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Si cerca l'intesa sulle elezioni regionali in Calabria

Incontro a cena, in un ristorante del centro di Roma, tra il segretario Pd Nicola Zingaretti e il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio.

Il faccia a faccia, secondo quanto di apprende, ha avuto al centro il voto in Umbria del 27 ottobre e la possibilità di trovare un candidato comune anche per le prossime regionali in Calabria.

 

 

Il dialogo, dunque, va avanti, nonostante la posizione dei parlamentari calabresi dei 5 Stelle che hanno più volte ribadito il loro no ad un eventuale accordo con i democratici .

Lo stesso movimento sta vivendo giorni di tensione proprio in vista delle elezioni regionali in Calabria.

Pubblicato in Calabria

Il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, propone di rivedere il taglio del cuneo fiscale per aiutare i lavoratori incapienti, ovvero coloro i quali sono precari e guadagnano meno di 8mila euro l’anno.

L’idea è quella di erogare un bonus da 40 euro mensili sotto forma di assegno per quasi 4 milioni di lavoratori.

Ancora non è neanche stato definito, ma ha già scatenato le polemiche interne alla maggioranza.

 

Non solo, perché il taglio del cuneo fiscale potrebbe addirittura sparire dalla prossima legge di Bilancio, rimpiazzato – almeno per un primo momento – da una nuova misura: un bonus per i lavoratori precari che guadagnano meno di 8mila euro l’anno e che rientrano, quindi, nella no tax area.

La proposta è stata lanciata dal viceministro all’Economia, Antonio Misiani.

E potrebbe sostituirsi al taglio del cuneo fiscale per cui verranno stanziati, stando alla Nota di aggiornamento al Def, 2,7 miliardi.

Questo bonus riguarderebbe quasi quattro milioni di persone.

Che da gennaio potrebbero ricevere 40 euro al mese sotto forma di assegno.

Secondo un calcolo riportato dal Sole 24 Ore il loro reddito potrebbe aumentare dell’11%.

Per ora si tratta solo di una proposta, che sembra non essere ancora stata discussa dalla maggioranza.

Potrebbe essere applicata al posto del taglio del cuneo fiscale o, come fa intuire Misiani in un passaggio del suo post su Facebook, trovando risorse aggiuntive.

La proposta del viceministro Misiani

La proposta è stata lanciata dal viceministro Misiani con un post su Facebook, dal titolo “cuneo fiscale: iniziare dai lavoratori a basso reddito”.

L’esponente del Pd parte da una considerazione: “Secondo un sondaggio pubblicato ieri la riduzione progressiva del cuneo fiscale a partire dal 2020 è la misura più apprezzata dagli italiani.

Dobbiamo iniziare a farlo il prima possibile, utilizzando tutti gli spazi di bilancio disponibili.

La priorità, a mio parere, è iniziare ad aiutare i dipendenti a basso reddito: 3 milioni e 700 mila lavoratori “incapienti” che sono rimasti esclusi dal bonus 80 euro di Renzi e che solo in alcuni casi beneficiano del reddito di cittadinanza.

Sono i cosiddetti “working poors”: lavoratori poveri spesso precari, part time involontari, collaboratori a basso reddito, dipendenti con salari orari da sfruttamento. In tantissimi casi giovani”.

Per Misiani è un fenomeno molto diffuso in Italia, per cui è necessario aiutare questi lavoratori: “Dobbiamo farlo estendendo erga omnes i salari minimi previsti dai contratti di lavoro maggiormente rappresentativi, mettendo fuori gioco i contratti “pirata” che legittimano paghe orarie da fame.

Ma dobbiamo farlo anche utilizzando lo strumento fiscale, come fanno da tempo paesi avanzati come gli Stati Uniti (con l’Earned Income Tax Credit).

Chi pensa che le risorse ipotizzate dalla Nota di aggiornamento non siano sufficienti, non chieda di rinviare questa misura: ci aiuti a trovare ulteriori fondi.

Saremo felici di discuterne, con lo spirito costruttivo di sempre”.

A quanto apprende l'Adnkronos, è la richiesta che ieri deputati e senatori M5S eletti sul territorio hanno messo nero su bianco in una lettera indirizzata al loro capo politico, Luigi Di Maio, certi di dar voce al malumore che un accordo coi dem, sulla scia di quello stretto in Umbria, genererebbe tra gli attivisti calabresi.

Ieri un gruppo nutrito di parlamentari 5S si è incontrato nella Capitale per lavorare a un documento ad hoc.

L''ambasciatore' chiamato a consegnarlo a Di Maio è Pietro Dettori, al quale ieri stesso sarebbe stata affidata la lettera in questione.

Che, di fatto, chiude ad alleanze con il Pd e con altre forze politiche, ma lascia aperta la porta alle alleanze civiche.

L'ultima parola spetterà comunque al capo politico, ma obiettivo dei parlamentari, viene spiegato, è fare arrivare il loro 'niet' forte e chiaro a Di Maio.

di Ileana Sciarra

Pubblicato in Calabria

Si complica sempre più la corsa per le candidature a presidente della Regione Calabria in vista delle elezioni che potrebbero svolgersi a dicembre.

Mentre il centrosinistra si è diviso sul nome di Mario Oliverio con la decisione del Pd di non sostenere una sua ricandidatura, provocando la reazione dello stesso governatore, il centrodestra rischia la stessa fine.

 

 

 

In campo, infatti, restano le candidature di Mario Occhiuto per Forza Italia e quella di un governatore indicato dal gruppo Lega-Fratelli d'Italia.

In quest'ultimo caso, il nome più papabile resta quello di Wanda Ferro.

Mentre i partiti tradizionali fanno i conti con le lacerazioni interne, anche nel Movimento 5 Stelle si apre la corsa.

Il senatore Nicola Morra ha respinto completamente la proposta di guidare i penta stellati soprattutto se in alleanza con il Pd, mentre la deputata Dalila Nesci ha offerto la propria disponibilità.

Negli ultimi giorni, l'ipotesi di un accordo tra i 5 Stelle e i democratici aveva anche alimentato l'ipotesi della candidatura di Pippo Callipo.

Nesci, invece, si dice pronta a mettersi in campo: «Io mi ero resa disponibile ancora prima della caduta del governo: lo dissi a Di Maio, gli dissi che sono disposta a dimettermi da parlamentare e candidarmi».

«Quello dell’Umbria - ha affermato la parlamentare vibonese - secondo me non è un modello replicabile in Calabria.

Anche alle europee ci siamo confermati primo partito, abbiamo mantenuto alta la bandiera del M5s per la serietà con cui abbiamo condotto le battaglie: l'idea di lasciare la responsabilità di aggregare forze ad un esponente del civismo sarebbe sbagliata.

E’ il M5s che si deve fare garante di un’aggregazione civica», tanto più ora che pare «possibile che Oliverio indica le elezioni per dicembre».

Nesci è già alla seconda legislatura ma ricorda che la questione di come far continuare a crescere il Movimento è un nodo da risolvere che esiste da tempo: «E' arrivato il momento di scegliere cosa vogliamo fare da grandi, non possiamo più tergiversare», dice.

«Quello che so è che siamo un Movimento 2.0 che ha deciso di prendersi la responsabilità di governo: credevo nella svolta governista e ci credo ancora, tant'e che ho sostenuto e sostengo la nascita di questo nuovo esecutivo», afferma la deputata che sul governo della Calabria insiste: «Se siamo il primo partito, vuol dire che la popolazione ha la nostra fiducia.

Dobbiamo avere il coraggio di proporci per governare anche una regione così disastrata come la Calabria».

Nesci ricorda inoltre che «su Rousseau abbiamo votato di valutare l’apertura alle liste civiche: ma dobbiamo farlo facendoci noi garanti, non delegando ad altri».

Tanto più che «siamo i primi a sapere che esistono liste civetta che nascondo interessi di partiti e che la criminalità organizzata è capace di infiltrarsi ovunque»

Pubblicato in Calabria

Nella giornata di sabato, in due distinti interventi la Polizia di Stato ha deferito tre extracomunitari, tutti per reati contro la persona per fatti avvenuti nel centro storico.

In particolare, la squadra volante è intervenuta nel tardo pomeriggio a seguito di una chiamata al 113, dove veniva segnalata una rissa tra più stranieri.

All’arrivo delle volanti, alcune delle persone coinvolte riuscivano a scappare, mentre due stranieri venivano bloccati.

 

 

In particolare uno dei due, di origine gambiana, dopo aver divelto un’asse di legno da una panchina, cercava di aggredire un altro straniero, di nazionalità afghana, che, intanto, aveva in mano tre sassi.

Ciononostante, grazie al tempestivo intervento del personale della Polizia di Stato, i due venivano bloccati e denunciati.

Sempre nella serata di sabato, personale delle volanti notava nelle vie del centro un extracomunitario, di origini somale, in evidente stato di ubriachezza che minacciava i passanti con una bottiglia di vetro.

Questo, al tentativo degli operatori di bloccarlo, opponeva resistenza, ma, con non poca difficoltà, veniva calmato e accompagnato in Questura.

Per questi motivi è stato deferito all’A.G. per i reati di “resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale” e “minaccia aggravata”.

Per tutti e tre gli stranieri sono in corso accertamenti di natura amministrativa circa la loro posizione sul territorio nazionale.

Calabria 7 16 Settembre 2019          

Pubblicato in Crotone

In nome delle poltrone Pd e Movimento 5 Stelle non conoscono vergogna.

Anche nei nomi e sui numeri dei sottosegretari hanno trovato la quadra.

Dopo alcuni giorni di trattative l’accordo è finalmente arrivato: 22 + 6 poltrone al M5S e 18+4 al Partito Democratico.

Hanno sistemato tra Sottosegretari e Vice Ministri 50 Deputati e Senatori.

 

 

L’Ufficio di collocamento ha funzionato alla perfezione.

E’ riuscito a trovare un lavoro ben remunerato a 50 uomini e donne che nella vita civile non avrebbero mai trovato, neppure come minatori o bagnini nelle assolate spiagge italiane.

Tutti felici e contenti?

Non direi.

Alcuni Deputati e Senatori che aspettavano con ansia e trepidazione la promozione e non sono stati accontentati ci sono rimasti malissimo.

I renziani addirittura sono in rivolta contro la Segreteria del partito perché nessun Deputato o Senatore della Toscana è stato nominato sottosegretario.

Parlano di una vendetta contro Renzi.

Il Senatore calabrese Ernesto Magorno ha bocciato la scelta del suo partito per non aver inserito un calabrese nella squadra di Conte.

Una calabrese, però, è entrata a far parte della squadra di Conte.

Si tratta di Anna Laura Orrico eletta nel Collegio uninominale di Cosenza.

Sarà Sottosegretario alla Cultura.

Liberi e Uguali ha ottenuto due posticini e uno anche il Movimento per gli italiani all’estero.

Da oggi in poi anche un solo voto conterà nelle votazioni specialmente al Senato e una poltrona ben remunerata aiuta il Governo a sopravvivere.

E a noi, miseri mortali? Niente.

A noi non hanno offerto niente, neppure una poltroncina sgangherata.

Anche noi abbiamo contribuito col nostro voto a mandare Deputati e Senatori nullafacenti alla Camera e al Senato.

Ma forse il nostro voto non servirà più, avranno il voto degli extracomunitari.

Ora il Governo può iniziare a lavorare per il bene del paese.

Come? Porti aperti e accoglienza indiscriminata ai poveri cristi che lasciano la loro terra e sbarcano in Italia per riempire le strade e le piazze delle nostre città senza alcuna prospettiva.

Le coop ringraziano e qualcuno già brinda e esulta: Hanno sconfitto Salvini.

E Franceschini è pronto ad aprire una nuova stagione di alleanza con il M5Stelle. Potranno presentarsi insieme alle elezioni regionali.

Per fare cosa?

Impedire alla destra e a Salvini in particolare di vincere anche in Umbria, Calabria ed Emilia Romagna.

A Roma ci sono riusciti.

Hanno estromesso con un inciucio il Ministro Salvini dal Viminale.

Ma il M5Stelle, per il momento, nonostante le lusinghe del Pd ha detto no. Per il momento, domani si vedrà.

Per anni hanno detto che mai e poi mai avrebbero fatto un Governo col Pd, oggi, invece, sono insieme, si abbracciano e giurano che  questo Governo del professorino durerà l’intera legislatura come ha promesso lo stesso premier nel lungo discorso pronunciato alla Camera e al Senato.

Cosa ha promesso agli italiani? Tante cose belle. E intanto le macerie delle case crollate durante il terremoto di tre anni fa non sono state neppure rimosse.

E il Premier ha avuto il coraggio e la faccia tosta di ripresentarsi nelle zone terremotate e ha promesso ancora una volta che gli abitanti non saranno dimenticati.

Campa cavallo che l’erba cresce.

Ma forse lui non conosce questo antico e saggio proverbio.

Ma perché gli abitanti di Accumoli non sono scesi in piazza?

I forconi, i forconi ci vogliono.

Pubblicato in Italia

Il Movimento Cinque Stelle ha smentito l'ipotesi di alleanza col Pd in occasione delle Regionali in Umbria, circolata nelle ultime ore

Il Movimento Cinque Stelle ha smentito l’ipotesi di alleanza col Pd in occasione delle Regionali in Umbria, circolata nelle ultime ore dopo essere stata proposta dal ministro Dario Franceschini.

Come riporta l’Ansa, fonti del movimento hanno dichiarato: “Il tema delle alleanze alle regionali non è all’ordine del giorno.

Dunque non c’è in ballo alcuna possibile alleanza con il Pd in vista delle prossime elezioni Regionali”.

Le elezioni Regionali in Umbria si terranno il prossimo 27 ottobre, ma la proposta del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo non ha trovato terreno fertile tra gli alleati di governo.

L’idea era stata accolta positivamente anche dal segretario del Pd Nicola Zingaretti, e criticata dal leader della Lega Matteo Salvini.

I portavoce del M5s hanno precisato: “Le priorità per il MoVimento sono altre, ci sono temi importanti da affrontare e provvedimenti da realizzare in tempi celeri a favore dei cittadini.

Una cosa è certa: le dinamiche interne tra forze politiche non interessano agli italiani e non servono a far crescere il Paese.

Rimaniamo concentrati sulle cose concrete come il taglio dei parlamentari e l’abbassamento delle tasse“.

Intanto, Matteo Salvini ha rassicurato il suo elettorato a un’iniziativa a Orvieto: “Ho visto anche oggi che secondo gli ultimi sondaggi la Lega è il primo partito italiano.

Quindi non penso che potranno andare avanti a lungo solo nel nome della poltrona e dell’odio nei confronti della Lega”.

Ndr: Matteo. La lega non è l’ombelico del mondo!

Pubblicato in Italia

Scrive Iacchitè

Gli ultimi avvenimenti politici dimostrano che, ancora una volta, la Calabria risulta essere assolutamente non considerata a livello governativo, nonostante che alle elezioni del 4/3/18 abbia contribuito con oltre il 43% al successo del M5S!!!

Infatti dei suoi 18 parlamentari, nessuno è presente nella compagine governativa.

 

 

Il silenzio assordante ed il capo chino dimostrato nei confronti delle scelte romane da questi portavoce fantasma, ha fatto sì che si verificasse questa incresciosa situazione, che ha provocato la rabbia di tutti coloro che ogni giorno si spendono sul territorio.

Perché il ritrovarci Ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli che inneggia al Tav, alla Gronda ed alla NON revoca delle concessioni autostradali ai Benetton, a noi Calabresi che manchiamo delle più elementari infrastrutture, non può che provocarci disgusto e RABBIA.

Avevamo visto una possibilità di cambiamento con il Decreto Calabria, grazie al lavoro di Giulia Grillo e ci ritroviamo ad avere Ministro della salute Roberto Speranza! Nomina che sicuramente ha esaudito le preghiere del Governatore Mario Gerardo Oliverio, responsabile, insieme a tutti quelli come lui, della disastrosa situazione sanitaria calabrese.

E che dire della nomina di Dario Franceschini al MIBACT ?In questo caso non ci sono parole:parla il suo operato nei governi Renzi- Gentiloni. A proposito di Gentiloni fa specie la sua futura scandalosa nomina a Commissario UE.

Molti di noi hanno votato SI su Rousseau dimostrando, ancora una volta, fiducia e speranza. Ma la presentazione della squadra di governo e la subalternità dimostrata dal M5S nei confronti dell’alleato, denota chiaramente un segno di debolezza, di abbandono dei valori che hanno portato le nostre idee non solo in Italia, non solo in Europa, ad essere l’Archetipo di un nuovo modo di fare politica: dimostrando che è possibile che siano semplici cittadini ad entrare nelle istituzioni.

Questi compromessi stanno normalizzando il Movimento tanto da rischiare di omologarlo a qualsiasi altro partito politico: così si perde definitivamente l’identità che lo ha contraddistinto finora.

Per riacquistare la dignità perduta, URLIAMO con grande fermezza e con tutto l’amore per un sogno chiamato MOVIMENTO 5 STELLE, di voler assistere ad un gesto clamoroso ed unico che si concretizzi in un voto di sfiducia verso un governo che non ci appartiene. Siamo pronti, qualora ciò non si verificasse, ad adottare simbolicamente la seguente citazione:

“QUANDO UN GOVERNO NON FA CIO’ CHE VUOLE IL POPOLO, VA CACCIATO VIA ANCHE CON MAZZE E PIETRE“ (Sandro Pertini)

Da Iacchite - 9 Settembre 2019

Pubblicato in Calabria

Catanzaro. “La possibile nascita di un governo targato Movimento 5 Stelle e Pd non significa in alcun modo che la stessa alleanza debba essere replicata nelle regioni e nelle varie realtà locali prossimamente chiamate al voto”.

E’ quanto afferma, in una nota, la deputata del Movimento 5 Stelle, Federica Dieni.

 

 

 

 

 

“Quanto al presunto patto elettorale, paventato da alcune testate locali, tra Pd e M5S alle prossime elezioni comunali di Reggio Calabria – aggiunge Dieni – affermo, senza temere smentite, che non esiste, in tal senso, alcun contatto, né dialogo finalizzato a un’intesa, tra il Movimento e il Pd o tra il Movimento e il sindaco Falcomatà.

Il M5S, a Reggio, non stringerà alleanze con altri partiti o forze politiche”.

“La maggioranza degli iscritti alla piattaforma Rousseau, nel luglio scorso – sostiene ancora Dieni – ha dato il via libera a collaborazioni elettorali solo con liste civiche.

Qualsiasi altra ipotesi, a Reggio e nel resto della Calabria, è quindi destituita di ogni fondamento”.

La Dieni sa usare bene le prole.

  1. La Dieni dice che ““La possibile nascita di un governo targato Movimento 5 Stelle e Pd non significa in alcun modo che la stessa alleanza debba essere replicata nelle regioni e nelle varie realtà locali prossimamente chiamate al voto”. Ma non esclude che “non possa”!
  2. Sempre la Dieni dice “affermo, senza temere smentite, che non esiste, in tal senso, alcun contatto, né dialogo finalizzato a un’intesa, tra il Movimento e il Pd o tra il Movimento e il sindaco Falcomatà. Ma non esclude che non possa esistere!

Insomma. Chi vivrà ,vedrà!

Una prima domanda si impone: come mai il PD prima ha lasciato che il M5s si alleasse con la lega ed ora invoca un “accordo alla tedesca"?

Ed a seguire una seconda domanda: in che cosa erano e sono simili il PD ed il M5s

I migranti?

Le autostrade?

La TAV?

BUH!

Certo che Graziano Delrio mostra tutta la sua intelligenza ora che sostiene che tra PD e M5s ci vuole un Accordo scritto:

“Salvini ha fatto un errore clamoroso, un autogol e ora è terrorizzato dall’idea di un accordo tra noi e il Movimento 5 Stelle”. Così Graziano Delrio, capogruppo del Pd alla Camera, a Circo Massimo su Radio Capital. “Salvini - aggiunge ironico - ha sicuramente azzeccato una mossa, ha capito che l’Italia ha bisogno di un altro governo - dice con un filo di sarcasmo Delrio - perché questo ha portato zero crescita, zero investimenti, cassa integrazione, non è stato un anno bellissimo come ci aveva preannunciato Conte, è stato un anno buttato via anche in termini di credibilità".

"Per il resto - prosegue - credo che la gestione della crisi, da parte del Ministro dell’Interno, sia stata un autogol per ciò che si è visto fino a oggi e se Salvini ci ripenserà e tornerà indietro sarà il suo suicidio politico.

Infatti secondo me non ci ripensa, sta semplicemente capendo che ha sbagliato le mosse ma siccome è abile sa che tornare indietro gli farebbe perdere credibilità e sarebbe un suicidio”.

Il rapporto con M5S? "Non ero di quelli che dicevano ‘mai’" ma, spiega Delrio, "ciò che serve è un accordo alla tedesca, come Cdu e Spd, una cosa scritta. Ci si mette a sedere, si tratta, si analizza ogni punto per il bene del Paese, convocando le menti migliori, per dare un’impronta diversa. Questo Paese finora è stato ossessionato da argomenti che non hanno portato bene, come l’immigrazione.

Mi fa piacere che Conte ne abbia preso atto. Il problema invece è il lavoro, dobbiamo abbassare il cuneo fiscale, c’è il tema del salario minimo”.

Oltre al salario minimo l’altro punto di confronto sarà il reddito di cittadinanza, sul quale Delrio vede “luci e ombre”. “Noi lo abbiamo criticato per un verso ma sostenuto per un altro - spiega l’ex ministro - perché come sviluppo del reddito di inclusione era giusto. Poi hanno messo anche le politiche attive del lavoro che però non entrano in vigore, hanno creato confusione e tolto efficienza alle misure contro la povertà. Non abbiamo mai fatto una battaglia frontale contro il Reddito ma la misura così concepita anziché avviare al lavoro lo scoraggia”.

Scandisce Delrio: “Mattarella detta i tempi, non Salvini. Il leghista è stato arrogante e ha sbattuto contro il muro mentre i Cinque Stelle hanno difeso le istituzioni. Noi a Mattarella parleremo di lavoro e svolta verde per l’emergenza ambientale. E’ un lavoro duro, serio, e non è detto che non permetta, questo percorso, di chiarire punti di convergenza con il Movimento finora offuscati”. Delrio anticipa che quando verrà il momento a Mattarella “verrà presentata la sintesi della direzione del 21 agosto. Il segretario farà questa sintesi e io sono fiducioso. Dovremo convincere i nostri elettori che non stiamo facendo un gioco di palazzo. Sappiamo che ci sono rischi, ma in politica e nella vita non ci sono opzioni totalmente prive di rischi".

"Il Pd - aggiunge ancora Delrio - mai come in questa occasione si dimostrerà compatto. La più grande qualità di Zingaretti è fare sintesi”. Quando gli si fa notare però che c’è sempre l’ipotesi di scissione dei renziani che incombe Delrio risponde che secondo lui “ci sarà, spero, la capacità e l’intelligenza da parte di tutti di capire che le proprie idee non possono valere più del bene del Paese. Salvini sta commettendo un errore clamoroso perché dimostra che per lui il tornaconto di un partito e personale valgono più della stabilità del Paese. Noi non dobbiamo fare lo stesso errore”.

LE REAZIONI - "Un contratto di governo tra M5S e Pd per una nuova maggioranza? Davvero non lo so - commenta all'Adnkronos il vice presidente della Camera Ettore Rosato (Pd) - Oggi sarebbe un contratto alla tedesca, domani un contratto alla... polacca. Di questi tempi e con questi interlocutori è difficile mettere qualcosa nero su bianco. Comunque, se Graziano l'ha detto, è giusto, e può anche darsi...".

Per il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Michele Giarrusso, che parla intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, "ci sono buone possibilità per far nascere un governo di legislatura serio e con un contratto trasparente. Oggi ha parlato qualcuno di importante del Pd che non è Renzi (Graziano Delrio, ndr) e ha proposto un contratto alla tedesca. Si tratta certamente di un risultato importante che abbiamo cominciato ad ottenere".

Pubblicato in Italia
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