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Il consiglio comunale modifica il regolamento del servizio idrico e della Tari

Un voto alla unanimità.

Raro. Anzi rarissimo.

Rarissimi anche i presenti nella sala consiliare.

Tranne me, non c’era nessuno!.

E magari domani scriveranno del consiglio comunale anche coloro che non c’erano.

Comunque in consiglio ho sentito dire che si trattava di una modifica del regolamento fatta per venire incontro alla cittadinanza.

I tributi non saranno pagati più in una unica soluzione ma in sei rate bimensili.

In questo modo non arriverà una unica grande botta che non si riuscirà a pagare, ma 6 piccole rate pagabili da tutti.

E non solo.

I tributi , infatti, saranno pagati con 6 F24 e quindi senza oneri postali per i contribuenti

In realtà in questo modo il comune incasserà i tributi gradualmente ed avrà disponibilità tali da poter evitare un massiccio ricorso al credito bancario

Tutto a posto quindi.

Tranne almeno una cosa.

Ed è il fatto che il regolamento viene modificato il 19 febbraio 2018 ma si vuole applicare per i tributi del 2017, il che ci sembra strano.

Pubblicato in Primo Piano

Ecco cosa scrive la minoranza;

“Si è tenuto ieri, alle 14, presso la casa municipale di Longobardi, il consiglio comunale, in seconda convocazione, avente all'ordine del giorno quattro punti;

in particolare, al primo punto era prevista l'approvazione dei verbali relativi alla seduta del 15/11/2017;

al secondo, l'approvazione del Regolamento per la disciplina e lo svolgimento dell'attività della conferenza dei sindaci dei comuni appartenenti al distretto socio sanitario di Amantea;

al terzo era prevista la facoltà di avvalersi dell'art. 1, commi 888 e 889 della legge di bilancio 2018, per la rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, ex art. 243-bis D.lgs. n° 267/200, mentre al quarto era prevista l'approvazione del Regolamento comunale per la raccolta differenziata dei rifiuti e la video sorveglianza ambientale.

Il gruppo consiliare "Progetto Longobardi" ha votato a favore di tre punti sui quattro previsti.

In particolare, sul terzo punto: "Abbiamo votato contro la facoltà di rimodulare il piano -commenta il capogruppo di minoranza Nicola Bruno- atteso che i tributi rimangono al massimo, i servizi ridotti, gli investimenti insufficienti e l'indebitamento elevato".

Sull'ultimo punto, afferente l'approvazione del regolamento per la raccolta differenziata dei rifiuti: "Esprimiamo soddisfazione -conclude il consigliere Bruno- in quanto la maggioranza ha recepito le nostre osservazioni sul regolamento per la raccolta differenziata.

Di qui il nostro voto favorevole anche perchè il predetto regolamento prevede la video sorveglianza ambientale".

Pubblicato in Longobardi

Eccolo.

A tanti sembra incredibile!.

Noi non ci crediamo, ma oggi , se vero, vedremo.

Tutti in consiglio, allora! Oggi alle ore 15.00.

“All'ultimo, giovedì scorso, abbiamo lasciato vuote le nostre due sedie e dal pubblico, come semplici cittadine, abbiamo osservato con attenzione quanto si è detto e fatto.

Segnali chiari, messaggi inequivocabili tra chi ci governa e chi "dovrebbe opporsi" (a parte noi): sembravano un tutt'uno, armonia perfetta nelle violazioni al Regolamento e nella variazione di bilancio di quasi 700.000 euro, approvata dalla maggioranza con l'astensione dell'opposizione, come a dire ..fate pure!

Meraviglia nessuna, e non ci meraviglieremmo nemmeno se fossero veri i rumors del salto (imminente?) di Signorelli verso Pizzino: girano voci di accordi sottostanti e obiettivi comuni.

E di cosa ti vuoi meravigliare se di fatto questi politicanti amanteani sono la stessa cosa!

Ve lo dicevamo che la 1 o la 3 sono sempre loro, quelli che hanno fatto finta di litigare in campagna elettorale, quelli che hanno contribuito, governando chi per 10 chi per 20 anni, a dissestare Amantea.

Quelli che fingono di gestire la città ma in realtà gestiscono fatti loro.

Quelli che una volta si trovano da un lato e una volta dall'altro pronti a intercambiarsi nella regola delle "larghe intese" finalizzate al "loro" bene in comune!

Domani si voterà per il bilancio, in realtà è un'ipotesi di bilancio perché se qualcuno ancora se lo ricorda siamo un Comune in dissesto, che però due giorni fa ha chiesto alla Ubi Banca un'anticipazione di cassa di quasi 4 milioni di euro (Delibera GM n. 79).

Più o meno come aveva fatto esattamente un anno fa la Sabatino, per poi cadere sfiduciata un mese dopo.

Vi aspettiamo domani in Consiglio Comunale. Il M5s di Amantea.

Pubblicato in Politica

Ancora un consiglio straordinario ed urgente.

Un orario impossibile.

Le ore 14.00.

E la seconda convocazione domani giorno dell’Immacolata alle ore 15.00.

Questi gli argomenti importanti ed urgenti.

 

-Approvazione verbali seduta precedente.

-Ratifica delibera n 55 dell’11.10.2017 avente ad oggetto “Rimodulazione stanziamenti di bilancio per spese disposte dalla legge e quelle relative ai servizi locali indispensabili ai sensi dell’art 250 del dlgs 267/2000.

-Approvazione schema di convenzione di tesoreria e linee di indirizzo al responsabile del servizio finanziario.

-Approvazione schema di convenzione per esercizio in forma associata del servizio di segreteria comunale con il comune di Montepaone.

Un lungo consiglio comunale quello svoltosi oggi 27 settembre 2017

Presenti quasi tutti

Se non sbagliamo mancava solo Giuseppe Maria Vairo, una assenza giustificata perchè il consigliere era fuori Amantea

Scarso come tante altre volte il pubblico presente.

Circa 20 persone di cui almeno la metà del M5s.

Tutti in attesa del quinto punto all’ordine del giorno: Contestazione causa di incompatibilità art 69 TUEL. Delibera cc n 8 dell’8.9.2017. Presa atto osservazioni e determinazioni.

Il punto di Francesca Sicoli.

Non c’erano come l’ultima volta i vecchi amministratori.

Questa assenza ci ha fatto intuire che ci sarebbero state novità nel giudizio finale.

Ed infatti!

La parola a Francesca Menichino che ha letto ed allegato agli atti del consiglio una lunga nota in difesa della consigliera Francesca Sicoli.

Una nota ascoltata con molta attenzione da tutto il consiglio che invero aveva già assunto una decisione a sorpresa, come scopriremo a breve.

Ma la nota più intensa è stata quella letta proprio da Francesca Sicoli che ha ribadito di non aver fatto nulla e che anzi ha plasticamente evidenziato di non volersi rassegnare e di non volersi celare mai, anzi di non volersi nascondere facendo finta di niente.

Da cittadina, prima ancora che da politica.

Ma al di là di piccole scaramucce verbali forse provocate da alcune affermazioni politicamente aggressive ed infelici , l’ intervento di Enzo Giacco ha segnato il punto di guado tra il passato ed il presente, tra una ipotesi meramente formale e la valutazione serena ed attenta della sostanza che lo ha portato , insieme al suo gruppo, a pronunciarsi per la inesistenza della supposta incompatibilità.

Un intervento che ha colpito e sorpreso.

Così come ha sorpreso la uniforme pronuncia di Concetta Veltri, anche a nome del suo gruppo, ed ancora più della consigliera Mastroianni che aveva sollevato il punto oggi discusso.

Né è stato diverso l’ intervento del sindaco Pizzino che ha richiamato la delibera 113/2015 dalla quale non si rileva nessun addebito della vecchia giunta alla attuale Consigliera Francesca Sicoli, che nella delibera non è nemmeno citata, così che pertanto si colloca in una condizione giudizialmente irrilevante

Alla fine il voto

Ed il consiglio alla unanimità ha deliberato per la non decadenza di Francesca Sicoli

Un applauso corale ha chiuso il consiglio tra sospiri e sorrisi.

Una scelta politicamente serena e che apre un solco tra la attuale e la vecchia amministrazione

Un solco profondo.

Né si esclude che la attuale decisione potrà influire sul processo attivato dalla giunta Sabatino e di cui la prima udienza è stata fissata nel lontano 2019.

“Oggi 8 settembre 2017 tutti i cittadini di Amantea dobbiamo fare i complimenti all'amministrazione Pizzino ( La Rupa) ed in particolare alla presidente del Consiglio Ciccia.

Dopo tre mesi di amministrazione in cui il presidente Ciccia ha convocato il consiglio solo per deliberare la sostituzione di un consigliere arrestato per voto di scambio, incredibilmente oggi viene convocato il Consiglio Comunale.

E' stato un parto difficile, senza dubbio, perchè è sbagliata la notifica indirizzata per tutti solo al consigliere Vairo, chissà perchè, forse perchè ha il merito di essersi dichiaratamente ispirato a La Rupa...

E' stato un parto difficile perchè il presidente Ciccia che ha il dovere di illustrare gli argomenti prima del consiglio non è riuscita nemmeno a farci avere gli atti se non 24 ore prima e non è stata convocata come dovuto la conferenza dei capigruppo.

Difficile si, e se non bastasse anche convocato in via di urgenza seppure per adempimenti ordinari che potevano essere organizzati con tutta la necessaria programmazione in tre mesi di tempo.

Ma in tutto questo qual'è l'argomento più urgente, il primo dell'ordine del giorno dopo l'approvazione dei verbali?

Eccolo quello più urgente sul quale pare abbiano studiato tutta l'estate è lei: Francesca Sicoli, descritta come elemento che può "compromettere la piena legittimità dell'ente, ove il voto del consigliere incompatibile sia determinante nell'esito della votazione".

Potevamo pensare che vi sareste occupati con urgenza di assegnare le deleghe al bilancio, o le deleghe rimaste scoperte dopo le dimissioni del consigliere arrestato per voto di scambio, potevamo pensare che sarebbe stato urgente gestire i problemi del bilancio, i tagli alla spesa che ci ha condotto al dissesto, o la gestione delle entrate, o gli altri tanti problemi della nostra comunità.

E invece il vostro problema urgente è .....la Sicoli!

Bene. Ne vedremo delle belle!

L'invito alla partecipazione è rivolta come sempre a tutti i cittadini e il Consiglio è previsto per le ore 11, a meno che in un eccesso di legalità il presidente Ciccia non si renda conto che è illegittima la convocazione e lo aggiorni nel rispetto della legge e dei regolamenti, organizzando anche la diretta streaming.

Se così non sarà e per tutto il resto rivolgiamo i complimenti a voi, carissimi Pizzini e carissime Pizzine, ed in particolar modo alla Pizzina Ciccia.

A voi tutti, vivissimi complimenti. Francesca Menichino

Pubblicato in Campora San Giovanni

La riunione è fissata per giorno 8 settembre, alle ore 11.00, in prima convocazione e per il giorno successivo, alle ore 12.00, in seconda convocazione.

Sei i punti all’ordine del giorno:

 

Il primo punto è, ovviamente, quello relativo alla “Approvazione dei verbali della seduta precedente”.

Il secondo punto di rilevante natura politica avendo ad oggetto “ Incompatibilità ed ineleggibilità consigliere comunale. Determinazioni”.

Non è dato di sapere ufficialmente quale / quali sarà / saranno la / le posizione / posizioni soggetta /soggette a verifica di incompatibilità ed ineleggibilità.

Possiamo sospettarlo soltanto.

Il terzo punto è estremamente importante per il servizio RSU.

Sarà approvato il “Nuovo regolamento comunale per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti soldi urbani ed assimilati e per il compostaggio domestico”.

Il compostaggio potrebbe essere la soluzione utilizzabile sia in periferia, sia in città per ridurre i conferimenti dell’umido e la contrazione delle tariffe della TARI.

Il quarto punto è anche esso di natura politica perché relativo alla “Istituzione delle commissioni consiliari permanenti ed alla individuazione dei componenti le stesse”.

Dalla nomina dei componenti delle commissioni consiliari potrebbe derivare un forte impulso alla compartecipazione della minoranza al governo del paese ed ai contributi dei consiglieri comunali che non hanno carche assessorili.

Il quinto punto è relativo alla “Nomina della commissione prevista per la formazione degli elenchi dei giudici popolari nelle corti di assise e nelle corti di assise di appello”.

Sesto e ultimo punto è “Il piano straordinario di revisione delle partecipate. Determinazioni”.

Un punto rilevante alla luce della corrente normativa di cui parleremo a breve e che presenta elementi di vivissimo interesse tutti da valutare..

Gli atti relativi ai punti all’ordine del giorno saranno depositati presso la segreteria o giorno 7 dalle ore 11.00.

Pubblicato in Primo Piano

“Il tempo è un galantuomo, rimette a posto tutte le cose”. Così scriveva Voltaire.

Talvolta è così, ma non ci sembra davvero che sia sempre così!

Ieri pomeriggio alle 16.30 circa il consigliere Giuseppe Maria Vairo, primo dei non eletti nel consiglio comunale di Amantea della Lista Pizzino, dopo la pronuncia del consesso, chiamato dalla Presidente Ciccia Caterina, entra tra i banchi e prende posizione negli scranni della maggioranza.

Un sentito applauso lo accoglie.

Giuseppe è subentrato a Marcello Socievole che si era dimesso il giorno prima dopo il suo arresto per voto di scambio ed altro.

Una vicenda questa che ha creato viva preoccupazione nella giunta Pizzino alla quale è venuto meno anche l’assessore Rocco Giusto, dimessosi per un avviso di garanzia relativo alla vicenda di Maurizio Vadacchino.

Giuseppe Maria Vairo prendeva parola e contestava quanti avevano approfittato della vicenda del suo subentro per spargere fango su di lui con inaccettabile violenza politica.

Rivendicava la sua professionalità, la sua correttezza etica ed appunto ricordava che il tempo gli darà ragione.

A tanti, non solo a lui.

E così è sicuramente sarà.

Nemmeno pochi minuti dopo, infatti, giungeva la notizia che il Tribunale della Libertà aveva annullato l’ordinanza del GIP di Paola e che Marcello Socievole stava arrivando ad Amantea, a casa.

E similmente Franco La Rupa.

Ci stiamo chiedendo come sarebbe stato il coniglio comunale di ieri 3 agosto se la notizia della libertà di Socievole e La Rupa fosse giunta prima del consesso?.

E non solo!

Pubblicato in Cronaca

Richiesta consiglio urgenteAd Amantea stiamo vivendo un momento difficilissimo.

Proprio quando, dopo un’elezione, si doveva guardare ad un nuovo corso e ad una nuova speranza per una comunità che paga anni e decenni di malgoverno e cattiva gestione tutti presenti lì, nel dissesto.

Cosa accadrà? Ce lo chiedono in tanti, ce lo domandiamo tutti.

Gli arresti di Socievole e di La Rupa hanno squarciato il velo di ipocrisia che pendeva non solo su queste elezioni 2017, ma sul metodo elettorale che caratterizza Amantea, la Calabria e oltre.

Lo denunciamo da sempre dai palchi e nelle sedi giudiziarie.

Ma il sistema è così radicato e forte che si è riproposto ancora una volta con gli stessi schemi. Ovviamente la ben nota registrazione è solo la punta dell’iceberg, quella che si vede, possiamo tutti immaginare cosa vi sia sotto che non è emerso in Procura.

Il sindaco tace, fa finta di non sapere, nega la collaborazione con La Rupa salutato con stima dai palchi elettorali, referente dichiarato della lista azzurra.

Poi abbiamo l’assessore al Bilancio Rocco Giusta (ormai ex) indagato per truffa sui fondi dell’Unione Europea, che doveva rappresentare la figura cruciale e più importante del nostro comune in dissesto, ma che è accusato dalla Guardia di Finanza di Amantea di fatture false per nove milioni di euro.

In questa estate post-elettorale che doveva essere per Amantea ricerca di normalità e serenità, e lavoro per i flussi turistici in realtà ridotti a nulla, abbiamo solo cronache giudiziarie che ci hanno portato alla ribalta nazionale e grande incertezza per il futuro.

Ecco perché in questo momento sentiamo di rivolgerci a tutti i cittadini, indipendentemente dal voto che hanno espresso e sentiamo il bisogno di cercare una strada per ristabilire in qualche modo la serenità di questa comunità che eravamo pronti a governare.

Immediatamente abbiamo chiesto le dimissioni della giunta Pizzino, perché riteniamo che nessuna serenità possa venire da un’amministrazione che ha agito nei modi che abbiamo visti e sentiti.

Abbiamo anche rivolto un appello accorato al sindaco, ma nessuna risposta.

Non possiamo più accettare silenzio e omertà.

Incontriamoci e parliamone, e facciamolo nelle sedi istituzionali, il Consiglio Comunale, in cui i cittadini possano vedere e sentire e sapere, e non solo immaginare cosa accade nelle segrete stanze.

Non si riunisce da più di un mese il consiglio dopo la prima seduta del 26 giugno, non sono state formate le commissioni consiliari, sembra un consiglio morto prima ancora di nascere.

Oggi abbiamo protocollato una richiesta per un consiglio urgente, in quanto Riteniamo necessario un momento di confronto pubblico su quanto accaduto perché ognuno esprima le proprie valutazioni e soprattutto per dare conto alla cittadinanza di quanto stia accadendo e possa accadere.

Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità davanti alla cittadinanza di Amantea.

Pubblicato in Primo Piano

In tanti parlano dello scioglimento del Neo consiglio comunale di Amantea.

 

Qualcuno perfino lo invoca.

Quasi che nuove elezioni fossero in grado di risolvere la perdurante insufficienza della classe politica locale.

 

Si tratta di un sentimento interessato da parte di chi non ha vinto le elezioni?

O forse si tratta della usuale arrogante supponenza di chi è rimasto fuori dal consesso di essere in grado di poter affrontare e risolvere i gravissimi problemi della città?

Una supponenza che nasce intanto dalla approssimativa se non mancata conoscenza intima e completa dei problemi medesimi.

E comunque, quasi che lo scioglimento del consiglio fosse la soluzione principe in tutti i casi della vita: tagliare e ripiantare senza domandarsi se il terreno sia in grado di far ripartire la politica, la democrazia , la giustizia.

 

Ora noi sappiamo, invece, che lo scioglimento del consiglio è una lesione al principio costituzionale della democrazia.

Un provvedimento, quindi, eccezionale e straordinario che può essere disposto solo nei casi e per i motivi tassativamente previsti dalla legge.

Un provvedimento perfettamente normato dalla legge.

Intanto dall’art 141 del Tuel il quale dispone che :” I consigli comunali e provinciali vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno:

a) quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonchè per gravi motivi di ordine pubblico;

b) quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi per le seguenti cause:

1) impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del sindaco o del presidente della provincia;

2) dimissioni del sindaco o del presidente della provincia;

3) cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purchè contemporaneamente presentati al protocollo dell'ente, della metà più uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il sindaco o il presidente della provincia;

4) riduzione dell'organo assembleare per impossibilità di surroga alla metà dei componenti del consiglio;

c) quando non sia approvato nei termini il bilancio.

c-bis) nelle ipotesi in cui gli enti territoriali al di sopra dei mille abitanti siano sprovvisti dei relativi strumenti urbanistici generali e non adottino tali strumenti entro diciotto mesi dalla data di elezione degli organi. In questo caso, il decreto di scioglimento del consiglio è adottato su proposta del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Nessuno di questi casi ricade nella attuale situazione amanteana.

Poi l’articolo 143 del decreto legislativo 267/2000, prevede lo scioglimento dei consigli comunali per il verificarsi di fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso.

Poiché tale articolo ha riprodotto i contenuti dell’abrogato articolo 15 bis della legge 19 marzo 1990, n. 55, nella trattazione di questo argomento si è tenuto conto, in quanto ancora attuali e compatibili con la nuova disciplina, anche delle interpretazioni (sentenze, pareri e circolari) che sono intervenute su tale articolo.

Dispone tale articolo che “i consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamenti effettuati a norma dell'articolo 59, comma 7, emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all'articolo 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un'alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l'imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali, nonchè il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica.

Non ci sembra che la recente vicenda induca allo scioglimento.

Tanto più che la nuova amministrazione non ha potuto porre in essere scelte e comportamenti condizionati dalla criminalità organizzata di tipo mafioso o similare.

E non servirebbe nemmeno la nomina da parte del prefetto di una commissione d'indagine, composta da tre funzionari della pubblica amministrazione.

A meno che essa non fosse riferita alla verifica della sussistenza degli elementi di cui al comma 1 con riferimento al segretario comunale, ai dirigenti ed ai dipendenti dell'ente locale.

E quindi alle vecchie amministrazioni, non certamente a quella attuale!

A noi personalmente la logica de “Ad albero caduto, accetta, accetta” non ci è mai apparsa quella che risolve i problemi.

Al più può servire per fare provviste per l’inverno, dimenticando che il problema degli amanteani non è certamente l’inverno!

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