fondi dell’Unione Europea, che doveva rappresentare la figura cruciale e più importante del nostro comune in dissesto, ma che è accusato dalla Guardia di Finanza di Amantea di fatture false per nove milioni di euro.

In questa estate post-elettorale che doveva essere per Amantea ricerca di normalità e serenità, e lavoro per i flussi turistici in realtà ridotti a nulla, abbiamo solo cronache giudiziarie che ci hanno portato alla ribalta nazionale e grande incertezza per il futuro.

Ecco perché in questo momento sentiamo di rivolgerci a tutti i cittadini, indipendentemente dal voto che hanno espresso e sentiamo il bisogno di cercare una strada per ristabilire in qualche modo la serenità di questa comunità che eravamo pronti a governare.

Immediatamente abbiamo chiesto le dimissioni della giunta Pizzino, perché riteniamo che nessuna serenità possa venire da un’amministrazione che ha agito nei modi che abbiamo visti e sentiti.

Abbiamo anche rivolto un appello accorato al sindaco, ma nessuna risposta.

Non possiamo più accettare silenzio e omertà.

Incontriamoci e parliamone, e facciamolo nelle sedi istituzionali, il Consiglio Comunale, in cui i cittadini possano vedere e sentire e sapere, e non solo immaginare cosa accade nelle segrete stanze.

Non si riunisce da più di un mese il consiglio dopo la prima seduta del 26 giugno, non sono state formate le commissioni consiliari, sembra un consiglio morto prima ancora di nascere.

Oggi abbiamo protocollato una richiesta per un consiglio urgente, in quanto Riteniamo necessario un momento di confronto pubblico su quanto accaduto perché ognuno esprima le proprie valutazioni e soprattutto per dare conto alla cittadinanza di quanto stia accadendo e possa accadere.

Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità davanti alla cittadinanza di Amantea.

Pubblicato in Primo Piano

In tanti parlano dello scioglimento del Neo consiglio comunale di Amantea.

 

Qualcuno perfino lo invoca.

Quasi che nuove elezioni fossero in grado di risolvere la perdurante insufficienza della classe politica locale.

 

Si tratta di un sentimento interessato da parte di chi non ha vinto le elezioni?

O forse si tratta della usuale arrogante supponenza di chi è rimasto fuori dal consesso di essere in grado di poter affrontare e risolvere i gravissimi problemi della città?

Una supponenza che nasce intanto dalla approssimativa se non mancata conoscenza intima e completa dei problemi medesimi.

E comunque, quasi che lo scioglimento del consiglio fosse la soluzione principe in tutti i casi della vita: tagliare e ripiantare senza domandarsi se il terreno sia in grado di far ripartire la politica, la democrazia , la giustizia.

 

Ora noi sappiamo, invece, che lo scioglimento del consiglio è una lesione al principio costituzionale della democrazia.

Un provvedimento, quindi, eccezionale e straordinario che può essere disposto solo nei casi e per i motivi tassativamente previsti dalla legge.

Un provvedimento perfettamente normato dalla legge.

Intanto dall’art 141 del Tuel il quale dispone che :” I consigli comunali e provinciali vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno:

a) quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonchè per gravi motivi di ordine pubblico;

b) quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi per le seguenti cause:

1) impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del sindaco o del presidente della provincia;

2) dimissioni del sindaco o del presidente della provincia;

3) cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purchè contemporaneamente presentati al protocollo dell'ente, della metà più uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il sindaco o il presidente della provincia;

4) riduzione dell'organo assembleare per impossibilità di surroga alla metà dei componenti del consiglio;

c) quando non sia approvato nei termini il bilancio.

c-bis) nelle ipotesi in cui gli enti territoriali al di sopra dei mille abitanti siano sprovvisti dei relativi strumenti urbanistici generali e non adottino tali strumenti entro diciotto mesi dalla data di elezione degli organi. In questo caso, il decreto di scioglimento del consiglio è adottato su proposta del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Nessuno di questi casi ricade nella attuale situazione amanteana.

Poi l’articolo 143 del decreto legislativo 267/2000, prevede lo scioglimento dei consigli comunali per il verificarsi di fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso.

Poiché tale articolo ha riprodotto i contenuti dell’abrogato articolo 15 bis della legge 19 marzo 1990, n. 55, nella trattazione di questo argomento si è tenuto conto, in quanto ancora attuali e compatibili con la nuova disciplina, anche delle interpretazioni (sentenze, pareri e circolari) che sono intervenute su tale articolo.

Dispone tale articolo che “i consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamenti effettuati a norma dell'articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all'articolo 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un'alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l'imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali, nonchè il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica.

Non ci sembra che la recente vicenda induca allo scioglimento.

Tanto più che la nuova amministrazione non ha potuto porre in essere scelte e comportamenti condizionati dalla criminalità organizzata di tipo mafioso o similare.

E non servirebbe nemmeno la nomina da parte del prefetto di una commissione d'indagine, composta da tre funzionari della pubblica amministrazione.

A meno che essa non fosse riferita alla verifica della sussistenza degli elementi di cui al comma 1 con riferimento al segretario comunale, ai dirigenti ed ai dipendenti dell'ente locale.

E quindi alle vecchie amministrazioni, non certamente a quella attuale!

A noi personalmente la logica de “Ad albero caduto, accetta, accetta” non ci è mai apparsa quella che risolve i problemi.

Al più può servire per fare provviste per l’inverno, dimenticando che il problema degli amanteani non è certamente l’inverno!

Pubblicato in Politica

Pubblicata la convocazione del consiglio comunale per il 267 giugno ore 18.30, in prima convocazione , ed in caso di seduta deserta , per il 27 giugno alle ore 19.30.

E’ il primo consiglio comunale della giunta Pizzino

Questi i punti all’ordine del giorno:

 

1)Esame delle condizioni di eleggibilità e di compatibilità degli eletti per il mandato amministrativo 2017-2022.

a) Le cause tassative di incompatibilità alle cariche di sindaco, consigliere comunale sono elencate nell’articolo 63, comma 1, del decreto legislativo 267/2000.

Le cause di incompatibilità comportano la decadenza dalla carica ricoperta, ma possono essere rimosse (articolo 68, commi 2 e 3, del decreto legislativo 267/2000) con apposite modalità.

Sono incompatibili con la carica di sindaco, consigliere comunale(in sintesi)

4) coloro che hanno lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo con l’ente di cui sono amministratori; la pendenza di una lite tributaria ovvero di una lite promossa con azione popolare non determina incompatibilità (articolo 63, comma 1, numero 4), del decreto legislativo 267/2000). Tale ipotesi di incompatibilità non si applica per fatto connesso con l’esercizio del mandato (comma 3).

Non è sufficiente ad integrare la condizione della lite pendente la sola esistenza di un processo civile o amministrativo, essendo necessario che si sia determinata una concreta contrapposizione tra le due parti (Corte di cassazione - Sezioni civili: I Sezione, 9 aprile 1992, n. 4357).

I contenziosi innanzi al giudice amministrativo nei confronti di atti del sindaco quale ufficiale di governo non determinano per lo stesso una situazione di incompatibilità (Corte di cassazione - Sezioni civili: I Sezione, 15 gennaio 1973, n. 130).

Il giudizio per responsabilità amministrativa o contabile innanzi alla Corte dei conti non concreta una causa di incompatibilità (Corte di cassazione - Sezioni civili: I Sezione, 12 settembre 1992, n. 10421);

5) coloro che, per fatti compiuti quando erano amministratori o dipendenti del comune ovvero di istituto o azienda da questo dipendente o vigilato, sono stati, con sentenza passata in giudicato, dichiarati responsabili verso l'ente, istituto o azienda e non hanno ancora estinto il debito (articolo 63, comma 1, numero 5), del decreto legislativo 267/2000;

6) coloro che, avendo un debito liquido ed esigibile, verso il comune ovvero verso istituto od azienda da esso dipendente, è stato legalmente messo in mora ovvero, avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detti enti, abbia ricevuto invano notificazione dell’avviso di cui all’articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (articolo 63, comma 1, numero 6), del decreto legislativo 267/2000).

Alle cause di incompatibilità sopra elencate si aggiungono poi quelle introdotte dal Capo VI del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, relative al conferimento di incarichi di varia natura nelle pubbliche amministrazioni o in enti soggetti a controllo pubblico ai componenti degli organi di indirizzo politico dalle amministrazioni locali (es. incarichi dirigenziali, incarico di A.D., ecc.).

È principio consolidato che le cause limitative del diritto garantito costituzionalmente all'elettorato passivo sono norme di "stretta interpretazione".

2) Elezioni del presidente del consiglio comunale

a) La maggioranza proporrà la consigliera Ciccia Caterina

3) Giuramento del sindaco

4) Nomina commissione elettorale

5) Comunicazione da parte del sindaco delle avvenute nomine dei componenti della giunta e del vicesindaco.

Sulla base della dichiarazione che “Gli atti relativi agli argomenti sarebbero stati depositati presso l’ufficio di segreteria dal 21 giugno, ore 12.00” riportata a piè della convocazione consiliare, ieri abbiamo chiesto alla segreteria di conoscere le deleghe conferite dal sindaco. Ci è stato risposto che esse, pur firmate, non erano pubbliche perché il sindaco le avrebbe partecipate in consiglio comunale.

Stamattina le abbiamo trovate su un quotidiano.

Chiediamo al sig sindaco di sapere il perchè di questa discriminazione.

Pubblicato in Politica

Ecco il comunicato del gruppo "Progetto Longobardi".

La maggioranza ha approvato il conto del bilancio 2016 ed il bilancio di previsione 2017/2019, in un'unica seduta, con il voto contrario del gruppo consiliare "Progetto Longobardi" e l'assenza del consigliere Donatella Attanasio e del capogruppo di maggioranza Antonio Costabile.

 

Si è tenuto, infatti, ieri sera, alle 19, presso la casa municipale di Longobardi, il consiglio comunale, in seconda convocazione, avente, tra l'altro, all'ordine del giorno, l'approvazione del conto del bilancio 2016 e del bilancio di previsione 2017/2019.

 

"Premesso che è oneroso discutere in un'unica seduta il conto 2016 ed il previsionale 2017/2019, snocciolando numeri e dati negativi, è evidente la totale fallimentare gestione del comune".

 

E' quanto affermano i consiglieri di minoranza Francesco Cicerelli e Nicola Bruno.

"Compito di un'amministrazione -continua il capogruppo di minoranza Nicola Bruno- è quello di sviluppare il proprio territorio e di migliorare il benessere dei propri cittadini.

Questo compito diventa impossibile senza un'attività di programmazione efficace.

 

Sono documenti che riportano solo numeri, senza alcun provvedimento strategico su come ridisegnare il volto del paese.

Evidenziano un timido risanamento, a totale scapito dei cittadini, con tasse al massimo, pochissimi investimenti e pochissimi servizi, peraltro, inefficienti, svendite patrimoniali, sprechi ed una spesa abnorme.

L' indebitamento rimane ancora elevato: dal parere dell'organo di revisione sulla proposta di bilancio di previsione 2017/2019, anno 2017, si evince un debito di € 3.528.524,32, cui va aggiunta la somma di € 2.162.064,11 che riguarda l'indebitamento di cui al D.L. n° 35/2013, con un'incidenza degli interessi passivi, sempre per l'anno 2017, di € 203.725,60".

 

Non meno grave il rendiconto 2016, a proposito del quale, "l'organo di revisione precisa, senza mezzi termini, -continua il consigliere Bruno- che un'eventuale mancata approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale -si legge nella relazione- da parte della corte dei conti, non consentirà il pagamento dei debiti con fondi di bilancio e potrà compromettere l'equilibrio economico e finanziario dell'Ente".

 

In altre parole "se la corte dei conti -conclude Bruno- dovesse approvare il c.d. predissesto, il comune rimarrebbe impantanato, per 10 anni, in tasse al massimo, zero servizi e zero investimenti; se viceversa, dovesse deliberare di non approvare il suddetto piano, andrebbe in dissesto".  

Pubblicato in Longobardi

Il consiglio comunale di San Pietro alla unanimità ha approva la proposta della consigliera di minoranza dottoressa Argia Socievole.

Ecco integrale la proposta letta in consiglio comunale ed avente ad oggetto:

OGGETTO: 60° ANNIVERSARIO DEI TRATTATI DI ROMA

Nella ricorrenza del 60° anniversario dei Trattati di Roma ricordato a Roma il 25 marzo 2017, il Consiglio Comunale di San Pietro in Amantea riunito in sessione ordinaria il 31.3.2017 ore 19:00:

PREMESSO

- che in Europa si sta affrontando con sempre maggiori difficoltà la lunga crisi economica e finanziaria, l’emergenza rifugiati e il problema della sicurezza interna ed esterna;

- che la situazione di diffusa incertezza contribuisce all’erosione del consenso dei cittadini nei confronti del progetto di integrazione europea;

- che la sua stessa sopravvivenza è sempre più spesso messa in discussione insieme al progetto di pace e integrazione che essa incarna

CONSAPEVOLE

- che l’unificazione europea è stata, e resta, la condizione necessaria per la pace, la prosperità ed il progresso del nostro continente;

- che da oltre 60 anni le Comunità Europee e l’Unione Europea hanno reso possibile:

1) il nostro sviluppo economico e sociale,

2) garantito e rafforzato le nostre democrazie,

3) abolito la forza delle armi sostituendola con la forza del diritto;

- che le radici delle attuali difficoltà sono da ricercare nell’assetto Istituzionale dell’Unione Europea, incompleto e inadeguato;

- che solo con un sistema di governo soprannazionale efficace, responsabile e democratico, l’Europa può divenire abbastanza forte da garantire il futuro dei propri cittadini;

PRESO ATTO

che l’esito del referendum nel Regno Unito rende ancora più urgente l’avvio della riforma delle istituzioni europee e dimostra la necessità di prevedere la coesistenza all’interno dell’Unione Europea di diversi livelli di integrazione tra gli Stati membri;

AUSPICA

che i capi di Stato e di Governo riunitisi a Roma il 25 marzo u.s., per rilanciare e completare l’unità economica e politica dell’Europa, avviino le politiche necessarie per far fronte:

PERTANTO ADERENDO ALLE RAGIONI DELLA MANIFESTAZIONE PROMOSSA IL 25 MARZO A ROMA DALLE ORGANIZZAZIONI EUROPEISTE C H I E D E

AL GOVERNO – AL PARLAMENTO NAZIONALE – ALLE ISTITUZIONI EUROPEE

- di adoperarsi affinché il 60° anniversario dei trattati di Roma diventi una occasione di svolta per la storia europea;

- di andare oltre gli attuali trattati verso una unione federale, del popolo europeo, con il popolo europeo, per il popolo europeo al fine di realizzare il progetto di Ventotene sulla base di un nuovo patto politico europeo.

C H I E D E AL CONSIGLIO COMUNALE

- di trasmettere copia della presente al MFE (Movimento Federalista Europeo), alla Prefettura di Cosenza, alla Presidenza della Regione Calabria, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Presidenza della Repubblica, alle Istituzioni Europee;

- che con separata conforme votazione la presente deliberazione sia immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4 del D. Lgs 267/2000.

San Pietro in Amantea 30.3.2017  

Pubblicato in Basso Tirreno

Lo stabile del municipio è interessato da lavori di manutenzione straordinaria e così il consiglio si è svolto nella vicina vecchia chiesa sconsacrata ed oggi destinata a Museo dell’arte orafa calabrese.

 

Due i punti all’ordine del giorno.

Il primo è la approvazione dei verbali della seduta precedente.

Il secondo è “Modifiche allo Statuto del “GRUPPO DI AZIONE LOCALE DEL SAVUTO società Consortile a responsabilità limitata, in GAL SAVUTO Scarl”.

 

Una modifica che si sarebbe resa necessaria per l’adesione al GAL da parte di tutti i comuni del vecchio CIBTC, il primo e famoso consorzio del Basso Tirreno Cosentino, poi chiuso dal sindaco Tonnara, ed i cui comuni oggi si accorgono di doversi comunque unire per essere più espressivi( misteri della politica)

 

Ai comuni di Comuni di Aprigliano, Altilia, Belsito, Bianchi, Carpanzano, Colosimi, Figline Vegliaturo, Grimaldi, Mangone, Marzi, Panettieri, Parenti, Paterno Calabro, Pedivigliano,. Rogliano, S.Stefano di Rogliano, Carolei si sono aggiunti tutti quelli del CIBTC tra cui Aiello Calabro, Cleto, Serra d’Aiello,San Pietro in Amantea, Lago, Amantea, Belmonte Calabro Longobardi, Fiumefreddo Bruzio, Falconara Albanese e San Lucido,questo ultimi rappresentanti di un territorio completamente diverso da quello del Savuto.

 

Tutto per l’ interesse di questi comuni ai fondi del Por di cui è dotato il Gal che potrebbe erogare incentivi per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale e turistica” che prevede il sostegno allo sviluppo e al consolidamento delle micro, piccole e medie imprese dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e del settore manifatturiero tipico locale.

Tali incentivi si rivolgono alle imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, incluse le cooperative che vogliono presentare progetti di investimento nei settori dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tipici locali.

Sono finanziabili programmi di investimento fino a 500.000 euro nelle seguenti aree di intervento:

-promozione finalizzata alla valorizzazione delle risorse culturali

- recupero e valorizzazione di produzioni tipiche locali

-servizi per la fruizione turistica e culturale

Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis e prevedono congiuntamente:

-finanziamento agevolato a tasso zero fino al 60% della spesa ammessa, elevabile al 65% in caso

di impresa femminile, o impresa giovanile o in possesso del rating di legalità

—contributo a fondo perduto fino al 20% della spesa ammessa, elevabile al 25% in caso di impresa femminile, o impresa giovanile o in possesso del rating di legalità.

Le imprese beneficiarie devono finanziarie con risorse proprie la quota di investimenti non coperta dalle agevolazioni.

Pubblicato in Basso Tirreno
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